MILANO – I nuovi timori sui titoli tech legati all’IA raffreddano gli umori sui mercati dopo gli spiragli di ieri sulla scia dei nuovi contatti Usa-Iran. Le Borse ripartono tutte deboli, con gli occhi puntati alle elezioni di metà mandato di oggi negli Stati Uniti. In Asia indici tutti in forte calo, con Tokyo rimasta chiusa per festività. In leggera risalita il petrolio, con il Brent a 105 dollari al barile.
Wall street: apre contrastata con attesa elezioni, nasdaq +0,4%
Apertura contrastata a Wall Street, con il dow jones industrial Average sotto pressione a causa del calo delle azioni Apple (-2,9%), mentre gli investitori si preparano alle elezioni di metà mandato negli stati uniti. Al contrario, le azioni dei produttori di chip stanno sostenendo il Nasdaq, con gli investitori che sono tornati a investire nel settore dopo le pressioni della sessione precedente. In avvio, il dow jones cede 206,46 punti (-0,40%), lo s&p 500 sale di 9,28 punti (+0,12%), il Nasdaq è in rialzo di 104,16 punti (+0,41%). Il petrolio wti perde al nymex lo 0,87% a 95,62 dollari al barile, dopo che il presidente Trump ha annunciato lo stop ai 4 miliardi annui in aiuti militari a Israele
Il gas scende sotto i 90 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
Il gas scende sotto la soglia dei 90 euro per la prima volta dallo scorso 22 ottobre sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di dicembre cedono il 7,64% a 87,5 euro al MWh, mentre le scorte europee segnano il primo calo settimanale, scendendo al 74,56% a 844,25 TWh, a causa dei prelievi dovuto al clima più rigido. In Germania sono al 61,05% a 151 TWh e in Italia al 91% a 185,11 TWh, confermandosi il paese con maggiori riserve disponibili. La parabola discendente delle quotazioni è iniziata nella vigilia dopo l'annuncio della disponibilità dell'Iran di riaprire lo stretto di Hormuz "entro 48 ore".
Ferrari, nel terzo trimestre +7% ricavi e utile netto +13%
Ferrari ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi netti pari a 1,896 miliardi, in aumento del 7% rispetto all'anno precedente (+10% a cambi costanti). L'utile operativo è pari a 563 milioni, con un margine dell'utile operativo pari al 29,7%, in crescita del 12% rispetto (+23% a cambi costanti). L'utile netto è pari a 431 milioni (+13%) e l'utile diluito per azione pari a 2,44 euro.
Il gruppo, si legge in una nota, ha “ulteriormente migliorato” le stime finanziarie del 2026, con ricavi netti a 7,65 miliardi di euro (la precedente previsione era di 7,6 miliardi) “alla luce delle ipotesi più recenti, grazie a personalizzazioni più significative rispetto a quanto inizialmente previsto; un impatto negativo delle variazioni valutarie inferiore alle attese, al netto degli effetti delle coperture; il conseguimento del secondo posto nel Campionato mondiale di Formula 1”.
Messina (Intesa): “Convinti della solidità del progetto industriale per Mps”
"La nostra offerta consente agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena di entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei principali gruppi bancari europei". Così il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in occasione dei risultati dei primi nove mesi dell'anno circa l'Opas per Mps. "Siamo convinti - aggiunge - della solidità del progetto industriale e del valore che potrà generare per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i territori. Abbiamo ottenuto rapidamente tutte le autorizzazioni regolamentari settoriali necessarie all'acquisizione del controllo di Monte dei Paschi di Siena, comprese quelle della Banca Centrale Europea e delle autorità internazionali competenti".
Intesa oltre le attese, l'utile dei nove mesi sale a 8,2 miliardi
Intesa Sanpaolo batte le attese e chiude i primi nove mesi dell'anno con l'utile a 8,2 miliardi, in crescita dell'8,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel terzo trimestre il risultato netto è pari a 2,6 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,3 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Confcom contro il price cap: effetti distorsivi
"Il price cap sui carburanti, introdotto dalle compagnie petrolifere dal 28 settembre per contenere i prezzi alla pompa, sta producendo pesanti effetti distorsivi sulla concorrenza, penalizzando la distribuzione indipendente e le imprese di autotrasporto. La riduzione dei prezzi, infatti, riguarda prevalentemente le reti delle compagnie petrolifere, senza estendersi uniformemente alle forniture all'ingrosso destinate agli operatori indipendenti e ai grandi consumatori professionali". Così in una nota Confcommercio e le Associazione aderenti dei trasporti e logistica, della filiera della distribuzione carburanti e del comparto automotive (Anbti, Assocostieri, Assopetroli, Confcommercio Mobilità, Conftrasporto, Federauto, Figisc).
Secondo le rilevazioni di Assocostieri, dal 28 settembre le vendite degli impianti indipendenti "sono diminuite mediamente del 29%, con perdite stimate in circa 2.700 euro al mese per impianto, cui si aggiunge una svalutazione delle scorte quantificata in circa 281mila euro. Una situazione che, se protratta, rischia di compromettere la sopravvivenza di numerose imprese: oltre il 40% delle più di 20mila pompe self presenti in Italia fa capo a operatori indipendenti, con circa 30mila posti di lavoro a rischio".
Q8, sconto del 20% su gasolioe benzina per agricoltura e pesca
In considerazione dell'attuale situazione di emergenza nazionale e facendo seguito alle richieste del Governo italiano, Q8 Italia introduce una riduzione del 20% sul prezzo, al netto dell'IVA, di gasolio e benzina destinati agli operatori dei settori agricolo e della pesca, applicabile ai propri clienti diretti fino al 31 dicembre 2026. "In una fase di mercato particolarmente complessa, Q8 ha scelto di offrire un sostegno concreto ad agricoltura e pesca, intervenendo sui costi energetici di due comparti all'origine della filiera food, essenziali per garantirne la continuità degli approvvigionamenti e contenere l'impatto sulle famiglie", si legge in una nota. La decisione "si aggiunge alle misure già adottate per gli automobilisti da Q8 con il price cap su benzina e gasolio, confermato fino alla fine dell'anno, e rafforza l'impegno dell'Azienda a rispondere concretamente alle esigenze rappresentate dal Governo, sostenendo contestualmente filiere critiche per il Paese ed i consumatori con un approccio responsabile e attento alle condizioni di mercato. Q8 Italia si riserva di definire le modalità applicative della misura, tenendo conto dell'evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento".
Milano prosegue in calo
Piazza Affari viaggia in territorio negativo, in linea con le altre Borse europee, con l'indice Ftse Mib che a metà mattinata cede lo 0,4% a 49.746 punti. A pesare sono soprattutto le vendite sui titoli tecnologici, alimentate a livello globale dai timori degli investitori per una possibile bolla dell'intelligenza artificiale e dai dubbi sul reale ritorno economico dei maxi-investimenti nel settore.
Preoccupazioni che ieri hanno spinto al ribasso Nasdaq e S&P 500, con gli operatori che hanno progressivamente spostato l'attenzione dai tecnologici verso altri segmenti del mercato.
Sul listino in calo Stm -1,7%, Technoprobe -0,1%. Giù Buzzi -1,97%, Tenaris -1,89%, e Stellantis -1,7% dopo il dato sulle immatricolazioni di ottobre. A guidare i rialzi è Lottomatica +3,57% dopo i conti. In ordine sparso i bancari, con Intesa +0,35% in attesa dei conti, Unicredit -0,77%, Mps -0,55%, Banco Bpm -1,4%. Tim -0,79%. Tra i principali energetici, Eni -0,57% ed Enel -0,12%.
Le Borse asiatiche chiudono miste
Le Borse asiatiche chiudono la seduta in ordine sparso, con il sentiment appesantito dalle perdite di Wall Street con i titoli tecnologici e dell'intelligenza artificiale tornati sotto pressione. Gli investitori sono rimasti cauti anche in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, mentre la risalita dei prezzi del petrolio, nonostante i segnali di progressi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, ha riacceso le preoccupazioni sull'offerta. Il Kospi sudcoreano ha guidato i ribassi scivolando del 3,59% a 5.648,79
punti, con le azioni di SK Hynix e Samsung Electronics in calo di oltre il 3%. Anche i listini cinesi si sono indeboliti, con lo Shanghai Composite sceso dello 0,82% a 3.608,1 punti e Shenzhen che perde l'1,21% a 10.877 punti, nonostante i nuovi tentativi di rilanciare le misure di salvataggio del mercato azionario. Guadagni per Hong Kong, che sale dello 0,57% a 23.525,97 punti. Sydney sale dello 0,34% a 8.886,80 punti dopo che la Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,85%. I mercati finanziari giapponesi sono rimasti chiusi per festività nazionale.
Euro a quota 1,12 dollari
L'euro è risalito a quota 1,12 dollari, tentando di recuperare dai minimi degli ultimi 17 mesi, grazie al rinnovato calo dei prezzi del petrolio e all'incertezza legata alle elezioni di metà mandato Usa, che hanno pesato sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,12 dollari (+0,15%) e a 176,74 yen (+0,14%). Poco mosso il cambio dollaro/yen a 157,78 (-0,03%).
Milano parte in netto calo
Parte in forte calo Piazza Affari, in linea con le altre Borse europee, con l'indice Ftse Mib che nei primi scambi cede l'1,24% a 49.330,84 punti. Le perdite maggiori sono per Stm -3,64%, Prysmian -3,51%, Tenaris -3,03%, Technoprobe -2,65%.
Petrolio in lieve rialzo
Prezzo del petrolio in aumento sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a dicembre passa di mano a 97,46 dollari al barile con una crescita dell'1,04% mentre il Brent con consegna a gennaio è scambiato a 105,84 dollari al barile con un avanzamento dell'1,02%.