Un elicottero CH47F Chinook dell’Esercito italiano si è schiantato nel nord della Bosnia. Il ministero della Difesa ha informato con un comunicato che nell’incidente sono deceduti quattro militari: due appartenenti all’Esercito Italiano, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. “A bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita”, si legge ancora nella nota. “Le cause della tragedia sono attualmente in corso di accertamento”, conclude.
L’incidente è avvenuto a Gorice, nei boschi non lontano da Brčko: le immagini mostrano il Chinook con i carrelli estesi, facendo ipotizzare un tentativo di atterraggio d’emergenza. L’impatto con il suolo è stato violentissimo e l’elicottero si è spezzato in tre tronconi. La cabina di pilo…
Un elicottero CH47F Chinook dell’Esercito italiano si è schiantato nel nord della Bosnia. Il ministero della Difesa ha informato con un comunicato che nell’incidente sono deceduti quattro militari: due appartenenti all’Esercito Italiano, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. “A bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita”, si legge ancora nella nota. “Le cause della tragedia sono attualmente in corso di accertamento”, conclude.
L’incidente è avvenuto a Gorice, nei boschi non lontano da Brčko: le immagini mostrano il Chinook con i carrelli estesi, facendo ipotizzare un tentativo di atterraggio d’emergenza. L’impatto con il suolo è stato violentissimo e l’elicottero si è spezzato in tre tronconi. La cabina di pilotaggio sembra però avere subìto danni minori. Un video mostra il CH47F – un mezzo moderno progettato dalla Boeing e diffuso in tutto il mondo - che ruota su sé stesso, perdendo rapidamente quota mentre i due rotori sono ancora funzionanti.
Cade elicottero militare italiano: quattro morti. Il video dello schianto
Il CH47F era impegnato nella missione europea Eufor Althea, che opera in Bosnia Erzegovina dal 2004, occupandosi dell’addestramento delle forze armate locali e contribuendo alla stabilizzazione del Paese martoriato dalla lunga guerra civile. Negli ultimi tre anni il riacuirsi delle tensioni con la componente serba della Federazione ha visto intensificare l’attività di monitoraggio del territorio. Dallo scorso gennaio è stato schierato un contingente di elicotteri del 4° reggimento Aves “Altair” basato a Bolzano con alcuni AB205 e due CH47F. Attualmente l’Italia ha il comando della missione con il generale Maurizio Fronda. I militari che la compongono appartengono a diverse nazioni, con 320 italiani provenienti da vari reparti.
Il distretto di Brčko è una zona autonoma all’interno della Repubblica federale: uno status unico, creato con un arbitrato internazionale per evitare contrasti tra le entità statali sulla gestione del porto sul fiume Sava. E’ il principale snodo mercantile del Paese, di fronte al confine con la Croazia e pochi chilometri da quello con la Serbia.
L’anomalia ha permesso di mantenere la serenità tra la comunità serba e bosniaco musulmana, dopo gli orrori della pulizia etnica condotta anche lì dalle truppe di Belgrado durante la guerra civile che hanno portato alla condanna di due ufficiali. Ma la linea tenuta dal leader della Republika Srpska Milorad Dodik, legatissimo alla Russia e sostenitore dell’indipendenza dei serbo-bosniaci, si riverbera anche su quest’isola felice. Un anno fa Dodik, all’epoca presidente, ha chiesto che venisse chiusa l’esperienza di autonomia di Brčko. Poi è stato deposto dalla carica dopo una sentenza penale ma resta un punto di riferimento politico. Un mese fa è stato ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin assieme al premier dell’entità serba e nelle elezioni di inizio ottobre il suo partito ha ottenuto la maggioranza.
Le reazioni
"Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco nell'ambito dell'operazione Althea. In questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l'Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso profondo dolore e rivolto un pensiero “alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia”. “Ai nostri militari che hanno perso la vita servendo il Paese va la riconoscenza dell’Italia intera”, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Cordoglio anche da parte della segretaria del Pd Elly Schlein che ha parlato di vicinanza alle famiglie delle persone coinvolte e “a tutte le Forze Armate italiane per questa tragedia". Solidarietà anche da parte delle istituzioni europee con i messaggi della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e dell'Alta Rappresentante per la Politica estera e la sicurezza Kaja Kallas.
L’omaggio del Villaggio Difesa
Dopo lo schianto in Bosnia, cambia lo spirito del Villaggio Difesa al Circo Massimo di Roma che avrebbe dovuto inaugurare domani: non più festa ma luogo per commemorare i caduti. Annullata la cerimonia di inaugurazione, informa il ministero della Difesa, “il nostro Villaggio aprirà comunque al pubblico domani, 30 ottobre, alle ore 14:00 non più come teatro di una festa di ringraziamento per le Forze Armate ma come il luogo dove manifestare, con una preghiera, un fiore, un biglietto o la presenza, la vicinanza ai Caduti, alle loro famiglie ed alle Forze Armate”.