Motori rosa. Laura Villars, 28 anni, pilota svizzera, si candida alla presidenza della Fia, la federazione internazionale del motorsport. È la prima donna nella storia a presentarsi per il ruolo di guida del governo dei campionati a quattro ruote. Sfiderà l’attuale presidente, l’emiratino Mohammed Ben Sulayem, 63 anni, ex pilota di rally, che ha preso in mano le redini della federazione nel 2021, succedendo al francese, ex Ferrari, Jean Todt. E sul quale, per diversi temi e iniziative, finora non è stato un capo particolarmente apprezzato da tutti, a cominciare dai piloti, coi quali si è anche scontrato su vari argomenti, dall’uso di gioielli in gara, alle punizioni severe per le parolacce pronunciate nell’abitacolo.
Ma anche con la F1, proprietaria del Mondiale attraverso Liberty media, Ben Sulayem in passato ha avuto scontri aspri, in particolare sulla valutazione delle squadre da inserire in griglia, vedi la proposta Andretti poi tramontata e sostituita dal progetto Cadillac con General Motors, che esordirà come 11esima squadra in griglia l’anno prossimo (con motore e cambio Ferrari).
L’alternativa in mondo solo maschile
Villars si propone come alternativa in un mondo ancora fortemente maschile, se non maschilista. Anche se molti progressi, per la stessa volontà della F1, sono stati fatti grazie a campagne di inclusione e alla serie tutta al femminile, la F1 Academy, governata da Susie Wolff, ex pilota e moglie del team principal della Mercedes, Toto. La 28enne svizzera ha iniziato la sua carriera nel motorsport a 14 anni e ha gareggiato in diverse serie internazionali di auto sportive. Nel 2023, si è classificata quinta nella sua prima stagione a tempo pieno nell'Ultimate Cup Series F3R e attualmente gareggia nella Ligier European Series JS P4. Nel suo “manifesto” elettorale, dice: “La Fia deve tornare a essere la federazione dei club e dei titolari di licenza. La mia ambizione è una governance più democratica, più trasparente, più responsabile e aperta alle donne e alle nuove generazioni. Credo fermamente che il motorsport abbia bisogno di diversità e innovazione per continuare a ispirare le giovani generazioni in tutto il mondo”.
Questi i punti chiave del suo programma: rafforzare i club attraverso consultazioni regolari e una governance partecipativa, aumentare la trasparenza nella finanza e nel processo decisionale, introdurre un’etichetta “Fia Eco-Performance” che riconosca la leadership nella sostenibilità, dare ancora più supporto al programma Women in Motorsport, posizionare la federazione come punto di riferimento globale nella mobilità sostenibile e nella sicurezza stradale.
L’altro candidato, licenziato con un sms
Dopo la rinuncia di Carlos Sainz, papà omonimo del pilota spagnolo ex Ferrari e ora alla Williams, l’unico altro candidato in lizza alle elezioni che si svolgeranno il 12 dicembre durante l’assemblea generale a Tashkent, in Uzbekistan, è per ora Tim Mayer, 59 anni, figlio di Teddy Mayer, storico team principal della McLaren, che negli ultimi 15 anni ha fatto parte dei commissari della Fia e che è stato licenziato (con un sms), proprio da Sulayem dopo l’invasione di pista dei tifosi nel gp degli Stati Uniti nel 2024. Un po’ di galateo, femminile o maschile che sia, non guasterebbe.