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Mattarella: “Difesa comune per rafforzare Nato e ripristinare equilibrio rispetto a postura Russia”

(ansa)

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Il capo dello Stato lo ha detto al vertice Arraiolos in Slovenia
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La chiama «la postura della Russia». A cui va contrapposta la difesa comune europea. A Brdo, in Slovenia, al vertice Arraiolos, il forum informale di undici capi di Stato Ue, Sergio Mattarella parla per primo. «È il membro più anziano e rispettato» spiega la padrona di casa Pirc Musar. E il presidente dà corpo alle preoccupazioni dei presenti, che sentono che l’Europa, e il suo quadro di valori, sono sotto assedio. Militarmente da Putin, politicamente da Trump. Perciò serve l’esercito europeo, perché pensare «a un futuro separato da quello degli altri è autolesionismo». Occorre «ripristinare l’equilibrio rispetto» a Mosca, «equilibrio che, nella storia, è sempre stato la garanzia della pace, vanificando tentazioni di aggressività».

Mattarella è netto nel suo allarme che arriva mentre Trump volta le spalle all’Ucraina legittimando Putin. Il suo auspicio è che l’Ucraina e la Moldova entrino presto a far parte dell’Unione. «L’Unione europea si trova dinanzi a sfide straordinarie che inve…

La chiama «la postura della Russia». A cui va contrapposta la difesa comune europea. A Brdo, in Slovenia, al vertice Arraiolos, il forum informale di undici capi di Stato Ue, Sergio Mattarella parla per primo. «È il membro più anziano e rispettato» spiega la padrona di casa Pirc Musar. E il presidente dà corpo alle preoccupazioni dei presenti, che sentono che l’Europa, e il suo quadro di valori, sono sotto assedio. Militarmente da Putin, politicamente da Trump. Perciò serve l’esercito europeo, perché pensare «a un futuro separato da quello degli altri è autolesionismo». Occorre «ripristinare l’equilibrio rispetto» a Mosca, «equilibrio che, nella storia, è sempre stato la garanzia della pace, vanificando tentazioni di aggressività».

Mattarella è netto nel suo allarme che arriva mentre Trump volta le spalle all’Ucraina legittimando Putin. Il suo auspicio è che l’Ucraina e la Moldova entrino presto a far parte dell’Unione. «L’Unione europea si trova dinanzi a sfide straordinarie che investono la sua sicurezza, la sua prosperità, la sua capacità di agire con autorevolezza sulla scena internazionale, con conseguenze rilevanti sulla vita dei nostri cittadini».

Chiede a Bruxelles di velocizzare i propri iter, per venire incontro alle esigenze dei propri cittadini. «Essendo un anziano presidente in questi dodici anni ho visto crescere progressivamente la consapevolezza che l’Unione ha indispensabile bisogno di modalità di decisione più snelle e veloci. Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subiremmo passivamente gli effetti». Però, precisa, la fiducia nell’istituzione è nei cittadini più alta di quanto pensano «alcuni commentatori». Cita l’Eurobarometro che rivela come il 75 per cento degli europei considera la Ue «un fattore di stabilità», mentre circa «il 90 per cento chiede una maggiore unità tra gli Stati membri». Quindi l’interesse della generazione di oggi e di quelle future richiede che si prosegua con determinazione con le riforme interne necessarie». Difesa, cambiamenti, velocità. Ecco il suo intervento in tre parole chiave.

Dopo lui ha parlato il tedesco Frank Walter Steinmeier, il cui mandato scade a marzo. Mattarella si è poi augurato che il bilancio pluriennale Ue (2028-2034) sia ambizioso: «Il negoziato è decisivo, perché le scelte che compiremo definiranno non solo la distribuzione delle risorse europee, ma anche il livello di ambizione con cui l’Europa intende affrontare le trasformazioni in atto». In altre parole: «A responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati». Infine auspica il superamento della regola dell’unanimità: «Una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione». L’altro giorno, in Parlamento, la premier Meloni aveva invece difeso la norma.

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