Oggi ci sono state le comunicazioni alle Camere della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. La premier è poi stata al Quirinale per riferire. Competitività dell’Unione europea, caro energia e l’accordo sul gas Trump-Putin tra i punti principali del discorso della presidente del Consiglio che ha minacciato di non firmare il bilancio Ue: “L’Italia non può versare di più e ricevere meno”. Come anticipato, le opposizioni hanno presentato risoluzioni diverse sull’Ucraina ma anche dalla maggioranza ne sono arrivate due: oltre a quella sui temi principali che saranno discussi al Consiglio Ue, c'è un altro documento specifico sull'Ucraina.
Schlein: “Il voto di oggi passo in avanti nel lavoro unitario”
L'astensione incrociata dei partiti del campo progressista sui punti che riguardano l'Ucraina "è un passo in avanti. Non dimentichiamo che su molte parti votiamo insieme, ci votiamo reciprocamente le cose. Penso sia il frutto del lavoro unitario e delle discussioni che stiamo facendo tra di noi, a volte anche pubblicamente, come abbiamo fatto negli ultimi giorni. Per cui bene, bene, si continua a lavorare per l'unità". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intercettata dai cronisti in Transatlantico.
FnV vota a favore della seconda risoluzione di maggioranza
Futuro Nazionale alla Camera ha votato contro la risoluzione principale del centrodestra in vista del consiglio europeo e a favore della seconda che chiede una "tregua immediata sugli attacchi alle infrastrutture energetica tra Russia e Ucraina" al fine di intervenire in soccorso della "popolazione civile".
Ok dalla Camera alle due risoluzioni di maggioranza
L'Aula della Camera ha approvato le due risoluzioni di maggioranza in vista del Consiglio Europeo. Il ministro Tommaso Foti prima del voto aveva chiesto alla maggioranza di espungere le premesse dalla seconda risoluzione di maggioranza sull'Ucraina che è passata con 186 voti a favore nessun contrario, in quanto le opposizioni non hanno preso parte al voto.
Astensioni incrociate Pd, Avs e M5s sulle risoluzioni sull'Ucraina
II Pd si astiene sulla parte delle risoluzioni del Movimento cinque stelle e di Avs in cui si parla di Ucraina. Allo stesso modo, Avs e il Movimento cinque stelle si astengono sulla parte di risoluzione del Pd che riguarda l'Ucraina. Nelle passate votazioni, il voto era stato invece contrario da entrambe le parti. Il nodo resta sempre l'invio delle armi. Ma sia da parte del Pd sia da parte degli alleati si fa notare che le formulazioni sono cambiate rispetto a quelle presentate in passato.
Schlein a Meloni: proteggeremo noi Italia da vostri fallimenti
"Chi proteggerà l'Italia dai vostri fallimenti? Dovremmo farlo noi dopo quattro anni del governo più lungo e inconcludente della storia repubblicana". A dirlo, alla Camera durante la dichiarazione di voto sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la segretaria del Pd Elly Schlein.
Magi e Fratoianni rispondono a Meloni: abbraccio con foto in Transatlantico
Giorgia Meloni 'chiama', Nicola Fratoianni e Riccardo Magi rispondono. In un passaggio della sua replica in Aula, parlando dell'Ucraina e rivolgendosi alle opposizioni, la premier aveva detto: "Prima di mettere d'accordo Putin e Trump, provate a mettere d'accordo Magi e Fratoianni su un'unica risoluzione". I due leader del campo progressista rispondono allora con una foto in Transatlantico, lasciandosi immortalare dai cronisti abbracciati e sorridenti.
Schlein a Meloni: “Sempre colpa di qualcun altro? Allora che sta lì a fare?”
"Presidente Meloni, ma se è sempre colpa di qualcun altro, lei cosa sta lì a fare se non è grado di fare nulla per gli italiani? ". Lo dice Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto alla Camera sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio Ue.
Legge elettorale, Conte a Meloni: fatta per imbullonarsi a poltrona
Nel programma presentato ai cittadini "non consideri la legge elettorale, quella non era nel programma: l'ha fatta per imbullonarsi alla poltrona". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, parlando davanti alla presidente del Consiglio nell'aula della Camera, in dichiarazione di voto sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.
Meloni a Provenzano: “Non sono arrivata fin qui con carezze e moine. Voi misogini”
Meloni a Provenzano: "Non sono arrivata fin qui con carezze e moine. Voi misogini"
Conte: “Meloni? Sempre nella carrozza di coda”
"Lei si vanta di essere stabile ma come mai nei passaggi importanti lei sta sempre nella carrozza di coda, a firmare tutto quello che arriva?". Lo dice il leader M5s, Giuseppe Conte, in aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni al termine delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del consiglio Ue di domani e dopodomani.
Conte a Meloni: “Dice che non abbiamo proposte? Lei fa orecchie da mercante”
"Lei detto che non abbiamo proposte, ne abbiamo tante ma lei fa orecchie da mercante". Lo dice il leader M5s, Giuseppe Conte, in aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni al termine delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del consiglio Ue di domani e dopodomani.
Ue, Fratoianni a Meloni: comizio Camere ma toni segno nervosismo
"Presidente Meloni lei ha consegnato al Parlamento il suo comizio, dai toni sempre più alti, segno del suo nervosismo: la capisco, il Paese dopo 4 anni di suo governo ha gli stipendi che hanno perso potere di acquisto, è il Paese in cui 6 milioni di italiani rinunciano alle cure perchè non se lo possono permettere, il Paese in cui si è sfondato ogni record nella fuga dei giovani, è aumentata la povertà assoluta, il Paese in cui la spesa sanitaria ha toccato il punto più basso, il Paese con il record del crollo della produzione industriale, è inverno demografico pieno, c'è il record di pressione fiscale da 10 anni. Tutto questo giustifica il suo nervosismo ma non giustifica la confusione delle sue risposte".
Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs, nelle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni sulle comunicazioni della premier Meloni in vista del Consiglio Ue.
Meloni: sono più che favorevole all'estensione dell'aliquota Irpef al 33%
"Sono ovviamente più che favorevole all'estensione dell'aliquota Irpef al 33% per chi ha fino a 60mila euro di reddito". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera, in sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo a Luigi Marattin, deputato del Partito liberaldemocratico.
Meloni a M5S: “Non si può dire a Usa imperialisti, poi correre a pranzo con Zampolli”
"Non credo che da una parte si possa dire che gli americani sono degli imperialisti e poi correre con Zampolli a pranzo, un po’ come abbiamo già visto fare con la Merkel in altri tempi". Così la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, riferendosi al M5s alla Camera.
Meloni: non arrivata qui con moine, basta misoginia sinistra
"Al collega Provenzano, che ha parlato di un vertice dove non sarei andata perché non c'era Trump a vezzeggiarmi... vezzeggiare significa trattare qualcuno con carezze e moine: io non so come devo interpretare questo atteggiamento, io faccio politica da 35 anni e qui ci sono arrivata non con le carezze e le moine, ma con le mie idee, combattendo, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini e non utilizzerebbe questo tono con un collega maschio, bisogna fare i conti con una certa misoginia che ha impedito alla sinistra in Italia di consentire alle donne di arrivare dove meritavano". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, rivolgendosi al responsabile esteri del Pd, nelle repliche in Aula della Camera.
Bonelli (Avs) a Meloni: “Da underdog a governo 'cagnolino' di salotti e poteri forti”
"Signora presidente, lei quando ha fatto il suo intervento di introduzione all'inizio del suo Governo, si è definita la underdog che è riuscita a sconfiggere i poteri. Ebbene, io posso dirle che oggi lei, o meglio non lei - non vorrei essere scambiato e non voglio essere offensivo perché ho grande rispetto per il ruolo che lei ricopre - ma lei ha trasformato il suo governo oggi in 'lapdog'. Sa benissimo che cosa significa, ha trasformato il Governo nel cagnolino dei salotti, dei poteri forti che hanno oggi accumulato rendite finanziarie interessi e in questo senso c'è un problema molto molto serio per il nostro Paese". Così il coportavoce di Avs Angelo Bonelli intervenendo in aula alla Camera in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.
Salvini: “Gas da Russia? Dopo guerra comprare dove costa meno”
"Ci sono Paesi europei che oggi stanno comprando energia e gas dalla Russia e che ci stanno guadagnando". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in un punto stampa al Parlamento europeo commentando la scelta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di aprire alla Russia sul commercio di Diesel. "La Francia, la Spagna, il Belgio, oggi stanno comprando energia da Putin. Io penso che abbiamo il dovere, a guerra finita, di tornare a comprare gas e petrolio laddove costa di meno", ha aggiunto Salvini. "Oggi pomeriggio Macron e Sanchez stanno comprando in Russia. I campioni del filo Ucraina stanno comprando in Russia, stanno pagando Putin. Quindi c'è qualcuno che dice una cosa e ne fa un'altra", ha proseguito. "L'Ue si è dimostrata inutile in questi anni di conflitto”.
Meloni: Perché campo largo ha abbandonato Aula per non votare tregua energetica?
"Sull'Ucraina, al Senato noi abbiamo presentato una risoluzione che chiede di sostenere una tregua energetica tra Russia e Ucraina e quindi la conseguente cessazione degli attacchi russi alle centrali elettriche ucraine e ucraini alle raffinerie russe. Il Campo largo ha abbandonato l'Aula per non partecipare alla votazione e mi chiedo se alla Camera farete la stessa cosa e mi chiedo perché. Mi chiedo cosa ci sia in questa proposta che non è sostenibile. Forse non siamo liberi di sostenere lo stop degli attacchi russi contro l'Ucraina? Perché se così fosse, vi prego, almeno non mi fate la morale sulla difesa dell'interesse italiano e sulla libertà di difendere posizioni nell'interesse italiano". Così la premier, Giorgia Meloni, in replica alla Camera dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo.
Meloni ai vannacciani: trasformismo su Kiev, più credibile dimettersi
"Quello che stiamo facendo sull'Ucraina è quello che c'è scritto nel nostro programma con cui ci siamo presentati al cospetto degli italiani e siamo stati eletti anche lei e tutti i suoi colleghi: sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non determinato dal rischio di una mancata rielezione" ma "in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi candidaste con le nuove tesi che sostenete. Altrimenti siamo davanti ai tanti casi di trasformismo". Così Giorgia Meloni in Aula al Camera, in sede di replica, rispondendo a Laura Ravetto, passata dalla Lega a Futuro nazionale.
Meloni: Gas russo non costa meno agli italiani, ma solo ai russi
"Io riporto quello che è già stato in varie occasioni spiegato da me, ma ancora meglio di me è stato spiegato dall'Amministratore Delegato di Eni Descalzi. Il gas russo non costa meno agli italiani, costa meno ai russi, che è una cosa diversa. Il prezzo del gas in Europa è stabilito dalla Borsa olandese del TTF. Quando arriva viene venduto a un unico prezzo. Anche negli anni di maggiore importazione del gas russo in Italia, la componente russa è stata inferiore al 40% del totale, significa che il prezzo era stabilito prevalentemente da altri fornitori. Quindi una nuova importazione di gas russo non comporterebbe una riduzione del prezzo, almeno non per diversi anni". Così la premier, Giorgia Meloni, in replica alla Camera dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo.
Carfagna: “Pieno sostegno a Meloni”
“Una forza moderata, popolare ed europeista come Noi Moderati non può che apprezzare la linea espressa dalla presidente Meloni, nella quale ci ritroviamo pienamente per due motivi. Primo, per l’analisi corretta dello scenario attuale e per la consapevolezza che solo una nuova assunzione di responsabilità da parte dell’Europa può salvaguardare gli interessi nazionali. Secondo, perché condividiamo in toto la richiesta di una risposta europea coordinata e rapida alla crisi energetica che deriva dalla guerra nel Golfo: occorre avere il coraggio di cambiare le regole perché è la realtà che ci impone di farlo”. Lo ha detto Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati.
Mosca attacca: “L'accordo sul gasolio non è affare di Meloni”
“Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno”. Lo afferma la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando le parole della premier Giorgia Meloni che al Senato ha criticato l'intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente Usa Donald Trump dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin.
Zelensky: “Grazie Meloni per il sostegno e la posizione inequivocabile”
"Ringrazio Giorgia Meloni per il sostegno e per la sua posizione chiara, inequivocabile e basata su principi. Grazie per aver compreso chi è l'aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura. Ciò è possibile soltanto attraverso la forza e gli sforzi congiunti per la nostra sicurezza": lo afferma in un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Ricciardi (M5s) a Meloni: “Cinque anni di armi a Kiev, quando arriva la trattativa?”
"Noi ci siamo veramente stufati di sentir dire che chi è contrario all'invio di armi all'Ucraina vuole lasciare gli ucraini in balia di Putin e costringerli alla resa. Sono cinque anni che raccontate questa storia. La prima parte del vostro ragionamento, inviare armi e poi trattare, l'avete messa in atto. Ma quando arriva la seconda parte, quella della trattativa?". Lo ha detto il deputato del M5s Riccardo Ricciardi, rivolgendosi a Giorgia Meloni in Aula alla Camera nel dibattito sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. "Ci dica un passo, uno solo, che lei e l'Europa avete fatto in questi anni per arrivare a un negoziato. Continuate a ripetere come un mantra il concetto di pace giusta, ma non esiste nella storia dell'umanità un concetto di pace giusta", ha attaccato Ricciardi, chiedendo al governo di chiarire quale sia l'obiettivo della strategia sull'Ucraina: "Congelare la linea del fronte? Riconquistare i territori occupati da Putin? Fare la guerra alla Russia?". "Ci sembra che gli unici veri vincitori di questa guerra siano i produttori di armi, che hanno vinto senza neanche far esplodere una munizione", ha aggiunto. "Se vogliamo fermare questa follia bellicista, il primo passo è fermare l'invio di armi all'Ucraina, il secondo è smantellare il piano di riarmo europeo", ha sottolineato.
Piero De Luca (Pd): “Meloni non più credibile, governo incapace”
Meloni, "non è più credibile", "abbiamo le bollette più alte di Europa", ci sono "6 milioni di italiani che rinunciano alle cure". E "non è colpa dell'Ue, è colpa della vostra incapacità di governare. dovreste scusarvi con gli italiani per le tante promesse tradite". "Cosa deve accadere per farle capire che un'Ue che fa meno è un Ue che fa peggio. La vostra ambiguità è un errore storico e ci ha portato ad una pericolosa irrilevanza". Lo ha detto Piero De Luca (Pd) durante la discussione generale sulle comunicazioni di Giorgia Meloni alla Camera.
Rosato (Azione): "Condivisibili le parole di Meloni". Applausi dalla maggioranza
"Presidente devo dire che il suo intervento è stato molto condivisibile e sarei ipocrita a trovare" per forza motivi di polemica, perché ha detto "cose nell'interesse nel nostro paese" e le ha dette "in modo serio. Dirò qui le cose su cui secondo me il governo deve avere più coraggio". Lo ha detto Ettore Rosato, deputato di Azione, durante la discussione sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni, incassando applausi dai banchi della maggioranza. Durante l'intervento del calendiano che ha affermato anche che esistono "partiti filoputiniani" e "rischi di ingerenze" in Italia, la premier ha annuito più volte.
Ravetto (Fn) a Meloni: “Italia non siede a tavoli europei per dire sempre sì? Quali non ha detto?”
"La presidente Meloni ha dichiarato che l'Italia non siede ai tavoli europei per dire sempre sì. Oggi Futuro Nazionale chiede: quali no avete detto? Quando metterete al centro delle vostre azioni il bene degli italiani? Ha detto che la resa dell'Ucraina non sarebbe una vera pace. Ma l'assegno in bianco a Kiev ha portato a una vera pace? Quanto ci è costato e quanto ci continuerà a costare? Il SAFE prevede 8 miliardi per l'acquisto di droni. Chi li pagherà? La von der Leyen? No, li pagheranno gli italiani, mentre acquistate armi a debito. Ha utilizzato le accise mobili. Le sembra normale che un cittadino debba aspettare il prossimo decreto per fare il pieno? Per noi deve essere strutturale. Il principio della difesa nazionale non può essere imprescindibile quando si sta all'opposizione e negoziabile quando si governa." Così, intervenendo in Aula a seguito delle dichiarazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo, la deputata di Futuro Nazionale con Vannacci Laura Ravetto.
Iniziato alla Camera il dibattito sulle comunicazioni di Meloni
Dopo il Senato, anche alla Camera il dibattito sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del consiglio Ue di domani e dopodomani. In aula la presidente del Consiglio è arrivata pochi minuti fa. Sono 16 gli iscritti a parlare. Al termine del dibattito ci sarà la replica di Meloni. A seguire, le dichiarazioni di voto e il voto sulle risoluzioni dei gruppi.
Doppio ok Senato a risoluzioni maggioranza, opposizioni non votano quella di Kiev
L'aula del Senato ha approvato le risoluzioni presentate dalla maggioranza sulle comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio Ue. Il primo documento, che riguarda più temi al centro del Consiglio Ue, ha avuto 104 voti a favore, 61 contrari e 4 astensioni. La seconda risoluzione focalizzata sull'Ucraina ha avuto 108 sì, un voto contrario e 2 astensioni. Segno che le opposizioni non hanno partecipato al voto, in dissenso con il metodo della doppia mozione - come annunciato poco prima in aula - dopo aver chiesto espressamente che la seconda risoluzione venisse assorbita dalla prima essendo in parte sovrapponibile per gli impegni su Kiev.
Sono di conseguenza preclusi gli altri 5 documenti proposti singolarmente dalle forze di opposizione.
Boccia (Pd): “Meloni guerrafondaia? No, ma spieghi chi paga il conto”
“Nessuno chiede al governo di rispondere delle crisi che non ha provocato. Ma gli chiediamo di rispondere di ciò che non ha fatto per preparare l'Italia ad affrontarle. Al vertice Nato avete sottoscritto l'impegno a portare la spesa per difesa e sicurezza fino al 5% del Pil entro il 2035. La flessibilità europea sui conti pubblici per la difesa, invece, è temporanea: arriva fino al 2028. E la sanità? Al netto dell'inflazione, il suo finanziamento è tornato sostanzialmente ai livelli del 2010. Secondo ISTAT, nel 2024 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite o esami. Questo non dimostra che più difesa significhi automaticamente meno sanità. Ma impone una domanda: con quali risorse volete finanziare entrambe? Nessuno vi dà dei guerrafondai. Vi chiediamo di spiegare le vostre priorità e chi pagherà il conto". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia durante il dibattito in vista del Consiglio europeo.
Romeo: “Italia a Bruxelles a testa alta, Lega c'è compatta e leale”
"L'Italia va a Bruxelles, ma a testa alta perché su energia, pace, mari, confini non abbiamo lezioni da prendere da nessuno. La Lega c'è compatta e leale, avanti su tutta linea. Buon lavoro alla nostra presidente" del Consiglio "e al nostro governo". Così il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, intervenendo in dichiarazione di voto sulle risoluzioni.
Ucraina: Pirondini (M5S), sul formato E3 Meloni segna resa della diplomazia italiana
"Dopo aver rivendicato per l'ennesima volta una fantomatica centralità dell'Italia nel panorama internazionale, Giorgia Meloni ha detto chiaro e tondo che sull'Ucraina se non si trova una figura autorevole allora è meglio delegare tutto a Francia, Germania e Gran Bretagna. La presidente di uno dei Paesi fondatori e maggiori contributori della Ue, membro del G7, mette nero su bianco che il suo governo non conta nulla e che è meglio che siano altri a sedere al tavolo per risolvere il conflitto. Non siamo favorevoli alla resa dell'Ucraina, ma quella sancita da Meloni è la resa della diplomazia italiana". Così il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini intervenendo in aula sulle risoluzioni legate alle comunicazioni della premier Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue.
Renzi: Meloni in Ue come l'avvocato di Gigi Proietti, problemi sempre colpa altrui
“Questo discorso fatto ad Atreju è tecnicamente perfetto: Giorgia Meloni dipinge un'Europa come un moloc della burocrazia cioè causa di problemi e che di conseguenza va cambiata. Questa posizione è coerente, anche se non è la mia, ma lei rivendica nello stesso discorso che in questi 4 anni il suo governo ha impattato in modo straordinariamente potente in Europa. Allora, delle due l'una: o l'Europa è questo disastro che la presidente racconta e allora in questi 4 anni che lei è andata a Bruxelles, lei ha fallito in Europa? Questa, presidente, è una visione un pò da Gigi Proietti. Abbiamo tutti in mente l'immagine straordinaria dell'avvocato di Gigi Proietti: quando c'è qualcosa che funziona, l'avvocato si rivendica il risultato. Lo dico contando sullo spirito ironico della presidente e anche senza mai scadere nella volgarità, ma questa è la Meloni in Europa. Quando c'è un problema è l'avvocato Proietti e se c'è una cosa che non funziona, Giorgia Meloni-Proietti dà la colpa agli altri. Questo funziona in campagna elettorale ma lei è lì da 4 anni”. Così il senatore di Italia viva, Matteo Renzi, intervenendo in aula sulle risoluzioni legate alle comunicazioni della premier Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue.
Meloni e Ministri al Quirinale per riferire a Mattarella
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è al Quirinale per la consueta colazione di lavoro del governo con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani.
Oltre a Meloni sono presenti i ministri degli Esteri, Antonio Tajani; dell'Interno, Matteo Piantedosi; dell'Economia, Giancarlo Giorgetti; dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida; delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin; degli Affari europei, Tommaso Foti; i sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Presenti il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti e il consigliere diplomatico del presidente del Consiglio, Fabrizio Saggio.
Legge elettorale: Meloni, con nuove regole mai Conte premier
"Con la nuova legge elettorale i cittadini sono chiamati a scegliere. Voi dovete dichiarare prima alleanza, candidato premier ed alleanze. Se queste regole ci fossero state prima voi siete guidati da un signore che alla presidenza del Consiglio non ci sarebbe potuto arrivare". Lo dice la premier Giorgia Meloni rivolgendosi al Movimento 5 stelle sul tema della legge elettorale e delle preferenze, in sede di replica dopo il dibattito al Senato sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. "Voi volete trascinarci nel fango", ha affermato riferendosi agli attacchi ricevuti dai pentastellati.
Ironia Meloni sulle opposizioni, ditemi le soluzioni per Ilva anziché insultare
"Sono certa che abbiate delle soluzioni migliori anche sull'Ilva, mi chiedo perché non le abbiate messe in campo quando eravate al governo". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula al Senato, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo, rivolta a chi dalle opposizioni contestava le sue parole sul futuro dell'ex Ilva. "Sono certa - ha ironizzato - che le elencherete quando prenderete la parola, anziché spendere i vostri 10 minuti per insultare alla cieca il governo perché ritenete sia più sensato".
Al Senato depositate 7 risoluzioni, 5 sono delle opposizioni
Sette le risoluzioni presentate in Senato in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Due i documenti unitari depositati dalla maggioranza, uno dei quali, specifico sull'Ucraina è stato presentato a integrazione del documento principale.
“Putin cerca nuovo nemico che potrebbe essere l'Europa”
Rischio di un attacco russo? "Vedo il moltiplicarsi delle provocazioni di Mosca, ma restano provocazioni per avere una reazione. Putin deve distogliere l'attenzione sull'andamento del conflitto, cerca un nuovo nemico che potrebbe essere l'Europa. Io non sono per dare a Putin vantaggi, dobbiamo dimostrare sangue freddo". Lo dice la premier Giorgia Meloni in sede di replica dopo il dibattito al Senato sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Da maggioranza due risoluzioni, una su Ucraina per sostenere diplomazia per tregua
Sono due le risoluzioni presentate dalle forze di maggioranza al Senato sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue. Oltre a quella sui temi principali che saranno discussi al Consiglio Ue, spunta una nuova risoluzione del centrodestra incentrata sull’Ucraina.
Nel testo si “impegna il governo a continuare a sostenere ogni sforzo - in tutte le sedi europee e internazionali - affinché l'Unione europea promuova e sostenga attivamente ogni iniziativa diplomatica concreta finalizzata al raggiungimento di una tregua immediata sugli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina, al fine di intervenire in soccorso della popolazione civile già duramente provata da quasi cinque anni di guerra”.
Difesa: Meloni a M5S, io ci metto la faccia su quanto fatto, non mi vergogno
“Collega Castellone, i vostri conti sulla difesa sono, tanto per cambiare, totalmente sballati. Del resto stiamo ancora pagando per i conti che abbiamo sbagliato in passato. Le segnalo che i fondi che il Movimento 5 Stelle, quando era al governo, ha investito sulla difesa non erano 2 miliardi in più all'anno. Tra il 2019 e il 2022 sono stati approvati 22 schemi di decreto ministeriale per un valore complessivo che va da 9 a 10 miliardi di euro. Poi è stato istituito un fondo da 12,5 miliardi di euro per ammodernare la difesa, che poi è arrivato a 25 miliardi di euro. Ma non è questo che mi interessa dire. La domanda che io voglio fare è: perché non avete il coraggio di rivendicarlo? Perché non avete il coraggio di mettere la faccia su quello che avete fatto? Perché io questo faccio, noi questo facciamo. E sapete perché noi mettiamo la faccia su quello che abbiamo fatto? Perché non ce ne vergogniamo. Perché quando ci vergogniamo di qualcosa non la facciamo. Per cui se c'è qualcuno che ha fatto delle cose oggi e non le rivendica, vuol dire che se ne vergogna. Ma se se ne vergogna non doveva farle. Credo che questo sia il modo di operare per una politica seria". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle repliche alla discussione generale sulle comunicazioni rese nell'Aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo.
Meloni: “Unica cosa ricorrente è centralità Italia in Ue”
"Non abbiamo un alleato ricorrente. L'unica cosa ricorrente è la centralità dell'Italia". Lo dice la premier Giorgia Meloni in sede di replica dopo il dibattito al Senato sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Ue, Meloni: Non ho conti da saldare, dico solo quello che penso
"Mi considero che sono una persona libera, sono una persona che non ha conti da saldare, che non ha niente di cui dover ringraziare qualcuno. Questo mi porta a dire banalmente quello che penso. Perché l'Europa è più facilmente oggetto del mio intervento? Perché noi in Europa stiamo e l'Europa è dove noi possiamo incidere molto di più. Chiaramente abbiamo anche i nostri rapporti di alleanza con gli Stati Uniti, il G7, il Patto Atlantico, tutti lo sappiamo, ma il nostro ambito è l'Europa ed è normale, come ho detto anche nella mia relazione, che una nazione che ha fondato l'Europa e una delle nazioni più diciamo forti in Europa dica la propria per migliorare quello che in un che in Europa non funziona, perché io credo che questo sia il modo di dare una mano". Così la premier, Giorgia Meloni, in replica dopo il dibattito sulle comunicazioni in Senato vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
Il dem Alfieri: “Sostegno a Kiev fino al cessate il fuoco”
La risposta del Pd a Giuseppe Conte sull’invio di armi a Kiev arriva per bocca del senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme nella segreteria Schlein: "Fino al cessate il fuoco continueremo a sostenere il popolo ucraino, non possiamo permettere che i missili cadano sulla testa di civili inermi, non possiamo voltare lo sguardo all'altra parte", dice durante il suo intervento nell’aula di Palazzo Madama. (di Giovanna Vitale)
Boccia: “In assemblea nazionale Pd novità importanti”
In Senato, fra un intervento e l’altro, c’è gran fermento fra i parlamentari del Pd in vista dell’assemblea nazionale che domenica voterà per prorogare il mandato della segretaria Elly Schlein (in scadenza a marzo) e consentirle di correre alle primarie come candidata unica del partito. Francesco Boccia, attraversando il Salone Garibaldi, è sibillino: “Vedrete, ci saranno novità importanti”. (di Giovanna Vitale)
Monti a Meloni, non rincorrete Vannacci, combattetelo
"La volta scorsa in questa occasione credo che lei sia apparsa a tutti molto preoccupata dell'onorevole Vannacci e ha dedicato buona parte del suo intervento a questo, con una sorta di assillo esistenziale e politico. Secondo me non deve: io ho avuto occasione di avere uno scambio di opinioni con l'onorevole Vannacci e non c'è proprio necessità di temerlo: se le opinioni che noi riscontriamo in lei, sempre più mature, sul tema europeo sono sincere e lei è pronta a battersi per quelle, non tema Vannacci. Faccia fare a qualcuno dei suoi la fatica di leggere questo ponderoso programma e si sgretola da sé. Quindi, non rincorretelo, combattetelo". Così il senatore a vita Mario Monti si è rivolto alla premier Giorgia Meloni, parlando in Aula durante il dibattito successivo alle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.
Futuro nazionale: “Colpiti molto negativamente da scelta Meloni contro accordo con Putin”
"Siamo molto colpiti in negativo" sulla scelta della premier Giorgia Meloni contro l'accordo degli Stati Uniti con Putin sul gasolio perchè "continua a sostenere la linea di dare soldi e arimi a Kiev. Serve un accordo con la Russia sui carburanti". Lo ha detto il capogruppo di Futuro Nazionale, Edoardo Ziello, in un flash mob davanti a Montecitorio davanti a uno striscione con queste parole: "Gasolio, dall'accordo Usa-Russia un'unica lezione - Ora tocca all'Italia". "Giorgia Meloni va nella direzione opposta e questo è sicuramente un problema per noi. Muoveremo in Aula la nostra contrarietà", ha aggiunto Laura Ravetto.
Vannacci: “Gas russo? L'Europa è masochista”
"Sulle questioni di geopolitica e di geoeconomia non possiamo fare catechismo. Non possiamo dare delle valutazioni morali, dobbiamo essere pragmatici. Trump sta facendo gli interessi degli Stati Uniti e ci sta riuscendo molto bene. Lui ha la necessità di far scendere il prezzo del gallone della benzina e del gasolio negli Stati Uniti da qui alle elezioni di midterm, e quindi comprando gasolio dalla Russia e soprattutto congelando tutti i tipi di sanzioni alla Federazione russa per sei mesi, consente di incrementare la quantità di prodotto raffinato che viene messo nel mercato e molto probabilmente di farne scendere il prezzo". Lo ha detto il presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a "Ping Pong" su Rai Radio1, in merito alla scelta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul gasolio russo.
Delrio cita Simone Veil, Moro e Carney
Ricco di citazioni l’intervento del senatore Pd Graziano Delrio, tra Simone Veil che ammoniva “la tentazione dell’eccesso è irresistibile“, Aldo Moro, e il premier canadese Mark Carney: “O si sta a tavola o si sta nel menù“. Lo ha detto sottolineando la consapevolezza che Meloni ha assunto nella necessità di una posizione europeista. “Noi siamo con l‘Ucraina perché significa difendere i un quadro di valori”. (di Concetto Vecchio)
M5S: su Ucraina fallimento, serve svolta diplomatica
Il Movimento 5 stelle con la risoluzione presentata al Senato alle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sul Consiglio europeo di domani e dopodomani, impegna il governo "a promuovere - preso atto del perdurante conflitto russo-ucraino e dell'approccio fallimentare dell'Italia e dell'Europa, che attraverso il continuo invio di armamenti contribuiscono ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace - un radicale mutamento del protagonismo politico e diplomatico dell'Unione europea, imprimendo, anche mediante l'individuazione di un mediatore europeo, una concreta svolta negoziale, che tuteli le ragioni del Paese aggredito, attraverso una conferenza internazionale ispirata allo 'spirito di Helsinki', per definire percorsi di sicurezza e di pace fondati sulla cooperazione e su piani condivisi di disarmo, secondo un approccio multipolare e una visione multilaterale".
Aula Senato in piedi per il Papa: “Da qui la nostra vicinanza e i nostri auguri”
L'aula del Senato ha rivolto un applauso di vicinanza al pontefice dopo l'intervento subito ieri al policlinico Gemelli. A sollecitarlo è stato il presidente Ignazio La Russa, dicendo: "Vorrei far arrivare a Papa Leone i più affettuosi auguri e la nostra più stretta vicinanza". Tutti i parlamentari allora si sono alzati e hanno applaudito per qualche secondo.
Ue: risoluzione Pd, sostegno a Kiev anche su piano diplomatico
"L'Italia e l'Europa devono continuare a sostenere l'Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come hanno fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, reiterando la richiesta di veri colloqui di pace". E' quanto si legge nella risoluzione presentata al Senato dal Pd alle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sul Consiglio europeo di domani e dopodomani. I dem impegnano quindi il governo "a ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie al rispetto del diritto di autodifesa", anche "attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati, affiancando questo impegno all'urgenza di un'iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell'Unione europea, anche con l'indicazione di un inviato unico, nei tavoli negoziali per il perseguimento di una pace giusta e sicura che preservi i diritti del popolo ucraino".
Meloni consegna alla Camera testo comunicazioni Consiglio
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha consegnato alla Camera il testo delle sue comunicazioni, appena annunciate al Senato, in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani.
Meloni lascia il Senato, La Russa: “Premier coraggiosa”
Giorgia Meloni ha lasciato il Senato accompagnata dal presidente Ignazio La Russa. La seconda carica dello Stato si è soffermato a parlare con i cronisti: “Il discorso della premier mi è piaciuto molto. Molto chiaro e non dico coraggioso perché è sempre stata coraggiosa. Ma dico molto deciso per non lasciare nessun equivoco interpretativo. E mi ha fatto piacere vedere componenti delle opposizioni applaudire alcuni passaggi come quelli sull’Ucraina”. (di Gabriella Cerami)
“Europa deve proteggere gli italiani, non ostacolarli”
"Andrò con orgoglio e determinazione a Bruxells, agli italiani dobbiamo un'Europa che li protegga invece di ostacolarli". Così Meloni.
“Ceuta, non accettiamo stop Schengen sia diritto per altri e colpa per Italia”
In seguito agli eventi di Ceuta “l'Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, sulla base di una valutazione di sicurezza. E mi permetterete di dire che considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza e i confini italiani". Lo ha detto la presidente del Consiglio. La premier ha ricordato che "il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza" e che "si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente: dal 2006 a oggi, gli stati membri vi hanno fatto ricorso quasi cinquecento volte, e in oltre trenta casi i controlli hanno riguardato direttamente l'Italia. La Francia, ad esempio, mantiene i controlli alla frontiera con noi da oltre dieci anni. E' quindi difficile sostenere - ha aggiunto Meloni - che l'Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. Ricordo ai colleghi che l’Italia ha gli stessi doveri degli altri Stati membri, ma ha anche gli stessi diritti. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l'Italia".
“Bilancio Ue senza nuove tasse, più tempo per i rimborsi Pnrr”
"Sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo. "Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito" del "Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche" Ue proprio quando "serve investire di più. E in generale credo che" per le priorità strategiche "nessuno strumento" vada "escluso a priori".
“Firmeremo l’accordo sul bilancio Ue solo quando sarà giusto per l’Italia”
“La presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l'obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell'anno. Noi non siamo contrari per principio" ma "non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, ribadendo "in maniera molto chiara" che "l'Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione", componente "essenziale dell'autonomia strategica europea".
Risoluzioni separate per le cinque forze di opposizione. I passaggi di M5S e Pd sulle armi a Kiev
Risoluzioni separate per le cinque forze di opposizione. Nella mozione del M5s, di cui Repubblica ha preso visione, la formulazione sulle armi a Kiev è leggermente diversa rispetto al passato. Ancora a giugno, per il precedente Consiglio Ue, i Cinquestelle chiedevano esplicitamente al governo di «interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine». Il documento di oggi punta sull’iniziativa diplomatica e le armi diventano un inciso che riproduce, alla lettera, l’esito di Nova, il percorso di partecipazione che il M5s ha fatto con la base: «Preso atto (...) dell’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa, che attraverso il continuo invio di armamenti contribuiscono ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace...». Parole in ogni caso distanti dalla mozione del Pd che impegna l’esecutivo a «garantire sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie al rispetto del diritto di autodifesa sancito dall’articolo 51». Compreso quindi il «sostegno militare», menzionato esplicitamente nelle premesse. (di Serena Riformato)
“Europa non vada in ordine sparso su Ucraina, basta regali a Mosca”
"Mi interessa che l'Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perché un’Europa che si divide sui formati offre un'immagine di sé infantile, ed è l'unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, di questi tempi, ne sono già stati fatti abbastanza". Così la presidente del Consiglio. "Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto - ha aggiunto Meloni - allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti. Perché sarò onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa".
“Fondi per la difesa non sottratti agli ospedali, non siamo guerrafondai”
Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive" per le spese per la difesa ma "non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la difesa non potremmo spenderli in altro, chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte" al welfare "da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Applausi solo da quattro senatori dem per passaggi su Ucraina
I senatori del Pd Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa e Pierferdinando Casini hanno applaudito (unici del loro gruppo) i passaggi dedicati da Meloni alla necessità di aiutare l’Ucraina a difendersi dal l’aggressione russa. (di Francesco Bei)
Al Senato applausi da maggioranza, in piedi, su parole Meloni sulla Russia
I senatori della maggioranza si sono alzati in piedi e hanno applaudito nell'aula del Senato quando la premier ha detto di non rimpiangere i carri armati russi a Praga durante le sue comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue. Un applauso è scattato anche al passaggio sul sostegno all'Ucraina ribadito da Meloni.
Meloni, da Russia nuova campagna d'autunno, punta a piegare Ucraina con terrore
Il Consiglio Europeo vedrà in apertura, il confronto con il Presidente Zelensky. Intanto, la Russia ha avviato la sua nuova campagna d'autunno contro l'Ucraina. Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile: centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell'orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia. I fatti, del resto, smentiscono la propaganda del Cremlino e di chi quella propaganda la porta anche qui in Italia. Dall'inizio dell'anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno, e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Meloni: “Non rimpiango il muro di Berlino o i carri armati russi”
"Se l'Ucraina smettesse domani di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell'occupazione di una nazione europea, e del ritorno dell'imperialismo di stampo sovietico che l'Europa ha conosciuto per mezzo secolo. Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il Muro di Berlino". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “Intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”
"L'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, spiegando che "l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina.
Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".
Centrosinistra diviso su risoluzioni per comunicazioni Meloni
Come anticipato, opposizioni divise in occasione delle comunicazioni della premier in Parlamento in vista del Consiglio europeo. I partiti del campo progressista presentano ognuno una risoluzione diversa e resta nel centrosinistra il nodo Ucraina.
Meloni, ogni costo in più che l'Ue impone a sé stessa è un vantaggio ai concorrenti
"Accanto alla risposta internazionale serve anche il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
"Perché le nostre imprese affrontano oggi una concorrenza globale sempre più aggressiva, e ogni costo in più che l'Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti - ha aggiunto -. E il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l'Italia ha concentrato il proprio lavoro".
Meloni: “Energia il peso maggiore, serve risposta coordinata e rapida”
"La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia e sulla competitività delle imprese è il costo dell'energia" e "nessuno può rispondere efficacemente da solo" per questo serve "una risposta coordinata e rapida". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, sottolineando che le regole "non possono aggravare la crisi".
Iniziate le comunicazioni di Meloni
Nell'Aula del Senato sono iniziate le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Al termine, intorno alle ore 10, la premier andrà come da prassi alla Camera per consegnare il testo del suo discorso per poi tornare a Palazzo Madama per assistere alla discussione generale (al momento sono 18 i senatori iscritti a parlare) e per la sua replica agli interventi. Dopo le dichiarazioni di voto e il voto sulle risoluzioni che i gruppi presenteranno, Meloni si sposterà nuovamente a Montecitorio alle ore 15,15.
Meloni arrivata al Senato, accolta da La Russa
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta al Senato per rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre che discuterà di competitività, Ucraina, prossimo Quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europee, migrazione, allargamento UE e riforme. La premier al suo arrivo è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.