È l’ultimo gigante del fondo italiano. Federico Pellegrino è l’anello di una catena forgiata a metà degli anni 80, irrobustita dagli ori di Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Stefania Belmondo, Manuela Di Centa, Silvio Fauner, Gabriella Paruzzi, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Arianna Follis, per arrivare fino a lui, valdostano doc, sprinter e stratega, campione del mondo, medagliato in due Olimpiadi. Marito di una ex fondista olimpica, Greta Laurent, padre di Alexis e Fabien. A 35 anni Milano Cortina sarà la fine di una vita e l’inizio di un’altra, mentre al fondo italiano resterà una domanda per ora senza risposta: chi dopo di lui?
Federico Pellegrino, è sicuro di smettere dopo le Olimpiadi in casa?
"Assolutamente. Sogno, anzi ho avviato con mia moglie un lodge a Gressoney, sarà pronto nel 2027, porterò il suo nome sul cappellino".
Lei è un simbolo in Scandinavia, terra del fondo: agli ultimi Mondiali ha vinto un argento e spesso era l’unico a combattere contro lo squadrone norvegese.
"L’argento è stata la medaglia più vecchia nella storia della Sprint, con più di due anni rispetto ai precedenti atleti. Ho snobbato per tutta la vita una gara come lo Skiathlon, e proprio nell’ultimo Mondiale mi sono trovato a una manciata di centimetri dal podio. Quel giorno c’erano 50mila tifosi, ripensarci è un piacere enorme".
Ha mandato un messaggio ai norvegesi, che ora troverà in Italia?
"Non mi danno più tanto credito dalle Olimpiadi 2022, e a me piace essere considerato outsider: a livello psicologico mi avvantaggia, mi piace la sottovalutazione seguita dalla sorpresa".
È tra i favoriti per il ruolo di portabandiera.
"Un pensiero l’ho fatto, è l’ultimo grande evento della mia vita. Ma ora devo rimanere concentrato su come arrivare ai Giochi".
Lei è l’ultimo di una serie di campioni italiani in grado di vincere dagli anni Ottanta in poi.
"Non mi assumo la responsabilità di parlare di quel che è successo prima del 2010: il fondo non lo guardavo nemmeno in tv, a me piaceva sciare. Mio padre è stato alle Olimpiadi di Lillehammer ’94, ha visto gli azzurri battere i norvegesi a casa loro e qualcosa mi ha trasmesso. Ma quel fondo per me era un altro sport, era questione di sfinimento, chi più ne ha più ne metta, e qui apriamo una questione sul passato abbastanza delicata che non voglio approfondire. Trent’anni fa non sarei arrivato oltre l’under 16 o 18, non ho un motore eccezionale, muscoli particolarmente resistenti e forti. Ora cambi di ritmo, tattica, cervello, velocità espressa in poco tempo diventano predominanti: in questa era mi sento a mio agio".
Non sarà facile trovare un altro come lei.
"Il livello medio dei fondisti italiani cresce, le possibilità di ottenere medaglie nelle gare a squadre aumentano: l’obiettivo mio e del team è vincere e far entrare l’Italia nel medagliere. Mi sto impegnando per far crescere i compagni più giovani, li vedo sul pezzo, a livello fisico sono più dotati di me. Non ho mai vinto una medaglia in staffetta, riuscirci darebbe una spinta al movimento, sarebbe la mia eredità per il dopo Pellegrino".
Il potere di un campione: nella stagione dei Giochi 2022 si rifugiò dal super tecnico Markus Cramer che allenava i russi: ora il tedesco guida l’Italia.
"Nell’anno più importante della mia carriera si è dimesso il direttore agonistico Selle a causa di problemi interni. Ho dovuto cercare una figura nella quale riporre fiducia incondizionata. Questo è Cramer per me, allora come oggi".
Pasta al farro, cereali non raffinati, carne valdostana, 10 ore di sonno: era la sua vita qualche anno fa, lo è ancora adesso?
"(ride) Con i figli la vita è cambiata, la routine del passato perduta, le ore di sonno e la cura dei dettagli calate. Temevo questo salto nel buio. Diventare padre mi ha aiutato a concentrarmi sulle cose essenziali della vita, a non perdere energie nelle cose che mi turbavano Ma il bello è che il mio rendimento è cambiato ben poco, anzi per certi aspetti sono migliorato".
Alle Olimpiadi porterà il peluche portafortuna di sua moglie.
"Come sempre il leoncino sarà con me. Ma ormai alla sua gamba ci sono due mini peluche, gli orsacchiotti che rappresentano i figli. Quando la mia famiglia è sul comodino posso dormire tranquillo".