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Texas, il trionfo di Talarico: “Davide ha battuto Golia, ora dobbiamo restare uniti”

(agf)
Svolta cruciale per un seggio del Senato che i democratici hanno conquistato l’ultima volta nel 1988. Il 37enne ex seminarista contro i miliardari: “Unica minoranza che distrugge il Paese”
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AUSTIN (TEXAS) – La festa comincia davvero quando in Texas sono le nove e trenta di sera e con oltre il sessanta per cento dei seggi scrutinati, Cnn proiettaJames Talarico come «vincitore»: il candidato dem al Senato dato al 58 per cento. Con oltre un milione di voti di vantaggio, praticamente imprendibile dal rivale, il procuratore generale del Texas Ken Paxton, fermo al 40.

Pure Gina Hinojosa ce l’ha fatta: sfila la poltrona di governatore al rivale in carica Greg Abbott, quello che metteva i migranti sui bus spedendoli nelle città democratiche, sbaragliandolo col 56 per cento dei voti. Il popolo di Talarico, rimasto ore in fila pur di partecipare alla festa, piange, si abbraccia, brinda e soprattutto balla al ritmo del dj che anima la serata mettendo su, certo non a caso, di “Another one bite the dust” dei Queen: “un altro che mangia la polvere”.

Tutt…

AUSTIN (TEXAS) – La festa comincia davvero quando in Texas sono le nove e trenta di sera e con oltre il sessanta per cento dei seggi scrutinati, Cnn proiettaJames Talarico come «vincitore»: il candidato dem al Senato dato al 58 per cento. Con oltre un milione di voti di vantaggio, praticamente imprendibile dal rivale, il procuratore generale del Texas Ken Paxton, fermo al 40.

Pure Gina Hinojosa ce l’ha fatta: sfila la poltrona di governatore al rivale in carica Greg Abbott, quello che metteva i migranti sui bus spedendoli nelle città democratiche, sbaragliandolo col 56 per cento dei voti. Il popolo di Talarico, rimasto ore in fila pur di partecipare alla festa, piange, si abbraccia, brinda e soprattutto balla al ritmo del dj che anima la serata mettendo su, certo non a caso, di “Another one bite the dust” dei Queen: “un altro che mangia la polvere”.

Tutti urlano la propria emozione: e quando sullo schermo i numeri annunciano la presa della Camera, la gioia si fa incontenibile. Anche al primo piano del Joe and Teresa Lozano Long Center for the Performing Arts, il centro per le arti sceniche affacciato sulle panoramiche sponde del Lady Bird Lake da cui si gode lo skyline illuminato della capitale, c’è grande animazione. Le ampie vetrate mostrano le ombre dello staff di Talarico - che aspetta i risultati in disparte - intento a consultare freneticamente gli iPad e i cellulari.Il sogno si è avverato: l’ex seminarista presbiteriano ha rotto la maledizione che incombeva sui democratici da 38 anni, uno più di lui. Primo senatore dem eletto al Senato in Texas dal 1988. E il suo è un vero tsunami.

Che nel Lone Star State il clima era cambiato, lo aveva confermato già ore prima JT Ennis, il portavoce di Talarico: «Alle urne è andato il 200 per cento in più dei giovani elettori. L’affluenza dei latini è su del 179 per cento. I dati ci danno un vantaggio sicuro», aveva affermato a urne ancora aperte. D’altronde nel pomeriggio pure i ragazzi da tre ore di fila pur di votare nel seggo di Dove Spring, periferia a sudest della capitale dove la percentuale ispanica è del 69 per cento e ci sono stati raid dell’Ice, ci avevano confermato l’entusiasmo dei giovani latini ce lo avevano confermato: “Clear Eyes, Full Hearts, can’t lose”, (sguardo limpido, cuore appassionato, non possono perdere) cantilenavano entusiasti. Sì, lo slogan della campagna che il 37enne Talarico ha ricavato dal telefilm: “Friday Night Lights”, storia di una squadra liceale di “underdog” – sfigati –che vincono il campionato grazie all’allenatore che li motiva con quelle parole. Metafora della gara condotta dell’ex seminarista presbiteriano, già insegnante di scuola media nell’area più povere di San Antonio.

Una sfida storica, quella condotta dal dem con fede nell’impegno comunitario nutrito con verbo populista, portando il bus della sua campagna nell’estrema periferia del Texas: «A Houston ho incontrato una nonna che lavora 10 ore al giorno per mantenere il nipote di 5 anni, ma non guadagna abbastanza per pagare l’affitto ed è stata sfrattata», ha raccontato durante il comizio di lunedì sera da Stubb’s il più famoso locale country di Austin. I suoi temi toccano la gente, galvanizzata pure con l’altra metafora, quella di Davide e Golia: «L’unica minoranza che distrugge l’America sono i miliardari. Hanno investito un sacco di soldi su questa campagna per screditarmi», ha ripetuto riferendosi ai 326 milioni - 158 dei quali donati da Elon Musk contro di lui. «Le persone ai vertici brigano per farci arrabbiare. Vogliono farci credere che siamo nemici tra noi»: lo ha ripetuto a ogni comizio. Lo dice anche nella sua notte più lunga: «Sanno che la nostra unità è la minaccia più grande al loro benessere e al loro potere. Voi, il popolo, siete l’unica fionda che può abbattere Golia».

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