TORINO - Le parole pronunciate lunedì dall'ad Comolli, che ha promesso un mercato ambizioso per costruire una Juventus da scudetto, hanno rincuorato i tifosi bianconeri, lasciando loro immaginare una campagna acquisti finalmente lucida, razionale e davvero utile al rafforzamento della squadra. Le ultime (e l'ultima specialmente) mica lo sono state.
Spalletti ha firmato fino al 2028 perché evidentemente convinto dai piani della società, a sua volta certa di poter fare un buon lavoro anche se le risorse economiche non sono smisurate, specie se la squadra non centrasse la qualificazione alla prossima Champions, ma comunque sufficienti per sfogliare un elenco di nomi di alto profilo: i più suggestivi sono Bernardo Silva, Osimhen, Alisson, Ederson, tutti elementi che il club ritiene alla propria portata. Non è ancora chiaro se anche quest'anno ci sarà un nuovo aumento di capitale (l'ultimo è dell'estate passata), molto probabile soprattutto in mancanza del quarto posto, ma in ogni caso alla Continassa sono convinti di potersi muovere con un certo agio, rastrellando risorse da cessioni che non intaccherebbero il valore dell’organico: si può arrivare fino a 200 milioni. L’indagine della Uefa sulle violazioni al Fair play finanziario potrebbe al massimo portare a una multa o a una restrizione della rosa per le coppe, ma i vincoli cui il club è sottoposto non sono così stringenti.
Champions o no: i conti della Juve
È chiaro che andare o no in Champions fa parecchia differenza: ballano almeno una cinquantina di milioni (sarebbero di più se non arrivasse neanche l'Europa League), ma la Juve ha comunque preparato un piano B che ritiene competitivo ugualmente. Le risorse, dunque: i bianconeri possono esporsi per 50-60 milioni, ma parecchi soldi possono arrivare da cessioni che non toccano il valore della squadra.
Weah, Nico Gonzalez e il rebus riscatti
Intanto, sono in arrivo 14,4 milioni dal Marsiglia per il riscatto definitivo di Timothy Weah, mentre bisognerà mettere una pietra sopra sui 32 che garantirebbe Nico Gonzalez: perché scatti l'obbligo di riscatto da parte dell'Atletico, l'argentino dovrebbe giocare 21 partite di Liga per almeno 45'. Finora ne ha fatte 15 e siccome alla fine del campionato spagnolo mancano sette giornate, è certo che Simeone non gliene farà fare sei, per consentire alla società di rinegoziare il prestito a condizioni più vantaggiose, magari attorno ai 25 milioni: per la Juve sarebbero un bel gruzzolo, in ogni caso a Spalletti il giocatore non spiace affatto e una sua conferma andrebbe a coprire un'esigenza tra esterni e trequarti.
Douglas Luiz, Arthur e le plusvalenze sudamericane
L'altro prestito "pesante" è quello di Douglas Luiz, tornato a gennaio all'Aston Villa, il club in cui si è affermato, dove Emery lo sta impiegando con una certa continuità. I Villans hanno un diritto di riscatto a 25 milioni, cifra interessante anche se due anni fa la Juve gliene aveva versati 51,5: probabile che i bianconeri accetterebbero di fare una lieve minusvalenza ricavando però denaro da investire su altre operazioni. Se giocherà ancora tre partite da titolare, la Fiorentina avrà l’obbligo di riscattare Rugani: sarebbero altri due milioni. Qualcosa potrebbe arrivare da Arthur, che al Gremio sta facendo bene e che una decina di milioni potrebbe garantirli.
I diritti sulle cessioni di Muharemovic e Kaio Jorge
La Juve incasserà il 50% della cessione di Muharemovic (il Sassuolo potrebbe venderlo all'Inter per 30 milioni) e il 30% di quella di Kaio Jorge, che sta facendo molto bene al Cruzeiro ed ha anche esordito nel Brasile. Grazie a loro due, la Juve potrebbe accumulare un tesoretto di un’altra ventina di milioni, cui se ne possono aggiungere una settantina dai prestiti elencati sopra. Ci sarebbero dunque 90 milioni da spendere senza sacrificare nulla né nessuno tra quelli oggi allenati da Spalletti.
Yildiz, McKennie e Locatelli gli intoccabili
Qualcuno, in ogni caso, sarà sacrificato, anche se non sarà nessuno tra quelli indicati da Spalletti come imprescindibili, vale a dire Yildiz, McKennie e Locatelli, non a caso tutti con il contratto appena rinnovato (o da rinnovare: per il capitano è una questione di giorni). Gli altri sono tutti cedibili, ma con dei distinguo: Kalulu, Kelly, Cambiaso e Conceiçao partirebbero solo in caso di offerte veramente vantaggiose, mentre Bremer e Thuram sono considerati più facilmente sacrificabili, naturalmente a certe cifre: il brasiliano, che non ha un rendimento convincente da quando è rientrato dall'infortunio, ha una clausola di 54 milioni, il francese può partire per 30 (sarebbe un'eccellente plusvalenza) perché a centrocampo è nel mirino un giocatore di profilo più alto, su cui investire parecchio.
Si va dal sogno Tonali alla tentazione Ederson, da Højbjerg del Marsiglia a Hjulmand dello Sporting. In ogni caso, ipotizzando una cessione pesante, cioè quella di un titolare anche se non di primo di piano, e aggiungendone almeno un paio tra quelli che sono ai margini della rosa (David, Openda, Koopmeiners, Gatti, Zhegrova, Cabal, Adzic, i portieri), entreranno diversi milioni, se le cose girassero in un certo modo anche un centinaio. Sommati ai 90 dei prestiti, si sfiora quota 200.
Openda e Boga: i riscatti in scadenza
La Juve ha dunque margini di manovra piuttosto interessanti, anche se deve scucire 40,6 milioni per l’acquisto definitivo di Openda, che sarebbe diventato obbligatorio se i bianconeri si fossero piazzati almeno decimi: da domenica scorsa, è una certezza matematica. Ma mentre un anno fa c'erano diversi altri giocatori di cui pagare il riscatto (Di Gregorio, Nico Gonzalez, Conceiçao, Kelly, Kalulu), stavolta oltre a Openda c'è soltanto Boga, che verrà acquistato a titolo definitivo per 4,8 milioni. Un affarone.
Bernardo Silva, Lewandowski e il mercato dei trentenni
Inoltre, alla Continassa sono convinti che quest'anno il mercato potrebbe non essere così dispendioso per il target individuato dai bianconeri, che cercano giocatori maturi, esperti e con personalità già formata, possibilmente in grandi squadre: oggi come oggi il mercato dei trentenni (e oltre) tira solo in Italia e in Turchia, per cui la concorrenza internazionale non è molta e quindi i prezzi non stellari. Molti di loro, per altro, sono in scadenza di contratto, e sono nomi di peso: si va da Bernardo Silva a Lewandowski, da Rüdiger a Goretzka, da Kessié a Senesi, da Stones a Celik, da Schlager a Lorenzo Pellegrini. In più, la guerra in Iran potrebbe scatenare un esodo dall'Arabia Saudita, con giocatori come Retegui o Nuñez pronti a rientrare in Europa. Insomma, c'è molta offerta per la domanda della Juve.
Spalletti chiede cinque rinforzi: il nodo Vlahovic
Spalletti ha chiesto cinque acquisti di valore, oltre al rimpiazzo di eventuali partenze pesanti: due attaccanti, un centrocampista, un esterno e un difensore centrale. Il portiere non è una priorità: può arrivare se ci sono le risorse (o se capita un'occasione, come può essere Alisson), altrimenti resta Di Gregorio. Tra le richieste del tecnico c'è anche la conferma di Vlahovic, ma non è così scontata perché la trattativa per il rinnovo del contratto, rinviata da Comolli a fine campionato, resta spigolosa e le richieste del centravanti serbo sempre molto onerose. Detto che la Juventus comprerà in ogni caso un attaccante di peso all'estero (l'obiettivo più ambizioso resta Osimhen, quello ricorrente è Kolo Muani), la società sta valutando se insistere con Dusan o cambiare obiettivo: dal momento che con lui si ragiona in ogni caso su un accordo di breve durata, un biennale, l'idea è di proporre le stesse condizioni a un big del calibro di Lewandowski, che ha sì 12 anni più di Vlahovic ma anche tutta un'altra affidabilità. Per un cosiddetto instant team sarebbe perfetto.