Fischio, che numero uno. Nella squadra ideale del Sei Nazioni appena concluso c’è spazio anche per un azzurro: Danilo Fischetti, 27 anni, di Genzano (Roma), è stato indicato come miglior pilone sinistro in una impressionante prima linea completata dall’irlandese Sheehan e dall’inglese Stuart. Planet-rugby, il prestigioso sito ovale britannico, ha dato le pagelle al più antico torneo del mondo: tra i più forti c’è spazio (in panchina) anche per Tommy Menoncello, Ignacio Brex e Federico Ruzza.
Cosa fanno i piloni
Forza, coraggio, tecnica: i piloni sono quelli che trasportano il pianoforte, poi ci penano i tre-quarti a suonarlo. Il pilone sinistro, poi: in inglese loose-head, perché nelle mischie ha la testa libera dalla parte sinistra, mentre il pilone destro ce l’ha incastrata fra il tallonatore e il pilone sinistro avversario. Il premio virtuale a “Fischio”, che gioca nelle Zebre e dicono sia prossimo al ritorno nella Premiership inglese, è la conferma che, in quel ruolo, gli italiani – soprattutto i laziali – ci sanno fare.
Da Altigieri a Cucchiella: Bona racconta i migliori
Nella storia azzurra, dicono che il migliore di tutti sia stato Anacleto Altigieri da Oriolo Romano, 27 presenze con la Nazionale: mezzo secolo fa fece impallidire i giganti sudafricani. Tra i grandi piloni sinistri azzurri ci sono anche Massimo Cuttitta detto Maus, che era originario di Latina anche se rugbisticamente era cresciuto in Sudafrica. E poi il catanese Andrea il Barone Lo Cicero, Totò Perugini che è originario di Benevento. Per giudicare il ruolo di prima linea meglio affidarsi al pilone più forte di sempre, Ambrogio Bona, che però giocava a destra (come Martin Castrogiovanni) e insieme ai muscoli aveva una tecnica straordinaria: “Altigieri a sinistra, senza rivali. Sono felice e faccio i complimenti a Fischetti: è molto bravo nel gioco aperto, praticamente una terza linea, può ancora progredire in mischia chiusa”.
I piloni italiani sono tradizionalmente fortissimi. “Lasciatemene citare ancora qualcuno: il padovano Mario Piovan, Mariano Dal Martello di Rovigo, Guido Rossi di Treviso, Ettore Abbiati detto il Cubo; e naturalmente i laziali: il frascatano Ettore Tanfani, Massimo Gini, Franco Properzi-Curti che ha sangue aquilano come Giancarlo Cucchiella, l’abruzzese Pasquale Presutti”. Tornando molto indietro nel tempo, altro pilone aquilano fu Tommaso Fattori. E Sergio Lanfranchi, di Parma.
La formazione ideale del Sei Nazioni 2025
La formazione ideale del Sei Nazioni, secondo Planet-rugby, è forte di 5 francesi e altrettanti inglesi, 2 scozzesi, 2 irlandesi, un italiano: Kinghorn (Scozia) – Freeman (Inghilterra), Jones (Scozia), Moefana (Francia), Belle-Biarrey (Francia) – Fin Smith (Inghilterra), Dupont (Francia) – Aldritt (Francia), Earl (Inghilterra), Cros (Francia – Beirne (Irlanda), Itoje (Inghilterra) – Stuart (Inghilterra), Sheehan (Irlanda), Fischetti (Italia).