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Mps, Benetton si schiera con l’offerta di Intesa: “Edizione conferirà le sue quote”

(ansa)

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Il presidente della holding, che detiene l’1,45% della banca senese, giudica positivamente l’opas e le rassicurazioni sull’indipendenza di Generali
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MILANO – La famiglia Benetton si schiera al fianco di Intesa Sanpaolo nella partita per il controllo del Monte dei Paschi di Siena. Lo ha detto esplicitamente il presidente di Edizione, Alessandro Benetton, la holding che controlla direttamente l’1,45% della banca senese. «Intesa è una delle principali istituzioni finanziarie private italiane ed europee - ha detto Benetton -. L’Opas promossa su Mps può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti. Per questo è nostra intenzione partecipare all’offerta, conferendo l’1,45% di Mps detenuto da Edizione, che diventerà così azionista stabile di Intesa».

Con l’adesione all’Opas annunciata da Carlo Messina, Edizione riceverà in cambio cash e lo 0,7% del capitale Intesa, azioni facilmente monetizz…

MILANO – La famiglia Benetton si schiera al fianco di Intesa Sanpaolo nella partita per il controllo del Monte dei Paschi di Siena. Lo ha detto esplicitamente il presidente di Edizione, Alessandro Benetton, la holding che controlla direttamente l’1,45% della banca senese. «Intesa è una delle principali istituzioni finanziarie private italiane ed europee - ha detto Benetton -. L’Opas promossa su Mps può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti. Per questo è nostra intenzione partecipare all’offerta, conferendo l’1,45% di Mps detenuto da Edizione, che diventerà così azionista stabile di Intesa».

Con l’adesione all’Opas annunciata da Carlo Messina, Edizione riceverà in cambio cash e lo 0,7% del capitale Intesa, azioni facilmente monetizzabili ma che potrebbero restare nel portafoglio contribuendo alla stabilizzazione dell’azionariato. «Ho molto apprezzato che Messina abbia sottolineato che l’operazione promossa da Intesa rappresenterà un significativo valore sotto il profilo della stabilità dell’azionariato e dell’indipendenza di Generali», ha aggiunto Benetton.

L’offerta di Intesa su Mps

Sabato scorso Intesa ha sferrato un colpo decisivo alla partita Mps annunciando un aumento del prezzo in contanti di 0,25 euro subordinando tutta l’offerta al fatto che nell’assemblea del 29 ottobre, già convocata dalla banca senese, vengano bocciati tre punti all’ordine del giorno. In seguito a questa mossa il principale azionista di Mps, la Delfin della famiglia Del Vecchio con il 17,6%, ha deciso di aderire all’Opas di Intesa. E ora anche la famiglia Benetton ha seguito le stesse orme. L’adesione del secondo socio, Caltagirone, con il 13,5%, è data per scontata dal mercato. E dunque il fronte degli oppositori alla doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali annunciate a fine agosto dall’ad di Mps Luigi Lovaglio, sfiora ormai il 33%, rendendo impossibile un successo nell’assemblea del 29 ottobre, che a questo punto potrebbe essere rinviata.

Le prossime mosse

Lovaglio però sembra non essersi arreso di fronte a queste evidenze e da tre giorni è asserragliato in riunioni con i suoi consulenti finanziari per studiare eventuali contromosse. A ieri sera non risultava convocato alcun cda di Mps che dovrebbe valutare la nuova situazione ed eventualmente proporre strade alternative a quelle intraprese finora. Nel portafoglio Mps c’è sempre la partecipazione del 13,2% in Generali, posseduta attraverso Mediobanca, che al prezzo di Borsa vale 8,3 miliardi e che potrebbe essere oggetto di valorizzazione a favore degli azionisti Mps. Ma vendendola si metterebbe a rischio il controllo italiano di Generali che al momento può contare sulle quote di Delfin (10%), Unicredit (8,8%), Caltagirone (7%) e Benetton (4,5%). Non trovano poi alcun riscontro le voci su un’offerta di Generali su Banca Generali, di cui possiede già il 50%. Domani si saprà il contenuto dell’accordo tra Intesa e Delfin che è stato confezionato nel week end scorso. E sul mercato si pensa che Intesa sia disposta a offrire un secondo rilancio a Opas in corso per conquistare anche gli investitori istituzionali.

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