MILANO – Scatta da domani il tetto al prezzo dei carburanti nei punti vendita Eni ed Enilive su tutto il territorio nazionale, anche in autostrada. Per 30 giorni, nelle stazioni di servizio del colosso petrolifero, partecipato dallo Stato, la benzina costerà al massimo 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19. Per avere un confronto, questa mattina sulla rete stradale nazionale la verde viaggiava a 2,159 e il diesel a 2,377 euro al litro, 17 e 18 centesimi in più, mentre in autostrada il gasolio si è avvicinato pericolosamente a due euro e mezzo.
Dove si applica lo sconto e per quanto tempo?
Lo sconto sarà applicato a partire da domani mattina, all’apertura delle singole stazioni di servizio, in tutti i punti vendita Eni ed Enilive della P…
MILANO – Scatta da domani il tetto al prezzo dei carburanti nei punti vendita Eni ed Enilive su tutto il territorio nazionale, anche in autostrada. Per 30 giorni, nelle stazioni di servizio del colosso petrolifero, partecipato dallo Stato, la benzina costerà al massimo 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19. Per avere un confronto, questa mattina sulla rete stradale nazionale la verde viaggiava a 2,159 e il diesel a 2,377 euro al litro, 17 e 18 centesimi in più, mentre in autostrada il gasolio si è avvicinato pericolosamente a due euro e mezzo.
Dove si applica lo sconto e per quanto tempo?
Lo sconto sarà applicato a partire da domani mattina, all’apertura delle singole stazioni di servizio, in tutti i punti vendita Eni ed Enilive della Penisola, sulle strade normali come in autostrada. Il gruppo ne conta 3.847 su tutto il territorio, quasi la metà al nord, poco più del 30% tra sud e isole e il restante 20% al centro Italia. Sul sito del gruppo è possibile trovare il distributore più vicino. Le cifre si riferiscono al prezzo self, mentre il prezzo servito, seppur scontato, includerà il costo applicato per il servizio e, dunque, sarà più alto.
Lo sconto durerà 30 giorni, fino al 27 novembre, ma potrebbe essere esteso fino a fine anno, “in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti”, precisa la società.
Perché interviene Eni?
Eni, partecipata dallo Stato, ha deciso di applicare un tetto volontario ai prezzi per “dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela”, come recita il comunicato dell’annuncio. E precisa che il price cap è “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise” sul diesel, sceso proprio sabato da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. La mossa della multinazionale, caldeggiata dal governo, rende meno amara la riduzione dello sconto sulle accise, sia per i consumatori sia per le casse dello Stato, che negli ultimi sei mesi avevano già investito nell’intervento quasi tre miliardi di euro.
Lo faranno anche gli altri marchi?
Dopo l’annuncio di Eni, anche Ip (del gruppo azero Socar) si è impegnata a fissare un tetto ai prezzi di vendita di benzina e gasolio, senza specificare la data di inizio o l’ammontare dello sconto. L’iniziativa di Socar partirà da tutti i distributori a marchio Ip (4.575 punti vendita, inclusi partner e gestori convenzionati), ma potrebbe essere estesa anche alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale.
Da domani, dunque, l’unica rete a offrire prezzi “scontati” sarà quella di Enilive, società controllata dal gruppo Eni e che eroga poco più del 20 per cento del carburante dell’intera rete italiana. Nei prossimi giorni seguiranno anche le pompe Ip, mentre gli altri tre big del settore – Q8, Esso e Tamoil – per il momento non hanno annunciato sconti. Nel 2012, quando Eni aveva lanciato lo “scontone” (solo nei fine settimana d’estate), per qualche giorno si erano formate lunghe code ai distributori della compagnia. Ben presto, però, gli altri gruppi avevano seguito a ruota l’iniziativa, il mercato era tornato in equilibrio e per qualche tempo i prezzi medi erano scesi.
Delle 21.750 stazioni totali – dati Unem – più della metà è composta da piccoli marchi o dalle cosiddette pompe bianche, i distributori indipendenti. Assopetroli, l’associazione che rappresenta gli indipendenti, ha convocato per domani un comitato di presidenza d'urgenza per valutare gli effetti sulla concorrenza e non esclude di intraprendere azioni di tutela.
Cosa ci aspettiamo per domani?
È probabile che domani un gran numero di veicoli, attirati dai prezzi sensibilmente più bassi, scelga di rifornirsi da Eni. Non si possono escludere code alla pompa o scorte esaurite prima della fine della giornata, come accadde anche nel 2012. Il gruppo rassicura la clientela, precisando che la propria logistica è pensata per “far fronte a picchi di domanda”, ma non può “escludere a priori eventuali shock” derivati da variazioni estreme. In altre parole, il sistema è ben oleato, ma se tutta Italia domani volesse rifornirsi da Eni il carburante non basterebbe.