“Aspiriamo a formare un governo di ampia coalizione con i nostri partner e con qualsiasi partito che desideri farlo e che non sostenga il terrorismo. Sono disponibile a discutere la questione. Lo ha scritto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affermando, alla vigilia di un incontro tra i leader dell'opposizione, che "l'opinione pubblica israeliana non vuole un governo che dipenda da Ràam e dalla Lista Unita, partiti che sostengono il terrorismo e negano l'esistenza dello Stato ebraico".
Trump minaccia ancora Teheran. Il presidente Usa ha ribadito che la guerra con l'Iran finirà “molto presto, in un modo o nell'altro”, aggiungendo che o “troveranno un accordo o noi porremo semplicemente fine alla questione, magari per la via più semplice". E ha poi concluso: “Voglio essere gentile ma a un certo punto dovremo colpire duramente”.
Media: “Cinque esplosioni udite sull'isola di Qeshm”
Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Irna, citata da al-Jazeera, sull'isola iraniana di Qeshm sono state udite cinque esplosioni. Secondo quanto riportato dall'IRNA, gli abitanti di Qeshm hanno riferito di aver visto due aerei sorvolare l'isola"
Trump: “Prezzi del petrolio crollano, un accordo con l'Iran può avvenire”
"I prezzi del petrolio stanno crollando vertiginosamente, con un calo di quasi 10 dollari al barile, un record (maiuscolo, ndr), perché si ritiene che non ci sarà una guerra con l'Iran. L'Iran vuole trovare un accordo, il prima possibile. Potrebbe succedere!". Così Donald Trump su Truth alla vigilia delle elezioni di midterm
Vance: “Con Trump ottimisti sulle prospettive di un accordo, sono stati fatti progressi”
"Io e il presidente ci sentiamo ottimisti sulle prospettive di un accordo negoziato potenzialmente in arrivo" (con l'Iran, ndr), ha dichiarato il vice Presidente JD Vance, rendendo noto che "alcuni progressi sono stati fatti". "Ora vediamo se possiamo farne altri", ha aggiunto.
I mediatori del Qatar a Teheran per riprendere i colloqui sulla riapertura di Hormuz
I mediatori del Qatar sono tornati a Teheran per riprendere i colloqui con esponenti iraniani su un possibile accordo per la fine del conflitto con gli Stati Uniti, vale a dire per la riapertura in tempi brevi - si parlava di soli due giorni - dello Stretto di Hormuz in cambio dell'allentamento delle sanzioni americano, rende noto una fonte informata al Times of Israel. Dopo questo duplice passo, un eventuale accordo prevede l'avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano
Netanyahu: “Aperto al dialogo per un ampio governo, mai con i partiti arabi”
"L'opinione pubblica israeliana non vuole un governo che dipenda da Ràam e dalla Lista Unita, partiti che sostengono il terrorismo e rifiutano l'esistenza dello Stato ebraico. Fin dal primo giorno, abbiamo teso la mano per la formazione di un ampio governo nazionale. Una netta maggioranza dell'opinione pubblica ebraica ha scelto il Likud come primo partito e ha scelto me per guidare il prossimo governo. Il nostro obiettivo è formare un governo ampio, insieme ai nostri partner e a qualsiasi altro partito che desideri unirsi, a condizione che non sostenga il terrorismo. Sono aperto al dialogo". Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu
Israele, respinta la richiesta di Likud di slittare la certificazione del risultato delle elezioni
Il Likud ha chiesto, con esito negativo, lo slittamento della certificazione del risultato delle elezioni legislative mentre il partito del Premier uscente Benjamin Netanyahu ribadisce l'accusa di un voto 'rubato' dai partiti arabi ed è aperta l'inchiesta sulla presunta interferenza straniera nel voto dello scorso 27 ottobre. Le eventuali interferenze tuttavia non sono considerate sufficientemente significative dalla Commissione elettorale per aver alterato il risultato del voto. L'avvocato del Likud e membro della Commissione, Ilan Bombach, ha scritto al presidente della commissione, il giudice Noam Sohlberg, per chiedere un incontro urgente dei vertici della commissione prima della certificazione del voto per garantire che tutti i membri della commissione siano aggiornati sui sospetti di interferenze straniere. Ma la sua richiesta è stata respinta.
Wsj: “Alleati Golfo si preparano a nuovi attacchi Usa contro l'Iran”
Gli alleati del Golfo si preparano a nuovi massicci attacchi americani contro l'Iran e alcuni paesi arabi hanno messo in guardia Teheran che potrebbero reagire, individualmente o in modo collettivo, se gli eventuali raid di ritorsione iraniani dovessero colpire le loro infrastrutture. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali le trattative attraverso i principali canali diplomatici sono in una fase di stallo. A pesare sui colloqui è chi prima fra Stati Uniti e Iran deve fare concessioni per consentire alle trattative di decollare.
Partito di Ben Gvir: “Voteremo contro l’approvazione dei risultati elettorali in Commissione”
Otzma Yehudit (Potere Ebraico), il partito del ministro di ultradestra Itamar Ben Gvir, ha annunciato in una nota che mercoledì voterà contro l'approvazione dei risultati elettorali presso la Commissione elettorale centrale.
Eisenkot: “Tentativo Netanyahu di delegittimare voto è attacco alla democrazia”
Il Likud e il primo ministro israeliano Netanyahu "stanno portando avanti, con tutta la loro forza, una campagna distruttiva e violenta volta a delegittimare i risultati elettorali e la Commissione elettorale centrale. Si tratta di un attacco diretto alla democrazia israeliana, che mette in luce il grave pericolo rappresentato dal perdurante controllo del Likud e di Netanyahu sul potere e sulle istituzioni di governo". Lo ha scritto su 'X' il leader di Yashar Gadi Eisenkot. "Quest'ultimo attacco è l'estremo tentativo di chi ha compreso la portata della propria sconfitta. Si erano abituati ad agire a loro piacimento, senza limiti né freni. Quei giorni sono finiti", ha aggiunto Eisenkot affermando che "chiunque pensi di poterci intimidire, spingendoci ad abbandonare la strada del cambiamento, sottovaluta la determinazione e l'impegno che io e i miei partner nutriamo nei confronti dei cittadini di Israele".
Baghaei: “Iran non si aspetta una nuova America dopo le midterm”
L'Iran non si aspetta che emerga una "nuova America" dopo le elezioni di Midterm. Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, che durante una conferenza stampa ha detto che "l'ostilità dell'America nei confronti dell'Iran risale a più di 70 anni fa". Baghaei ha aggiunto che l'Iran intende proseguire il dialogo con gli Stati Uniti attraverso i mediatori di Qatar e Pakistan per portare avanti le proprie richieste. Ma tutto, ha sottolineato, dipende dal fatto che gli Stati Uniti "accolgano le richieste e le posizioni dell'Iran, e solo allora dovremo discutere i passi successivi".
Leader dell’opposizione incontrano Eisenkot domani
I leader dell'opposizione in Israele si incontreranno domani mattina a Herzliya con il leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, per valutare i prossimi passi da compiere dopo aver confermato il loro sostegno all'ex capo delle Idf come nuovo premier. Lo rende noto l'ufficio stampa di Eisenkot spiegando che all'incontro parteciperanno Naftali Bennett, Avigdor Liberman, Yair Golan e Yair Lapid.
Araghchi: “Negoziati intensi. Pronti se gli Usa sono sinceri”
I negoziati per una soluzione diplomatica sono intensi e se gli Stati Uniti sono sinceri, l'Iran è disposto a impegnarsi. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas, Araghchi, a quanto riportano i media iraniani. "Le consultazioni attraverso i mediatori sono molto intense. Abbiamo presentato le nostre condizioni e il nostro piano e tutto dipende dalla razionalità politica di Washington", ha ribadito. "Se sceglieranno una diplomazia sincera, noi siamo pronti a impegnarci", ha assicurato. "Se invece avranno intenzione di ricorrere all'inganno e a un'operazione militare, avranno una risposta più amara e più pesante rispetto al passato", ha però avvertito
Iran, colloquio tra Putin e il capo della sicurezza nazionale Rezaei
Il capo della sicurezza iraniana Mohsen Rezaei ha parlato con il presidente russo Vladimir Putin della guerra in Medio Oriente. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa iraniana Irna senza fornire ulteriori dettagli. "Nell'ambito di consultazioni di alto livello tra Iran e Russia, e a seguito di recenti incontri tra alti funzionari dei due Paesi, il generale Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, e il presidente russo Vladimir Putin hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente durante una conversazione telefonica", ha riferito l'Irna.
Araghchi: “Pronti alla via diplomatica, ma se saremo attaccati la risposta sarà più dura che mai”
L'Iran è "più che mai preparati a una risposta militare e a una via diplomatica". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi riferendosi ai negoziati in corso con gli Stati Uniti tramite la mediazione del Qatar e del Pakistan. "Le consultazioni tramite i mediatori sono molto intense. Abbiamo presentato le nostre condizioni e proposte e tutto dipende dalla razionalità politica di Washington. Se sceglieranno la diplomazia onesta, siamo pronti a collaborare, ma se intendono ingannare o condurre operazioni militari, vedranno una risposta più dura e pesante di prima", ha affermato il capo della diplomazia iraniana.
Pezeshkian: “Da Khamenei alcuni poteri al governo per trattare con gli Usa”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, ha concesso al governo "determinati poteri" in merito ai colloqui di pace con Washington. Lo riportano i media statali iraniani e Iran International.
I Democratici: “Raccomanderemo al presidente Herzog di affidare l'incarico a Eisenkot”
Il partito I Democratici di Yair Golan ha annunciato che raccomanderà al presidente Isaac Herzog di affidare a Gadi Eizenkot l'incarico di formare un governo.
Lieberman: “Forse avremo transfughi dal Likud”
"Forse avremo dei transfughi dal Likud". Così il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Lieberman, risponde a chi gli chiede come, a suo avviso, l'opposizione guidata da Gadi Eisenkot possa formare un governo in Israele senza ricorrere al sostegno dei partiti arabi o haredi. "Aspetteremo, abbiamo pazienza. Dobbiamo assumere il controllo della Knesset. È fondamentale, innanzitutto, sostituire il presidente dell'Assemblea", afferma Lieberman, citato dal Times of Israel.
Lieberman proporrà Eisenkot premier e Lapid presidente della Knesset
Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beytenu, ha dichiarato in una conferenza stampa che il suo partito raccomanderà Gadi Eisenkot, leader di Yashar, per l'incarico di formare un governo in Israele. Ha poi aggiunto che sosterrà la candidatura di Yair Lapid, leader dell'opposizione e numero due di B'Yacahad, alla carica di presidente della Knesset.
Ministero della Salute di Gaza: dal 7 ottobre 2023 morti 74.609 palestinesi
Il bilancio complessivo delle vittime nella guerra di Israele nella Striscia di Gaza è salito a 74.609 e 175.872 feriti. Lo rende noto il ministero della Salute di Gaza secondo quanto riferisce Al Jazeera. Nelle ultime 48 ore 11 palestinesi sono stati uccisi e 38 feriti in attacchi israeliani. Altri due sono deceduti a causa delle ferite subite da precedenti atti violenti e due corpi sono stati recuperati dalle macerie, si legge in un comunicato. Da quando un 'cessate il fuoco' è entrato in vigore nell'ottobre 2025, 1.593 palestinesi sono stati uccisi e 5.748 feriti. Altri 847 corpi sono stati recuperati sotto le macerie di edifici distrutti.
Il partito Yashar condanna la manifestazione contro Eisenkot di ieri sera
Condanna e sconcerto del partito Yashar e dei suoi alleati per la protesta di destra di domenica sera in cui davanti all'abitazione di Gadi Eisenkot i manifestanti hanno gridato "traditore" al leader accusandolo anche di aver ucciso il proprio figlio, riferendosi a Gal Eisenkot, ucciso in battaglia nella Striscia di Gaza nel dicembre 2023.
Il partito Yashar in una nota definisce l'incidente "il risultato diretto di una leadership politica marcia e senza scrupoli che ha cancellato ogni limite pur di rimanere al potere". L'attacco, afferma il partito, mostra "cosa significa smarrire la retta via". "Questo è lo spirito che emana dall'ufficio di Netanyahu", prosegue la dichiarazione, chiedendo che il suo governo venga sostituito al più presto "per il bene dello Stato di Israele e della società israeliana".
L’esercito di Israele si ritira da Hebron, conclusa l’operazione
L'esercito israeliano si è ritirato dalla città di Hebron, nella Cisgiordania occupata, dopo aver concluso un'operazione militare avviata in seguito a un attacco che aveva provocato la morte di due soldati israeliani alla fine di ottobre. Lo ha riferito un funzionario militare. "Questa mattina, dopo il completamento di tutte le attività operative, i soldati si sono ritirati dall'area dell'operazione a Hebron", ha dichiarato il funzionario. "Le attività antiterrorismo in Giudea e Samaria proseguono", ha aggiunto, utilizzando la denominazione con cui Israele indica la Cisgiordania.
Iran: “Pronti a riaprire Hormuz in due giorni se gli Usa accettano le nostre condizioni”
L'Iran sta valutando un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz entro due giorni, a condizione che gli Stati Uniti accettino le richieste di Teheran. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, precisando che i contatti diplomatici attraverso i mediatori sono ancora in corso.
"La possibilità di attuare questo piano in due giorni è un'ulteriore dimostrazione dell'approccio in buona fede dell'Iran", ha dichiarato Baqaei. "Abbiamo affermato che, se le richieste iraniane saranno soddisfatte, sarà possibile ripristinare la sicurezza nello Stretto di Hormuz e riprendere il processo negoziale in tempi brevi", ha aggiunto.
La nuova ipotesi accelera sensibilmente i tempi rispetto alla precedente proposta iraniana, che prevedeva una settimana per la riapertura della strategica rotta marittima.
Il portavoce ha sottolineato che "lo scambio di messaggi è ancora in corso" attraverso i Paesi mediatori, senza fornire ulteriori dettagli sulle condizioni poste da Teheran a Washington.
Idf: “Uccisi 6 miliziani di Hamas in recenti raid a Gaza”
Sei miliziani di Hamas sono stati uccisi in recenti attacchi nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato l'esercito israeliano. In due attacchi distinti condotti sabato nel nord di Gaza, ha riferito l'Idf, sono morti Nabil Hamad, responsabile di un dipartimento dell'"apparato di reclutamento" di Hamas, e Mohannad Nader Mahmoud Dahdouh, comandante di un'unità di cecchini. Altri due attacchi condotti nel nord di Gaza il 22 ottobre, hanno ucciso Wael Naif Fahmi Muslim, membro delle Forze d'élite Nukhba di Hamas, che aveva fatto irruzione in Israele il 7 ottobre 2023, e Arafat Kamal Muhammad Ar'air, comandante di un'unità lanciarazzi. In precedenza, l'esercito israeliano aveva annunciato di aver ucciso altri due membri delle forze Nukhba in attacchi condotti sabato, tra cui uno che aveva fatto irruzione nel kibbutz Nir Oz durante l'assalto del 7 ottobre. Secondo l'Idf, tutti gli operativi uccisi stavano recentemente preparando attacchi contro le truppe e i civili israeliani e lavoravano per ripristinare le capacità operative di Hamas, "in violazione sistematica del cessate il fuoco".
Libano, forze israeliane bombardano città nel sud
Le forze israeliane hanno bombardato le città di Mansouri e Majdal Zoun e aperto il fuoco con mitragliatrici nelle valli di Al-Hujair e Al-Salouqi, nel distretto di Tiro. Lo rende noto l'Agenzia nazionale di stampa libanese.
Houthi: “Sette feriti negli attacchi sauditi contro un porto e un impianto petrolifero”
Attacchi sauditi hanno colpito un importante porto sul Mar Rosso e un impianto petrolifero nella provincia di Hodeidah, ferendo sette persone. Lo hanno reso noto i ribelli Houthi dello Yemen, precisando che gli attacchi della coalizione saudita al porto di Ras Issa hanno ferito quattro civili, mentre altri tre sono rimasti feriti in un attacco a un impianto petrolifero nel distretto di Bajil. Il portavoce del ministero della Salute Houthi, Anees Alasbahi, in un post su X ha dichiarato: "Questi ripetuti attacchi contro impianti petroliferi e porti vitali costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e si aggiungono alla serie di crimini di guerra in Yemen che prendono di mira i civili e le infrastrutture critiche".
Media, tre morti negli attacchi con droni israeliani a Gaza
Almeno tre persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite negli attacchi con droni lanciati da Israele nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Lo riferisce al Jazeera che cita fonti ospedaliere.
Trump: “Voglio essere gentile ma dovremo colpire duramente”
"L'unico motivo per cui non ho ancora chiuso i conti con l'Iran è che voglio essere gentile. Voglio provare a salvare tutte quelle vite, se posso… Ma a un certo punto dovremo colpire duramente", ha dichiarato il presidente ottantenne ai sostenitori durante un comizio in Iowa, in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Trump: “L’aumento dei prezzi della benzina è un piccolo prezzo da pagare per la sicurezza”
Il presidente Donald Trump ha sottolineato, rivolgendosi a una folla di sostenitori durante un comizio in Iowa, che l'aumento dei prezzi della benzina rappresenta “un piccolo prezzo da pagare” per la sicurezza nazionale, nel contesto del conflitto in corso che coinvolge l'Iran. “Un prezzo davvero esiguo da pagare per la sicurezza di questo Paese e del mondo intero”, ha detto oggi Trump nel corso di un comizio a Dubuque. “La situazione si risolverà molto presto, vedrete. Comunque i prezzi sono in netto calo, stanno scendendo. Ma per quanto riguarda i prezzi li ho ereditati così”, ha aggiunto.
Trump ribadisce: “Accordo o elimineremo l’Iran”
Il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito che la guerra con l'Iran finirà “molto presto, in un modo o nell'altro”, insistendo sul fatto che Teheran debba raggiungere un'intesa, altrimenti sarà Washington a porre fine al conflitto. In un intervento ai microfoni del Right Side Broadcasting Network (Rsbn), Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ottenuto una grande vittoria contro l'Iran. “Abbiamo conseguito una vittoria tale che chiuderemo la faccenda molto presto, in un modo o nell'altro”, ha affermato. “Troveranno un accordo o noi porremo semplicemente fine alla questione”, ha aggiunto Trump, lasciando intendere che ciò potrebbe avvenire “magari per la via più semplice”.