PECHINO - Sette titoli su sette, trentaquattresima vittoria consecutiva qui nella capitale cinese. Novak Djokovic si conferma imperatore indiscusso di Pechino. Con un grande aiuto, però. L’australiano Alex De Minaur all’inizio del secondo set si è ritirato per problemi fisici.
Djokovic imbattuto a Pechino
Dopo la squalifica di Daniil Medvedev in semifinale e il ritiro di De Minaur in finale, Nole si porta dunque così a casa il settimo titolo qui. A Pechino ha vinto più di tutti: nel 2009, 2010, 2012, 2013, 2014, 2015 e ora, 2026. “Questo è il mio posto felice. Mancavo da questo torneo da undici anni e venivo da un anno non al meglio al livello fisico e di risultati. Sono orgoglioso: è una prova che posso giocare ancora ai massimi livelli”, dice Djokovic raggiante, a fine partita. “Vincere contro tre giocatori tra i primi dieci in classifica nel giro di tre giorni di fila è un grande risultato”.
Il record di Djokovic
Era un anno che il serbo non vinceva un trofeo (novembre 2025 ad Atene). “C’è qualcosa a Pechino che mi spinge ad andare avanti”, aveva detto ieri dopo la semifinale. Anche oggi il Centrale era tutto per lui, idolo dei cinesi: “I tifosi di tennis più straordinari che io abbia mai visto”, dice il campione di Belgrado. “Questo spiega anche perché gioco così in Cina, perché mi sento bene, perché la gente mi fa sentire come se fossi cinese, come se giocassi in casa. L’unica cosa che mi serve è imparare la lingua e ottenere il passaporto e siamo a posto”, scherza ridendo. A 39 anni, l’eterno Novak conquista il 102esimo titolo della sua carriera e diventa il primo giocatore dell’era Open a vincere almeno un titolo all’anno per 21 anni di fila. Altro record straordinario: diventa il vincitore più anziano di un torneo del circuito principale degli ultimi 49 anni.
De Minaur alza bandiera bianca
Il primo set, al tie-break, era finito 7-6 per il serbo in un’ora e sette minuti. Un primo set dove l’australiano aveva giocato aggressivo, soprattutto di rovescio, e con una prima di servizio che spesso ha superato i 200 all’ora, dando filo da torcere a Djokovic. Alla fine del primo set, “medical time-out” per De Minaur per un problema alla coscia sinistra. L’australiano, 27 anni e testa di serie numero 5 del torneo, è poi tornato in campo con una fasciatura, ha vinto il primo game del secondo parziale, ma poi non ce l’ha fatta: ha dato la mano all’arbitro, all’avversario, partita finita. “Mi vorrei scusare con il fantastico pubblico” le parole di De Minaur a fine match. “Nihao, ma?” “Ciao, come va?”, ha salutato invece il pubblico, in cinese, Djokovic, abbracciando il trofeo, mandando in delirio gli spalti.
Titoli vinti in carriera, Nole a -7 da Connors
Vincendo il suo settimo titolo qui a Pechino in altrettante partecipazioni, il serbo si porta a una sola lunghezza dai 103 titoli di Roger Federer e a sette dai 109 trofei vinti dall’americano Jimmy Connors. Il serbo continua a superare i propri limiti. Un po’ in difficoltà fisica nei primi match, ha poi alzato il livello nei quarti battendo il numero due del mondo Alexander Zverev. Se il 2026 di Jannik Sinner è finito causa infortunio al ginocchio, quello del “Djoker” potrebbe chiudersi a Torino. Grazie al titolo conquistato a Pechino, Djokovic ha superato De Minaur al nono posto della “Race”, la classifica stagionale che determina gli otto qualificati per le Atp Finals. Con Sinner out si libera un posto in più alle Finals: un torneo a cui Nole non partecipa dal 2023.
Alcaraz fa festa a Tokyo
Giornata importante anche per Carlos Alcaraz, che ha conservato il titolo a Tokyo battendo 7-6(4), 6-4 il ceco Jiri Lehecka. Per lo spagnolo, numero 3 del mondo, si tratta del primo successo dal ritorno in campo dopo lo stop di quattro mesi per un infortunio al polso destro.