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Leao sì, Kvara no: i destini capovolti di due fuoriclasse

Rafael Leao a Napoli (reuters)
Il portoghese inventa l’azione dell’1-0 di Giroud: “La Coppa vogliamo vincerla”. Il georgiano spreca la chance per cambiare la storia
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Rafa e Kvara sono bisillabi paralleli, destini stretti dal nodo che la grande partita ha sciolto. Il primo ha deciso, il secondo è sembrato indeciso. Il guizzo di Leao è stato la realizzazione perfetta dello stesso gesto che Kvara ha rincorso, invano. Rafa ha conquistato un rigore (fallito da Giroud), Kvara l’ha sbagliato di suo. Li abbiamo aspettati tanto: Leao è arrivato, Kvaratskhelia quasi.

Rafa è sceso dal pullman accolto dal gesto della scimmia. E chissà cosa avranno pensato quelle bestie ululanti, quando Leao ha cominciato a saltare un avversario, poi due, poi tre, per trovare infine la facilità dell’ovvio, non sempre così scontata, ovvero quel passaggio a Giroud che poco prima gli aveva fatto impazzire la maionese. Ma i campioni antiretorici, e il francese lo è, non sbagliano mai due volte.

Khvicha Kvaratskhelia batte il rigo…

Rafa e Kvara sono bisillabi paralleli, destini stretti dal nodo che la grande partita ha sciolto. Il primo ha deciso, il secondo è sembrato indeciso. Il guizzo di Leao è stato la realizzazione perfetta dello stesso gesto che Kvara ha rincorso, invano. Rafa ha conquistato un rigore (fallito da Giroud), Kvara l’ha sbagliato di suo. Li abbiamo aspettati tanto: Leao è arrivato, Kvaratskhelia quasi.

Rafa è sceso dal pullman accolto dal gesto della scimmia. E chissà cosa avranno pensato quelle bestie ululanti, quando Leao ha cominciato a saltare un avversario, poi due, poi tre, per trovare infine la facilità dell’ovvio, non sempre così scontata, ovvero quel passaggio a Giroud che poco prima gli aveva fatto impazzire la maionese. Ma i campioni antiretorici, e il francese lo è, non sbagliano mai due volte.

Khvicha Kvaratskhelia batte il rigore (afp)

La forza di Rafa Leao è la percentuale implacabile della sua esattezza: se fa tre cose, ne fa tre giuste. Non ne fa dieci, magari sbagliandone otto. Ne fa tre. Kvara è più tumultuoso, si lancia in più azioni, è un emotivo tellurico, un dribblomane antico. Un passionale, certamente. Un calciatore romantico. Invece Rafa è più freddo. Il suo talento sembra manifestarsi dal nulla, in totale scioltezza: lui guarda sé stesso giocare e non ci bada neanche. Lui fa.

Sembra non esserci, Rafa, e invece: rigore conquistato, gol servito. La sua corsa da un campo all’altro, nello stadio che porta il nome di colui che fece di una scorribanda senza opposizione un momento storico, sublime, ha spaccato la partita. E la naturalezza dell’assist a Giroud, 37 anni a settembre, tre Mondiali di cui uno vinto, cioè quasi due, tre Europei, decisivo per lo scudetto, ha chiuso con una parola perfetta la frase memorabile.

Mentre a Rafa basta pochissimo per disegnare il capolavoro, Kvara si è dannato senza smettere mai. Lui, il fenomeno della stagione del Napoli che resterà però stretta in Italia, il talento pescato dal nulla, l’ala vecchio stile, ha trovato l’opposizione di un gregario lussuoso, quel Calabria che dal basso si è issato in questi anni fino a prendersi la fascia di capitano del Milan: impeccabile nel contrasto e nella rincorsa, classe operaia, come si diceva una volta. Eppure Kvara non ha mica giocato male: ha cercato le sue celeberrime conversioni più tiro secco, ne ha tentati un paio niente male, uno soprattutto si è impennato a un sospiro dalla traversa. Kvara il più tenace, il più indomito anche se il gol dell’illusione l’ha poi trovato Osimhen, che viceversa dentro la partita c’era stato pochissimo, l’uomo mascherato, stavolta alla lettera.


Ma il momento che poteva dare a Kvara la svolta è stato il rigore parato all’81’ da Maignan (52 i penalty contro di lui, 19 le volte che, per un motivo o per l’altro, non sono andati a segno: come minimo, un incantatore). Kvara non l’ha tirato male quanto Giroud, ma quasi, e nella medesima porta. Non troppo angolato, a mezza altezza: mezza anche la sua partita, una sinfonia incompiuta. Ed è così che il Milan di Rafa ha fatto fuori il Napoli di Kvara sotto una pioggia così milanese, così fredda, insistente come la corsa verso una porta senza difese.