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Migranti, Italia e Spagna concordano lo stop a sospensione Schengen

(ansa)

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La decisione tra i ministri Piantedosi e Grande-Marlaska dopo l’incontro tra Meloni e Sànchez a margine del Consiglio europeo
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L'ultimo bilancio disponibile è di circa un mese fa. A metà settembre, 42 stranieri respinti (8 dei quali marocchini) e 9 arresti. E circa mezzo milione di passeggeri extracomunitari semplicemente controllati.

Dopo quasi tre mesi dalla sospensione reciproca degli accordi di libera circolazione di Schengen, seguiti alla crisi crisi migratoria di Ceuta, questa mattina Italia e Spagna hanno ufficializzato la decisione che sostanzialmente era già stata adottata la scorsa settimana a Bruxelles da Giorgia Meloni e Pedro Sanchez. Fine dei controlli alle frontiere, i passeggeri in movimento tra Italia e Spagna da oggi tornano a circolare senza bisogno di mostrare i documenti o di passare dai varchi extraSchengen.

L'Italia ha dichiarato sostanzialmente cessato il rischio per la sicurezza nazionale che era stato valutato nel caso in cui potenziali terroristi nascosti tra i 70.000 immigrati approdati nell'exclave spagnola di Ceuta fossero riusciti ad arrivare nel nostro Paese. E Madrid, preso at…

L'ultimo bilancio disponibile è di circa un mese fa. A metà settembre, 42 stranieri respinti (8 dei quali marocchini) e 9 arresti. E circa mezzo milione di passeggeri extracomunitari semplicemente controllati.

Dopo quasi tre mesi dalla sospensione reciproca degli accordi di libera circolazione di Schengen, seguiti alla crisi crisi migratoria di Ceuta, questa mattina Italia e Spagna hanno ufficializzato la decisione che sostanzialmente era già stata adottata la scorsa settimana a Bruxelles da Giorgia Meloni e Pedro Sanchez. Fine dei controlli alle frontiere, i passeggeri in movimento tra Italia e Spagna da oggi tornano a circolare senza bisogno di mostrare i documenti o di passare dai varchi extraSchengen.

L'Italia ha dichiarato sostanzialmente cessato il rischio per la sicurezza nazionale che era stato valutato nel caso in cui potenziali terroristi nascosti tra i 70.000 immigrati approdati nell'exclave spagnola di Ceuta fossero riusciti ad arrivare nel nostro Paese. E Madrid, preso atto della decisione di Roma, ha a sua volta revocato i controlli che erano stati decisi in risposta al provvedimento italiano.

La Spagna e anche la Commissione europea hanno sempre sostenuto che nessun migrante dei 70.000 approdati a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio può mai aver raggiunto altri Paesi europei visto che nell'exclave le regole di Schengen non sono comunque applicate. E tuttavia, questa mattina, nel comunicare il ripristino della libera circolazione, il Viminale ha sottolineato che "la decisione, maturata dopo una attenta analisi della situazione, sarà accompagnata dal potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune Schengen".

Una settimana fa, da Bruxelles la presidente del Consiglio Giorgia Meloni spiegava: “Ho parlato con il primo ministro Sanchez e abbiamo deciso di lavorare nella prossima settimana con i nostri ministri degli Interni per arrivare a sostituire le misure che reciprocamente sono in essere con altre forme di cooperazione. Stiamo andando verso un altro tipo di soluzione ma continuando il monitoraggio per garantire il funzionamento di Schengen e garantire la difesa della nostra nazione”.

Il braccio di ferro tra i due paesi è iniziato questa estate. La crisi diplomatica sull’asse Roma-Madrid si è aperta ufficialmente il 31 luglio scorso: quando Meloni, a seguito dell’assalto all’exclave spagnola di Ceuta, in Marocco, da parte di migliaia di migranti entrati illegalmente, sospende l’accordo Schengen con la Spagna la prima volta l’1 agosto e poi, di nuovo, il 31 per altri quindici giorni. Gli esponenti del governo di Madrid hanno polemizzato con l'Italia e deciso la sospensione di a sua volta nei nostri confronti.

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