Il Venerdì

Nina Simone diventa pirata contro il razzismo

La copertina dell’album Nina Simone in Concert (1964) con Pirate Jenny
La copertina dell’album Nina Simone in Concert (1964) con Pirate Jenny 
SENTI QUESTA. La canzone della settimana è "Pirate Jenny" di Kurt Weill cantata da Nina Simone
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Questa è più di una canzone: è una pièce, un'opera, un thriller. Ogni volta che l'ascolto, provo le stesse emozioni, con la medesima tensione e, sul finale - quando Jenny, spietata, pronuncia la condanna a morte (right now!) dell'intera comunità che l'ha umiliata - la suspense che mi paralizza: muoiono tutti sotto il tiro dei cannoni della fregata nera; ogni edificio raso al suolo, tranne il lurido hotel che Jenny ha ramazzato e strofinato per una vita.

Che privilegio deve essere stato assistere alla serie di concerti di Nina Simone, nelle primavere del 1963-1964, quando la papessa del soul paralizzò la platea della Carnegie Hall con quella versione di Pirate Jenny (dall'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, capolavoro del teatro espressionista tedesco tra le due guerre che trionfò a Broadway con l'indimenticabile Lotte Lenya; due grandiosi allestimenti di Giorgio Strehler del 1956 e del 1973, con Tino Carraro e Milly il primo, Milva e Domenico Modugno il secondo).

Per la verità, il personaggio raccontato da Nina poco assomiglia alla Jenny delle Spelonche di Milly e Milva, men che meno alla Pirate Jenny lasciata da Lotte Lenya a imperitura memoria. Come testimonia il repertorio dell'album In Concert (il primo di sette capolavori incisi per la Philips), Nina iniziava nel 1964 a impegnarsi anima e corpo nella lotta per i diritti civili: amareggiata, delusa, arrabbiata, agguerrita - in quello stesso concerto cantò per la prima volta Mississippi Goddam, scritta dopo l'attentato a Birmingham, Alabama, in cui avevano perso la vita quattro ragazzine afroamericane.

Picchiando sul pianoforte come un'ossessa, la voce stentorea, minacciosa e carica di risentimento, Nina trasloca Jenny nel profondo Sud, ma senza alterare l'ambiente in cui Brecht aveva immerso la sua eroina, quello dei diseredati e dei potenti corrotti - in questo caso con una esplosiva connotazione razziale.

Sul Venerdì del 24 febbraio 2023