Il presidente della Cei Zuppi alla Carovana della pace: "Voglio venire con voi"
dal nostro inviato Matteo Pucciarelli , dal nostro inviato Matteo PucciarelliMYKOLAIV. Nel giorno in cui Papa Francesco durante la sua messa a San Pietro per la domenica delle palme ha salutato la carovana della pace ("a loro rivolgo una speciale benedizione"), gli organizzatori di 'Stop the war now' incassano anche la promessa del presidente della Cei don Matteo Zuppi di partecipare a una prossima carovana. Collegato in videochiamata con i volontari a Mykolaiv, Zuppi ha chiesto "di aiutarci con l'immaginazione, le creatività, cosa è meglio e più opportuno fare per dimostrare la nostra vicinanza alla popolazione, affinché la Chiesa possa essere un po' madre di questa sofferenza che fa solo piangere e provoca una risposta con le armi". E alla proposta di accompagnare un viaggio futuro, Zuppi - che fu tra i promotori assieme alla comunità di Sant'Egidio del processo di pace in Mozambico a inizio anni '90 - ha risposto che lo farà volentieri.
MYKOLAIV. Nel giorno in cui Papa Francesco durante la sua messa a San Pietro per la domenica delle palme ha salutato la carovana della pace ("a loro rivolgo una speciale benedizione"), gli organizzatori di 'Stop the war now' incassano anche la promessa del presidente della Cei don Matteo Zuppi di partecipare a una prossima carovana. Collegato in videochiamata con i volontari a Mykolaiv, Zuppi ha chiesto "di aiutarci con l'immaginazione, le creatività, cosa è meglio e più opportuno fare per dimostrare la nostra vicinanza alla popolazione, affinché la Chiesa possa essere un po' madre di questa sofferenza che fa solo piangere e provoca una risposta con le armi". E alla proposta di accompagnare un viaggio futuro, Zuppi - che fu tra i promotori assieme alla comunità di Sant'Egidio del processo di pace in Mozambico a inizio anni '90 - ha risposto che lo farà volentieri.
Il lungo viaggio del convoglio umanitario partito da Padova e arrivato prima a Odessa e poi a Mykolaiv si è concluso con la consegna di oltre 30 tonnellate di aiuti nelle due città e altri 30 generatori elettrici ad altrettanti centri di accoglienza. L'ultima distribuzione alimentare è avvenuta in un quartiere popolare di Mykolaiv, a seguito di un concerto in piazza a cura di volontari di Libera e che ha radunato centinaia di abitanti dei vicini palazzoni fatiscenti. Nel segno insomma di una normalità insperata, almeno per qualche ora.
Quanto alla carovana in sé, rimane un esperimento interessante dal punto di vista politico perché mette insieme mondi diversi. Da quello cattolico a uno più laico, di sinistra e di movimento, vedi ad esempio la partecipazione di Arci e da Roma di un camper con il presidente del municipio 8, Amedeo Ciaccheri; o di un candidato sindaco del centrosinistra a Bresso (Milano), Antonio Galliano, che ha interrotto la campagna elettorale per qualche giorno.
La carovana a Mykolaiv è stata accolta dalla comunità evangelica locale che ha messo a disposizione il proprio centro di recupero per alcolisti per il vitto e l'alloggio dei partecipanti: boršc per tutti dopo la messa domenicale in un ex teatro sovietico, e ramoscelli d'ulivo portati dall'Italia regalati in segno di pace e fratellanza. Anche se da queste parti ancora oggi non è raro sentire le sirene di allarme aereo. Quasi a ricordare che la pace, qui, è ancora troppo lontana.