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La Ferrari torna a casa: Leclerc e Hamilton cercano l’acuto a Monza nel ricordo di Niki Lauda

Charles Leclerc
Charles Leclerc (reuters)

Nello stesso circuito dove l’austriaco conquistò 50 anni fa il suo primo titolo mondiale, le rosse vanno a caccia dell’acuto dopo il week end disastroso in Olanda

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Monza – La Ferrari torna a casa, ai ricordi, ai tempi d’oro. Monza non è solo il posto per ripararsi, specie dopo il doppio ritiro delle rosse in Olanda domenica scorsa, ma anche per costruire una delle migliori gare di una stagione di sofferenze per le rosse. L’Autodromo è storicamente favorevole a Maranello (20 i successi, primato) e le caratteristiche della pista si adattano anche alla macchina 2025. A Charles Leclerc, vincitore due volte nel tempio della velocità (2019 e 2024) e a Lewis Hamilton, alla sua prima gara col Cavallino a Monza dove dovrà scontare 5 posizioni in griglia, servirà una magia per sorprendere la McLaren, dominatrice di questo 2025, e che anche qui rimane la favorita.

In nome di Niki Lauda

Livree, divise e tute della Ferrari sono un omaggio e una celebrazione di Niki Lauda a 50 anni del primo titolo mondiale del campione austriaco, che lo conquistò proprio a Monza arrivando terzo a bordo della Ferrari 312 T il 7 settembre 1975 (la gara fu vinta da Clay Regazzoni). Le SF-25 di Leclerc e Hamilton “indosseranno” colori e forme vintage, ispirandosi alla macchina di Lauda: stesso rosso di 50 anni fa, strisce bianche longitudinali sulla carrozzeria, i nomi dei piloti in corsivo, i numeri di gara coordinati, in nero, e incasellati in una tabella portanumero bianca. L’ala posteriore è di color argento metallizzato, a ricordare l’alluminio utilizzato allora, il cofano bianco e le ruote con un disegno che ricorda i cerchioni dell’epoca. Il team domenica indosserà divise speciali: logo rettangolare dell’azienda al posto dello scudetto, che sarà solo sulle monoposto. Leclerc e Hamilton avranno tute, scarpe e caschi dedicati, che richiameranno lo stile e i colori dei Settanta.

La carica di Maranello

Molti gli eventi tra Milano e Monza della Ferrari. Occasioni per i tifosi di stare vicino alla squadra e ai pilot. Leclerc, riferendosi ai suoi due successi all’Autodromo: “Non c’è due senza tre”. Hamilton, che ha già vissuto una gara in casa da ferrarista, a Imola, affronta in rosso la sua prima Monza (dove ha vinto 5 volte, record condiviso con Schumacher), purtroppo con 5 posizioni di penalità in griglia rimediata a Zandvoort per eccesso di velocità con bandiere gialle: “Essere pilota Ferrari è la cosa più speciale di sempre. A Monza corriamo con il minor carico aerodinamico possibile, è come ballare sulle punte, alla Ascari la sensazione è quella di galleggiare”. Il team principal, Fred Vasseur: “Essere circondati dalla passione dei nostri tifosi è una motivazione straordinaria per tutta la squadra, che ci spinge a mettere l’anima in tutto ciò che facciamo. Vogliamo dare il massimo per ripagare il loro costante supporto, tuttavia, per riuscirci dobbiamo mettere da parte le emozioni e concentrarci sull’esecuzione perfetta del weekend, dal primo giro di prove libere all’ultimo della corsa di domenica. Nell’arco della stagione abbiamo fatto progressi in termini di competitività, ma con un gruppo di avversari così vicino nelle prestazioni, dovremo essere impeccabili per ottenere i risultati che ci siamo prefissati. Daremo tutto”.

Kimi Antonelli, chiusura del cerchio

Prima volta a Monza, da titolare in F1, per Kimi Antonelli: il bolognese, 19 anni, che ha travolto in Olanda Leclerc costringendo il monegasco al ritiro, corre la sua prima gara all’Autodromo da pilota ufficiale della Mercedes. Proprio qui l’anno scorso Kimi esordì nelle prime libere (andando a sbattere), il giorno dopo fu annunciato il suo ingaggio con le Frecce.

Il circuito

Quasi immutato a parte la riasfaltatura dell’anno scorso, è rimasto il tempio della velocità: lungo i 5.793 metri le monoposto toccano velocità altissime, intorno ai 350 km/h, grazie ai lunghi rettilinei. Solo 11 curve, 4 a sinistra e 7 a destra, tutte celebri: la Variante del Rettifilo, in fondo al rettilineo del traguardo, la Roggia, che segue la Curva Grande, la variante Ascari, che arriva dopo le due curve di Lesmo e lancia verso la celebre Parabolica, ora intitolata a Michele Alboreto. Due le zone DRS dove azionare l’ala mobile: sul rettilineo principale e dopo la seconda curva di Lesmo. L’efficienza aerodinamica è fondamentale per la velocità di punta, le auto avranno ali particolarmente scariche. Per volare.

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