Un capolista bloccato e tre preferenze, come anticipato da Repubblica. Fratelli d'Italia, insieme a Noi moderati e all’Udc, ha presentato l’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. La proposta di modifica non presenta la firma di Forza Italia e Lega. Gli alleati si sono presi un po’ di tempo per riflettere. Domani alle 12 gli azzurri faranno il punto.
Il comma 4 ex articolo 1 viene sostituito con il seguente: "Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell'eventuale attribuzione del premio di governabilità". ''Ogni elettore, inoltre, può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista".
Poi la parità di genere. Nel caso "di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza nell'ordine di lista”.
In tutto sono stati depositati oltre 200 emendamenti e anche il Movimento 5 Stelle ne ha presentato uno sulle preferenze a prima firma Ricciardi. Si tratta - spiegano da M5S - di vere preferenze "davanti alle forzature del centrodestra che prova a truffare gli italiani con i capolista bloccati". Nel testo è prevista la possibilità di esprimere una o due preferenze con vincolo di genere. E il vicepresidente del M5S, il deputato Michele Gubitosa, aggiunge: “Abbiamo presentato un emendamento che inserisce nella legge elettorale le preferenze autentiche per come i cittadini le conoscono e le chiedono. Al contrario, da una maggioranza ai ferri corti arriva una proposta di preferenze truffe. Infatti, secondo quanto propone l'emendamento che arriva dal centrodestra o da una parte di esso, dalle elezioni politiche continuerebbe a uscire un gran numero denominati. Solo i partiti con maggior consenso, tendenzialmente uno o due, eleggerebbero alcuni parlamentari con le preferenze, per il resto si avrebbero quasi esclusivamente dei nominati – osserva Gubitosa – Ma non basta: perché si possa parlare di preferenze è necessario che il cittadino possa scrivere il nome del candidato che predilige scegliendo all'interno di una rosa ampia, invece secondo la maggioranza i cittadini potranno solo mettere la crocetta su un nome all'interno di una ristrettissima rosa di nomi già inseriti nella scheda e scelti dalla segreteria del partito. Questa è una truffa, confezionata nel disperato tentativo di trovare una mediazione all'interno di una maggioranza sempre più ai ferri corti in cui non c'è accordo su nulla".
Il centrosinistra e l’ipotesi Aventino
Le opposizioni? Con i capigruppo in commissione Affari Costituzionali i partiti hanno fatto il punto questa mattina sulla legge elettorale, ormai entrata nella settimana decisiva. Un confronto – a cui seguiranno altri - in cui, a quanto viene riferito, l'idea prevalente sulla linea da tenere in aula è quella di andare a una "battaglia senza sconti", un muro contro muro su una legge giudicata "irricevibile" dalle forze del campo progressista. "Faremo la nostra battaglia a viso aperto punto su punto", spiega Filiberto Zaratti, capogruppo Avs in commissione Affari costituzionali.
L'ipotesi dell'Aventino, quella insomma di non partecipare al voto, resta sullo sfondo. "Ci saranno parecchi voti segreti. Vedremo come si comporterà l'aula e poi – si spiega – valuteremo la strategia migliore per evidenziare le divisioni della maggioranza". A partire dalla questione più calda, quella delle preferenze.
Questione che divide il centrodestra ma anche le opposizioni: a favore M5S, contraria Avs mentre nel Pd ci sono diverse posizioni. Per dire, è a favore il presidente dem Stefano Bonaccini mentre la vicepresidente del partito, Chiara Gribaudo, ha sottoscritto l'appello bipartisan contro le preferenze che penalizzerebbero la rappresentanza femminile. I 5 Stelle, si diceva, hanno presentato un emendamento proprio sulle preferenze, insieme al no all'indicazione del candidato premier e la riduzione del premio di maggioranza. Una mossa che non ha entusiasmato gli alleati che invece, si riferisce, avrebbero preferito tenersi fuori e lasciare al centrodestra la responsabilità di modificare un testo da loro stessi presentato. Fonti parlamentari M5S puntualizzano: "Pur portando avanti la battaglia comune" con le altre opposizioni "l'intento dell'emendamento è quello di smascherare innanzitutto l'uso strumentale delle preferenze da parte della maggioranza e poi il premierato nascosto con l'indicazione del candidato premier e il premio di maggioranza".
Intanto, c'è un punto ulteriore che viene bocciato dalle opposizioni: l'emendamento che riduce le circoscrizioni Estero, che diventano due per la Camera e una per il Senato. "Avremo il 'senatore mondo'. Ma che rappresentanza è? Un senatore per tutto il mondo è una cosa che non esiste", criticano le opposizioni.