TORINO. Il futuro è ancora un’ipotesi ma ci sono sempre più possibilità che l’ipotesi diventi realtà italiana. Ancora una volta. Il lungo viaggio delle Finals potrebbe allungarsi fino al 2030, la decisione arriverà tra sabato e domenica ma il fixing di inizio settimana dice in percentuale settanta all’Italia e trenta ai Paesi arabi. Che però hanno sempre e comunque la moneta dalla loro e dovessero rilanciare un pacchetto tra organizzazione e sponsorizzazioni — qui campeggia abbondantemente a bordo campo e tra gli stand il logo Pif, “Public investiment fund”, ovvero il fondo sovrano dell’Arabia Saudita — la partita si riaprirebbe di colpo.
Binaghi: “Decisione domenica”
Angelo Binaghi, presidente federale, rimane silente, aveva già detto tutto giovedì, giorno del sorteggio. "Decideremo domenica” aveva assicurato insieme a Andrea Gaudenzi, grande capo dell’Atp. Bocche cucite, dunque, in attesa dall’annuncio. A parlare ieri è stata la Nitto, l’azienda giapponese principale sponsor delle Finals e che sarà tale ancora per il 2025, quando scade il quinquennio di Torino. “In questi quattro anni il nostro brand è cresciuto del 45% in Italia in termini di immagine” ha detto Luca Villa, general manager di Nitto. “Il futuro? Non possiamo commentare”, rispettando la consegna del silenzio. Però… «La cosa bella di Torino è che riesce a vestirsi completamente dell’evento a differenza di altre megalopoli, dove potrebbe essere uno tra i tanti. Questa è stata una sorpresa positiva”.
Ipotesi staffetta Torino-Milano
Lo sponsor promuove Torino, dunque, e boccia le città troppo dispersive. Ma Milano non lo è. E ha tutte le carte in regola per tornare a ospitare un evento Atp di primissimo piano. Torino fino al 2026 e Milano dal 2027: la staffetta sarebbe la soluzione ultima. Per un motivo solo: gli spettatori. “Non c’è al momento nessun impianto in Italia capace di contenere la febbre del tennis” aveva sottolineato Binaghi. A Torino la capienza è stata ulteriormente aumentata, siamo a 183 mila biglietti venduti, rispetto allo scorso anno è cresciuta la quota di italiani a scapito ovviamente degli stranieri: effetto Sinner. Il Pala Inalpi ha raggiunto il tetto massimo, a Milano invece sorgerà per l’Olimpiade 2026 una nuova arena a Santa Giulia da sedicimila spettatori, almeno tremila in più a sessione quindi seimila al giorno. Tradotto quarantacinquemila in più per tutta la manifestazione. Milano potrebbe anche calare l’asso Fiera, già sede anni fa delle Next Gen Finals: i padiglioni ospiteranno le gare del pattinaggio di velocità dell’Olimpiade ma dopo saranno convertiti in spazio per eventi. E lì si parla addirittura di ventimila posti. Ma questa al momento è solo una suggestione.