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Guerra in Iran, le news di oggi. Bannon: “Trump promuova una commissione d’inchiesta sul conflitto”

Guerra in Iran, le news di oggi. Bannon: “Trump promuova una commissione d’inchiesta sul conflitto”
I Pasdaran minacciano: la guerra potrebbe estendersi anche allo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
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I Pasdaran minacciano di estendere la guerra contro gli Usa allo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso. “Quei leader statunitensi irresponsabili dovrebbero sapere che oggi l'intera resistenza costituisce un fronte unico, coeso attraverso i diversi scenari -ha detto il comandante della Forza Quds Esmail Qann –Pertanto non misurate la portata di questo fronte basandovi soltanto sulla gittata delle armi. Altrimenti, vi ritroverete a combattere una guerra nello stretto di Hormuz, mentre sarete contemporaneamente costretti ad affrontare un nuovo fronte". Intanto Steve Bannon invita Trump a promuovere una commissione d'inchiesta sulla guerra all'Iran per riacquistare fiducia.

Houthi: “Missili su Medina? Nel mirino solo siti petroliferi e militari”

Gli Houthi dello Yemen negano di aver lanciato un missile in direzione di Medina, nella vicina Arabia Saudita. Il portavoce Yahya Saree, riporta la tv satellitare al-Jazeera, afferma che "le nostre operazioni prendono di mira solo siti petroliferi e basi militari". Stamani la coalizione militare araba a guida saudita aveva reso noto via X che era stato "intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi in direzione della regione di Medina". La coalizione interviene dal 2015 in appoggio alle forze governative yemenite contro gli Houthi, che l'Iran da anni è accusato di sostenere.

Lista Unita indicherà Eisenkot come premier

La Lista Unita, che riunisce tre partiti arabi, ha annunciato in un comunicato ufficiale che raccomanderà Gadi Eisenkot per la formazione del governo. La decisione è stata presa all'unanimità e che "non è stata una scelta semplice, dice la nota. "Nonostante la nostra determinazione a rovesciare Netanyahu, il fronte dell'opposizione guidato da Eisenkot non ha ancora dimostrato la necessaria volontà di contrastare la linea politica di Netanyahu e di combattere l'incitamento all'odio contro i cittadini arabi. Sebbene Eisenkot riceva più raccomandazioni di Netanyahu, riteniamo importante ampliare il divario tra i due".

Raid Idf su Gaza, ucciso un palestinese e altri feriti

Un palestinese è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in un attacco condotto da un drone israeliano ad Al-Zawayda, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera citando fonti mediche.

Blair da Herzog per spingere ripresa Piano Trump e ingresso governo tecnocrati a Gaza

L'ex primo ministro britannico Tony Blair, consigliere del Board of Peace per Gaza, è arrivato poco fa alla residenza del Presidente Isaac Herzog a Gerusalemme durante una pausa delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo. Blair si trova in Israele per una serie di incontri, nel tentativo di spingere una ripresa del Piano di Trump per la Striscia di Gaza e in primis l'ingresso del Comitato dei tecnocrati che dovrebbe governare la Striscia.

Ghalibaf replica al lungo post di Vance: “Risparmiaci il Ted Talk e parla con il tuo capo”

"Un giocatore d'azzardo perdente che non riesce ad abbandonare il tavolo. Il tuo capo sta preparando la prossima fase della guerra mentre l'America vacilla sull'orlo di un precipizio per aver messo Israele al primo posto. Risparmiaci il Ted Talk. Perché non dici queste cose al tuo capo?". Così il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha attaccato su X il vicepresidente americano Jd Vance, prendendo di mira il lungo messaggio pubblicato da quest'ultimo dopo la pesante sconfitta dei repubblicani alle elezioni di midterm. Nel post di 614 parole, Vance aveva riconosciuto il peso della guerra con l'Iran sul risultato elettorale, indicando quattro priorità per riconquistare gli elettori: "1) Porre fine alla guerra. 2) Concentrarsi sul costo della vita e sull'inflazione. 3) Mettere l'America al primo posto. 4) Cambiare il nostro rapporto con Israele".

Abbas: “Eisenkot formi governo lampo di minoranza. Contatti con Likud in passato”

"Raccomandiamo a Eisenkot la formazione di un governo lampo di emergenza quanto prima, anche un esecutivo di minoranza, che gli consenta di prendere il controllo delle posizioni di governo e procedere più avanti con l'ampliamento delle alleanze. Vogliamo essere parte di questo cambiamento, essere un ponte di conciliazione nella società israeliana e anche a livello regionale. Le preoccupazioni della società araba - la criminalità, l'incitamento quotidiano - sono in testa alla nostra agenda politica. Un prossimo governo del cambiamento deve includere gli arabi e gli ultraortodossi". Lo ha detto Mansour Abbas, leader del partito arabo Ràam, parlando con i giornalisti al termine delle consultazioni con il presidente Herzog. Abbas ha anche ricordato che in passato ha condotto negoziati con Benjamin Netanyahu per la formazione di un governo con il Likud. "Ci sono tutte le corrispondenze, sono nel whatsapp di Yoav Kish (attuale ministro dell'istruzione del Likud, ndr), se vuole può renderle note al pubblico".

Leader Ra'am: “Hamas deve deporre le armi”

Il leader del partito arabo Ra'am, Mansour Abbas, ha dichiarato al presidente d'Israele Isaac Herzog, nel corso della serie di consultazioni per l'assegnazione del mandato di formazione del governo, che "la visione è quella della riconciliazione e della pace. Che qui sorgano due Stati e che Hamas e le altre organizzazioni armate depongano le armi". Lo riporta Ynet. "Vogliamo uno Stato palestinese che persegua la pace, ma occorre riconoscere anche i diritti della controparte", ha aggiunto.

A Teheran in fiamme i volti di Trump e Netanyahu

Un enorme cartellone che ritraeva, tra gli altri, Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato dato alle fiamme a Teheran, in seguito alla clamorosa sconfitta del presidente statunitense nelle elezioni di metà mandato. Le fotografie mostrano un grande striscione in fiamme, sul quale compaiono anche il vicepresidente americano JD Vance e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Mentre il cartellone brucia, alcuni iraniani immortalano la scena con i propri telefoni o si scattano dei selfie davanti al rogo. Un video della televisione di Stato iraniana mostra anch'esso il manifesto che brucia, con una folla che agita delle bandiere. Ieri migliaia di iraniani si erano radunati davanti all'ex ambasciata statunitense a Teheran, dove sono state bruciate bandiere americane e israeliane e sono stati scanditi i consueti slogan: "Morte all'America, morte a Israele".

Il partito arabo Ra’am indica Eisenkot come premier

Il partito arabo Ra’am (8 seggi) ha indicato Gadi Eisenkot come premier per la formazione di un nuovo governo durante le consultazioni con il presidente Herzog. "Siamo il partito arabo più grande d'Israele", ha detto Mansour Abbas, leader del partito, specificando che la Lista Unita, che ha ottenuto 11 seggi, è un'alleanza di tre partiti arabi. "L'affluenza araba durante le elezioni è il dato più rilevante che arriva come risposta dopo quattro anni di marginalizzazione, incitamento, razzismo, perdita della sicurezza personale", ha aggiunto Abbas.

Arabia Saudita, intercettato missile degli Houthi: “Medina nel mirino”

La coalizione militare araba a guida saudita rende noto via X che è stato "intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi" dello Yemen "in direzione della regione di Medina". La coalizione interviene dal 2015 in appoggio alle forze governative yemenite contro gli Houthi, che l'Iran da anni è accusato di sostenere.

I Democratici di Golan indicano Eisenkot per l'incarico di premier in Israele

Il partito I Democratici di Yair Golan (8 seggi) ha indicato il nome di Gadi Eisenkot per l'incarico di premier durante le consultazioni dal presidente Isaac Herzog. "Vogliamo cambiare la politica attuale del Paese e invochiamo la formazione di un governo di emergenza nazionale", ha detto la deputata Naama Lazimi, attaccando il tentativo di "contestare le elezioni e delegittimare un intero settore della società". Alla domanda di Herzog su cosa significhi "governo di emergenza nazionale", Lazimi ha risposto che come prima fase si potrebbe trattare anche di un governo di minoranza, con l'obiettivo di cambiare il presidente della Knesset. Herzog ha continuato a incalzare la delegazione sull'instabilità di un governo di minoranza nella realtà complessa. "Capisco la diatriba su Netanyahu, io ci discuto sempre, ma mi chiedo, è possibile che tutto verta su 'Netanyahu sì, Netanyahu no'? Un quarto degli israeliani lo ha votato. Non è il caso di considerare un governo di unità?", ha chiesto Herzog. "La questione non è personale, ma politica. Netanyahu ha ricevuto diverse possibilità di guidare un'unità nazionale, ma ha sempre violato le promesse", ha risposto il deputato Gilad Kariv.

Wsj: “Houthi chiedono a Riad 51 miliardi di dollari per cessare le ostilità”

Gli Houthi hanno chiesto all'Arabia Saudita un pagamento di 51 miliardi di dollari come condizione per giungere a una cessazione delle ostilità. Lo riferisce il Wall Street Journal citando fonti informate delle trattative, spiegando che il Regno ha preso contatti con i ribelli per provare a raggiungere una soluzione negoziata della guerra. Secondo le fonti, gli Houthi hanno dichiarato che tale somma sarebbe necessaria a coprire i costi di anni di attacchi sauditi e di un prolungato blocco. Le stesse fonti riferiscono che in seguito sono state avanzate altre cifre, ma il messaggio è rimasto chiaro: il prezzo per un'uscita dal conflitto si aggira nell'ordine delle decine di miliardi di dollari. Inoltre, gli Houthi pretendono che il Regno riconosca ufficialmente il loro movimento come legittimo governo dello Yemen, accettando di fatto la presenza di un avversario armato dall'Iran lungo il proprio confine meridionale. Secondo il Wsj, queste richieste confermano come l'Arabia Saudita si trovi di fronte esclusivamente a opzioni sfavorevoli nel tentativo di uscire dal conflitto, iniziato oltre un decennio fa con l'intervento saudita contro gli Houthi nella guerra civile yemenita.

Partito ultraortodosso non raccomanda candidati, rotta alleanza con Netanyahu

La fazione Ebraismo Unito, alleanza tra due partiti ultraortodossi ashkenaziti in Israele, ha deciso di non indicare nessun candidato per la formazione di un governo, dichiarando al presidente Herzog durante le consultazioni di "non essere vincolata ad alcun blocco". Il partito, che è stato parte del governo fino al luglio 2025 e ha poi sostenuto la coalizione dall'esterno, rompe cosi un'alleanza di lunga data con Benjamin Netanyahu e potrebbe porsi come ago della bilancia in un eventuale governo di minoranza formato da Eisenkot.

A Teheran bruciato uno striscione con Trump, Vance, Netanyahu e Witkoff

A Teheran, un gruppo di persone si è riunito per dare alle fiamme uno striscione che ritraeva Donald Trump, JD Vance, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Alcune immagini rilanciate da Sky News mostrano i presenti radunarsi attorno allo striscione prima di appiccare il fuoco, in un gesto di aperta opposizione ai leader statunitensi e israeliani. L'episodio avviene dopo che Trump ha ammesso che la guerra in Iran è stata, in larga misura, la causa della storica sconfitta subita dai repubblicani alle elezioni di midterm.

Stretto di Hormuz, due petroliere e un rimorchiatore in fiamme

Le Guardie rivoluzionarie iraniane riferiscono che due petroliere e un rimorchiatore hanno preso fuoco nello stretto di Hormuz, dopo aver tentato di percorrere rotte non autorizzate. Una petroliera ha urtato una mina mentre cercava di attraversare un passaggio a sud dello stretto, mentre una seconda superpetroliera ha preso fuoco mentre usciva dalla rotta nella parte orientale del canale. Anche un rimorchiatore, avvicinatosi alla seconda imbarcazione per aiutare a spegnere l'incendio, è stato avvolto dalle fiamme.

La Corea del Sud invia marina per missione nello Stretto di Hormuz

Il ministero della Difesa della Corea del Sud ha annunciato l'invio di velivoli da pattugliamento marittimo e di una squadra specializzata nella neutralizzazione di ordigni esplosivi nelle acque vicine allo Stretto di Hormuz, nell'ambito di una missione volta a garantire che tale via navigabile strategica rimanga aperta. Il ministero ha inoltre confermato che il governo ha deciso di estendere l'area operativa dell'unità navale "Cheonghae", impegnata in attività anti-pirateria e attualmente dislocata nelle acque a sud dell'Oman, in prossimità dello Stretto.

Bannon: “Trump promuova commissione d'inchiesta sulla guerra all'Iran”

Steve Bannon esorta Donald Trump a istituire una commissione d'inchiesta che indaghi sulla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran e che renda pubblici i risultati, giudicando l'iniziativa come necessaria affinché il presidente possa riconquistare la fiducia degli americani. Le dichiarazioni dell'ex controverso stratega della Casa Bianca, riporta il Washington Post, rappresentano l'ultimo esempio di una figura conservatrice di spicco, vicina a Trump, che reclama trasparenza e responsabilità da parte dell'amministrazione. Secondo Bannon, le istituzioni israeliane dovrebbero collaborare, rendendo accessibili i propri documenti.

I Pasdaran minacciano di aprire un nuovo fronte nel Mar Rosso

La guerra estesa anche allo stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso. È la nuova minaccia dei Pasdaran. “Quei leader statunitensi irresponsabili dovrebbero sapere che oggi l'intera resistenza costituisce un fronte unico, coeso attraverso i diversi scenari", ha detto il comandante della Forza Quds Esmail Qann. "Pertanto - ha aggiunto - non misurate la portata di questo fronte basandovi soltanto sulla gittata delle armi. Altrimenti, vi ritroverete a combattere una guerra nello stretto di Hormuz, mentre sarete contemporaneamente costretti ad affrontare un nuovo fronte".

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