MILANO – Passa da una call all’altra, Luigi Lovaglio, tra i consulenti finanziari e quelli legali della strategia di difesa-offesa del Monte. Nervoso dicono, anche se un obiettivo lo ha già raggiunto, facendo alzare di 800 milioni l’offerta di Intesa Sanpaolo, ancor prima che parta in Borsa. Il banchiere lucano, si sa, non è tipo da accontentarsi di questo. Anche perché più volte, in pubblico e in privato, ha espresso scarso apprezzamento per l’operazione con cui Intesa Sanpaolo si prenderà Siena, Mediobanca e il 13,3% di Generali, per poi retrocedere a Unipol-Bper metà della rete e il blasone Mps. I numeri, da domenica sera, gli sono contro; e anche il fattore tempo.
Servirà il 66,67% dei voti del capitale presente, il 29 ottobre, per tenere vive le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali: ma un 31% è già avverso, per la contrarietà dei primi due azionisti Delfin e Caltagirone, schierati entrambi con l’Opas di Intesa. Basta arrivare al 33,34% e i no produrrebbero un veto alle due operazioni; lo stesso vale per la supercedola da 4 miliardi (3 in titoli Generali) che Lovaglio ha promesso agli azionisti Mps se almeno una delle due Ops sarà votata. Tra l’altro, il Tesoro (4,86%) e Banco Bpm (3,75%) non dovrebbero presenziare, rendendo ancor più arduo controbilanciare i no di Delfin e Caltagirone.
In più, i vincoli della passivity rule - che limita l’autonomia operativa dei manager sotto offerta come Lovaglio - non permettono più di integrare, né di modificare, l’ordine del giorno assembleare pubblicato da Mps. Servono 30 giorni per proporre una nuova agenda, ma ne mancano solo 23 alla convocazione. Per questo alcune voci ipotizzano un rinvio dell’assemblea straordinaria, per dar modo di sottoporre ai soci Mps nuove proposte alternative a quella di Ca’ de Sass, malgrado a novembre l’Opas rivale andrà in Borsa, e a dicembre Intesa potrebbe ritrovarsi primo azionista del Monte.
Per ora a Siena non risulta convocato un cda. Era in agenda il 15 ottobre, ma se - e qualora - Lovaglio trovasse le contromisure del caso si potrà anticipare, con 48 ore di preavviso.