Robinson

Lo ripeto per le rime: ci vuole più rispetto

“Il razzismo spiegato a mia figlia” è stato un successo mondiale. Ma mai come oggi, dice Ben Jelloun, va tenuta alta la guardia. E il perché lo spiega, nella nuova edizione, in versi: con una poesia per la figlia ormai cresciuta. E tutti noi

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Mérième, / niente va occultato, niente dimenticato, niente trascurato. / Il razzismo è un fatto, non è un caso o una sbavatura della storia. / Il razzismo è là dove prospera l’uomo, / Là dove alcuni sentimenti si sommano ed entrano in contrasto fra loro / Il senso di superiorità / Il senso di potenza che autorizza l’uomo
a disprezzare altri uomini che pure non gli hanno fatto niente / Il senso di libertà nel poter dare giudizi su differenze che l’uomo tratta come disuguaglianze / Il senso di dominio perché si è pieni di oro e denaro / Niente va dimenticato / L’uomo non è lupo per l’uomo / Non offendiamo dei poveri animali che non si fanno mai la guerra / L’uomo è semplicemente uomo per l’uomo / È il suo miglior nemico

La guerra è ciò che preferisce, quella che annichila gli altri uomini / Quella che umilia e fa tabula rasa / Quella che distrugge case e giardini / Quella che calpesta l’innocenza, dei bambini o degli anziani, non importa / Il razzismo, figlia mia, si incolla alla pelle dell’uomo ovunque l’uomo si trovi / Anche su un’isola deserta l’uomo troverà chi odiare chi disprezzare chi umiliare / Odiare per esistere, per sentirsi vivo / Potrebbe amare / Ma l’amore non è cosa agevole / Bisogna meritarlo, l’amore / Bisogna sedurlo, strapparlo alla notte e alle ombre nascoste dietro i sorrisi / Figlia mia, hai capito bene, tutto sta nell’educazione, in una pedagogia del quotidiano / Nella determinazione a inculcare valori all’infanzia, insegnandole a rispettarli

Il rispetto altro non è che una grandiosa umiltà che fa sì che l’umanità prenda senso / Il rispetto sta nell’andare verso gli altri, che siano in pericolo, in condizione di povertà o di bisogno, e tendere loro la mano / Il rispetto sta nel pensare che siamo tutti diversi eppure simili / Che un uomo equivale a un altro, qualunque sia la sua stazza, il colore della pelle, la lingua che parla, la fede che pratica, il dubbio che coltiva, il desiderio che insegue, il lavoro che fa, la follia che brandisce o la saggezza che antepone a qualsiasi cosa. / Il rispetto, figlia mia, è un dovere di ogni essere / Perché tutti abbiamo bisogno di essere rispettati per vivere e fare cose che onorino l’umanità. / Figlia mia, ti ho spesso parlato dei tuoi nonni, del loro immaginario, del loro universo, e hai apprezzato ciò che rappresentano in questo mondo in cui i beni materiali hanno schiacciato i valori che non si misurano in termini di cose materiali. / Le persone hanno tanto bisogno di possedere, sono ossessionate dall’avere e così si dimenticano di essere, di essere presenti al mondo e ad altre persone diverse 

Tu sei nata in Francia ma hai conosciuto il luogo natale dei tuoi genitori / Per te il Marocco è un’altra parte della tua memoria, quella ereditata dai tuoi genitori / Hai visto la differenza con la Francia negli stili di vita del Marocco e immediatamente hai avuto orrore della condizione delle donne e del razzismo contro i neri africani, persone provenienti dall’Africa subsahariana che cercano solo di raggiungere l’Europa per avere giorni migliori / Hai visto così tante cose nei tuoi viaggi e hai imparato che andare verso altri orizzonti, visitare altri paesi e altre culture, fa indietreggiare il razzismo, basato principalmente sull’ignoranza, sulla paura dell’ignoto e sull’odio che viene diffuso in relazione a questa o quella religione. / Ecco perché, figlia mia, ti sto parlando oggi, perché sei cresciuta con questo piccolo libro che è stato studiato da milioni di bambini in tutto il mondo. / Oggi più che mai sono necessarie la vigilanza e la lotta contro questo flagello del razzismo. / Non dobbiamo dimenticare nulla, / Trascurare nulla, / Occultare nulla. / Vigilante e coraggiosa, tu sei e resterai, fino a che il razzismo continuerà a minacciare la vita di cittadini, persone vicine e lontane, conosciute e sconosciute, di fronte a tutto ciò che mette in pericolo la pace nel mondo.
 
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