Le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Hebron, nella Cisgiordania occupata, con circa 20 veicoli militari, dopo che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ordinato il blocco totale della Cisgiordania, il sindaco di Hebron: sfollati 2.500 palestinesi. Ieri un attentato aveva causato la morte di due soldati israeliani e il ferimento di altri.
Intanto, la Farnesina ha annunciato il ritorno in Italia delle cinque attiviste italiane fermate da Israele in West Bank.
Katz: “Sfollati da Hebron circa 2.000 palestinesi”
Il ministro della Difesa israeliano ha annunciato che circa 2.000 palestinesi sono stati sfollati nella città di Hebron, nella Cisgiordania occupata, a seguito di un'operazione militare successiva all'uccisione di due soldati israeliani. "Circa 2.000 persone sono state sfollate. Unità selezionate dell'esercito stanno operando lì", ha dichiarato Israel Katz in un'intervista all'emittente pubblica Kan. "Non sarà loro permesso di tornare nei loro quartieri finchè non avremo risolto tutte le questioni relative ad Hamas a Hebron"
Domani riaprono i terminal 1 e 2 dell’aeroporto di Riad
L'aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha annunciato la riapertura, a partire da domani, dei terminal 1 e 2. Lo riferisce Al Arabiya, precisando che il terminal 1 sarà destinato ai voli nazionali, mentre il terminal 2 gestirà i collegamenti internazionali operati dalle compagnie aeree saudite. Le operazioni presso lo scalo erano state interrotte a causa degli attacchi lanciati dagli Houthi dallo Yemen
Wsj: “Trump intenzionato a riprendere le operazioni militari in Iran dopo midterm”
Donald Trump si prepara a riprendere le operazioni militari contro l'Iran dopo le midterm. Lo rivelano funzionari Usa al Wall Street Journal. "Potremmo mettere in atto una piccola 'Epic Fury'", ha dichiarato ieri il presidente durante un comizio in Florida, utilizzando il nome della campagna militare contro Teheran
Arabia Saudita: recuperati detriti di due missili Houthi intercettati
L'agenzia per la difesa civile dell'Arabia Saudita ha reso noto di essere intervenuta in seguito alla caduta di frammenti, causata dall'intercettazione di missili Houthi nelle aree della Mecca e di Medina, le due città più sacre dell'Islam. "La difesa civile nelle regioni della Mecca e di Medina è intervenuta in seguito alla caduta di detriti derivanti dall'intercettazione di due missili balistici lanciati dalla milizia terroristica Houthi", si legge in un post su X, che precisa come alcuni frammenti siano caduti a Wadi Mughamas, nei pressi della Mecca
Proteste contro Netanyahu, Eisenkot accolto da dimostranti a Tel Aviv
Migliaia di persone in tutto Israele stanno protestando contro il governo di Benjamin Netanyahu a tre giorni dalle elezioni, riferisce Haaretz. All'evento di Tel Aviv sono attesi ex ostaggi e leader dell'opposizione. Gadi Eisenkot, del partito Yashar e favorito per sostituire Netanyahu è arrivato in Piazza degli Ostaggi dove migliaia di persone si sono radunate per chiedere una commissione d'inchiesta statale sull'offensiva guidata da Hamas del 7 ottobre 2023. Eisenkot è stato accolto da un fragoroso applauso. "Chi sta arrivando? Il prossimo primo ministro", ha scandito la folla secondo quanto riporta Times of Israel. La manifestazione è organizzata dall'October Council, composto dalle famiglie che hanno perso i propri cari nell'attacco di Hamas
Arabia Saudita: “Caduti a Mecca frammenti di missili Houthi intercettati”
Frammenti di missili balistici lanciati dagli Houthi dello Yemen e intercettati sono caduti nella zona di Wadi al-Mughammas a Mecca. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya, emittente di proprietà saudita
Axios: “Per i consiglieri Trump potrebbe avere opportunità dalla sconfitta di Netanyahu”
Malgrado l'endorsement di Donald Trump a Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni in Israele, alcuni consiglieri del presidente Usa vedono come un'opportunità per l'agenda mediorientale del capo della Casa Bianca un governo che non sia guidato dallo stesso Netanyahu. Lo riferiscono funzionari statunitensi citati da Axios, secondo cui molti dei più stretti consiglieri di Trump si sono opposti alla sua decisione di appoggiare Netanyahu. Il vicepresidente JD Vance, in particolare, si è rifiutato di seguire l'esempio di Trump nel sostegno a Netanyahu. Secondo Axios, Netanyahu è ansioso di andare avanti con l'operazione in Iran, ma i risultati delle elezioni potrebbero influenzare la decisione di Trump, o quantomeno i tempi di un'eventuale ripresa dei combattimenti su larga scala. Trump vuole voltare pagina rispetto alla guerra con l'Iran e perseguire un'ambiziosa agenda diplomatica che includa l'attuazione del suo piano di pace per Gaza, la mediazione di accordi tra Israele, Libano e Siria e, in definitiva, il raggiungimento di uno storico accordo di pace tra Israele e Arabia Saudita. La possibilità che Trump riesca a raggiungere questi obiettivi dipenderà in parte da chi governerà Israele e dal tipo di coalizione che emergerà dal voto di martedì. "Negli ultimi sei mesi - continua Axios - diversi tra i principali consiglieri di Trump hanno manifestato insoddisfazione nei confronti di Netanyahu su alcune priorità regionali fondamentali". A Gaza, ad esempio, gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno espresso frustrazione per la riluttanza di Netanyahu a promuovere l'attuazione del piano di pace del presidente Usa. In Siria l'inviato di Trump, Tom Barrack, nutre preoccupazioni simili riguardo all'approccio del governo Netanyahu nei confronti di Damasco e alla continuazione delle operazioni militari israeliane in Siria. Lo stesso vale per Libano e Cisgiordania
Houthi: “Presi di mira tre aeroporti e siti petroliferi n Arabia Saudita”
Gli Houthi dello Yemen affermano di aver preso di mira nelle ultime 24 ore una serie di obiettivi nella vicina Arabia Saudita. Secondo il portavoce Yahya Saree, sarebbero stati presi i mira "in due fasi l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad", gli scali di Dammam, nell'est del regno, e Najran, nel sud. Gli Houthi, contro cui dal 2015 interviene la coalizione militare araba a guida saudita a sostegno delle forze governative yemenite, rivendicano inoltre di aver preso di mira la base aerea Khamis Mushait, sempre nel sud, "stazioni di pompaggio e l'oleodotto Est-Ovest"
Migliaia a Tel Aviv manifestano contro Netanyahu
Migliaia di persone si sono riunite a Tel Aviv per una grande manifestazione antigovernativa, a tre giorni dalle elezioni generali, considerate da molti come un referendum sul primo ministro Benjamin Netanyahu. La protesta è stata organizzata dall' "October Council" (Consiglio di Ottobre), un gruppo fondato dai familiari delle vittime e degli ostaggi presi dai militanti palestinesi il 7 ottobre 2023, per chiedere che vengano accertate le responsabilità nel mancato impedimento dell'attacco di Hamas di quel giorno, che ha dato il via alla guerra a Gaza. "A tre giorni dalle elezioni, teniamo l'evento culminante di tre anni di lotta per far emergere la verità, esigere responsabilità e istituire una commissione d'inchiesta statale", ha scritto l'October Council su X alla vigilia della manifestazione. Alla protesta è prevista la partecipazione di figure di spicco dei partiti di opposizione.
I sondaggi indicano una competizione molto serrata: il blocco di destra di Netanyahu, al potere dalla fine del 2022, è testa a testa con quello del suo principale rivale di centro-destra, Gadi Eisenkot
Houthi: “Quattordici morti in attacchi sauditi in Yemen”
Tre attacchi hanno causato la morte di 14 persone, tra cui una donna e un bambino, in Yemen secondo quanto riferito dal ministero della Salute gestito dai ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran. Un bombardamento ha colpito una fabbrica di cemento, provocando sette vittime, mentre un altro ha centrato un'abitazione, causando la morte di tre persone a San'a. Inoltre, un attacco aereo ha colpito alcune case nella provincia di Hodeida, sul Mar Rosso, uccidendo almeno quattro persone. Il centro stampa degli Houthi ha riferito che un'ondata di attacchi ha colpito la città costiera di Mokha, nella provincia di Taiz, conquistata dai ribelli a settembre. L'Associated Press non è stata in grado di verificare in modo indipendente tali affermazioni. I ribelli hanno attribuito la responsabilità alla vicina Arabia Saudita, in un contesto di crescente intensificazione dei combattimenti
Sindaco Hebron: “2.200 palestinesi costretti a lasciare le loro case”
Circa 2.200 palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a Hebron. Lo ha dichiarato il sindaco della città, Yousef al-Jàbari, intervistato da Al Jazeera. "A seguito della decisione di Israele di chiudere la città, ai residenti è impedito sia di entrare che di uscire da Hebron", ha affermato, sostenendo che "la politica di Israele è chiara: si basa sulla punizione collettiva del popolo palestinese" e che "la strategia di Netanyahu, che prevede lo sfollamento forzato dei residenti di Hebron, viene attuata per fini elettorali". Il primo cittadino ha denunciato inoltre che "le forze israeliane hanno allontanato tutto il personale dalla Moschea Ibrahimi, hanno vietato ogni forma di preghiera e ne hanno chiuso i cancelli"
Ong: “Settanta palestinesi arrestati tra ieri e oggi in Cisgiordania, alcuni già rilasciati”
Tra venerdì e le prime ore di sabato, sono stati effettuati circa 70 arresti da parte delle forze israeliane in diversi governatorati della Cisgiordania. Lo ha riferito la Palestinian Prisoners' Society (Pps), ong che si occupa di difendere i detenuti palestinesi, sottolineando che alcune delle persone fermate sono state successivamente rilasciate, mentre proseguono gli arresti e gli interrogatori che coinvolgono centinaia di palestinesi. Lo riporta l'agenzia Wafa
Houthi: “Attaccati base navale e sito militare ad Aden”
Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco contro una base navale e un sito militare ad Aden, sede del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. "Le nostre forze armate hanno preso di mira obiettivi del nemico saudita nel cosiddetto campo di al-Nasr e nella base navale di Aden", ha rivendicato il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, dopo le notizie della tv satellitare al-Arabiya, di proprietà saudita, di esplosioni udite nell'aeroporto della città
Al-Arabiya: “Udite almeno tre esplosioni all’aeroporto di Aden
Almeno tre forti esplosioni sono state udite nei pressi dell'aeroporto di Aden, la città portuale nel su dello Yemen. Lo riporta Al-Arabiya
Il sindaco di Hebron: 2.200 palestinesi costretti a lasciare proprie case
Il sindaco di Hebron ha detto all'emittente qatariota Al Jazeera che circa 2.200 palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. "Venerdì le forze israeliane hanno effettuato incursioni nelle zone di al-Jalda ed Ein Deir Bahha, costringendo circa 2.200 palestinesi ad abbandonare le proprie case. I residenti non possono né entrare né uscire da Hebron dopo la decisione di Israele di chiudere la città", ha detto il sindaco affermando che "la politica di Israele è chiara: si basa sulla punizione collettiva del popolo palestinese". "La politica di Netanyahu di sfollare con la forza i residenti di Hebron viene perseguita per fini elettorali", ha aggiunto.
Operazione dell’Idf in Cisgiordania: 1.500 palestinesi sfollati
L'operazione militare israeliana in corso da ieri in Cisgiordania ha costretto già 1.500 palestinesi ad abbandonare le proprie case, mentre le Idf starebbero pianificando l'evacuazione di altre 2.500 persone. Lo riporta l'agenzia di stampa Wafa citando il governatore di Hebron, secondo cui l'operazione ha già causato lo sfollamento di oltre 200 famiglie a partire da ieri. Il governatorato di Hebron ha dichiarato lo stato di emergenza in città e sta istituendo un comitato di gestione delle crisi per assistere le famiglie sfollate, si legge nel rapporto.
Houthi, 3 morti e diversi feriti in attacchi a Sana’a
Il raid aereo della coalizione a guida saudita su Sanàa, capitale dello Yemen, ha causato tre morti e un numero ancora imprecisato di feriti. Lo riferisce Al-Masirah, il canale televisivo Houthi, che ha riferito inoltre di "circa venti raid su Mokha da questa mattina". Il movimento filoiraniano ha inoltre segnalato "diversi morti e feriti" in un raid aereo contro una fabbrica di cemento nel distretto di Hamdan, nel governatorato di Sanàa.
Raid sauditi su obiettivi Houthi a ovest di Sana’a
Raid aerei stanno prendendo di mira in Yemen obiettivi degli Houthi a ovest rispetto al centro della capitale Sanàa. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya, di proprietà saudita, che cita fonti a Sanàa secondo cui nel mirino di attacchi aerei ci sono postazioni degli Houthi a Jabal Attan.
Dal 2014 gli Houthi controllano la capitale. Dal 2015 l'Arabia Saudita interviene a sostegno del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale contro i 'ribelli' che da anni Teheran è accusata di sostenere. Stamani la coalizione militare araba a guida saudita aveva reso noto di aver intercettato e distrutto due missili balistici lanciati dagli Houthi dal vicino Yemen in direzione del regno.
Iran: “Arrestati due agenti legati ai servizi stranieri”
Due agenti "legati a servizi segreti stranieri" sono stati arrestati nella città occidentale di Kermanshah, in Iran, secondo quanto riportato dall'IRNA.
Gli uomini armati sono stati individuati nelle zone di confine, pronti a compiere attacchi. Sono stati rinvenuti e sequestrati dieci satelliti Internet Starlink, oltre a diversi fucili Kalashnikov e altre munizioni.
Coloni attaccano due villaggi in Cisgiordania
Coloni israeliani hanno attaccato i villaggi arabi di Yabrud e Al Mughayyir, nella Cisgiordania occupata, e hanno portato i loro greggi a pascolare nei terreni agricoli dei palestinesi per danneggiarne i raccolti. Lo riferisce l'agenzia Wafa.
Tornate in Italia 5 attiviste fermate in Cisgiordania
Sono tornate questa mattina in Italia le cinque italiane fermate in Cisgiordania mentre aiutavano i contadini palestinesi nella raccolta delle olive. Funzionari dell'ambasciata d'Italia a Tel Aviv hanno potuto effettuare ieri sera una visita consolare in aeroporto e le connazionali sono apparse in buone condizioni fisiche, si legge in una nota della Farnesina.
Durante la permanenza del funzionario consolare nella struttura aeroportuale, hanno potuto usare i cellulari per parlare con il proprio legale.
Arabia Saudita: abbattuti missili Houthi verso Taif e Yanbu
La contraerea saudita ha abbattuto due missili balistici lanciati dagli Houthi in direzione delle città di Taif e Yanbu. Lo riporta Al Jazeera.
Idf: “Uccisi ieri a Gaza due terroristi che avevano superato la Linea Gialla”
Ieri, in due attacchi distinti, le truppe dell'Idf hanno colpito e ucciso "due terroristi che avevano superato la 'Linea gialla' nel nord e nel sud della Striscia di Gaza". Lo riferisce il portavoce dell'Idf, che afferma che "le truppe rimangono schierate nell'area in conformità con l'accordo del cessate il fuoco e continueranno a operare per eliminare qualsiasi minaccia immediata".
Droni dell’Idf contro campo profughi a Jabalia, uccisa una donna
Una donna palestinese è stata uccisa in un attacco condotto con droni da Israele contro il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta l'emittente al-Jazeera citando fonti del complesso medico Al-Shifa.
Arabia Saudita: allarme aereo su La Mecca
La Mecca è nel mirino di un attacco aereo. La difesa aerea saudita ha lanciato un'allerta per un possibile prossimo raid con droni o missili contro la città santa dell'islam. La Protezione civile saudita ha diramato sabato un'allerta per "potenziale pericolo" nella regione della Mecca, seguita da una seconda per la zona di Gedda, sul Mar Rosso. La Protezione civile ha invitato i residenti di entrambe le aree a mettersi al sicuro nel rifugio più vicino.
Sale a 8 morti il bilancio dell’attentato nella chiesa in Giordania
E' salito ad almeno otto morti il bilancio dell'attacco alla chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Hammoud, ad Al-Karak, in Giordania. Lo ha reso noto la tv giordana Al-Mamlaka.
Netanyahu: “Abbiamo in serbo una grande sorpresa per l'Anp”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di avere in serbo una "grande sorpresa" per l'Autorità Nazionale Palestinese il giorno dopo aver ordinato una grande operazione militare nella Cisgiordania occupata a seguito dell'uccisione di due soldati israeliani a Hebron. In un'apparizione televisiva, Netanyahu ha eluso una domanda sul possibile smantellamento dell'Anp, chiesto dal ministro della Sicurezza Nazionale, l'estremista Itamar Ben Gvir, e ha affermato di prediligere "l'astuzia e la sorpresa".
"Abbiamo trasformato il Medio Oriente. Avevo detto che avremmo cambiato le cose, e lo abbiamo fatto", ha affermato il primo ministro, che martedì prossimo si giocherà alle urne la riconferma, "c'è una grandissima sorpresa anche per l'Autorità Palestinese". Istituita dagli Accordi di Oslo negli anni '90, l'Autorità Palestinese amministra parzialmente il territorio palestinese occupato da Israele dal 1967 e rimane l'interlocutore ufficiale con la comunità internazionale, dopo la presa di potere di Hamas a Gaza nel 2007. Netanyahu si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, così come il suo principale avversario alle elezioni di martedì, il centrista Gadi Eisenkot.
Pezeshkian incontrerà Putin a Mosca la settimana prossima
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, incontrerà il suo omologo russo, Vladimir Putin, a Mosca la settimana prossima. Lo riporta l'agenzia Tasnim.
Pezeshkian è atteso nella capitale russa in occasione di un vertice dei Paesi esportatori di gas.
Arabia Saudita: intercettato missile Houthi diretto a Riad
La coalizione a guida saudita ha dichiarato che le sue difese aeree hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi verso la capitale Riad. L'annuncio del portavoce della coalizione, pubblicato su X, ha fatto seguito agli avvisi di emergenza emessi dalla protezione civile saudita a Riad, Najran e Wadi al-Dawasir. Le autorità hanno successivamente dichiarato che il pericolo era cessato in tutte e tre le aree. In precedenza, la coalizione aveva anche annunciato l'intercettazione e la distruzione di un drone nella Provincia Orientale dell'Arabia Saudita.
Il capo dell’esercito iraniano: “Non permetteremo a navi Usa di entrare nel Golfo”
L'Iran non permetterà l'ingresso delle navi militari statunitensi nel Golfo Persico. Lo ha dichiarato Ali Abdollahi Aliabadi, capo dello Stato Maggiore delle Forze armate della Repubblica Islamica, facendo riferimento alla possibilità di una ripresa degli attacchi statunitensi. "Trump può solo sognarsi che i suoi militari e il suo esercito facciano di nuovo ingresso nel Golfo Persico", ha detto, come riporta Iran International. "In nessuna circostanza e in nessun momento permetteremo alle navi militari americane di entrare nel Golfo Persico. Si porteranno questo desiderio per sempre nella tomba", ha aggiunto.
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Media: “Decine di palestinesi arrestati in blitz dell'Idf in Cisgiordania”
Le forze israeliane, nelle ultime ore, "hanno fatto irruzione in almeno 15 località nel nord della Cisgiordania, arrestando decine di palestinesi": lo riporta Al Jazeera, citando informazioni dei propri corrispondenti dalla zona. Tali blitz dell'Idf sono stati segnalati dopo che ieri il premier Benjamin Netanyahu aveva annunciato il blocco totale del territorio in seguito a un attacco ad Hebron nel quale sono stati uccisi due soldati israeliani. Stando all'emittente araba, i militari hanno fatto irruzione in almeno 15 località del nord della Cisgiordania, tra cui Nablus e Jenin.
Secondo quanto riportato dall'agenzia palestinese Wafa, nel governatorato di Nablus sono state arrestate 15 persone, delle quali nove nella città stessa di Nablus e altri sei nel villaggio di Burin. Due ulteriori arresti sono scattati nel governatorato di Betlemme, aggiunge sempre la Wafa. Mentre in una zona di Hebron, dove ieri è avvenuto l'attacco in cui sono stati uccisi due soldati israeliani, "centinaia di famiglie palestinese hanno ricevuto l'ordine di lasciare forzosamente le proprie case", aggiunge Al Jazeera.
Teheran vuole colpire i cavi di comunicazione sottomarini in caso di attacco
Teheran ha elaborato piani dettagliati per colpire i cavi di comunicazione sottomarini nel Golfo qualora gli Stati Uniti e Israele attaccassero nuovamente l'Iran. Lo riporta il sito di Haaretz citando informazioni fornite da due alti funzionari della sicurezza iraniana a condizione di anonimato alla Reuters. Uno di loro ha affermato che, dopo gli attacchi, l'Iran avrebbe cercato di impedire le riparazioni, al fine di prolungare le interruzioni delle comunicazioni, comprese le connessioni Internet. "Se l'Iran verrà attaccato, non ci saranno più linee rosse, dai cavi sottomarini alle basi militari, comprese quelle segrete", ha dichiarato uno dei funzionari. Il funzionario ha avvertito Washington di non "giocare con il fuoco" e ha affermato che l'Iran ha pieno accesso ai cavi sottomarini e potrebbe distruggerli facilmente.
Cnn: Usa evacuano diplomatici temendo nuova escalation
Gli Stati Uniti stanno evacuando parte del proprio personale diplomatico e le loro famiglie dalle missioni in Medio Oriente, temendo un'escalation regionale. Lo riporta la Cnn citando fonti ben informate. Secondo queste, oltre all'ordine ufficiale di evacuazione per il personale non essenziale e le loro famiglie dall'Arabia Saudita, Washington sta riducendo silenziosamente il personale nelle ambasciate in Giordania, Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Libano.
Reuters: da anni Usa chiedono modifiche servizio Starlink, anche in Medio Oriente
Ben prima della limitazione dell'accesso militare ucraino al sistema di comunicazioni satellitari di Elon Musk, le amministrazioni Biden e Trump avevano più volte chiesto a SpaceX di attivare o disattivare il servizio Starlink in vari paesi, secondo sei ex alti funzionari statunitensi a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul suo sito. Durante la presidenza Biden, le richieste includevano la disattivazione del servizio per impedire alle milizie filo-iraniane in Yemen e Libano di utilizzare Starlink per comunicare, e l'attivazione del servizio per fornire accesso a Internet in Iran e in Ucraina a supporto delle rispettive forze armate, hanno affermato quattro degli ex funzionari. Analogamente, l'amministrazione Trump chiese a Musk di rendere il servizio disponibile in Iran in seguito agli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele del 2025 e del 2026, nella speranza di potenziare l'accesso a Internet e le comunicazioni per i manifestanti antigovernativi.
Abbattuto missile lanciato dagli Houti su Riad
Un portavoce della coalizione a guida saudita ha dichiarato che le difese aeree hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi verso la capitale saudita, Riad. L'annuncio, diffuso tramite un post su X, ha fatto seguito ad avvisi di emergenza diramati dalla Protezione civile saudita a Riad, Najran e Wadi al-Dawasir. Le autorità hanno successivamente comunicato che il pericolo è rientrato in tutte e tre le aree. In precedenza, la coalizione aveva reso noto anche l'intercettazione e la distruzione di un drone nella Provincia Orientale dell'Arabia Saudita.
Axios: per intelligence Usa Teheran intensifica piani per colpire funzionari americani
"Secondo un promemoria indirizzato al Segretario di Stato Rubio, l'intelligence statunitense ha rilevato che l'Iran ha 'intensificato notevolmente' i propri tentativi di prendere di mira diplomatici e funzionari americani in Medio Oriente e altrove, con piani letali giunti ormai a 'fasi avanzate'". Lo scrive Axios su X.
Arabia Saudita: due esplosioni udite a Riad
Due esplosioni sono state udite a Riad nelle prime ore di sabato, secondo quanto riferito da un giornalista dell'AFP presente nella capitale saudita, mentre i ribelli Houthi dello Yemen continuano a sferrare attacchi contro il regno. La protezione civile saudita ha reso noto che è stato attivato un sistema di allerta precoce per avvisare i residenti di una potenziale minaccia.
Due petroliere prendono fuoco: l'equipaggio le abbandona nello Stretto
Due superpetroliere sono state rese completamente inservibili e abbandonate dai rispettivi equipaggi dopo aver urtato mine navali nello Stretto di Hormuz, mentre tentavano di percorrere una rotta non autorizzata; lo ha reso noto la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), secondo quanto riporta l'iraniana PressTv. "In seguito all'urto con le mine navali, le sale macchine di entrambe le superpetroliere sono state devastate da violente esplosioni e intensi incendi, che hanno reso le navi completamente inservibili e le hanno costrette a fermarsi", si legge nella nota. La Marina pasdaran ha precisato che le due petroliere trasportavano un carico complessivo di oltre 4,5 milioni di barili di greggio.
Media: veicoli Idf a Hebron, sotto assedio la casa di uno degli attentatori
L'Idf sta assediando l'abitazione di uno degli autori dell'attacco, nel quartiere di Al-Jalda. Inoltre hanno informato centinaia di famiglie nella zona di Ain Dirbha e nei dintorni della città di Hebron che dovranno evacuare forzatamente le proprie case.
Idf: “Avviata azione antiterrorismo a Hebron”
"In risposta all'attacco a fuoco in cui due soldati dell'Idf sono rimasti uccisi e diversi altri feriti, l'Idf, insieme ad altre forze di sicurezza, ha avviato un'operazione antiterrorismo mirata e circoscritta nell'area di Hebron, da cui provenivano i terroristi". Lo scrive Tsahal su X. "Le truppe hanno iniziato a condurre perquisizioni mirate in tutta la zona, finalizzate a individuare e smantellare infrastrutture terroristiche e a rinvenire armi, procedendo al contempo all'interrogatorio di alcuni sospettati.I residenti che si trovano nell'area interessata dalle operazioni potranno allontanarsi attraverso tre punti di uscita prestabiliti, previo interrogatorio e controlli di sicurezza. Le persone che dovessero destare sospetti durante tali verifiche saranno affidate alle forze di sicurezza per ulteriori accertamenti".
Incursioni Idf anche a Betlemme e Salfit
Oltre all'incursione a Hebron, le forze israeliane hanno effettuato raid in diverse altre aree della Cisgiordania occupata, tra cui i governatorati di Betlemme e Salfit, riferisce l'agenzia di stampa Wafa. Secondo l'agenzia Wafa, nel governatorato di Betlemme i soldati hanno preso d'assalto le città di Beit Fajjar e Tuqu, nonché la città di Kafr ad-Dik a Salfit. Durante il raid a Kafr ad-Dik, le forze israeliane hanno costretto una famiglia ad abbandonare la propria casa e hanno utilizzato l'immobile come caserma militare, secondo quanto riportato dall'agenzia citando fonti locali.
Israele demolisce edifici in Cisgiordania
Israele ha iniziato a demolire edifici e a costringere i residenti ad evacuare un quartiere nella Cisgiordania occupata, poche ore dopo che due uomini armati palestinesi avevano aperto il fuoco contro un checkpoint militare israeliano, uccidendo due soldati. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), altri tre soldati sono rimasti leggermente feriti nell'attacco alla città di Hebron. L'attacco è avvenuto appena quattro giorni prima delle elezioni politiche in Israele. Dopo l'attacco, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver imposto "un assedio totale" alla città di Hebron e Netanyahu ha affermato di aver ordinato la chiusura completa della Cisgiordania a partire da oggi. Ore dopo, Netanyahu sembra aver ridimensionato i piani per una chiusura totale del territorio, affermando che avrebbe preso in considerazione "un cordone" intorno alle città di Hebron e Halhul che potrebbe estendersi ad altre aree.
Israele fa irruzione a Hebron
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Hebron, nella Cisgiordania occupata, con circa 20 veicoli militari. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ordinato il blocco totale della Cisgiordania dopo che una sparatoria a Hebron ha causato la morte di due soldati israeliani e il ferimento di molti altri.