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Medio Oriente, le news del 31 ottobre. Eisenkot apre ai partiti arabi per formare governo

Medio Oriente, le news del 31 ottobre. Eisenkot apre ai partiti arabi per formare governo
Khamenei: “In caso di raid Usa risposta senza limiti geografici”. La Guida suprema risponde alle notizie di un possibile attacco americano dopo le elezioni di midterm, soprattutto nell’eventualità di una sconfitta repubblicana. Il ministro degli Esteri Araghchi: “La lettera di Vance per avviare il dialogo è un passo positivo”
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Secondo Axios e MsNow gli Stati Uniti potrebbero attaccare l’Iran subito dopo il voto, soprattutto in caso di sconfitta repubblicana. Khamanei: “Pronti a risposta senza limiti geografici contro Usa e Israele”. Nello Stato ebraico al via le trattative per la formazione del nuovo governo. Nuovo appello dei democratici di Golan agli alleati dell'opposizione: "Aprire ai partiti arabi".

Centcom, deviate 144 navi da ripresa blocco navale

Da quando, lo scorso luglio, gli Usa hanno reintrodotto il "ferreo blocco navale contro l'Iran", sono state deviate 144 navi commerciali. Lo riferisce un comunicato del Comando Centrale Usa (Centcom).

Rezaei: “No a colloqui con gli Usa finché le nostre richieste non saranno accettate”

Non ci possono essere negoziati sul programma nucleare con gli Stati Uniti fino a che Washington non accetterà le richieste di Teheran, e fino ad allora lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso, ha affermato il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei.

Eisenkot apre ai partiti arabi per formare governo

Il leader dell'opposizione israeliana Gadi Eisenkot ha aperto alla possibilità di formare un governo con il sostegno dei partiti arabi, che hanno ottenuto un risultato storico alle elezioni legislative di martedì. Il capo del partito Yashar!, arrivato secondo alle urne, ha dichiarato che qualsiasi deputato disposto ad accettare quattro principi fondamentali potrà essere considerato un potenziale alleato, lasciando così aperta la strada a un'intesa con le formazioni rappresentative dei palestinesi con cittadinanza israeliana. "Le porte del governo che formeremo saranno aperte a qualsiasi rappresentante eletto che accetti questi principi e sia pronto ad assumersi la responsabilità che questo momento richiede", ha affermato Eisenkot in un comunicato. Le quattro condizioni indicate dall'ex generale sono il riconoscimento di Israele come Stato ebraico, democratico, liberale ed egualitario; l'adesione ai valori della Dichiarazione d'indipendenza; l'obbligo per tutti i cittadini, compresi arabi e cristiani, di svolgere il servizio militare, nazionale o civile; e il riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica, le cui capacità militari e di governo nella Striscia di Gaza devono essere distrutte.

Centinaia in piazza a Tel Aviv per chiedere un governo ebraico-arabo

Circa 500 persone stanno manifestando in piazza Habima, a Tel Aviv, per chiedere un governo composto da partiti arabi ed ebraici, alla luce della possibilità di raggiungere una maggioranza complessiva di 67 seggi da parte degli oppositori del primo ministro Benyamin Netanyahu nelle elezioni della Knesset tenutesi martedì. I manifestanti scandiscono slogan come 'Ebrei e arabi si rifiutano di essere nemici' e "no al razzismo, sì alla collaborazione", scrive Times of Israel. La protesta è promossa da 'Standing Together', un gruppo socialista binazionale di orientamento di sinistra. E' prevista anche una contro-manifestazione.

Capo esercito: “Se attaccati reagiremo con "immensa forza"

L'Iran risponderà a eventuali nuovi attacchi con "immensa forza". Lo ha dichiarato in una nota il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Ali Abdollahi, che ha affermato di agire sugli ordini della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, mai più visto in pubblico dopo essere sopravvissuto all'attacco israelo-statunitense in cui morì il padre e predecessore, Ali Khamenei. "Abbiamo una nuova scorta di obiettivi e risorse nemiche e sono nella nostra agenda", ha detto Abdollahi, "l'America e Israele affronteranno una risposta inimmaginabile e siamo noi quelli che determineranno la fine di qualsiasi nuova guerra". Teheran non intende aspettare che "il nemico" faccia la prima mossa, ha spiegato il generale. "Sceglieremo i tempi e i modi della risposta se rileveremo un qualsiasi segno di azione ostile", ha detto Abdollahi, "resisteremo fino all'ultimo respiro contro qualsiasi aggressione contro di noi, a qualsiasi livello e in qualsiasi forma".

Rezaei: “In lettera Vance positivo cambio tono di Usa”

Il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza nazionale dell'Iran, Mohsen Rezaei, ha dichiarato che il tono di una lettera inviata dal vicepresidente statunitense JD Vance è "cambiato completamente", definendolo un segnale "positivo", pur precisando che Teheran "non ha ancora risposto". Rezaei, come riporta l'iraniana Press Tv, ha affermato che non rivelerà il contenuto della missiva e ha rilevato che questo cambio di tono riflette la forza dell'Iran. Riguardo alla dottrina nucleare iraniana, ha dichiarato che non è stata presa alcuna decisione di modificarla, ma ha aggiunto che un eventuale nuovo conflitto potrebbe portare a una sua revisione, specialmente in seguito ad attacchi contro gli impianti nucleari della Repubblica islamica.

Un'altra petroliera in fiamme dopo aver colpito mine

Un'altra petroliera, la seconda da stamane, ha preso fuoco dopo aver colpito mine nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la televisione di Stato iraniana Irib. "Una petroliera in contravvenzione, che aveva ignorato gli avvertimenti e stava navigando in una zona proibita e non sicura a Est dello Stretto di Hormuz, ha preso fuoco dopo aver colpito mine navali", ha comunicato la Marina di Teheran.

Board of Peace chiede aiuto all'Italia per nuova forza di sicurezza a Gaza

Il Board of Peace di Donald Trump ha formalmente chiesto all'Italia di fornire consulenti della polizia, dei vigili del fuoco e del corpo dei carabinieri per aiutare a costruire una nuova forza di sicurezza per Gaza. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune lettere inviate il mese scorso al governo della premier Giorgia Meloni. Nelle missive si chiedeva a Roma di impegnarsi nell'iniziativa, nominare un punto di contatto e nominare un alto ufficiale dei carabinieri che fungesse da vice responsabile del programma di polizia del consiglio. L'Italia ha "contribuito in modo molto positivo per diversi anni al potenziamento delle capacità delle forze di polizia e abbiamo avuto interazioni molto positive con le autorità italiane in merito a un possibile sostegno", ha detto un funzionario del Board of Peace a Bloomberg. "Nulla di ciò di cui stiamo discutendo riguarda l'impiego di forze tattiche in zone interessate da operazioni cinetiche. In ultima analisi, spetta all'Italia decidere come sostenere la popolazione di Gaza, e noi siamo pronti a facilitare tali iniziative", ha messo in evidenza.

Rubio: “Trump non ha ancora deciso su nuovi attacchi”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha "preso una decisione" su una possibile nuova operazione militare contro l'Iran. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in conferenza stampa alla ministeriale G20 di Atlanta. "Il presidente non ha preso alcuna decisione", ha detto Rubio, "il presidente è favorevole a un approccio diverso. Se avesse voluto agire in quel modo, lo avrebbe fatto settimane, se non mesi fa".

Rubio: “Aperti a soluzione diplomatica”

Gli Stati Uniti restano "aperti a una soluzione diplomatica" della crisi iraniana. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, nel suo intervento alla ministeriale G20 di Atlanta. Rubio ha affermato che non gli risultano scadenze temporali per i colloqui mediati dal Qatar. Nei giorni scorsi i media Usa hanno riportato che l'amministrazione Trump starebbe valutando di riprendere gli attacchi all'Iran subito dopo le elezioni di medio termine.

Wsj, dagli attacchi dell'Iran almeno 5 miliardi di dollari a basi Usa in Medio Oriente

Gli attacchi iraniani hanno causato almeno 5 miliardi di dollari alle basi americane in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il conto potrebbe essere però ben più salato e pari a 15 miliardi.

Ap: nei raid contro le basi Usa in Medioriente colpiti sistemi difesa e aerei

Gli attacchi iraniani contro oltre 25 basi statunitensi in Medio Oriente hanno preso inizialmente di mira i sistemi di allerta e rilevamento delle minacce, per poi colpire hangar, aerei, edifici e infrastrutture militari. I raid avrebbero provocato danni per miliardi di dollari e modificato in modo significativo la presenza militare americana nella regione. È quanto emerge da un'analisi dell'Associated Press, basata su immagini satellitari e testimonianze di quattro funzionari regionali informati sui danni o con conoscenza diretta degli obiettivi colpiti. Secondo l'Ap, fino ad agosto sono stati verificati oltre 115 attacchi con droni o missili rivendicati dall'Iran o da milizie sostenute da Teheran, che hanno danneggiato o distrutto strutture in 26 basi militari e altri siti con equipaggiamenti statunitensi. Tra il primo aprile e il 30 giugno, i raid iraniani avrebbero colpito centinaia di edifici e altre infrastrutture. Dopo aver preso di mira i sistemi di allerta e gli hangar degli aerei, gli attacchi si sono concentrati anche su magazzini e alloggi per le truppe.
Due funzionari regionali hanno riferito all'agenzia che gli Stati Uniti hanno trasferito molti mezzi e sistemi fuori dal Golfo Persico, tra cui aerei, sistemi di difesa aerea e apparati di comunicazione. I danni sollevano interrogativi sulla capacità di difesa americana nella regione, mentre il presidente Donald Trump valuta nuovi attacchi contro l'Iran e Teheran minaccia una pesante rappresaglia. Una ripresa delle ostilità potrebbe provocare ulteriori danni alle basi e alimentare l'incertezza sulla decisione di Washington di ricostruire le proprie infrastrutture militari al termine del conflitto. L'Ap sottolinea che l'amministrazione Trump e le forze armate statunitensi hanno fornito poche informazioni sull'impatto della guerra su uomini e mezzi, ostacolando anche le verifiche indipendenti con ritardi nella diffusione delle immagini satellitari. Il Comando centrale Usa (Centcom) ha rifiutato di commentare i danni, richiamando esigenze di sicurezza operativa. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha sostenuto che le "forze e le basi statunitensi sono ben protette e l'esercito americano è più forte che mai".

Araghchi: “Al momento nessun piano per incontri con funzionari Usa”

Al momento non sono previsti incontri tra rappresentanti iraniani e funzionari statunitensi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera, definendo "mere speculazioni dei media" le indiscrezioni circolate al riguardo. "Al momento non vediamo la necessità di incontrare gli americani. Le nostre condizioni sono chiare e i mediatori stanno proseguendo le consultazioni in merito", ha affermato Araghchi. Il ministro ha aggiunto che un'eventuale decisione sull'avvio di negoziati diretti o indiretti con Washington dipenderà dal soddisfacimento delle condizioni poste da Teheran.

Araghchi: “La lettera di Vance per il dialogo con gli Usa è un passo positivo”

L'Iran ha esaminato la lettera inviata dal vicepresidente statunitense JD Vance e ne ha discusso nel corso di riunioni ad alto livello. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera, definendo "un passo positivo" il tentativo americano di aprire la strada a un dialogo più ampio con Teheran. "Abbiamo studiato attentamente la lettera di Vance e ne abbiamo discusso in riunioni ad alto livello. Il tentativo della parte americana di aprire una strada più ampia al dialogo e alla comprensione è un passo positivo", ha affermato Araghchi. Il ministro ha tuttavia avvertito Washington: "Se l'obiettivo degli Stati Uniti nell'inviare questa lettera è seminare discordia, si tratterebbe di un altro errore da aggiungere a quelli precedenti".

Viceministro degli Esteri iraniano a Doha per colloqui con gli Usa

Una fonte iraniana, parlando con il quotidiano Al-Arabi Al-Jadeed, ha affermato che il viceministro degli Esteri iraniano si trova attualmente a Doha, in Qatar, e ha aggiunto che "i negoziati con la controparte americana si stanno svolgendo indirettamente, tramite un mediatore".

Ritrovati vivi i due pescatori dispersi dopo un attacco a Hormuz

Il padre e il figlio dispersi in seguito a un attacco avvenuto oggi contro il loro peschereccio nello stretto di Hormuz sono stati ritrovati vicino all'isola di Qeshm. Lo ha dichiarato un funzionario dell'Unione delle aziende di pesca della provincia di Hormozgan - come riportato dall'agenzia Irna - aggiungendo che entrambi i pescatori sono in buone condizioni di salute.
In precedenza, i media iraniani avevano reso noto che due pescherecci erano stati presi di mira durante un attacco condotto da droni statunitensi nello Stretto di Hormuz. Nell'episodio, due pescatori risultavano dispersi, mentre altri due erano rimasti feriti.

Khamenei: “In caso di raid Usa risposta senza limiti geografici"

La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha ordinato che in caso di nuovi attacchi Usa, le forze armate rispondano "in modo immediato, incisivo e senza restrizioni geografiche". E' quanto riportato da Teheran Times.
Durante un incontro con gli alti comandanti militari, Khamenei ha inoltre "ordinato un aggiornamento completo dell'elenco degli obiettivi militari, al fine di garantire che tutti i beni, fisici e non, del nemico statunitense-sionista rientrino nel raggio d'azione delle forze armate".

Media: gli Usa avvertono gli alleati del Golfo su attacchi possibili all’Iran dal 4 novembre

Gli Stati Uniti hanno avvertito i Paesi alleati del Golfo di prepararsi a una possibile nuova serie di attacchi contro l'Iran già dal 4 novembre, il giorno successivo alle elezioni di metà mandato americane. Lo riferisce MS Now, citando tre alti funzionari dei Paesi arabi del Golfo a conoscenza delle discussioni, come riportato da Al Jazeera. Secondo le fonti, gli attacchi sarebbero di breve durata ma particolarmente intensi. I Paesi del Golfo starebbero facendo pressione su Washington affinché allenti le tensioni, per il timore di possibili ritorsioni iraniane. Un funzionario ha affermato che "non sarebbe sorpreso" se alcuni Stati del Golfo si opponessero all'utilizzo delle basi militari americane presenti sul loro territorio per lanciare gli attacchi. Gli Stati Uniti non colpiscono l'Iran dal primo settembre e il presidente Donald Trump si è impegnato a non condurre nuove operazioni militari prima delle elezioni di metà mandato. Interpellato sulle indiscrezioni, un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a MS Now: "Non commentiamo piani militari sensibili che potrebbero esistere o meno". Trump, ha aggiunto, "mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l'Iran non possa mai avere un'arma nucleare".

Axios: Trump valuta maxi operazione se repubblicani perdono le elezioni di midterm

Il presidente americano Donald Trump potrebbe autorizzare una vasta operazione militare contro l'Iran se il Partito repubblicano dovesse subire pesanti perdite alle elezioni di metà mandato della prossima settimana. Lo riferisce Axios, citando un funzionario americano, secondo cui Teheran sarebbe stata avvertita che la possibilità migliore per raggiungere un accordo negoziato è quella di agire adesso, prima che un eventuale risultato elettorale negativo modifichi i calcoli dell'amministrazione. "Se si sentirà umiliato o privato del sostegno, farà qualcosa di audace", ha dichiarato il funzionario, descrivendo il messaggio trasmesso a Teheran sui rischi di un rinvio della diplomazia.

Media iraniani: “Attacco con droni nemici contro pescherecci al largo dell’isola di Qeshm”

Attacco con droni "nemici" contro pescherecci al largo dell'isola di Qeshm. E' quanto riferiscono media iraniani che parlando di un drone che avrebbe attaccato due pescherecci al largo dell'isola di Qeshm. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che due pescatori sono rimasti feriti e altri due sono dispersi. "Questo episodio è avvenuto intorno alle 11.30 di oggi, coinvolgendo due pescherecci entro 18 miglia dal villaggio di Musan, nell'Isola Qeshm", ha detto il vice governatore della provincia di Hormozgan per gli affari politici, di sicurezza e sociali all'agenzia di stampa Tasnim. "Ogni barca aveva due occupanti". Il vicegovernatore ha spiegato che due persone sono state trasferite a Qeshm, e una di esse è stata portata in ospedale per cure mediche a causa delle ferite.

Media; delegazione Usa attesa a Doha per colloqui diretti

E' stato raggiunto un passo avanti nei negoziati indiretti tra Washington e Teheran, tanto che una delegazione Usa si unirà ai colloqui a Doha per condurre trattative dirette con l'Iran. Lo ha riferito il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, citando diverse fonti. Secondo queste, la mossa apre la strada all'annuncio della ripresa del processo negoziale tra le due parti, in seguito a un'intesa su misure preliminari riguardanti il programma nucleare iraniano, la navigazione nello Stretto di Hormuz e incentivi economici per l'Iran. Cina e Russia sono indicati come garanti dell'accordo.

Due bambini morti nell'incendio di una tenda a Khan Younis

Due bambini sono morti in un incendio divampato in una tenda adibita a rifugio per sfollati ad al-Mawasi, Khan Younis, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'ospedale di Nasser, scrive Al Jazeera. Quattro persone sono invece rimaste ferite da colpi d'arma da fuoco israeliani nel campo di al-Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale, secondo quanto riferito dall'Ospedale dei Martiri di Al-Aqa, scrive sempre Al Jazeera.

Teheran: “E’ esplosa la quarta petroliera colpita nello Stretto di Hormuz”

"La quarta superpetroliera ha preso fuoco venerdì sera, dopo aver tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta non autorizzata", ha dichiarato la Marina dei Guardiani della Rivoluzione in un comunicato diffuso stamani, aggiungendo che "ha urtato una mina che ha provocato una violenta esplosione". La nave, che trasportava oltre 2 milioni di barili di greggio, ha ignorato gli avvertimenti della Marina e ha urtato una mina navale, provocando una violenta esplosione, prosegue la nota dei Pasdaran, citata dall'agenzia Mehr.

Washington ad alleati del Golfo: "Pronti ad attacchi dopo il 4 novembre”

Washington ha avvertito i suoi alleati nel Golfo di prepararsi a un possibile nuovo ciclo di attacchi contro l'Iran, che potrebbe avere inizio già il 4 novembre, il giorno successivo alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Lo riporta MsNow, citando tre alti funzionari di Paesi arabi della regione.

Al Jazeera: “Due palestinesi uccisi dalle forze israeliane a Gaza”

Un palestinese è stato ucciso da un raid aereo israeliano nella zona centrale di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, e un'altra persona è deceduta a causa delle ferite riportate in un precedente attacco aereo su Gaza City. Lo rivelano fonti mediche palestiesi citate da Al Jazeera. Quest'ultima ricorda che almeno 1.575 persone sono state uccise dopo l'entrata in vigore, nell'ottobre del 2025, del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.

Trump: “Non permetteremo mai all'Iran di avere arma nucleare”

"Non permetteremo mai che si procurino un'arma nucleare". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel corso di un comizio elettorale a Daytona, in Florida. Trump ha aggiunto che quella con l'Iran è "una guerra che hanno cominciato molti anni fa, l'Iran è in guerra con l'America dal 1979". "In questo momento dallo Stretto di Hormuz transita più petrolio rispetto a sette mesi fa", ha detto riferendosi alla crescita dei costi energetici, aggiungendo che "i prezzi della benzina stanno scendendo a livelli molto più bassi" rispetto alle amministrazioni precedenti.

Araghchi: “Colpo devastante a chi farà male al nostro popolo”

"I 100 miliardi di euro non sono nulla rispetto al colpo devastante che le potenti forze armate iraniane infliggeranno a chiunque osi fare del male al nostro popolo". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, replicando al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva affermato come la guerra contro l'Iran abbia fatto aumentare di 100 miliardi di euro i costi energetici per l'Europa. "Quando lo scorso anno - ha scritto ancora Araghchi - sono iniziati i bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, Merz li ha elogiati", chiamandoli "il lavoro sporco svolto per conto dell'Europa". "Le linee rosse appartengono al passato", ha concluso il ministro iraniano.

Oman soccorre equipaggio di nave incendiata in attacco

L'Oman ha dichiarato di aver soccorso 25 marinai da una nave mercantile incendiata in seguito a un attacco, mentre l'Iran ha riferito che tre petroliere sono state fermate durante il transito nello Stretto di Hormuz. La marina di Mascate "ha condotto un'operazione di evacuazione dei membri dell'equipaggio della nave mercantile RITI, battente bandiera panamense, dopo che era stata presa di mira e a bordo era divampato un incendio", ha riferito in una nota il Centro per la sicurezza marittima dell'Oman. I membri dell'equipaggio hanno ricevuto assistenza medica, è precisato.

Axios, “Trump più incline ad attacco all'Iran se i repubblicani perdono alle midterm”

Donald Trump sarà più incline e ordinare un'operazione militare contro l'Iran se i repubblicani perderanno elle elezioni di metà mandato. "Se si sentirà imbarazzato farà qualcosa di audace. E' questo che tutti dicono agli iraniani. Il momento migliore per arrivare a un accordi è ora", ha detto una fonte americana ad Axios.

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