Il ritorno di Di Pietro: pranzo con Donzelli, sul tavolo la candidatura al Csm. FI: così salta tutto
di Tommaso CiriacoROMA – Antonio Di Pietro potrebbe diventare uno dei candidati di Fratelli d’Italia per il Csm. L’ex pm e ministro ha pranzato oggi alla Camera con Giovanni Donzelli, plenipotenziario del partito di Giorgia Meloni. In campo c’è appunto la disponibilità del fondatore di Italia dei valori di partecipare alla conta parlamentare per diventare membro laico del Consiglio superiore della magistratura. Una volontà che Di Pietro ha consegnato a Donzelli. E che sarà ovviamente vagliata da Meloni, a cui spetta l’ultima parola.
Il volto di Mani Pulite, ex ministro delle Infrastrutture del governo Prodi, da tempo fuori dall’agone politico, si è speso a favore della riforma della giustizia, poi uscita sconfitta dal referendum costituzionale. Il nome di Di Pietro è un’opzione vagliata seriamente da Fd…
ROMA – Antonio Di Pietro potrebbe diventare uno dei candidati di Fratelli d’Italia per il Csm. L’ex pm e ministro ha pranzato oggi alla Camera con Giovanni Donzelli, plenipotenziario del partito di Giorgia Meloni. In campo c’è appunto la disponibilità del fondatore di Italia dei valori di partecipare alla conta parlamentare per diventare membro laico del Consiglio superiore della magistratura. Una volontà che Di Pietro ha consegnato a Donzelli. E che sarà ovviamente vagliata da Meloni, a cui spetta l’ultima parola.
Il volto di Mani Pulite, ex ministro delle Infrastrutture del governo Prodi, da tempo fuori dall’agone politico, si è speso a favore della riforma della giustizia, poi uscita sconfitta dal referendum costituzionale. Il nome di Di Pietro è un’opzione vagliata seriamente da FdI, ma che è destinato a incontrare forti resistenze in Forza Italia. I berlusconiani hanno tradizionalmente osteggiato l’ex leader di Italia dei valori. E sono pronti a far saltare tutto l’accordo di maggioranza.
Tuonano i capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi: “Non è una questione nominale, ma di principio. La storia di Di Pietro, simbolo di una stagione in cui la giustizia si è fatta strumento di lotta politica e la gogna mediatica ha preso il posto del giusto processo, facendo strame del diritto, è incompatibile con l'organo chiamato a garantire l'autonomia, l'equilibrio e la terzietà della magistratura”