L'approccio dell'Europa, che continua a parlare della necessità di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia, rende impossibile qualsiasi dialogo con Mosca. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che i rappresentanti europei dovrebbero essere presenti al tavolo dei negoziati per una soluzione del conflitto in Ucraina, ma l'attuale posizione europea non consentirebbe di avviare un confronto.
Kiev: hackerata app allerta attacchi aerei dell'aeronautica militare ucraina
L'app di allerta attacchi aerei dell'aeronautica militare è stata hackerata. Lo riporta Ukrinform citando l'aereonautica militare ucraina. "L'applicazione Air Alert potrebbe attualmente fornire informazioni errate a causa di una possibile influenza ostile", ha segnalato su Telegram l'aeronautica militare delle Forze armate ucraine. "L'applicazione Air Alert è stata probabilmente esposta a influenze ostili. Non c'è alcuna minaccia di radiazioni!", si legge nel messaggio. L'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine esorta tutti a mantenere la calma e a seguire i messaggi ufficiali
Ucraina, scaduta la tregua umanitaria a Oleshky
Il cessate il fuoco localizzato attorno a Oleshky, città nel sud dell'Ucraina sotto occupazione russa, è terminato alle 22:59 ora locale (21:59 in Italia), dopo diversi giorni di tregua che hanno consentito l'evacuazione degli abitanti.
"Durante questo periodo, le parti hanno rispettato i propri impegni. Ciò ha reso possibile consegnare aiuti umanitari a Oleshky e aiutare i civili che desideravano lasciare la città in tutta sicurezza", ha dichiarato su Telegram il mediatore ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, aggiungendo che sta lavorando con la sua omologa russa, Yana Lantratova, a nuove "iniziative umanitarie". La tregua a Oleshky è stata la più lunga mai rispettata da entrambe le parti dall'inizio dell'invasione russa nel 2022.
Zelensky: “nessun invito ufficiale al G20, ma segnali da Trump”
L'Ucraina non ha ancora ricevuto un invito ufficiale al prossimo vertice del G20, ma sono arrivati "segnali" in tal senso. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Cnn Turk, dopo la sua visita in Turchia. "Formalmente non abbiamo ricevuto alcun invito, ma ci sono stati segnali da diversi negoziatori. C'è stata almeno qualche indicazione del fatto che il presidente Trump ci avrebbe invitato al vertice del G20 e si sarebbe impegnato per porre fine alla guerra - ha spiegato Zelensky - Naturalmente, se il signor Trump ci inviterà ufficialmente, sosterremo questa iniziativa".
Bulgaria, la presidente filorussa Yotova vince il ballottaggio
Il capo di Stato uscente Iliana Yotova, favorevole al dialogo con Mosca e contraria agli aiuti militari all'Ucraina, ha vinto il ballottaggio per la presidenza della Bulgaria, secondo quanto emerso dagli exit poll. Il voto si è svolto in un clima di preoccupazione per la sicurezza nel Paese, membro dell'Ue e della Nato, in seguito a una serie di attacchi con droni contro navi commerciali nel Mar Nero.
La corsa per la carica - che ha un valore prevalentemente cerimoniale - ha visto contrapposte Yotova, alleata del primo ministro Rumen Radev, e Andrey Gyurov, banchiere ed ex premier ad interim sostenuto dall'opposizione filo-occidentale. Secondo tre diversi exit poll, Yotova otterrebbe una percentuale compresa tra il 50,7% e il 52,5% dei voti, contro il 43,4%-44% di Gyurov. Yotova, che ha assunto l'incarico di presidente all'inizio di quest'anno subentrando a Radev, è ora destinata a diventare la prima donna eletta alla presidenza nel Paese, che conta 6,4 milioni di abitanti.
Con la tregua a Oleshky evacuati anche 167 civili da Kherson
Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha riferito che, durante un cessate il fuoco stabilito per la missione umanitaria a Oleshky conclusasi ieri, 167 civili tra cui 22 bambini e 21 persone a mobilità ridotta sono stati evacuati da Kherson, sulla riva destra del Dnipro. Sebbene tali zone rimangano sotto il controllo ucraino, sono soggette a quotidiani attacchi russi; le persone evacuate sono state trasferite in luoghi più sicuri all'interno della stessa regione.
Zelensky: “Sono pronto a incontrare Putin in Turchia”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice pronto a incontrare il leader russo Vladimir Putin in Turchia nella speranza che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, faciliti i negoziati. Lo riferisce Rbc-Ukraine che cita la Cnn turca.
Il presidente ucraino ritiene "necessario" un dialogo ai massimi livelli, poiché i precedenti contatti tra le parti non sono finora riusciti a porre fine alla guerra. Secondo Zelensky, i negoziati diretti tra i presidenti possono contribuire a trovare soluzioni a questioni che rimangono irrisolte a livello di delegazioni e gruppi tecnici. "Ecco perché voglio incontrarlo in veste di responsabile delle decisioni", ha osservato Zelensky.
Tra i temi chiave di un potenziale incontro con lo zar, il leader ucraino ha citato il cessate il fuoco lungo la linea del fronte e l'introduzione di un meccanismo per monitorare il rispetto degli accordi. Inoltre, a suo avviso, dovrebbero essere sollevate le questioni relative alle garanzie di sicurezza, alla ricostruzione dell'Ucraina e dei territori. Allo stesso tempo, Zelensky ha ribadito che non avrebbe accettato le richieste di Putin di cedere il Donbass e riconoscere la Crimea come territorio russo spiegando che tali concessioni sarebbero in contraddizione con la Costituzione ucraina.
Kiev: due morti e tre feriti in attacco con droni nella regione di Vinnytsia
Almeno due persone sono morte e tre bambini sono rimasti feriti in un nuovo attacco aereo sulla regione ucraina di Vinnytsia che ha preso di mira la comunità di Koziatyn. Lo riferisce Rbc-Ukraine che cita la governatrice di Vinnytsia, Natalya Zabolotna. Nel raid russo, un uomo è morto sul colpo, mentre una donna, nonostante gli sforzi dei medici, è deceduta in terapia intensiva. Anche tre bambini sono rimasti feriti e attualmente sono ricoverati in ospedale. Tra questi, due hanno 5 anni e il terzo 16. Secondo quanto riferiscono le autorità ucraine e le fonti dei servizi di emergenza, l'attacco è avvenuto tra il dormitorio e uno degli istituti scolastici di Koziatyn. I servizi competenti continuano a operare sul posto.
Zelensky conferma: “Colpita fabbrica di missili russi a Rostov”
Le forze ucraine hanno colpito con successo lo stabilimento Kamensky, impianto dell'industria militare russa coinvolto nella produzione di missili nella regione di Rostov. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando l'attacco condotto ieri con una combinazione di droni e missili da crociera Neptune. "I nostri attacchi a lungo raggio hanno preso di mira la regione di Rostov. Lo stabilimento Kamensky, una struttura dell'industria della difesa russa coinvolta nella produzione di missili, è stato colpito", ha scritto Zelensky sui social.
L'impianto, già sottoposto a sanzioni da Unione europea, Stati Uniti e Regno Unito, produce propellente solido per razzi, missili e armamenti aeronautici russi. "Sono stati colpiti anche un sistema Pantsir-S2 e un veicolo di comando e controllo del sistema S-400 Triumph", ha aggiunto il presidente ucraino, stimando danni per circa 70 milioni di dollari.
Allarme attentato a Mosca: “Arrestato adolescente, pubblicava minacce su TikTok”
Nell'ambito di un'indagine condotta dagli Stati Uniti su un presunto attentato terroristico a Mosca, il Servizio di sicurezza federale (Fsb) ha fermato un adolescente che aveva pubblicato un video su TikTok in cui minacciava di commettere un crimine nel parco Tsaritsyno. Lo ha reso noto il Centro relazioni pubbliche (Prc) dell'Fsb, citato dall'agenzia Tass. "Il Servizio di sicurezza federale, insieme alla Guardia nazionale russa, al Ministero degli Interni e al Comitato investigativo russo - si legge - ha condotto un'indagine su informazioni ricevute dalle forze dell'ordine statunitensi in merito alla preparazione di un attentato terroristico a Mosca, nei pressi del Museo-Riserva di Tsaritsyno. A seguito di queste indagini, è stato arrestato un minorenne di nazionalità russa.
Questi aveva pubblicato su TikTok foto che lo ritraevano con indosso equipaggiamento tattico, passamontagna, berretto, occhiali e cuffie, mentre impugnava un oggetto simile a un'arma automatica, oltre a foto scattate all'interno del Museo-Riserva di Tsaritsyno, con la didascalia: 'Ho trovato un posto'".
Ultime ore di tregua a Oleshky
Ultime ore di tregua a Oleshky, città dell'Ucraina meridionale, dove una pausa nei combattimenti iniziata martedì ha consentito l'evacuazione degli abitanti che volevano lasciare la località. Il cessate il fuoco, il più lungo dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala nel febbraio 2022, dovrebbe terminare stasera, poco prima delle 23 ora locale (le 22 in Italia). Né Kiev né Mosca hanno segnalato violazioni dell'accordo.
Dmitriev: “Rinuncia a gas russo provoca deindustrializzazione e disordini in Ue”
"L'aumento dei prezzi dell'energia nell'Unione europea, dovuto alla rottura irresponsabile dei legami con il gas russo, sta portando, come previsto, alla deindustrializzazione, a disordini e saccheggi". Lo ha dichiarato Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo Vladimir Putin per la cooperazione economica e gli investimenti internazionali e direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif). Dmitriev ha scritto su X che "questo rapporto di causa-effetto è ulteriormente alimentato da una politica migratoria suicida e dall'ostinata resistenza dei burocrati dell'Ue a correggere i propri errori". Il funzionario russo ha allegato il messaggio a una notizia della Bbc sulle proteste contro il caro vita in Germania, sfociate in disordini.
Zelensky: “Colpite infrastrutture missili a Rostov, danni da 70 milioni di dollari”
Nella regione di Rostov, in Russia, le forze di difesa ucraine hanno colpito lo stabilimento Kamensky, coinvolto nella produzione di missili, nonché un Pantsir-S2 e il veicolo di comando e stato maggiore del sistema S-400 Triumph. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelenskyy su Telegram. "Le nostre sanzioni a lungo raggio riguardano la regione di Rostov. È stato colpito lo stabilimento Kamensky, un'azienda dell'industria della difesa russa coinvolta nella produzione di missili", ha osservato. "Il costo totale delle infrastrutture di difesa aerea colpite ammonta a circa 70 milioni di dollari", ha sottolineato il presidente, ringraziando i soldati dell'Sbu e gli altri membri delle Forze di Difesa per l'operazione: "Ci stiamo giustamente difendendo dall'aggressione russa e stiamo facendo tutto il possibile per ridurre la capacità della Russia di continuarla", ha sottolineato.
Zelensky: “La Russia sta perdendo. Scelga diplomazia”
L'Ucraina sta sconfiggendo la Russia sul capo di battaglia e dunque è il momento che Mosca scelga la via diplomatica. Ne è convinto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che in un post su X ha riferito gli ultimi sviluppi sul campo di battaglia. "La Russia sta perdendo. Noi manteniamo le posizioni, liberiamo territorio e facciamo in modo che ogni giorno di guerra abbia per l'aggressore un costo il più alto possibile. Per fermare queste perdite insensate, alla Russia basterebbe scegliere il cessate il fuoco e la diplomazia", ha sottolineato. A ottobre, le Forze di difesa dell'Ucraina "hanno inflitto al nemico perdite record e hanno recuperato più territorio di quanto gli occupanti russi siano riusciti a conquistare. In un solo mese, la Russia ha perso 54.400 militari tra morti e feriti gravi. Si tratta del dato più alto registrato in tutti i mesi della guerra su vasta scala", ha riferito. "E' stato anche raggiunto un record di perdite giornaliere: il 21 ottobre l'esercito russo ha perso 2.250 uomini", ha spiegato. In totale il mese scorso "le Forze di difesa hanno liberato 96,2 chilometri quadrati di territorio ucraino, ossia 10,4 chilometri quadrati in più rispetto a quanto gli occupanti sono riusciti a conquistare nello stesso periodo", ha precisato.
Cremlino: “Operazione Oleskhy positiva”
Il Cremlino ha espresso apprezzamento per la collaborazione con Ucraina e Stati Uniti che ha portato alla tregua umanitaria e alla consegna di aiuti a Oleshky. "Valutiamo positivamente sia l'operazione sia il coordinamento tra i due commissari per i diritti umani, così come il ruolo della squadra della first lady degli Stati Uniti", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
Emirati sperano in svolta diplomatica ma si preparano al peggio
Gli Emirati Arabi Uniti auspicano una svolta nei negoziati tra Iran e Stati Uniti, ma si preparano anche allo scenario peggiore, mentre aumentano le minacce di una ripresa della guerra. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente emiratino, durante una conferenza a Manama, in Bahrein. "Speriamo che ci sia un progresso diplomatico", ha affermato Gargash. "Non è nell'interesse della regione attraversare un'altra fase di conflitto. Ma credo che, come abbiamo già dimostrato in passato, siamo preparati anche al peggio", ha aggiunto. Le dichiarazioni arrivano mentre Teheran ha inviato propri rappresentanti in Qatar per proseguire le consultazioni nell'ambito dei negoziati indiretti con Washington, finalizzati a porre fine alla guerra. Il presidente americano Donald Trump ha tuttavia ribadito sabato le proprie minacce, sostenendo che gli Stati Uniti devono ancora "occuparsi" di uno o due obiettivi in Iran. "Non possiamo permettere all'Iran di tenere in ostaggio questa regione e l'economia mondiale", ha dichiarato Donald Blome, assistente segretario di Stato americano per gli Affari del Vicino Oriente, intervenendo alla stessa conferenza. "La mano tesa al negoziato rimane e questi canali sono rimasti aperti e attivi", ha assicurato Blome, precisando tuttavia che Washington è pronta anche a "procedere in un'altra direzione". Sabato il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato che Trump non ha ancora preso una decisione su eventuali nuovi attacchi contro l'Iran e che gli Stati Uniti restano disponibili a una soluzione diplomatica.
Papa: “Doverosa azione umanitaria a Oleshky, porti nuovi passi verso la pace”
"In questi giorni si è svolta l'azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky. Auspico che la collaborazione tra le parti che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace". Così Papa Leone al termine dell'Angelus. "Affidiamo a Maria, Regina della pace e di tutti i santi quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre".
Zelensky: “Raid su 4 regioni, centinaia di migliaia senza elettricità”
"Nel corso della notte, la nostra infrastruttura energetica è stata oggetto di attacchi russi in quattro regioni: Dnipro, Vinnytsia, Zhytomyr e Khmelnytskyi. Sono state prese di mira sottostazioni, trasformatori e linee elettriche che forniscono energia alle case dei nostri cittadini. Le squadre di riparazione sono al lavoro ovunque. Al momento, centinaia di migliaia di famiglie sono ancora senza elettricità". Così su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Proseguono senza sosta - aggiunge - anche i massicci attacchi russi contro altre infrastrutture critiche dell'Ucraina. Nell'ultima settimana, la Russia ha lanciato contro il nostro Paese 1.940 droni d'attacco, oltre 1.580 bombe aeree guidate e 44 missili di vario tipo, inclusi 36 missili balistici. L'intensità degli attacchi è estremamente elevata e i russi stanno cercando di sfruttare al massimo la carenza di intercettori per missili balistici". "Ogni giorno comunichiamo la nostra necessità di missili Patriot agli Stati Uniti, all'Europa e agli altri partner in grado di offrire sostegno. Proprio questo mese, gli Stati Uniti e i Paesi europei hanno adottato nuove decisioni riguardanti ulteriori pacchetti di aiuti per l'Ucraina. Tuttavia, le consegne non possono richiedere anni. La Russia sta distruggendo le infrastrutture e uccidendo la nostra gente proprio ora, puntando tutto sui missili balistici per questo inverno. Di conseguenza, anche le decisioni sulla difesa aerea devono essere attuate immediatamente".
Ucraina: raid russi su rete elettrica, blackout in 650 località
Oltre 650 località della regione ucraina di Zhytomyr sono rimaste senza elettricità in seguito agli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche. I bombardamenti hanno provocato interruzioni della corrente anche nelle regioni di Dnipropetrovsk e Kiev, mentre altri impianti energetici sono stati danneggiati in diverse zone del Paese. "Il nemico ha nuovamente attaccato le infrastrutture energetiche della regione. A seguito degli ultimi raid, oltre 650 località sono rimaste senza elettricità", ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Zhytomyr, Vitali Bunechko, precisando che i tecnici sono al lavoro per ripristinare le forniture. Nella regione di Dnipropetrovsk, quasi 100mila utenze risultavano ancora senza corrente questa mattina dopo gli attacchi notturni. "E' stata una notte difficile. Il nemico ha continuato a colpire gli impianti elettrici della regione", ha dichiarato il governatore Oleksandr Ganzha. I nuovi bombardamenti hanno provocato ulteriori blackout, dopo che i tecnici erano riusciti a ripristinare l'elettricità per quasi tutte le utenze colpite dagli attacchi del giorno precedente. Anche a Kiev sono stati introdotti tagli di emergenza alla fornitura elettrica a causa dei continui attacchi russi alla rete. Lo ha annunciato la società energetica privata Dtek, spiegando che le squadre di manutenzione stanno riparando le apparecchiature danneggiate compatibilmente con le condizioni di sicurezza. Nella regione di Vinnytsia, un nuovo attacco massiccio ha preso di mira durante la notte le infrastrutture energetiche, secondo quanto riferito dalla responsabile dell'amministrazione militare regionale, Natalia Zabolotna.
Cremlino: “Impossibile dialogare con europei se mantengono questo approccio”
L'approccio dell'Europa, che continua a parlare della necessità di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia, rende impossibile qualsiasi dialogo con Mosca. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando con il giornalista di Vesti Pavel Zarubin. Secondo Peskov, i rappresentanti europei dovrebbero essere presenti al tavolo dei negoziati per una soluzione del conflitto in Ucraina, ma l'attuale posizione europea non consentirebbe di avviare un confronto. "Questa è una situazione molto difficile. Da un lato, dovrebbero essere al tavolo delle trattative. Ma perché dovrebbero esserci ora con questo approccio? È inutile. Ecco perché non ci sono adesso", ha dichiarato. Peskov ha citato in particolare il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, che a suo dire hanno scelto di parlare a titolo nazionale, distinguendosi dall'atteggiamento di Bruxelles e degli altri rappresentanti europei. "Con un simile approccio, è impossibile dialogare con loro", ha aggiunto.
Cremlino: “Putin non si è mai rifiutato di parlare con Zelensky, gli risponderebbe”
Il presidente russo Vladimir Putin risponderebbe a una telefonata del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, poiché non ha mai rifiutato di parlare con lui, secondo quanto riferito domenica dall’agenzia di stampa Interfax, citando un funzionario del Cremlino. “Penso che risponderebbe, ovviamente. Putin non ha mai rifiutato di dialogare”, ha affermato Yuri Ushakov, funzionario del Cremlino, secondo quanto riportato da Interfax.
Ft: “Mar Nero sotto tiro, il grano russo passa dall'Artico e i prezzi si impennano”
La Russia è costretta a spedire grano attraverso l'Artico a causa dei combattimenti nel Mar Nero, e poiché gli agricoltori devono esportare i loro prodotti da porti situati a migliaia di chilometri di distanza, lievitano i costi per gli acquirenti esteri. Lo scrive il Financial Times. La Russia, afferma il quotidiano, sta sperimentando l'esportazione di grano attraverso il porto artico di Murmansk, a migliaia di chilometri dalle zone di produzione, poiché la campagna di attacchi con droni condotta dall'Ucraina ha di fatto interrotto la rotta tradizionale attraverso il Mar Nero. Mercoledì, una nave portarinfuse è arrivata a Murmansk per caricare 29.500 tonnellate di grano, destinate a un carico di prova per acquirenti in Nord Africa. Tali disagi hanno fatto aumentare i costi per gli acquirenti esteri, mentre, al contempo, i prezzi corrisposti agli agricoltori russi e ucraini sono crollati. Secondo la società russa di trasporto ferroviario merci Rusagrotrans, tra luglio e settembre le esportazioni di grano russo sono diminuite del 38% rispetto allo scorso anno, nonostante un raccolto migliore. Stando ai dati di Fastmarkets, da metà luglio le tariffe di trasporto su alcune rotte del Mar Nero sono più che raddoppiate, costringendo gli importatori a cercare soluzioni alternative. Gli esportatori hanno fatto ricorso a soluzioni sempre più ingegnose. Alcune imbarcazioni navigano verso l'interno dal Mar d'Azov, risalendo il fiume Don e attraversando il canale Volga-Don in direzione del Mar Caspio, per raggiungere gli acquirenti in Iran. Altri utilizzano container per trasferire i cereali dai vagoni ferroviari alle navi, presso terminal privi di strutture convenzionali per il carico di merci alla rinfusa. Tuttavia, queste alternative non possono sostituire i porti meridionali. Il prezzo del mais ucraino nei magazzini dell'entroterra è sceso di quasi un quinto in tre settimane. Secondo fonti consultate dal Ft i produttori "sono costretti a vendere in perdita, pur di continuare l'attività", ha dichiarato.
Ghana: accordo con la Russia per costruire centrale nucleare
Il Ghana e la Russia hanno raggiunto un accordo per collaborare alla costruzione di una centrale nucleare da 2mila megawatt nel Paese africano. L'intesa è stata raggiunta dai presidenti John Dramani Mahama e Vladimir Putin durante il vertice Russia-Africa, svoltosi giovedì e venerdì a Mosca, secondo quanto annunciato dalla presidenza ghanese. "Tra i principali risultati figura l'impegno della Russia a collaborare con il Ghana per realizzare una centrale nucleare da 2.000 megawatt, che rafforzerà la sicurezza energetica e sosterrà l'industrializzazione", si legge in un comunicato diffuso dalla presidenza di Accra.
Ucraina, un drone ha colpito un "impianto industriale" a est di Mosca
Un drone ha colpito nella notte un "impianto industriale" nel distretto di Kstovo, nella regione russa di Nizhny Novgorod, a est di Mosca. Lo ha riferito il governatore Gleb Nikitin, dopo che i media ucraini avevano riportato un attacco alla raffineria petrolifera di Kstovo, considerata una delle maggiori del Paese. Nikitin ha parlato di un "massiccio attacco con droni", precisando che l'impianto ha riportato "danni significativi". "Oltre 100 droni sono stati distrutti" e, secondo le prime informazioni, non si registrano vittime, ha aggiunto il governatore, senza specificare le attività dello stabilimento colpito. I media ucraini hanno identificato il sito nella raffineria di Kstovo, che produce carburanti e lubrificanti. Venerdì Mosca aveva denunciato la ripresa degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe dopo una pausa di alcuni giorni. Il vice premier russo, Alexander Novak, aveva dichiarato alla televisione di Stato che erano stati colpiti tre raffinerie e un complesso petrolchimico.
Nella notte neutralizzati 371 dei 433 droni lanciati dalla Russia
Le forze di difesa aerea di Kiev annunciano di aver neutralizzato 371 dei 433 droni (64 dei quali di tipo Shahed con motore a reazione) lanciati dai russi sul territorio ucraino durante la notte impiegati dalle truppe russe per attaccare l'Ucraina dalla sera del 31 ottobre. Lo scrive Ukrinform, citando l'aeronautica militare su Telegram. Sono stati registrati impatti in 16 località, mentre i detriti dei bersagli abbattuti sono caduti in 14 punti, si legge nel bollettino.
Impianto industriale russo colpito a est di Mosca
Un "impianto industriale" è stato colpito da un attacco di droni in una regione a est di Mosca. Lo riferiscono le autorità russe, mentre l'Ucraina ha affermato di aver colpito un'importante raffineria di petrolio. "Nella regione di Nizhny Novgorod, è in corso un massiccio attacco di droni, con oltre cento velivoli distrutti", ha dichiarato in un comunicato il governatore della regione, Gleb Nikitin. "Secondo le prime informazioni, non ci sono vittime.