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Come funzionano i frigoriferi dei supermercati e perché è così facile hackerarli

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Il controllo non è manuale, le centraline vengono monitorate da remoto. Ma c’è chi dimentica anche di installare gli aggiornamenti
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Quintali di cibo congelato e refrigerato andato al macero. Banchi frigo e congelatori che diventano forni. L’attacco hacker che ha mandato in tilt i sistemi di decine di supermercati in otto diversi Paesi europei sta impensierendo intelligence e governi, che si scoprono fragili su un aspetto fondamentale per la tenuta sociale: la catena di approvvigionamento alimentare.

Debolezza di sistema

Da tempo cammina sulle spalle delle catene della grande distribuzione e mandarle in tilt – si è dimostrato – non è poi così difficile. Probabilmente, non serve neanche mettere insieme una piccola o grande “armata” di hacker come per gli attacchi ransomware, che bloccano e criptano interi sistemi e database liberati e non divulgati solo dietro pagamento di un riscatto, o Ddos, che li bloccano saturandoli di richieste.

Come funzionano i frigoriferi dei supermercati

Alla base del sistema di refrigerazione dei supermercati, soprattutto quelli della grande distribuzione, non c’è un controllo manuale e…

Quintali di cibo congelato e refrigerato andato al macero. Banchi frigo e congelatori che diventano forni. L’attacco hacker che ha mandato in tilt i sistemi di decine di supermercati in otto diversi Paesi europei sta impensierendo intelligence e governi, che si scoprono fragili su un aspetto fondamentale per la tenuta sociale: la catena di approvvigionamento alimentare.

Debolezza di sistema

Da tempo cammina sulle spalle delle catene della grande distribuzione e mandarle in tilt – si è dimostrato – non è poi così difficile. Probabilmente, non serve neanche mettere insieme una piccola o grande “armata” di hacker come per gli attacchi ransomware, che bloccano e criptano interi sistemi e database liberati e non divulgati solo dietro pagamento di un riscatto, o Ddos, che li bloccano saturandoli di richieste.

Come funzionano i frigoriferi dei supermercati

Alla base del sistema di refrigerazione dei supermercati, soprattutto quelli della grande distribuzione, non c’è un controllo manuale e fisico, ma informatico e da remoto. Insomma, non c’è un addetto che manovra valvole e termostati. Banchi frigo e celle sono collegati a centraline elettroniche e regolatori industriali, connessi a internet e reti aziendali, che controllano temperature, sbrinamento, funzionamento delle valvole, consumi e malfunzionamenti in tempo reale. Un sistema efficiente ma che si scopre fragile.

Bucati i controlli dell’azienda leader del settore

Stando alle prime informazioni, uno o più hacker sono riusciti a mandare a gambe all’aria decine di esercizi commerciali in otto diversi Paesi “bucando” un unico sistema di controllo, quello dell’azienda danese Danfoss, già “porta” di un attacco simile avvenuto in Francia. È una delle leader nella refrigerazione industriale e quella a cui più frequentemente si rivolgono le catene della grande distribuzione. Individuata la vulnerabilità in quel sistema, all’hacker o al gruppo che ha agito è bastato scansionare la rete alla ricerca di quei dispositivi, tutti presenti (e in molti casi neanche schermati da una vpn, una rete privata) perché necessariamente connessi a internet.

Le “porte” dell’incursione

Come mai sistemi così delicati si sono rivelati così vulnerabili? La risposta non è univoca perché le falle spesso sono tante. In molti esercizi commerciali, gli hacker sono riusciti a “entrare” e sabotare frigoriferi e celle banalmente perché il sistema di controllo era troppo vecchio, non più aggiornato, quindi non in grado di resistere a una forzatura. In altri casi, era agganciato a una rete mobile 4G, come nel caso di Coop Sweden, e non a una rete privata (vpn), dunque facilmente individuabile. Secondo le prime informazioni, c’è stato anche chi non ha protetto l’accesso un’autenticazione a due fattori, in altri casi non erano stati installati gli aggiornamenti (patch di sicurezza) rilasciato dopo l’allarme lanciato ad agosto dalla società di cybersecurity Team82, che aveva segnalato falle nei sistemi di gestione remota di questi dispositivi. Una sciatteria da principianti, quest’ultima.

La principale falla è l’uomo

Secondo Nick Jackson, direttore delle operazioni informatiche presso l'azienda di cybersicurezza Bitdefender, molti supermercati avrebbero rinviato a data da destinarsi l’aggiornamento perché è operazione che richiede tempo e per un po’ mette fuori servizio i macchinari. O più semplicemente “non ci pensano e la questione non è tra le loro priorità". Alla base, la falla principale rimane sempre l’uomo.

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