Agnieszka Holland: “Io, perseguitata da governo polacco, ringrazio la Mostra per la protezione e il sostegno al mio film sull’orrore dei migranti”

Undici minuti di applausi per ‘Green border’ in concorso a Venezia, film della regista polacca sulla tragedia dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia
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Dove muoiono i sogni dei migranti? Tra le torture delle carceri libiche o nelle paludi del confine tra Bielorussia e Polonia, dove le guardie si rimpallano i profughi: i vivi e i morti. La scena più terribile di Green border della regista polacca Agnieszka Holland, che porta alla Mostra una tragedia volutamente dimenticata nel cuore dell’Europa, film che ha ricevuto undici minuti di applausi al termine della proiezione in sala Grande (poi sarà la volta del viaggio africano di due ragazzi dal Senegal alle coste italiane, Io capitano di Matteo Garrone) è quando il povero cadavere di una profuga viene lanciato oltre il filo spinato, come a liberarsi di un sacco di spazzatura. In oltre due ore e mezza, bianco e nero, la regista polacca mette in fila l’orrore subito dalle famiglie in fuga da Africa e Medio Oriente, merce di scambio nella lotta tra il dittatore bielorusso Lukashenko e il governo polacco. Il freddo, gli stupri, le umiliazioni, le violenze, la morte di anziani, donne, neonati, in un labirinto verde che solo pochi anni fa era suggestiva meta turistica.

Nell’incontro mattutino al circolo del tennis del Lido - prima della conferenza ufficiale in cui chiederà un minuto di silenzio per ricordare i migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Europa - Agnieszska Holland, 74 anni, sfoggia un vestito rosso e la grinta di una generazione di autori che ha costruito il cinema europeo. Nell’intervista si parla di migranti, di Bielorussia e guerra in Ucraina, di Trump. Dell’Italia, Lampedusa, Salvini e Meloni. Delle minacce ricevute in patria e delle elezioni polacche che si terranno tra un mese. Il giorno dopo partirà una campagna su Change.org per difendere la cineasta dagli attacchi del governo polacco.

Che significa essere qui con questo film?

“Sono grata al festival per aver selezionato il nostro film, presentato all’ultimo momento. È importante avere questo sostegno non solo per la rilevanza internazionale, ma in vista dell’uscita in sala in Polonia: siamo già stati attaccati dal governo in modo diretto e massiccio. È importante essere qui e sentire sostegno e protezione. Sono anche orgogliosa come regista e come donna, che qui in concorso ci sia anche la mia collega Małgorzata Szumowska, con il suo film Kobieta Z…  che ha fatto con Michaeł Englert. È la prima volta nella storia, quindi, è un motivo per festeggiare”.

Come descrive il suo Green border?

“È ambientato nel 2021, ma racconta quel che succede ora. La gente sta ancora attraversando i confini, morendo nella foresta, venendo respinta. E gli attivisti, gli stessi del film, lottano per cercare di aiutare e salvare le vite. Dal 2014 la crisi dei rifugiati è passata su larga scala, si usava il passaggio attraverso il Mediterraneo e un corridoio nei Balcani. Ma il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko e Putin hanno deciso deliberatamente di aprire il facile passaggio attraverso la Bielorussia, per far esplodere il caso. La gente dalla Siria, dall'Iraq, dall'Afghanistan, e poi da alcuni Paesi africani, sapeva di questo passaggio che ti fa arrivare ai confini europei, attraversandoli in sicurezza. Purtroppo non è così. Dapprima le autorità polacche sono state confuse al riguardo, poi hanno deciso di chiudere la zona per evitare qualsiasi presenza delle organizzazioni umanitarie, dei politici dell'opposizione e dei media e di fare quello che vogliono con i rifugiati. E hanno scelto un modo molto crudele per affrontarli: spingerli indietro, consegnarli nelle mani dei bielorussi, nelle mani di torturatori e stupratori. È un posto terribile e lo sappiamo. Molti di loro sono scomparsi, 300 sono spariti, 50 morti nella foresta e nelle paludi. E chi è riuscito a fuggire, molti in Germania, ha perso la fiducia nell'umanità, è spezzato. L’unico spiraglio di speranza è negli attivisti che hanno mostrato loro un'incredibile solidarietà”.

(afp)

Ci sono scene del film che sono insostenibili: è uno shock necessario per capire quel che sta succedendo.

“È speciale che il film debutti in Italia perché, quando la crisi è iniziata, è stato il primo Paese a cui ho guardato: Lampedusa, il dottor Bartolo, i documentari. E penso che il vostro Paese, anche se i politici di destra cercano di presentarla a modo loro, sia sempre sensibile a questo argomento. So che in concorso qui c’è il film italiano di Matteo Garrone che parla di un argomento simile. È il momento per noi registi di cercare di capire, non solo nei singoli eventi ma in generale, dove stiamo andando come umanità e come europei, come parlare alle persone perché aprano le loro menti e i loro cuori. Siamo vicini a un punto da cui non si tornerà indietro: e il futuro dipende dalla direzione che stiamo prendendo ora”.

'Io capitano', il nuovo film di Garrone nell'inferno della Libia

Questo film è un seguito ideale del suo Europa Europa, di oltre trent’anni fa. Nel senso che come allora ci sono due Europa a confronto.

“Giusto. Quando è iniziata la crisi ho sentito i brividi pensando che era una situazione simile al periodo del 1936,1937, 1938, che conosco bene data la mia esperienza come studiosa dell’Olocausto, su cui ho fatto tre film e sui crimini di Stalin. Quando ho girato Europa Europa, nell'89 mentre crollava il muro di Berlino, il titolo era doppio perché raccontavo due Europe diverse, quella dei diritti umani e della democrazia, della cultura e quella che ha coperto i più terribili crimini contro l'umanità. L’Europa ha in sé questo dualismo, bisogna capire le generazioni di cittadini europei quale sceglieranno. Il bivio è ora. Forse è già troppo tardi, sono pessimista, ma preferisco dire che c’è ancora una scelta, finché abbiamo voce come artisti, esseri umani, come cittadini europei, penso che dobbiamo far sentire la nostra voce”.

Che significa per l’Europa la guerra in Ucraina?

“Per i polacchi è abbastanza ovvio, è una guerra così ingiusta e dobbiamo assolutamente sostenere gli ucraini. Per me lo è ancora di più perché ho girato film in Ucraina. Ho molti amici lì, penso che si siano comportati in modo incredibile e li sostengo con tutte le mie forze. E così deve fare l’Europa perché se l'Ucraina cadrà, molto rapidamente diventeremo prigionieri di regimi autoritari e populisti e forse fascisti”.

Come guarda alla situazione italiana?

“Di certo i politici che ora sono al potere, Giorgia Meloni e certamente il signor Salvini non sono il mio genere di politici. Sono piuttosto sorpresa però di vedere dall'esterno che il governo non è così estremo come ci aspettavamo. Come la signora Meloni, a livello internazionale perché non conosco la politica interna, abbia dimostrato più equilibrio di quanto mi aspettassi. Quindi c'è qualche speranza, forse perché è una donna, perché non ha questo incredibile ego malato come la maggior parte dei politici”.

Torniamo al discorso sulla manipolazione delle masse in Europa.

“Sui migranti Putin manipola Lukashenko, che a sua volta manipola i governi europei, sapendo molto bene quanto abbia paura dei rifugiati, questo è il punto molto debole dell'Europa. Quella crisi iniziata nel 2014 la useranno il più a lungo possibile. E più ne saremo spaventati e più crudelmente la useranno, i nostri governi diranno che non possiamo essere tolleranti, gentili, brave persone con quelle persone.Questa tecnica sarà su quello o altri confini, la Finlandia, i Balcani”

Lei è oggetto di una campagna denigratoria da parte del suo governo.

“Sì. Le persone sono facili da manipolare se hanno paura della verità, specie se è troppo complicata e pericolosa. Abbiamo strumenti di propaganda e manipolazione incredibili: i social, internet, l’intelligenza artificiale. Abbiamo visto che possono farlo in modo efficiente e personalizzato, come Trump nelle scorse elezioni americane. Io sto sperimentando una grande propaganda contro di me e questo film da parte del governo polacco. Il ministro della Giustizia ha scritto che i nazisti avevano Goebbels e oggi i tedeschi hanno Agnieszka. Sono preoccupata per la loro spregiudicatezza, per come si muovono illegalmente in vista delle elezioni che si svolgono tra un mese. Hanno il controllo di tutti i media pubblici e un sacco di soldi. Stanno usando tutti gli strumenti della propaganda e anche pagando le persone, o ricattandole, mentendo senza vergogna. Se alle elezioni l'opposizione vincerà, il che sarà un miracolo viste le circostanze, le cose cambieranno, ma sarà difficile perché resterà comunque un presidente che è debole e incapace di proteggere una costituzione di cui dovrebbe essere il tutore”.

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