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Guerra in Iran, le news del 6 ottobre. Houthi: colpito l’aeroporto di Riad e una raffineria

Lo Shin Bet mette in allerta il governo: “Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto”. Pakistan e Turchia in soccorso di Riad contro gli Houthi
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Lo Shin Bet avverte: “Hamas pronto ad attaccare a ridosso delle elezioni. Rischio di rapimenti”. Il copilota di FlyDubai agli inquirenti: “Volevo vendicare Gaza”. Pakistan e Turchia in soccorso di Riad contro gli Houthi. Media: “Avviso agli aerei di non atterrare all'aeroporto di Riad”.

Coloni sparano e feriscono un fotografo dell’Afp in Cisgiordania

Un fotografo di Agence France-Presse (Afp) è stato aggredito e ferito da un gruppo di coloni israeliani mentre documentava atti di violenza contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata. Lo riferisce alla stessa agenzia di stampa John Wessel un collega del reporter, il cinquattottenne Yaafar Ashtiye, il quale ha riportato ferite alla testa e al torso ed è stato trasportato in un ospedale di Nablus, dove è tuttora sotto osservazione.
Ashtiye e Wessels si trovavano vicino ad Aqraba, nella Cisgiordania settentrionale, quando hanno assistito all'arresto di un uomo da parte di un soldato israeliano, mentre alcuni palestinesi stavano raccogliendo olive. Secondo il racconto di Wessels, riportato dall'agenzia francese, un Suv si è avvicinato ai giornalisti ad alta velocità e uno dei suoi occupanti ha aperto il fuoco contro di loro con munizioni vere.
Almeno sei coloni si sono avvicinati ai giornalisti, sparando contro di loro, prima di avventarsi su Ashtiye e picchiarlo con le loro armi. Secondo quanto riportato da Afp, gli aggressori hanno anche rubato la sua attrezzatura fotografica. L'attacco sarebbe avvenuto a circa 500 metri da una dozzina di soldati israeliani, che non sono intervenuti.

Il ministro Katz ordina all’Idf di prepararsi a uno “scenario 7 ottobre” in Cisgiordania

Durante la riunione di gabinetto odierna, il ministro della Difesa Israel Katz ha fatto un bilancio della situazione di sicurezza in cui ha evidenziato un possibile scenario in cui il personale di sicurezza dell'Autorità Palestinese - con cui l'Idf si interfaccia quotidianamente su temi di sicurezza - e le organizzazioni 'Tanzim' a essa affiliate possano "rivoltarsi" contro gli insediamenti israeliani e contro i soldati presenti in Cisgiordania. "Lo scenario di riferimento definito per l'Idf prevede la necessità di prepararsi alla possibilità di un attacco da parte di elementi jihadisti contro insediamenti e soldati, come insegnamento tratto dal massacro del 7 ottobre proveniente da Gaza", ha detto Katz durante la riunione, dichiarazione riportata dai media israeliani. "Non permetteremo un'intifada che durerà anni come in passato, ma si tratterà di una campagna breve e incisiva, con l'impiego di forze di terra e aeree, l'eliminazione e l'esilio di alti funzionari, l'evacuazione su larga scala dei residenti e la distruzione delle infrastrutture terroristiche, secondo il modello di Gaza e del Libano", ha aggiunto.

Netanyahu: “Possibile attacco di Hamas prima delle elezioni”

Hamas potrebbe tentare un altro attacco contro Israele in vista delle elezioni parlamentari previste per la fine di ottobre. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una riunione di gabinetto alla vigilia dell'anniversario degli attentati del 7 ottobre 2023.
Israele è diventato "il Paese più forte del Medio Oriente", mentre i suoi nemici sono attualmente "più deboli che mai", ha affermato Netanyahu, secondo quanto riportato dai media israeliani. "Proprio perchè Hamas è così debole, cercherà di sfidarci con le forze rimanenti in vista delle elezioni per cercare di influenzarle", ha affermato Netanyahu, "siamo preparati a questo: prima di tutto, sventeremo tali tentativi e, in ogni caso, risponderemo con una forza schiacciante se commetteranno questo errore".

Arabia Saudita: “Intercettato missile Houthi, obiettivo era una città nel sud-ovest”

La coalizione a guida saudita, in campo contro gli Houthi dello Yemen, ha reso noto di aver "intercettato e distrutto" un missile balistico lanciato dal gruppo in direzione di Khamis Mushait, nel sud-ovest dell'Arabia Saudita. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera sulla base di quanto riferito dal portavoce della coalizione, Turki al-Maliki.

Casa Bianca: “Dai media reazioni isteriche alle parole di Trump sulle minacce dell’Iran alle città”

"La reazione isterica dei media alle dichiarazioni del presidente Trump non è fondata sulla realtà. Stava chiaramente affermando che le città americane sarebbero state minacciate se l'Iran, dotato di armi nucleari, non fosse stato fermato". E' quanto scrive su X il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, in merito alle critiche all'indirizzo del tycoon che ieri, in un comizio elettorale nel Nebraska, ha detto che l'Iran potrebbe "distruggere" Los Angeles e San Diego qualora sviluppasse un'arma nucleare. "L'America è più sicura grazie al presidente. L'Iran non ha armi nucleari, né marina, né aviazione, né denaro", aggiunge Cheung nel suo post.

Demolito edificio di Gerusalemme Est, Ben Gvir guida il bulldozer

Un edificio residenziale di cinque piani, in cui vivevano circa 70 persone, è stato demolito da bulldozer israeliani a Gerusalemme Est. Le autorità israeliane hanno giustificato la demolizione dell'edificio, situato nel quartiere di At-Tur, citando la mancanza di un permesso di costruzione. Il Governatorato di Gerusalemme, l'autorità palestinese regionale, ha definito la demolizione una "pericolosa escalation nella politica di abbattimento delle abitazioni e di trasferimento forzato, nonché nell'imposizione di una nuova realtà demografica e urbana". Il ministro di estrema destra per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, si è mostrato alla guida di un bulldozer durante la distruzione dell'edificio. "Adoro sentire questo rumore. Demoliamo ciò che è illegale", ha dichiarato in un video pubblicato su X.

Saar: “Vergognosa profanazione mostra 7 ottobre ma non sorprende”

"Vergognoso, scandaloso, ma purtroppo non sorprendente. La profanazione dell'esposizione commemorativa delle vittime dell'7 ottobre al Parlamento europeo da parte dell'eurodeputata di estrema sinistra Rima Hassan dice soprattutto quanto poco rispetto lei abbia per l'istituzione stessa in cui presta servizio". Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar. "Lodo i membri del Parlamento europeo che hanno immediatamente condannato questo atto vergognoso e ringrazio Roberta Metsola per la sua determinazione e per aver chiarito che un tale oltraggio sarà affrontato nei termini più forti", aggiunge.

Trump: “L'Iran potrebbe distruggere Los Angeles”. Newsom: “E’ squilibrato”

I leader della California hanno condannato il presidente Donald Trump per le sue affermazioni sull'Iran che potrebbe "distruggere" Los Angeles e San Diego qualora sviluppasse un'arma nucleare. Intervenendo ieri a un comizio in Nebraska, il tycoon ha cercato di giustificare la guerra contro Teheran come necessaria per "mantenere il mondo al sicuro", ipotizzando poi la possibilità di attacchi contro gli Stati Uniti, incluse le città californiane amministrate dai democratici. "Potrebbero distruggere una città. Lasciate che distruggano... Lasciate che distruggano Los Angeles. Lasciate che distruggano San Diego", ha detto Trump. Non è chiaro cosa cosa intendesse, ma le sue parole hanno generato l'immediata indignazione delle autorità californiane, tra cui il governatore Gavin Newsom, che ha definito il presidente "squilibrato e pericoloso". "Dopo aver inviato la Guardia Nazionale e i Marines a occupare la California, Donald Trump ora afferma che i nostri nemici stranieri dovrebbero 'distruggere' Los Angeles e San Diego", ha scritto Newsom sui social. Il sindaco di San Diego, Todd Gloria, ha scritto sui social che la sua città non è un "danno collaterale" né qualcosa di "sacrificabile". "Lasci fuori la nostra città dai suoi discorsi sconsiderati sulla guerra", ha aggiunto. A Los Angeles, la sindaca Karen Bass ha definito i giudizi del presidente "pericolose" e capaci di "compromettere potenzialmente" la sicurezza della città. "Il ruolo di un presidente è proteggere il Paese, non minacciarlo attivamente e incoraggiare attacchi contro vite americane", ha aggiunto in un messaggio sui social.

Regno Unito, nuovo arresto nell’inchiesta sulla base Fairford

La polizia britannica ha eseguito un altro arresto nell'ambito dell'inchiesta sulle attività sospette nei pressi della base Raf di Fairford, nel Gloucestershire. Secondo quanto riferito dai media britannici, si tratta di un cittadino britannico di 22 anni, arrestato nel borough di Westminster a Londra con l'accusa di preparare un atto terroristico. L'arresto si aggiunge a quelli già effettuati nei giorni scorsi nell'ambito della stessa indagine. Il 27 settembre cinque cittadini britannici tra i 23 e i 25 anni erano stati arrestati vicino alla base, dopo la segnalazione della presenza di tre veicoli sospetti. I cinque erano stati fermati con l'accusa di reati previsti dall'Explosives Act e di preparazione di un atto terroristico ed erano poi stati rilasciati su cauzione anche se restano sotto indagine. Successivamente era stato arrestato anche un cittadino britannico-iraniano, fermato a Londra con l'accusa di preparazione di atti terroristici. Anche lui è stato successivamente rilasciato su cauzione.

Iran: “Individuato specifici obiettivi statunitensi, li colpiremo se attaccati”

"Qualsiasi nuovo atto di aggressione o ostilità da parte degli Stati Uniti o del regime sionista contro l'Iran incontrerà la nostra risposta decisiva e si tradurrà in sconfitte ancora più pesanti per loro", ha dichiarato martedì il portavoce del Ministero della Difesa iraniano, Reza Talaeinik, aggiungendo: "Abbiamo individuato obiettivi specifici del nemico e siamo pronti a colpirli qualora dovesse verificarsi una nuova aggressione". Secondo l'agenzia Irna, Talaeinik ha poi affermato: "La capacità di produzione di armamenti dell'Iran ha raggiunto un livello pari a due volte e mezzo quello precedente alla guerra".

Katz su Cisgiordania: “Forze israeliane si preparano a possibile guerra con Anp”

Alle forze israeliane (Idf) è stato ordinato di essere pronte a uno scenario di guerra con l'Autorità palestinese. E' quanto, secondo il Times of Israel, ha detto ai ministri israeliani il titolare della Difesa, Israel Katz, parlando della Cisgiordania e di un'eventuale "guerra breve e potente" con "un cambiamento di realtà". Lo "scenario di riferimento" definito per le Idf riguardo la Cisgiordania prevede "che vengano predisposti preparativi per la possibilità di un attacco da parte di elementi jihadisti contro coloni e soldati delle Idf", ha detto Katz, stando al giornale che sottolinea come il ministro sia noto per le sue affermazioni esplicite e come le dichiarazioni arrivino a pochi giorni dal voto del 27 ottobre in Israele. Secondo Katz, si legge, le Idf "si stanno preparando a uno scenario in cui le forze di sicurezza dell'Autorità palestinese e l'affiliata organizzazione Tanzim rivolgano le armi contro coloni e truppe delle Idf" in Cisgiordania e lungo i confini. "In questo caso, ci sarebbe una dichiarazione di guerra all'Autorità palestinese e le Idf lancerebbero un'offensiva secondo un piano dettagliato formulato e approvato da me e dal premier Benjamin Netanyahu", ha proseguito il ministro. Si tratterebbe, ha detto Katz stando al Times of Israel, di una campagna contro l'Autorità palestinese in Cisgiordania "breve e incisiva", che "includerebbe l'impiego di forze di terra e aeronautica e mezzi speciali, l'eliminazione e l'espulsione di funzionari di alto grado, la distruzione di armi, il trasferimento su vasta scala degli abitanti e la distruzione di infrastrutture del terrorismo all'interno delle città e in tutti i campi profughi". E, ha aggiunto ancora, tutto "sul modello di Gaza e Libano".

Qatar: “Negoziati tra Iran e Usa continuano”

"I negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran, così come gli scambi di messaggi tra le diverse parti, continuano attraverso il Qatar e i suoi partner regionali". Ad affermarlo è Ibrahim Al-Hashmi, un funzionario del ministero degli Esteri qatariota, durante una conferenza stampa a Doha. "La portata di questo conflitto e il costo considerevole che il mondo sta pagando ci impongono di fare tutto il possibile per porvi immediatamente fine attraverso una soluzione negoziata", ha sottolineato.

Deputato iraniano: “Daremo risposta devastante a qualsiasi passo falso degli Usa”

"Le nostre forze armate sono più pronte che mai, con il dito sul grilletto, in attesa di qualsiasi passo falso da parte degli Stati Uniti o del regime sionista". Lo ha dichiarato Ebrahim Azizi, capo della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, in un post su X, avvertendo: "La risposta a cui andranno incontro sarà ancora più dura e devastante di qualsiasi cosa abbiano visto in precedenza".

Netanyahu: “Hamas cercherà di sfidarci prima delle elezioni”

"Poiché Hamas è così debole, cercherà di sfidarci con quel che resta delle sue forze prima delle elezioni, nel tentativo di influenzare" i risultati. Si è espresso così il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in dichiarazioni rilanciate dal Times of Israel. "Siamo pronti - ha continuato - Prima di tutto, sventeremo questi tentativi e in ogni caso, se dovessero commettere questo errore, risponderemmo con una forza schiacciante". Prima di Netanyahu, il ministro della Difesa, Israel Katz, aveva citato informazioni di "intelligence" secondo cui "Hamas intende cercare di sferrare assalti e attacchi contro le nostre forze a Gaza" domani, a tre anni dal massacro del 7 ottobre 2023 in Israele. Le elezioni israeliane sono fissate per il 27 ottobre

India, 12 feriti su petroliera attaccata ad Hormuz

L'India ha detto che 12 membri dell'equipaggio di una petroliera battente bandiera di Panama sono rimasti feriti oggi in un attacco mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz, e i feriti hanno ricevuto cure mediche in Oman. "Condanniamo l'attacco di oggi alla nave commerciale MT On Peace battente bandiera panamense... che è stata colpita da un proiettile mentre transitava nello Stretto di Hormuz", afferma in una nota il ministero degli Esteri di Nuova Delhi.

Gueterres: “Pakistan mediatore affidabile”

"Possiamo solo auspicare che il lavoro del Pakistan prosegua e che abbia successo, così potremo finalmente vedere pace in Medio Oriente". Con queste parole il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha rilanciato l'appello per la pace nella regione e ha manifestato sostegno per il lavoro di Islamabad nella mediazione tra Usa e Iran, che - ha detto - ha dimostrato come "il Pakistan sia affidabile e goda della fiducia persino di Paesi che sono in conflitto". "Voglio mandare un messaggio forte e chiaro a tutte le parti: fine nel conflitto, ritorno alla diplomazia, pieno ripristino dei diritti di navigazione e libertà nel rispetto del diritto internazionale", ha rimarcato Guterres, in visita in Pakistan fino a giovedì. Islamabad insiste da mesi sulla mediazione tra Usa e Iran, finito lo scorso febbraio nel mirino di operazioni militari di Stati Uniti e Israele a cui Teheran non ha mancato di rispondere. Lo scorso giugno era stato firmato a Islamabad il memorandum per una tregua.

Energia: domani alle 16 riunione Task force Ue

Domani alle 16 si terrà una riunione della Task Force dell'Ue sull'Unione dell'energia, che riunisce la Commissione europea e gli Stati membri. Lo fa sapere un portavoce dell'esecutivo europeo. La riunione servirà per dare seguito alle decisioni prese dal G7 venerdì scorso, in particolare per quanto riguarda il rilascio delle scorte di petrolio, e agli sviluppi recenti.

Iran: “Uccisi due terroristi e smantellate cellule legati a Usa e i sionisti”

Il ministero dell'Intelligence dell'Iran ha annunciato che due "terroristi" sono stati uccisi durante operazioni che hanno smantellato cellule "affiliate al nemico americano-sionista" e bande criminali in varie località della provincia sud orientale del Sistan-Baluchistan, che confina con il Pakistan, e anche nello Stretto di Hormuz. "Due di questi terroristi sono rimasti uccisi negli scontri con le forze di sicurezza, mentre altri dieci membri di tali squadre terroristiche provenienti dall'estero sono stati arrestati", si legge in un comunicato del ministero dell'Intelligence riportato da Isna, secondo cui le operazioni delle forze di sicurezza che hanno portato allo smantellamento delle cellule e all'uccisione e all'arresto dei "terroristi" si sono tenute nell'area amministrativa di Qeshm, che comprende tre isole in provincia di Hormozgan sullo stretto di Hormuz, e in varie località della provincia del Sistan-Baluchistan: Iranshahr, Sarbaz, Saravan e Zahedan. Secondo il comunicato, le operazioni delle forze di sicurezza si sono svolte "prima che potessero essere compiuti atti di sabotaggio o terrorismo".
Ieri, nella provincia del Sistan-Baluchistan, due agenti di polizia che pattugliavano una strada erano stati uccisi dopo avere subito un attacco da parte di "terroristi armati". La provincia del Sistan-Baluchistan è spesso teatro di attacchi contro le forze dell'ordine da parte di gruppi armati e durante il mese di settembre il ministero dell'Intelligence di Teheran aveva dichiarato che "tre terroristi" erano stati uccisi "prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terrorismo" e altri nove erano stati arrestati, in due diverse operazioni.

Israele, 5mila assistiti da Welfare dopo attacco 7/10

Il ministero del Welfare israeliano assiste circa 5.000 persone coinvolte a vario titolo nell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, tra cui sopravvissuti al festival musicale Nova, famiglie delle vittime, ostaggi rilasciati e parenti dei rapiti. Lo ha riferito l'emittente Channel 12 citando dati del ministero, secondo i quali circa il 70% di queste persone non era noto ai servizi sociali prima della guerra. Un'unità dedicata sta inoltre assistendo, tra gli altri, 20 minori che hanno perso entrambi i genitori nel massacro. Quanto agli indennizzi erogati, complessivamente dal 7 ottobre 2023 sono state presentate circa 168.000 richieste di risarcimento per danni diretti, con un esborso totale di circa 8,3 miliardi di shekel (2,4 miliardi di euro). Per i danni indiretti, sono state inoltrate circa un milione di richieste per un importo complessivo erogato di circa 30 miliardi di shekel (8,7 mld euro).

L'Iran vieta ai suoi cittadini di rilasciare interviste ai 'media ostili'

Il Parlamento di Teheran ha approvato un divieto per i cittadini iraniani di rilasciare interviste a media ritenuti "ostili" dal ministero dell'Intelligence, con pene che possono arrivare fino a due anni di carcere. "Con l'approvazione dell'Assemblea Consultiva Islamica (il Parlamento), ai cittadini iraniani è d'ora in poi vietato rilasciare interviste o partecipare a discussioni con organi di informazione o 'singole figure mediatiche' (come giornalisti cittadini o influencer) che siano stati designati e dichiarati pubblicamente come 'ostili' dal Ministero dell'Intelligence", riferisce l'agenzia Isna. Con l'approvazione parlamentare del provvedimento, i cittadini iraniani che rilasceranno interviste a "media ostili" possono essere puniti "con una o più delle sanzioni di 'Grado 6' previste dall'Articolo 19 del Codice Penale Islamico", tra cui ci sono l'incarcerazione da sei mesi fino a due anni, frustate e multe. "I funzionari governativi sono esentati dalle disposizioni di questo articolo", riporta l'agenzia Isna.

Riad: “Tre feriti in attacchi Houthi ad aeroporti sauditi”

Almeno tre persone sono rimaste ferite negli attacchi compiuti ieri dagli Houthi contro gli aeroporti di Jazan e Najran, vicino al confine con lo Yemen. "Gli attacchi hanno provocato tre feriti lievi e danni materiali", ha dichiarato l'Autorità generale per l'aviazione civile in un comunicato. Nella tarda serata di ieri, gli Houthi avevano annunciato che le loro forze avevano preso di mira diverse località nel sud dell'Arabia Saudita, inclusi aeroporti e siti militari.

Von der Leyen: “100 miliardi per energia da inizio guerra”

L'Europa ha pagato le proprie importazioni di combustibili fossili 100 miliardi di euro aggiuntivi dallo scoppio del conflitto in Iran. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. "Famiglie e industrie stanno pagando il prezzo di una crisi che nasce ben oltre i nostri confini. Da fine febbraio il prezzo del gas è salito del 140%. Quello del diesel è raddoppiato. Nel complesso, le importazioni di combustibili fossili sono costate all'Europa 100 miliardi di euro in più dall'inizio della guerra in Iran. Senza una sola molecola di energia aggiuntiva", ha dichiarato. "Tutti noi avvertiamo questi rincari", ha aggiunto von der Leyen: "le imprese sono sotto forte pressione. Le persone faticano a pagare le bollette. E la situazione rischia di aggravarsi con l'avvicinarsi dell'inverno". "Dobbiamo quindi agire subito", ha sottolineato la presidente, "per proteggere chi ne ha più bisogno. E per garantire che da questa crisi usciremo più forti di come ci siamo entrati. Che affronteremo i problemi strutturali".

Usa hanno ritirato bombardiere da base nel Regno Unito dopo informazioni su possibile attacco iraniano

Gli Stati Uniti hanno ritirato tutti i loro bombardieri B-1 da una base aerea di Fairford, in Gran Bretagna, dopo aver ricevuto informazioni di intelligence su un potenziale attacco con droni da parte dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi ed europei, secondo cui l'Iran aveva pianificato di colpire aerei e uccidere militari americani di stanza alla base della Raf di Fairford. Alcuni funzionari hanno dichiarato al New York Times di ritenere che l'attacco pianificato fosse vagamente ispirato all'attacco con droni lanciato dall'Ucraina lo scorso anno e che distrusse bombardieri strategici russi.

Incursione militare israeliana nel campo profughi di Balata in Cisgiordania

Le forze militari israeliane hanno effettuato un'incursione nel campo profughi di Balata, a est di Nablus, in Cisgiordania, e hanno arrestato un giovane dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione, stando a quanto riporta l'agenzia Tasnim sul suo profilo Telegram. Il campo di Balata è il più grande della Cisgiordania e si trova alla periferia di Nablus.

“Avviso agli aerei di non atterrare all'aeroporto di Riad”

Diversi aerei hanno ricevuto un nuovo avviso di non atterrare all'aeroporto di Riad, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim sul suo profilo Telegram. Sarebbero state pubblicate immagini dall'interno di uno degli aerei che ha ricevuto l'avviso di non atterrare all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad.

Trump: "Stiamo prendendo l'Iran a calci nel c..."

"Stiamo prendendo l'Iran a calci nel culo, lo sapete, vero?". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, durante un comizio a Grand Istands, in Nebraska.

Pakistan e Turchia in soccorso di Riad contro gli Houthi

Pakistan e Turchia si sono impegnati a inviare truppe in Arabia Saudita nell'ambito di un nuovo patto di difesa reciproca, dopo settimane di attacchi da parte degli Houthi e mentre Riad e i suoi alleati del governo yemenita lanciavano una controffensiva contro i ribelli.

7 ottobre, Katz: “Uccisi i due terzi dei terroristi dell'attacco”

Israele ha ucciso finora due terzi dei terroristi che tre anni fa parteciparono al devastante attacco del 7 ottobre, circa 4.000 su 6.000. Lo ha riferito al Times of Israel il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz. "Seimila terroristi varcarono il confine con Israele il 7 ottobre e hanno compiuto quelle atrocità. Di questi, 4.000 sono stati uccisi finora, mentre altri 2.000 sono ancora vivi", ha dichiarato il ministro in un comunicato. Le cifre citate da Katz sono state diffuse dal capo della Direzione dell'intelligence militare, il maggiore generale Shlomi Binder, durante una riunione di gabinetto domenica sera.

Yemen, gli Houthi colpiscono l’aeroporto di Riad e una raffineria Aramco

Le forze Houthi, sostenute dall'Iran, nello Yemen hanno dichiarato di aver lanciato attacchi contro diversi obiettivi in Arabia Saudita, tra cui l'aeroporto internazionale nella capitale Riad, una raffineria Aramco e siti militari nelle regioni meridionali del regno. Gli attacchi sarebbero stati portati avanti con una combinazione di droni, missili balistici e missili da crociera, secondo il portavoce militare Houthi Yahya Saree.

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