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Piazze blindate, la sfida del Movimento1710: “Cortei annullati, vi diremo noi dove e quando”

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Attese per domani le manifestazioni di movimenti e collettivi studenteschi. Mille poliziotti a Milano, i grandi brand chiudono a Firenze, timore a Genova per gli infiltrati dalla Francia, gli ultras si organizzano per “proteggere le strade”. Il ministro Piantedosi sui disordini: “Dietro ci sono una o più reti nazionali”. Salvini: “Togliere i contributi pubblici ai genitori che hanno in casa un teppista”
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Le piazze d’Italia blindate, con i negozianti che hanno già deciso di abbassare le saracinesche, in attesa dei cortei. Alle 15 di oggi la sorpresa: il Movimento 17 ottobre con un comunicato, il secondo da quando si è costituito, annulla tutte le manifestazioni e sfida il governo: “Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, non una piazza che aspetta di essere circondata”. E quindi tutto azzerato. “Quando e dove lo diremo noi”.

Ma perché questa retromarcia e questo nuovo piano? La risposta è nel secondo comunicato del Movimento1710: “Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre, il consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organi…

Le piazze d’Italia blindate, con i negozianti che hanno già deciso di abbassare le saracinesche, in attesa dei cortei. Alle 15 di oggi la sorpresa: il Movimento 17 ottobre con un comunicato, il secondo da quando si è costituito, annulla tutte le manifestazioni e sfida il governo: “Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, non una piazza che aspetta di essere circondata”. E quindi tutto azzerato. “Quando e dove lo diremo noi”.

Ma perché questa retromarcia e questo nuovo piano? La risposta è nel secondo comunicato del Movimento1710: “Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre, il consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 annidi carcere, estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo”.

Per il Movimento questa è una conferma “di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, Ie manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti”. Ed è per questo che domani annullano le piazze annunciate ma non rinunciano a scendere in strada: “Cambiamo il modo in cui lo facciamo”. Il Movimento che si definisce “fluido” lo è anche “nelle piazze”. “Ricordate – scrivono dall’organizzazione - ‘be water’”.

Allora, tutto cambia. Domani alle 14,30 non più concentramenti in piazza Duomo, piazza Nettuno e negli altri luoghi indicati. Ma “alle 14,30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”. Insomma dei blitz a sorpresa per beffare le forze dell’ordine e tutto il piano per la sicurezza delle città.

"Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento - scrivono dal Movimento – collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino”.

Nessun concentramento prima, quindi, e nessun coordinamento. “Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso”. Alle 15,30 la comunicazione della piazza finale. “I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un'unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno". Un solo fronte per la manifestazione, non più diverse piazze. Nei post pubblicati su Instagram e che diffondono la nuova strategia, la chiosa è chiara: “Non ci hanno fermato con le leggi, non ci fermeranno con i blindati. Sabato, quando lo diremo noi, dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno, ci organizziamo”. Per le attiviste e gli attivisti che potrebbero essere fermati o denunciati, il Movimento1710 offre anche una assistenza legale.

La paura nelle piazze

Il timore è che nelle piazze, domani 24 ottobre, non scendano solo manifestanti pacifici ma che si possa verificare una saldatura tra i giovanissimi che nei giorni scorsi hanno assaltato i negozi e i movimenti antagonisti, dopo i feriti e i danni di sabato scorso, e che dalla Francia possano arrivare i casseurs. E in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna gli ultras si sono organizzati per scendere in strada e “proteggere le città”. Da Lecco, Como, Ferrara, Verona e Vicenza arrivano immagini di gruppi organizzati schierati dietro gli stessi striscioni che abitualmente campeggiano sugli spalti degli stadi, questa volta a presidio di strade e piazze.

Intanto, questa mattina, sono state eseguite da parte della polizia una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone, tra le quali 51 minorenni, in diverse città d’Italia. Tutte le persone sottoposte a perquisizione sono le stesse identificate nei gravi disordini del 17 e 18 ottobre scorsi. Le perquisizioni sono state eseguite dagli agenti delle Digos ad Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese, Verona. Sulle perquisizioni è intervenuto il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, durante un incontro nella prefettura di Treviso: “Si è cominciato ad aprire, a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno".

Sull'ipotesi che ci sia una rete dietro i disordini, ha detto: "Questo poi si vedrà, lo dirà pure l'autorità giudiziaria in qualche modo. C'era sicuramente un coordinamento tra i protagonisti di queste scorribande. Che sia una cosa che parte solo dal basso o che magari ci sia qualcuno che lo ordinava". Dietro potrebbe esserci, secondo il ministro, una "o più reti di dimensione nazionale".

Sulle manifestazioni previste per domani ha affermato: "Stiamo lavorando bene, abbiamo pianificato tutto quello che è pianificabile, abbiamo rafforzato tutti i dispositivi". E non è un piano operativo che si ferma solo a Milano, l’epicentro dei cortei. “Ci sono attenzioni in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative di quel tipo, Roma in primis, dove ci sono ben quattro iniziative - ha sottolineato Piantedosi -. Abbiamo un'attenzione crescente, compresa quella sull'individuazione di queste reti di comunicazione, di allertamento e di sollecitazione alle partecipazioni a queste manifestazioni. Vediamo, siamo abbastanza fiduciosi".

Ci va giù pesante il vicepremier Matteo Salvini. Sostiene che le carceri minorili vanno "assolutamente" ampliate e "già sono cresciuti i posti". Ma. aggiunge, “io andrei anche oltre”. E cioè : "La proposta su cui stiamo lavorando come Lega è togliere i contributi pubblici a quei genitori che hanno in casa dei teppisti".

A Milano mille poliziotti e 500 parà

Milano prepara il dispositivo di sicurezza – il piano sarà formalizzato oggi pomeriggio in questura – per affrontare il primo sabato dopo di scontri dell’ultimo weekend. Impossibile capire in anticipo chi scenderà in piazza, tra chi (sui social) fa capire che ci sarà — dagli ultras agli attivisti di destra — e chi annuncia un passo indietro, come i collettivi studenteschi e (pare) gli anarchici. Di certo c’è che domani pomeriggio tutte le manifestazioni sull’asse San Babila-Cairoli-Duomo e nei punti potenzialmente caldi di Garibaldi e Porta Venezia saranno vietate: all’Usb e ai neofascisti di Blocco studentesco sono state concesse manifestazioni al mattino, ai proPal un presidio nel pomeriggio ma lontano dal Duomo.

In strada ci saranno almeno mille tra poliziotti e carabinieri, in tenuta antisommossa o in borghese, trecento vigili e i 500 parà arrivati in città nelle ultime ore. La strategia messa a punto prevede controlli rafforzati nelle stazioni di tutta la Lombardia, l’uso di droni per avere una visione dall’alto e nuclei di pronto intervento per la massima copertura del territorio. L’idea è anche di cercare di prevenire, evitando di far arrivare in Duomo chi vuole seminare il caos, anche con chiamate ai genitori perché vadano a riprendersi i figli che possono mettersi in situazioni pericolose. A Cremona dieci giovani sono stati perquisiti in mattinata e denunciati: hanno tra i 16 e i 30 anni. Sono state sequestrate diverse armi, lunghe e corte, con munizioni da soft air, una pistola a salve priva di tappo rosso, maschere, caschi e giubbetti antiproiettili da soft air. E ancora coltelli, un machete, un martello, un manganello telescopico, indumenti per travisarsi e alcuni grammi di hashish. Nei loro confronti sono stati adottati anche dieci Daspo sportivi, nove avvisi orali e sette fogli di via dal comune di Crema.

Tensione a Torino, la minaccia: “Il 17 era solo il trailer”

A una settimana dalla manifestazione contro il carovita - degenerata quando i violenti si sono presi la scena innescando una guerriglia nel centro di Torino e assaltando anche una libreria Feltrinelli - si torna a protestare in piazza Castello. La chiamata che circola sui social ha toni minacciosi: “Il 16 e il 17 erano solo il trailer”. La manifestazione è stata indetta contro il riarmo e i data center dalla galassia antagonista che fa capo all’ex centro sociale Askatasuna, a cui si sono aggiunti il Movimento 17 ottobre e gli studenti, che si troveranno alle 14 in piazza Arbarello per poi marciare verso piazza Castello, dove il ritrovo per tutti è alle 15. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura ha deciso lo stop alla vendita di alcolici in bottiglia e lattine, l’utilizzo di caschi, maschere antigas, mascherine respiratorie, passamontagna e sciarpe, oggetti potenzialmente utilizzabili come mezzi contundenti, fumogeni, materiale esplodente di qualunque natura e gas urticanti. In questura non sono arrivate richieste ufficiali legate al percorso del corteo e si teme che possano essere attaccati obiettivi sensibili, dai palazzi istituzionali alle sedi di Leonardo. Contro possibili danneggiamenti e saccheggi dei negozi, sono stati rafforzati i controlli con servizi ravvicinati e di prossimità, soprattutto nelle zone dello shopping.

A Padova perquisiti i giovani che pianificarono i saccheggi su Instagram

Perquisizioni della Digos e Daspo urbani sono stati effettuati e notificati dalla questura di Padova nei confronti di 11 giovani, otto dei quali minorenni, che avrebbero pianificato via chat saccheggi in vista di due cortei di protesta previsti per domani. Il questore Marco Odorisio ha convocato i ragazzi, accompagnati dai genitori, disponendo quattro avvisi orali, cinque Daspo fuori contesto per cinque anni, cinque Dacur di cinque anni e 27 diffide. La procura dei minorenni di Venezia procede per istigazione alla disobbedienza alle leggi di ordine pubblico e all'odio tra le classi sociali.

In particolare, gli agenti hanno intercettato su Instagram una chat in cui si programmavano danneggiamenti e razzie contro pubblici esercizi del centro storico. Nelle chat gli iscritti pianificavano di infiltrarsi nelle manifestazioni, raccomandando di indossare abbigliamento "total black" e "portare fuochi d'artificio, petardi, fumogeni da indirizzare contro gli sbirri". Venivano indicati anche due negozi di calzature del centro storico da saccheggiare.

Un profilo Instagram con questi contenuti era seguito da circa 200 persone. Il titolare è un 17enne con precedenti per due rapine e lesioni personali. Altri 11 suoi coetanei hanno precedenti simili, alcuni in concorso con lui. Per la maggior parte si tratta di italiani di seconda generazione di origine magrebina, cinque dei quali già destinatari di Dacur e avviso orale.

Quella in corso è la seconda operazione di tipo preventivo svolta dalla Digos di Padova; una settimana fa, alla vigilia della mobilitazione nazionale degli studenti, erano state effettuate otto perquisizioni a carico di altrettanti minorenni per istigazione a delinquere aggravata: erano stati pianificati disordini con assalti alla questura e saccheggi di negozi del centro storico. Nella stessa giornata altri otto minorenni erano stati convocati in questura con i genitori, con il questore che a tutti aveva applicato le misure di prevenzione personali.

A Firenze i grandi brand pronti ad abbassare le saracinesche

Firenze si prepara all'appuntamento di domani, sabato 24 ottobre, per l'adunata del Movimento 17 ottobre in piazza Santa Maria Novella. Altri concentramenti si sono aggiunti, in piazza della Signoria, alla stessa ora. Oggi è in programma il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, prefettura e questura faranno il punto assieme al comune di Firenze. "Attenzione e fermezza", ha annunciato la sindaca Sara Funaro, precisando che "Firenze non accetta la violenza". Cresce l’apprensione nelle vie dello shopping grandi firme: da via Tornabuoni, alle piazze Strozzi e Repubblica. Alcuni hotel metteranno in sicurezza i dehors, i grandi brand sono pronti ad abbassare le saracinesche, e chi non può pensa a guardie giurate a tutela di dipendenti e clienti. Nelle ultime ore è arrivato un appello dai commercianti a rimuovere la segnaletica stradale come cartelli e transenne.

Genova, la paura degli infiltrati dalla Francia

A Genova la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è occupato della manifestazione in programma domenica in piazza De Ferrari, è stata aperta anche alla magistratura minorile e alle associazioni dei commercianti. La scorsa settimana hanno sfilato pacificamente 200 persone e per la convocazione di questa settimana non ci sono particolari allarmi, ma prefettura e questura mantengono le antenne alzate. Qualche timore deriva dal fatto che Genova nell’elenco delle grandi città in cui si terrà la manifestazione è quella più vicina alla Francia, dove le scene di scontri di piazza sono molto più usuali. Si sta cercando di capire se qualcuno Oltralpe si stia preparando per passare il confine: finora, segnali in questo senso non sono arrivati.

In ogni caso i negozianti sono pronti a prendere iniziative. C’è chi ha già preso contatti con servizi di vigilanza privata, e chi pensa di proteggere le proprie vetrine con pannelli. La raccomandazione, comunque, è di tenersi pronti a chiusure immediate in caso la situazione degenerasse.

A Bologna eliminati i parcheggi del bike sharing

Saranno schierati centinaia di poliziotti, secondo quanto trapela dalla questura, reparti scelti per arginare le frange più violente. Torna in piazza il Movimento 17 ottobre, quello che sabato scorso si è lasciato sfuggire la situazione di mano. I centri sociali invitano alla mobilitazione. Compreso Làbas al centro delle polemiche perché ha sede e finanziamenti forniti con un bando del comune di Bologna. I patrioti si danno appuntamento in provincia. Saranno eliminati parcheggi del bike sharing a ridosso della stazione e in centro dopo i danni subiti (40mila euro). FdI chiede il Daspo "per i maranza violenti e per i centri sociali".

Roma si blinda, gli organizzatori: “Volti scoperti e mani libere”

Vie dello shopping blindate, controlli rafforzati al Circo Massimo e piazza del Popolo. Ma soprattutto lungo il percorso del corteo contro la guerra, che partirà da piazza della Repubblica, a rischio infiltrazione: «Non vogliamo volti coperti e mani libere». Cresce l’allerta anche a Roma, da giorni circola sui social l’annuncio di una manifestazione al Circo Massimo.

La presenza, nello stesso luogo, del Villaggio della Difesa, la festa dell’Esercito al via il 30 ottobre, non sembra aver scombussolato i piani. «Ci vediamo in piazza al Circo Massimo», ribadiscono su Instagram numerose realtà antagoniste romane, tra cui il collettivo Militant: «Viva la teppa. Abbasso gli adoratori della catastrofe costituita. Avanti barbari». Indicazioni più precise sul luogo però arriveranno oggi dal Movimento 17 ottobre, il gruppo anonimo che sta tentando il coordinamento delle proteste: «La repressione e la reazione del governo ci portano a prendere decisioni drastiche e tutelanti verso chi partecipa alle piazze», dicono. Oggi la strategia operativa verrà definita nel tavolo tecnico convocato in questura.

A Napoli, due manifestazioni: alta attenzione della Digos

Domani a Napoli e in Campania sono previste due manifestazioni. Una alle 13 a Castel Volturno (nel casertano, in località La Piana) contro la costruzione di un Cpr (centro di permanenza per i rimpatri), osteggiata da un fronte compatto che va dai partiti del centrosinistra alla Chiesa alle associazioni civiche che seguono i problemi degli immigrati; l'altra protesta è alle 15 a Napoli in piazza del Plebiscito, un raduno contro il carovita. Su entrambe le iniziative è alta l'attenzione della Digos, per prevenire la possibile infiltrazioni di frange violente antagoniste. Questa mattina durante alcune perquisizioni sono stati denunciati in sette: stavano organizzando sui social devastazioni e saccheggi per domani.

Palermo scende in piazza già oggi, incertezza su domani

A Palermo tre gruppi indipendenti, uno al Politeama, uno al Massimo e uno a piazza Pretoria, fanno passaparola su Tiktok e Telegram. Molti studenti stanno già manifestando oggi e altri lo rifaranno il 30. Mentre su domani non si sa ancora quali siano i piani dei manifestanti. Sabato scorso a Palermo non ci sono stati disordini ma le misure di sicurezza sono state rafforzate. Gira fra i manifestanti un messaggio nelle chat: “Ragazzi per le prossime manifestazioni: non spaccate vetrine o negozi, non attacchiamo i privati ma sedi del governo, parlamento, banche, palazzo Chigi e andiamo tutti lì e bussiamo alla porta di questi infami che ci stanno rubando soldi e futuro”.

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