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Guerra in Iran, le news del 30 ottobre. Figlio di Netanyahu: “Arabi israeliani minaccia più grande per sopravvivenza d'Israele”

Guerra in Iran, le news del 30 ottobre. Figlio di Netanyahu: “Arabi israeliani minaccia più grande per sopravvivenza d'Israele”
Accuse fondi esteri a partiti arabi, indaga anche il Mossad. Italiani fermati in Cisgiordania: “Quattro espulsi subito, quinto sceglie la procedura di Israele”. Vance chiede ai pasdaran più impegno sul nucleare. I mediatori del Qatar tornano oggi a Teheran. Trump: “La guerra terminerà presto, i prezzi scenderanno”
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Trump annuncia che la guerra contro l’Iran “finirà presto, in un modo o nell’altro. E allora i prezzi della benzina scenderanno”. La lettera che Teheran ha detto di aver ricevuto da parte di Jd Vance è stata redatta a seguito di una mediazione condotta principalmente dal Qatar. Lo rivelano fonti informati al Guardian. Il documento chiede a Teheran di assumersi impegni concreti in merito al proprio programma nucleare, dando il via a un processo che porterebbe, entro sette giorni, alla riapertura dello Stretto di Hormuz, in cambio di un allentamento delle sanzioni americane. Intanto, i mediatori del Qatar sono tornati a Teheran nel tentativo di raggiungere un "accordo".

Iran, Trump: “Loro vogliono negoziare”

Il presidente statunitense, Donald Trump, afferma che l'Iran desidera continuare i negoziati, sostenendo che gli Stati Uniti "hanno tempo" per farlo. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, a Trump viene chiesto dei colloqui con Teheran: "Ci sono colloqui, loro vogliono parlare, continuano a parlare", dice. "Francamente, abbiamo tempo". Egli sostiene che la guerra con l'Iran "non è una guerra tipica" e non sta costando molto ai contribuenti statunitensi, affermando che qualsiasi somma spesa "è stata recuperata in Venezuela almeno dieci volte tanto". "Ho speso un sacco di soldi per sbarazzarmi di un'arma nucleare, e ci siamo riusciti", afferma

Proiettile non identificato colpisce una nave nel Golfo Persico

L'ente britannico per le operazioni di commercio marittimo (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha dichiarato che un proiettile non identificato ha colpito un'imbarcazione a 40 miglia nautiche a sud dell'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, provocando un incendio a bordo. L'Ukmto ha dichiarato che l'equipaggio della nave è al sicuro e che non si sono registrati impatti ambientali immediati

Arabia Saudita, gli Usa hanno evacuato il personale dell’ambasciata

La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno ordinato l'evacuazione del personale non essenziale dalla propria ambasciata in Arabia Saudita a causa di "rischi per la loro sicurezza". Secondo l'ambasciata a Riad, l'evacuazione è avvenuta il 23 del mese a seguito degli attacchi degli Houthi contro aeroporti e altre infrastrutture civili nella regione

Mediatori del Qatar a Teheran parlano con la Casa Bianca

La delegazione negoziale qatariota si trova a Teheran e sta conducendo colloqui che durano ormai da 12 ore. Lo ha detto ad Axios una fonte diplomatica. La fonte ha aggiunto che i mediatori qatarioti sono stati anche in contatto costante con la Casa Bianca durante la giornata. "I colloqui sono ancora in corso nel tentativo di ottenere una svolta che consenta di raggiungere un accordo tra Stati Uniti e Iran", ha detto la fonte

Italiani fermati in Cisgiordania: “Quattro espulsi subito, quinto sceglie la procedura di Israele”

Verranno espulsi da Israele con procedimento amministrativo immediato 4 dei 5 attivisti italiani fermati ieri in Cisgiordania mentre partecipavano alla campagna palestinese per la raccolta delle olive. I quattro connazionali dovrebbero partire per l'Italia già domattina. Lo riferisce la Farnesina in una nota, specificando che un quinto ha invece scelto di seguire la procedura giudiziaria e dovrà attendere l'adozione di un provvedimento di espulsione da parte di un magistrato israeliano. L'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme hanno seguito la vicenda in raccordo stretto con gli avvocati degli attivisti. I connazionali si trovano tutti in buone condizioni ed hanno sempre avuto l'assistenza dei propri avvocati seguiti dalle autorità consolari italiane

Media: “Gli houthi lanciano due missili contro il palazzo presidenziale di Aden”

I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno preso di mira il palazzo presidenziale di Aden con due missili. Lo ha riferito all'Afp un funzionario di polizia, dopo che nella città erano state udite due esplosioni. Aden, sede del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita, è stata ripetutamente bersagliata dagli Houthi da quando, lo scorso luglio, si è riaccesa la guerra civile nel Paese. I ribelli, che controllano la capitale Sanàa, avevano già colpito mercoledì il perimetro dell'aeroporto della città portuale

Media: “Accordo fatto tra partiti contrari a Netanyahu sul prossimo presidente della Knesset”

Il gruppo di partiti che si oppone al primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe raggiunto un accordo per sostituire l'attuale presidente della Knesset dopo l'insediamento della nuova assemblea il mese prossimo. I 120 membri del prossimo parlamento si insedieranno il 10 novembre, a prescindere dai negoziati in corso per la formazione della nuova coalizione. Il cosiddetto "blocco del cambiamento" - composto da Yashar, B'Yachad, I Democratici e Yisrael Beytenu - detiene, assieme alle formazioni a guida araba, la Lista Comune e Ràam, la maggioranza dei seggi alla Knesset e potrà quindi esprimere un nuovo presidente che succeda a Amir Ohana, esponente del Likud. Secondo l'analista politico Barak Seri - citato dal Times of Israel - l'accordo è già stato siglato. Non viene indicato chi potrebbe essere il candidato alla presidenza della Knesset, sebbene alcune indiscrezioni suggeriscano che i partiti di opposizione stiano valutando l'ex primo ministro Yair Lapid. Secondo Seri, il voto per l'elezione del nuovo presidente della Knesset avverrà probabilmente proprio il giorno dell'insediameno del parlamento. Intervenendo stasera su Channel 12, il presidente del partito "I Democratici", Yair Golan, ha dichiarato che "la prima cosa che faremo" dopo il giuramento della Knesset sarà nominare un nuovo presidente, procedere alla nomina dei vertici delle commissioni parlamentari e istituire una commissione d'inchiesta sull'attacco del 7 ottobre

Aden: “Udite due esplosioni in una roccaforte del governo riconosciuto dalla comunità internazionale”

Due esplosioni sono state udite nella tarda serata ad Aden, sede del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. Lo riferiscono residenti e un giornalista dell'Afp presente sul posto. Al momento non sono disponibili informazioni sulle cause delle deflagrazioni né su eventuali vittime o danni. La città portuale è stata recentemente presa di mira dai ribelli Houthi, che controllano la capitale Sanàa. Due giorni fa gli insorti hanno colpito il perimetro dell'aeroporto di Aden, dopo aver annunciato la settimana precedente attacchi contro una base navale e un campo militare, nel quadro della ripresa della guerra civile nel Paese

Arabia Saudita: “Abbattuto drone nella regione di Riad”

Le forze saudite hanno annunciato di avere abbattuto un drone nella regione di Riad. La contraerea ha abbattuto anche un missile lanciato verso il sud del Paese, ha riferito in due post su X il portavoce della coalizione Turki al-Malki. Venerdì scorso, la coalizione a guida saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto un drone Houthi nella regione della Mecca. Ma il portavoce militare Houthi, Yahya Saree, ha parlato di "una massiccia ed eclatante invenzione"

Coalizione saudita: “Intercettato missile Houthi verso il sud del Paese”

"Le difese aeree hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi verso la regione meridionale". Lo scrive su X il portavoce della coalizione a guida saudita generale Turki al-Maliki.
La coalizione ha inoltre intercettato e distrutto un drone lanciato verso la regione di Riad, ha aggiunto al-Maliki

Media, verso il rilascio degli attivisti Ràam sospettati di corruzione elettorale: “Nessuna prova”

Dovrebbero essere rilasciati a breve i tre attivisti di Ràam agli arresti domiciliari da martedì, nel giorno del voto in Israele per il rinnovo della Knesset, perché sospettati di corruzione elettorale. E' il giornale israeliano Haaretz a scriverne precisando che non sono state trovate prove. Secondo una fonte della sicurezza citata dal giornale, "tutto il caso è iniziato all'interno dell'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu" e in particolare, si legge, tutto sarebbe nato con informazioni trasmesse da Ido Norden, capo di gabinetto di Netanyahu, alla Polizia e che avrebbero fatto scattare l'operazione che ha fatto notizia del giorno del voto. "Allo stato attuale non ci sono prove per i sospetti", ha detto la fonte. Secondo le accuse, buste con contanti trovate nelle abitazioni degli attivisti sarebbero servite per 'convincere' elettori nel Negev a votare per il partito, ma - scrive Haaretz - dalle indagini non sono emerse prove che colleghino il denaro a un presunto tentativo di corruzione elettorale. Il fermo è stato convalidato fino a domenica. Ieri è stato ascoltato e rilasciato dai domiciliari un quarto sospetto

Figlio Netanyahu: “Arabi israeliani minaccia più grande per sopravvivenza d'Israele”

"Queste elezioni hanno dimostrato che la minaccia più grande per la sopravvivenza dello Stato di Israele, ad eccezione del programma nucleare iraniano, sono gli arabi israeliani". Lo ha scritto su X Yair Netanyahu, il figlio del primo ministro Benjamin Netanyahu. "Più dei loro fratelli palestinesi in Giudea, Samaria e Gaza; più della Turchia; e più dell'antisemitismo che sta emergendo in Occidente. Uno Stato non può sopravvivere a lungo termine quando il 20% della sua popolazione si identifica con i suoi nemici e ne desidera la distruzione. La Francia è in fiamme e sta crollando dall'interno perché il 10% dei suoi cittadini è musulmano".

Accuse fondi esteri a partiti arabi, indaga anche il Mossad

Il Mossad parteciperà alle indagini su presunti fondi esteri ai partiti arabi che si sono aggiudicati 19 seggi alle elezioni di martedì. Lo ha riferito l'emittente Canale 12. Il servizio di spionaggio esterno collaborerà con quello interno, lo Shin Bet.

Oman: “Nave colpita al largo di Musandam, soccorsi 25 membri dell’equipaggio”

La Marina dell'Oman conferma di aver contribuito a operazioni di soccorso per 25 membri dell'equipaggio di una nave mercantile "presa di mira" a 106 miglia nautiche dalla costa del governatorato di Musandam, senza precisare l'origine dell'attacco che ha provocato un incendio a bordo della nave battente bandiera di Panama. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Le autorità dell'Oman hanno precisato che è stata fornita assistenza sanitaria ai membri dell'equipaggio.

Idf, distrutti due depositi di munizioni di Hamas a Gaza

Le Forze di difesa israeliane e lo Shin Bet hanno distrutto due depositi di munizioni di Hamas ad al-Bureij e nella zona di Gaza City, nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito un portavoce delle Idf, precisando che nei depositi erano stoccate decine di munizioni di vario tipo, tra cui lanciarazzi Rpg, esplosivi, razzi, fucili Kalashnikov, granate, caricatori e altro equipaggiamento bellico.

Trump: “La guerra terminerà presto, i prezzi scenderanno”

"La guerra in Iran finirà presto e allora i prezzi della benzina scenderanno". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, in un'intervista. Trump ha ribadito che "l'Iran non può possedere un'arma nucleare" e che la guerra "finirà in un modo o nell'altro".

Scommesse sospette su Likud e Netanyahu, si indaga

Centinaia di scommesse sulla vittoria del Likud alle elezioni parlamentari in Israele e sulla conferma di Benjamin Netanyahu come primo ministro, poco prima della chiusura delle urne. Scommesse sospette, effettuate da centinaia di nuovi account, sulle quali Polymarket, la più grande piattaforma statunitense di scommesse predittive basata su criptovalute, ha deciso di indagare, sospettando un tentativo di manipolazione dei mercati di previsione. Lo scrive il New York Times notando che Polysights, una società di analisi dati, è stata tra le prime a segnalare l'attività sospetta e che Polymarket ha informato le forze dell'ordine. "Nelle ultime 24 ore i nostri strumenti hanno rilevato massicci flussi di scommesse a favore del 'Yes' provenienti da account creati di recente", ha scritto l'azienda sui social media il giorno stesso del voto in Israele. "E' una situazione che merita sicuramente un'indagine", ha aggiunto.

Arrivati a Teheran i mediatori dal Qatar

Una delegazione del Qatar è arrivata venerdì a Teheran per dei "colloqui" con funzionari iraniani, ha riferito l'agenzia di Stato iraniana, in un momento in cui sono in corso sforzi diplomatici per rilanciare i negoziati di pace con gli Stati Uniti. Secondo l'agenzia di stampa ufficiale IRNA, la delegazione qatariota, guidata da un alto consigliere del primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, è giunta a Teheran per incontrare alti funzionari della Repubblica Islamica e discutere delle "relazioni bilaterali tra Iran e Qatar, nonchè degli sviluppi regionali".
La visita avviene il giorno dopo che alcuni media iraniani hanno riferito che Teheran ha ricevuto una lettera dal vicepresidente statunitense JD Vance, indirizzata al segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei. Il Wall Street Journal ha riportato che la lettera riguardava un possibile quadro negoziale, piuttosto che condizioni specifiche per un accordo di pace.
Il New York Times ha indicato che la missiva è stata trasmessa tramite mediatori del Qatar.

Yemen: ucciso il capo della sicurezza degli Houthi

Il capo della sicurezza dei ribelli Houthi, Ibrahim Al-Nunu e Abu Abdullah Al-Sufyani, sarebbe stato ucciso. Lo riporta Al Arabiya. Gli Houthi, secondo l'emittente, hanno annunciato l'uccisione di 51 ufficiali sul fronte di Taiz e della costa occidentale.

Cisgiordania, media: “Incendio e scritte violente in un'edificio a sud di Hebron”

I media palestinesi riportano immagini di un incendio appiccato questa notte a un edificio nell'area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, nel sud della Cisgiordania, su cui compare anche la scritta: "Con sangue e con fuoco, la Giudea cadde; con sangue e con fuoco, la Giudea risorgerà". Non si segnalano feriti. La polizia israeliana ha reso noto di aver aperto un'indagine "per presunti danni a proprietà, atti di vandalismo tramite graffiti e il sospetto incendio doloso di un edificio disabitato nei pressi della comunità di Susya, nell'area di Hebron".

Nuovo appello di Golan (leader dei democratici): “L’opposizione apra ai partiti arabi”

Yair Golan, presidente del partito di sinistra "Democratici", ribadisce l'appello ai partiti di opposizione a guida ebraica a collaborare con quelli a guida araba per formare una coalizione di governo. Ignorare i 19 seggi complessivi ottenuti dai partiti arabi, secondo Golan, "sarebbe antidemocratico". "In un Israele democratico non esistono cittadini "condizionati"", afferma Golan in un editoriale per il quotidiano Haaretz. "Un voto espresso martedì da un cittadino arabo a Sakhnin o a Rahat vale esattamente quanto un voto espresso da un cittadino ebreo a Tel Aviv o a Sderot".
"Ogni membro della Knesset, eletto in una consultazione democratica e legittima, è parte integrante del nostro sistema politico", scrive Golan. "Chi crede nella democrazia non può battersi per essa al mattino, per poi, la sera, invalidare la voce di centinaia di migliaia di cittadini a causa delle loro origini o dei loro nomi", conclude. Golan è l'unico leader dell'opposizione a guida ebraica ad aver espresso la volontà di collaborare con Ràam e la Lista Unita, i due partiti arabi.
Gadi Eisenkot di Yashar, Naftali Bennett di B'Yachad e Avigdor Liberman di Yisrael Beytenu hanno tutti escluso questa possibilità.

Lunga riunione Netanyahu-Ben Gvir contro la formazione di un governo opposizione

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir hanno tenuto un lungo incontro per discutere come mantenere al potere la destra e impedire la formazione di un governo dell'opposizione. Lo riferisce il quotidiano Yedioth Ahronoth, citando il partito di estrema destra Otzma Yehudit, guidato da Ben Gvir.
Secondo il partito, il colloquio ha riguardato il mantenimento del governo e la possibilità di impedire la nascita di un esecutivo di sinistra "sostenuto da soggetti che appoggiano il terrorismo", espressione usata in riferimento ai partiti arabi, che hanno ottenuto 19 seggi.
Anche l'emittente israeliana Canale 12, citando una fonte, ha riferito che Netanyahu e Ben Gvir si sono incontrati per tentare di ostacolare la formazione di un governo di minoranza da parte del campo del cambiamento, all'opposizione.

L’Iran all'Europa: “Chi semina vento raccoglie tempesta”

Mohammad Mokhber, consigliere della guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, si è rivolto all'Europa affermando che sostenere gli Usa contro l'Iran ha già provocato e provocherebbe ulteriori crisi tra i Paesi europei.
"Nel periodo in cui (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump prendeva di mira in modo aggressivo la Repubblica Islamica, l'Europa - attraverso le sue azioni nell'ambito della cooperazione Nato - ha seminato vento, oggi, raccoglie una tempesta che essa stessa ha provocato, sotto forma di crisi economiche e sociali", ha scritto Mokhber in un messaggio su X, facendo riferimento alle proteste che si sono tenute recentemente Francia e in altri Paesi europei. "Le conseguenze di una guerra sconsiderata, scatenata dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran, avranno una portata globale", ha avvertito il funzionario.

Netanyahu avverte l’opposizione: “No a un governo con gli arabi”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia l'opposizione dalla formazione di un governo con le liste arabe, che hanno ottenuto 19 seggi alla Knesset.
Dall'annuncio dei risultati elettorali, ieri, lo schieramento di Netanyahu sta intensificando le pressioni sui leader dei partiti arabi, nel tentativo di limitare i vantaggi politici ottenuti con il voto.

I mediatori del Qatar tornano oggi a Teheran

I mediatori del Qatar tornano oggi a Teheran nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo. Lo riferisce Reuters.

Yemen: “Attacchi Houthi contro infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita”

Gli Houthi hanno effettuato attacchi aerei contro diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita. Lo riportano i media mediorientali, precisando che i ribelli yemeniti hanno colpito le raffinerie di petrolio nella città di Ras Tanura, di Rabigh e di Abqaiq.

Inoltre, secondo una dichiarazione degli Houthi, il gruppo sostenuto dall'Iran ha nuovamente lanciato attacchi contro l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad e contro l'aeroporto Re Fahd di Dammam.

Arabia Saudita, intercettato drone Houthi verso La Mecca

La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e abbattuto un drone lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen nella regione della Mecca, città santa dell'Islam. L'episodio si inserisce nella nuova escalation militare tra Riad e i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, che nelle ultime settimane hanno intensificato gli attacchi contro il territorio saudita.

Vance: “Trump non permetterà che diventi guerra senza fine”

“Il presidente americano Donald Trump non permetterà che il conflitto con l'Iran si trasformi in una "guerra senza fine". Lo ha assicurato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, durante un incontro con gli elettori organizzato da Fox News a Fort Worth, in Texas, difendendo la campagna militare dell'amministrazione americana in Medio Oriente. Rispondendo a un elettore repubblicano che metteva in dubbio il rispetto della promessa di porre fine alle costose guerre all'estero, Vance ha riconosciuto le preoccupazioni per il coinvolgimento militare americano nella regione. "Capisco la frustrazione per le campagne militari in Medio Oriente", ha dichiarato, ricordando la propria esperienza nell'esercito in Iraq. Secondo Vance, opporsi a interventi militari prolungati non significa escludere del tutto l'uso della forza. "Trump raggiungerà gli obiettivi dell'America", ha assicurato, spiegando che l'amministrazione potrà poi concentrarsi sulle altre priorità.

Hormuz, quattro petroliere in fiamme colpite da mine

Le forze armate iraniane hanno annunciato che quattro petroliere sono state colpite da mine navali e hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti sostengono di aver in gran parte bonificato. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, tre imbarcazioni avrebbero urtato le mine mentre tentavano di attraversare una rotta non autorizzata nella parte meridionale dello Stretto, dopo aver disattivato radar e sistemi di navigazione e ignorato gli avvertimenti iraniani. L'esercito di Teheran ha successivamente riferito di una quarta imbarcazione danneggiata e incendiata nelle stesse circostanze. Non sono state precisate le bandiere delle navi nè la provenienza dei carichi. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha segnalato un'imbarcazione in fiamme al largo dell'Oman e una petroliera colpita da un proiettile, di cui non è stata identificata la natura. In quest'ultimo episodio non si registrano feriti. Non è ancora chiaro se le due navi siano tra le quattro che, secondo Teheran, avrebbero urtato mine navali nello Stretto di Hormuz.

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