ROMA — «La strada che ho scelto è quella di un ragazzo che si alza la mattina, fa un sacco di fatica, tanti sacrifici in palestra e la sera va a letto distrutto ma soddisfatto». Armando Casamonica, 23 anni, è “La Furia del Quadraro”, alias mutuato dal quartiere romano dove è nato. Venerdì sera a Roma, live streaming su sul sito di Repubblica dalle 21, si giocherà il Mondiale giovanile dei superleggeri. Disputerà il suo dodicesimo match da professionista, a tre anni dal primo: «Un periodo nel quale sono cresciuto fisicamente, tecnicamente e mentalmente». Un fattore, quest’ultimo, che ha cambiato il rapporto con il suo cognome, importante nella boxe (vedere i fasti di Romolo e Sandro, due big della tradizione gitana italiana) ma anche scomodo, perché evoca fatti di cronaca nera, e facile bersaglio dei pregiudizi. «Prima di fare il pugile, quando cercavo lavoro e mostravo la carta d’identità, dall’altra parte appena leggevano il cognome si bloccavano, è inutile negarlo. E ancora adesso a livello social, anche da profili falsi, non arrivano belle parole. Ma sono cose che ormai mi scivolano addosso. La scelta l’ho fatta, la mia cultura è quella della fatica e dell’onestà. Valori che mi ha trasmesso anche mio padre».
L’incontro al Teatro Italia di Roma
Il match nella particolare cornice del Teatro Italia. «È la prima volta che mi capita una location così, sono curioso, di sicuro sarà un grande spettacolo». Prima per lui, non per la boxe romana. Basta ricordare la storia dell’Ambra Jovinelli, quando dall’avanspettacolo si passava al ring richiamando tifoserie dai vari rioni. Insomma, una sorta di ricetta della nonna proposta dalla Opi Since 82, che organizza l’evento: ci saranno altri pugili romani, con annesse tifoserie, e la siciliana Gloria Peritore, che si divide tra la boxe e la sua associazione di sostegno alle donne che subiscono violenza.
Armando Casamonica
Casamonica contro Santini per il titolo
Casamonica, quando ancora stava scegliendo il futuro, ha anche provato l’ebrezza del cinema: «In Suburra scambio un paio di battute con Spadino, che è uno dei personaggi più importanti della storia. Mi sono divertito parecchio, ma la mia passione è concentrata sul pugilato e non vedo l’ora che arrivi venerdì per combattere davanti alla mia gente. Non sono di quelli che se gioca in casa viene bloccato dalla pressione». Patrizio “The Prince” Santini, il suo avversario, è avvertito: «Sì, ma non mi piacciono i proclami roboanti. Se posso vincere in tranquillità tanto meglio. La ricerca del ko non è una ossessione, so accontentarmi anche di una vittoria ai punti. Il mio maestro Silvano Setaro dice che è sbagliato, ma per ora è così».
Il futuro di Armando Casamonica
Insomma, più che una “furia”, una mente razionale senza retropensieri verso il dilettantismo, neanche quando la discussa Iba, la federazione da tempo fuorilegge per il Cio, ha messo in palio 200 mila dollari per la medaglia d’oro mondiale: «Onestamente non me ne è fregato nulla. Voglio puntare solo sul professionismo, da dilettante ho fatto quello che ho fatto. Stop». E questo pur sapendo che la strada dopo il Mondiale giovanile sarà in salita. Di Mondiale assoluto per ora non se ne parla: «C’è gente come Teofimo Lopez (il più tosto della categoria, ndr), meglio stare con i piedi per terra». Ma a livello europeo, una sfida al vincitore del prossimo match tra Petitjean e Azim, con il secondo favorito, è nelle corde. Con la prospettiva di doversela andare a giocare fuori Italia, perché chi ha più quattrini di solito organizza: «Di sicuro ci andrei consapevole di avere i pronostici contro. Ma il pugilato è la migliore metafora della vita. È necessario mettersi in ballo, e quando serve devi balla’…».