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Manchester City colpevole di aver violato 114 su 115 norme finanziarie, rischia la retrocessione

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Ora si aspettano le sanzioni e il ricorso del club
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LONDRA – È attualmente in testa al campionato inglese e l’ha vinto sei volte nelle nove stagioni precedenti. Ma adesso il Manchester City rischia di perdere qualcosa di grosso, oltre alla faccia: dopo due anni di indagini è arrivato un verdetto di colpevolezza nel procedimento avviato dalla Premier League per violazione delle regole finanziarie e il club di proprietà dello sceicco di Abu Dhabi potrebbe ricevere sanzioni pesantissime, da una multa stratosferica a una penalizzazione di punti fino alla retrocessione.

La reazione del City

L’inchiesta, secondo le anticipazioni della stampa britannica, ha ritenuto il City colpevole in 114 dei 115 capi di imputazione. La società per adesso reagisce con freddezza: “Il processo non è concluso”, afferma in …

LONDRA – È attualmente in testa al campionato inglese e l’ha vinto sei volte nelle nove stagioni precedenti. Ma adesso il Manchester City rischia di perdere qualcosa di grosso, oltre alla faccia: dopo due anni di indagini è arrivato un verdetto di colpevolezza nel procedimento avviato dalla Premier League per violazione delle regole finanziarie e il club di proprietà dello sceicco di Abu Dhabi potrebbe ricevere sanzioni pesantissime, da una multa stratosferica a una penalizzazione di punti fino alla retrocessione.

La reazione del City

L’inchiesta, secondo le anticipazioni della stampa britannica, ha ritenuto il City colpevole in 114 dei 115 capi di imputazione. La società per adesso reagisce con freddezza: “Il processo non è concluso”, afferma in un comunicato, “ci sono elementi significativi da completare, soggetti a stretta confidenzialità”. Ma i tifosi tremano, indecisi se prendersela con la Premier o con i manager dei Citizens responsabili di questo pasticcio.

Di cosa è accusato il City

In sostanza, le accuse vertono su mancate informazioni finanziarie riguardo ad acquisti, salari di giocatori e allenatori, rispetto delle norme Uefa sul Financial Fair Play (l’obbligo di non spendere più di una determinata cifra, in modo da mantenere equilibrio fra le squadre) e scarsa cooperazione con le indagini. “Le conseguenze possono essere significative”, commenta Kieran Maguire, un esperto finanziario della Bbc.

Il precedente Chelsea

In passato, dopo sentenze analoghe, il Chelsea se la cavò con una multa, l’Everton e il Nottingham Forest hanno ricevuto una penalizzazione. C’è già chi chiede, fra i club avversari, una punizione più pesante per il City, addirittura una retrocessione in Championship, la serie B inglese.

Possibili contenziosi da parte di altri club

In ogni caso il provvedimento della Premier League, quale che sia, sarà soltanto l’inizio: non è escluso che altri club della massima serie a quel punto facciano causa alla società di Manchester per ottenere l’equivalente di un risarcimento danni, per avere perso titoli, coppe e incassi in un confronto con un avversario che ha usato mezzi illeciti per prevalere.

(afp)

City difeso da lord Pannick

Il City, che si proclama innocente da tutte le imputazioni, ha già speso decine di milioni di sterline in avvocati per difendersi. Dovrà verosimilmente spenderne molti di più fra altre cause, sanzioni e possibili risarcimenti. Ha già annunciato un appello e continuerà a servirsi di lord Pannick, un avvocato della crema forense, che si fa pagare 5 mila sterline l’ora per i suoi servigi. Certo i soldi non mancano ai Paperoni degli Emirati Arabi Uniti che hanno comprato il club nel 2008 e che da allora hanno accumulato trofei in Inghilterra e in Europa: i primi commentatori affermano che, se sarà solo questione di denaro, i Citizens tireranno un sospiro di sollievo. Ma se la punizione includerà anche punti o peggio, potrebbe compromettere la corsa per la Premier della stagione in corsa o addirittura, in caso di retrocessione, anche la prossima.

L’inchiesta Uefa

Il City era stato oggetto di un’inchiesta simile da parte dell’Uefa, per “gravi violazioni” delle norme finanziarie fra il 2012 e il 2016: in primo grado aveva ricevuto una sospensione di due anni da tutte le coppe europee, ma in appello davanti al Tas, il tribunale arbitrale dello Sport, la pena era stata ridotta a una multa di 30 milioni di sterline, quindi ulteriormente ridotta a 10 milioni, per insufficienza di prove.

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