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Cuperlo: “Che farsa piantare bandierine sulle piazze della pace”

Gianni Cuperlo 
Intervista al deputato dem: "Diremo sì a un eventuale nuovo invio di armi all’Ucraina. Il nuovo segretario non dovrà cambiare la linea del partito sulla guerra"
2 minuti di lettura

Onorevole Cuperlo, bisognava aspettare la vittoria della destra perché il Pd tornasse a manifestare - domani - per la pace?
"Nelle piazze ci siamo stati, ricordo che a protestare contro l'invasione dell'Ucraina davanti all'ambasciata russa siamo andati poche ore dopo quell'azione sciagurata, era il 25 febbraio".

Poi però avete avuto qualche imbarazzo a tornarci.
"Nessun imbarazzo. Forse siamo stati gli unici a parlare della guerra durante la campagna elettorale".

Parlare è un conto, partecipare un altro. Le polemiche sull'invio delle armi vi hanno frenato. Adesso cos'è cambiato?
"Non è cambiata la responsabilità della tragedia. Putin è il dittatore che ha ordinato questa mattanza, gli ucraini difendono il proprio Paese e senza il sostegno dell'Europa con ogni probabilità sarebbero stati travolti. Detto ciò siamo all'ottavo mese di un conflitto e dinanzi a una …

Onorevole Cuperlo, bisognava aspettare la vittoria della destra perché il Pd tornasse a manifestare - domani - per la pace?
"Nelle piazze ci siamo stati, ricordo che a protestare contro l'invasione dell'Ucraina davanti all'ambasciata russa siamo andati poche ore dopo quell'azione sciagurata, era il 25 febbraio".

Poi però avete avuto qualche imbarazzo a tornarci.
"Nessun imbarazzo. Forse siamo stati gli unici a parlare della guerra durante la campagna elettorale".

Parlare è un conto, partecipare un altro. Le polemiche sull'invio delle armi vi hanno frenato. Adesso cos'è cambiato?
"Non è cambiata la responsabilità della tragedia. Putin è il dittatore che ha ordinato questa mattanza, gli ucraini difendono il proprio Paese e senza il sostegno dell'Europa con ogni probabilità sarebbero stati travolti. Detto ciò siamo all'ottavo mese di un conflitto e dinanzi a una escalation militare che colpisce civili inermi evocando il rischio atomico. Cos'altro deve accadere perché l'Europa allarghi ogni spiraglio di una tregua così da arrestare i massacri ed evitare una catastrofe umanitaria senza eguali dopo Hiroshima?".

Conte è stato il primo a invocare la piazza per il cessate il fuoco: vi ha per caso spinto il timore di andare a rimorchio del M5S su questo tema?
"Per carità, evitiamo di ridurre una tragedia a farsa. Qua non si tratta di contendersi la paternità di una piazza, anche solo pensarlo è misura di una miseria dello spirito, più che politica. Viviamo la stagione più angosciante degli ultimi decenni, proviamo tutti a metterci all'altezza del dramma che si consuma sotto ai nostri occhi. Niente etichette. Nessun calcolo di bottega. La pace è il valore costitutivo dell'Europa rinata nella seconda metà del '900. Follia dimenticarlo".


Il discrimine per il Pd è sempre stata la condanna di Putin e il sostegno all'Ucraina. Su questa netta distinzione, nel mondo pacifista, non crede ci sia stata qualche ambiguità di troppo?
"Non parlerei di ambiguità, c'è chi ha ritenuto un errore l'invio delle armi. Io quella scelta l'ho condivisa".

Ma l'intransigenza di Zelensky e gli attacchi ucraini in territorio russo non rischiano di essere un ostacolo alla pace?
"Al vertice di Praga il presidente Zelensky ha chiesto di "punire la Russia" e in altri contesti avrebbe evocato un attacco preventivo per fermare la possibile escalation nucleare del Cremlino. Bisogna avere rispetto per chi vive sotto i missili e vede morire e torturare la sua gente, ma compito dell'Europa è anche trovare le parole e gli atti che nel sostegno alla resistenza ucraina spingano verso una tregua da imporre a Putin. Per riuscirci Mosca deve sapere che l'Europa agirà compatta, l'Ucraina deve essere protagonista di una strada che non può essere la guerra a oltranza sulla quale insistono solo polacchi, nordici e britannici, ma non gli Stati Uniti".

C'è secondo lei qualcuno in grado davvero di negoziare con Putin?
"Paesi terzi, da Turchia a Israele, hanno tentato ed è giusto tener conto che India e Cina al vertice del gruppo di Shanghai a Samarcanda hanno espresso contrarietà verso la politica di Mosca".

Presto il governo potrebbe chiedere al Parlamento di votare su un nuovo invio di armi. Il Pd dirà sì?
"Lei usa giustamente il condizionale. Serietà vuole che io faccia lo stesso. Se accadrà sarà giusto valutare la richiesta. Non ero in Parlamento, ma l'invio di armi deciso dal governo Draghi lo avrei votato. Chiarito questo, credo abbia ragione chi dice che è nostro diritto accompagnare quella scelta con la chiarezza sulla strategia che si intende seguire. Difendere l'Ucraina è un dovere. Pensare che le armi servano a rovesciare il regime di Mosca è fuori dalla realtà".

Il nuovo segretario dovrà cambiare la linea Letta sulla guerra?
"No".