Manovra, Giorgetti alle banche: “Siamo sulla stessa barca”. L’allarme di Mattarella sull’inflazione
di Massimo FerraroROMA – “Sorpresa”, non senza conseguenze pratiche. Giovanni Azzone, presidente di Acri e Fondazione Cariplo, esprime la preoccupazione delle fondazioni bancarie che vedranno aumentare il carico fiscale con la prossima manovra. Condivise dal presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli. Parte delle coperture alla legge di bilancio viene proprio da un prelievo maggiore su istituti di credito, fondazioni e assicurazioni. “Una scelta politica di cui si assumono la responsabilità”, aggiunge Azzone. Ma “le fondazioni non erogano servizi finanziari, sostengono progetti sociali”.
"Siamo molto sorpresi” dalla decisione del governo, prosegue, “voglio sottolineare che questo non è un prelievo sulle fondazioni ma sulla filantropia.…
ROMA – “Sorpresa”, non senza conseguenze pratiche. Giovanni Azzone, presidente di Acri e Fondazione Cariplo, esprime la preoccupazione delle fondazioni bancarie che vedranno aumentare il carico fiscale con la prossima manovra. Condivise dal presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli. Parte delle coperture alla legge di bilancio viene proprio da un prelievo maggiore su istituti di credito, fondazioni e assicurazioni. “Una scelta politica di cui si assumono la responsabilità”, aggiunge Azzone. Ma “le fondazioni non erogano servizi finanziari, sostengono progetti sociali”.
"Siamo molto sorpresi” dalla decisione del governo, prosegue, “voglio sottolineare che questo non è un prelievo sulle fondazioni ma sulla filantropia. L’esecutivo dice 40 milioni, secondo i nostri calcoli saranno fino a 70 milioni: una cifra modesta per il bilancio dello Stato. Ma per noi significa togliere risorse a 20mila progetti sui Neet (gli under 30 che non studiano, non lavorano né fanno formazione), o a 2mila persone con disabilità”. Un prelievo che porrà le fondazioni davanti a un bivio: “Dovremo decidere se togliere fondi ai Neet o ai disabili. Per questo mi aspetto eventuali prese di posizione dei soggetti che avranno la riduzione dei benefici e di coloro che li tutelano”.
Azzone (Acri) e Patuelli (Abi) a Giorgetti: quadro preoccupante
Il presidente Acri ripete la preoccupazione delle fondazioni davanti al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, seduto in prima fila nel Salone delle Fontane. “Il contributo chiesto non toglie risorse alle fondazioni, ma ai servizi sociali che vengono erogati alle persone in condizioni di fragilità”. In dialogo con Azzone, anche il presidente dell’Abi Antonio Patuelli critica la misura prevista nella legge di bilancio che verrà discussa dal Parlamento. “Abbiamo fatto un mosaico delle dichiarazioni ed è venuto fuori un quadro preoccupante – dichiara Patuelli – sale la pressione fiscale con aumento dell’Ires e l’ulteriore aggravio sull'Irap, che avrebbe un'incidenza persino superiore come gravame sui bilanci bancari, e quindi sugli azionisti, prescindendo dall'andamento dei bilanci”. Ma non è solo una questione di numeri, anche di metodo. “L’anno scorso era stato raggiunto un accordo, chiedendoci sacrifici per tre anni – aggiunge – Passato un anno, quello che era stato già acquisito non viene abolito ma anzi viene aggravato, da quello che capisco. Spero ci sia una riflessione su questo. La stabilità prospettica delle imposte è un elemento fondamentale per la certezza del diritto e di sicurezza per ai risparmiatori per investire in termini produttivi”.
Giorgetti: tutti devono contribuire, anche le banche
“Caro Patuelli, siamo tutti nella stessa barca”. Così Giorgetti risponde dal palco alle osservazioni dei presidenti di Acri e Abi sul prelievo a banche e fondazioni. Non c’è bisogno di ricorrere a traduzioni, è lo stesso ministro ad aver chiarito pochi secondi prima cosa intende. “Tutte le componenti del Paese devono contribuire al proseguimento del percorso di risanamento della finanza pubblica. Vale, in primis, per chi come il sistema finanziario ha largamente beneficiato dei risultati di questo risanamento negli scorsi anni. Pur prendendo “nella più alta considerazione” i rilievi del settore e riconoscendo che si tratta di “oneri significativi”, vengono considerati da Mef e governo “assorbibili senza riverberi negativi”. E aggiunge: “Nelle situazioni difficili, lo Stato ha aiutato il sistema bancario. Il sistema bancario deve aiutare lo Stato nel miglio decisivo per la sostenibilità della finanza pubblica”.
Sulla crescita, il titolare del Mef rende chiaro che "la stabilità dei conti viene prima di qualsiasi politica economica. Nessuna impresa programma, se non sa il costo del credito, nessuna banca presta, se i titoli oscillano a ogni turbolenza. Prima la stabilità, poi la crescita. Questa è una lezione che l'Italia ha imparato. La nostra direzione non cambia", ha osservato, ed "è stata riconosciuta anche dalle agenzie di rating".
Mattarella: “Tenore di vita aggredito da inflazione e salari fermi”
"Conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l'inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio alla Giornata del risparmio. "Una piena integrazione europea si presenta, anche in questo ambito, come lo strumento di difesa migliore contro la finanza meramente speculativa. Gli ostacoli al mercato unico da un lato e la relativa debolezza del risparmio a lungo termine dall'altro dirottano altrove ingenti risorse e frenano investimenti che potrebbero, invece, rendere più forti le nostre società", sottolinea il Capo dello Stato.
Bankitalia, Panetta: "Possibili nuovi aumenti dei tassi"
Mentre l'Istat pubblica i dati preliminari sull'inflazione di ottobre, in aumento del 5,4% rispetto al mese precedente, il governatore di Bankitalia Fabio Panetta interviene alla Giornata del risparmio e conferma: "Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l’obiettivo (del 2%, ndr) e rischi sbilanciati verso l’alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali". Dopo la pausa della Bce e della Fed negli scorsi giorni, già nella prossima riunione potrebbe esserci un intervento delle banche centrali.
Nella sua relazione il governatore ha analizzato i fattori di crisi che hanno influenzato gli ultimi mesi, dalla guerra in Iran che ha portato alla chiusura di Hormuz alla fiammata inflazionistica trainata dai prezzi dell’energia. Panetta insiste sull'importanza di rimanere prudenti sui conti ma non perdere il treno degli investimenti tecnologici, un impegno che deve essere europeo. Sul fronte del risparmio, le risorse ci sono e proprio il mercato europeo deve migliorare le sue capacità di attirare e trattenere i capitali. Per questo è urgente la creazione di un mercato unico, con regole definite e incentivi mirati. Per quanto riguarda l’Italia, “il calo del risparmio registrato dal 2000 è dovuto al ristagno dei redditi e alla minore propensione ad accumulare”. E seppur sono chiare le motivazioni, i trend demografici dovrebbero essere “una ragione in più per risparmiare”, proprio come emerge dall’indagine Ipsos Doxa. “Si allunga il periodo da finanziare con le risorse accumulate e aumenta l’esposizione a spese difficili da prevedere, soprattutto sanitarie e assistenziali”, spiega il governatore. È necessario coinvolgere maggiormente i giovani, che spesso per “condizioni di lavoro e di reddito” sono i meno propensi a ricorrere alla previdenza complementare. Sotto questo profilo e quello dei mercati finanziari, il nuovo meccanismo di adesione automatica del Tfr e il Fondo valore nuovi nati “vanno nella direzione giusta”.
Il progetto con l’Osservatorio for l’independent thinking
Abbiamo deciso di avviare programma triennale che coinvolgerà 100mila studenti delle scuole superiori italiane finalizzato a rendere esplicito l’importanza del risparmio che è alla base della nostra Costituzione e della nostra democrazia. Con l’Osservatorio for independent thinking abbiamo già iniziato e mi piacerebbe che il prossimo anno ci fossero in questa platea una parte dei ragazzi che hanno seguito questo programma e che si sentano veramente protagonisti. Come comunità abbiamo bisogno che ci siano risorse collettive per rendere più forte il nostro Paese”.