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(reuters)

Una volpe a spasso davanti al n. 10 di Downing Street

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È stata fotografata davanti al bunker del potere britannico. Non è la prima e non sarà l'ultima. A Londra ne hanno censite 150mila
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LONDRA. È finita su tutti i giornali grazie a un'impresa che non riuscirebbe nemmeno all'Isis: superare le barriere di cemento armato, i cancelli di ferro battuto e gli agenti armati di mitra all'ingresso di Downing Street. La strada in cui vive e lavora Theresa May è la meglio protetta del Regno Unito: non ci entrerebbe il più spericolato dei terroristi. Ma una volpe sì: l'altro giorno è sgusciata in mezzo ai controlli, trotterellando davanti al famoso portone con il numero 10, dove sono sempre appostati i fotografi, che l'hanno immortalata. Zoppicava, evidentemente infortunata a una zampa, ma neanche questo l'ha trattenuta dal fare una visitina all'inespugnabile bunker del potere. Forse era pure spiritosa, perché poco prima a Downing Street, ha fatto la sua comparsa un altro esemplare con il suo stesso nome: Liam Fox, ministro del Commercio Internazionale, il cui cognome, in inglese, significa appunto volpe.

Ai m…
LONDRA. È finita su tutti i giornali grazie a un'impresa che non riuscirebbe nemmeno all'Isis: superare le barriere di cemento armato, i cancelli di ferro battuto e gli agenti armati di mitra all'ingresso di Downing Street. La strada in cui vive e lavora Theresa May è la meglio protetta del Regno Unito: non ci entrerebbe il più spericolato dei terroristi. Ma una volpe sì: l'altro giorno è sgusciata in mezzo ai controlli, trotterellando davanti al famoso portone con il numero 10, dove sono sempre appostati i fotografi, che l'hanno immortalata. Zoppicava, evidentemente infortunata a una zampa, ma neanche questo l'ha trattenuta dal fare una visitina all'inespugnabile bunker del potere. Forse era pure spiritosa, perché poco prima a Downing Street, ha fatto la sua comparsa un altro esemplare con il suo stesso nome: Liam Fox, ministro del Commercio Internazionale, il cui cognome, in inglese, significa appunto volpe.

Ai media non è sfuggita l'ironia della situazione. Eppure non c'è niente di strano. Di volpi a Downing Street, in passato ne sono state fotografate altre: una poco prima di Natale, di fronte all'abete inghirlandato fuori dal portone numero 10. Se si infilano perfino lì, è perché sono dappertutto. O meglio dovunque non dovrebbero trovarsi: in città. L'Inghilterra ha respinto l'assalto dei nazisti, ma ha ceduto all'invasione delle volpi. Londra e ogni altro piccolo o grande centro abitato ne sono pieni. Secondo una recente statistica ce ne sono 150 mila, quintuplicate rispetto a un precedente censimento sulla presenza urbana della volpe rossa (Vulpes vulpes) che vent'anni fa ne stimava 30 mila. Bournemouth, località balneare sulla Manica, ha il maggior numero per chilometro quadrato: 23. Seguono Londra con 18, Bristol con 16, Newcastle con 10. In giro se ne avvistano di continuo, in mezzo al traffico, tra la gente: l'equivalente dei gatti randagi di Roma. Che qui non ci sono: forse se li mangiano le volpi.

La loro popolazione è cresciuta, spiegano i naturalisti, perché Londra e in genere le città inglesi abbondano di parchi e giardini, in prossimità di case, caffè e ristoranti i cui rifiuti offrono alle volpi un pasto più facile da procurarsi che andare a caccia di topi e uccellini. Imbattersi in una, a chi scrive è capitato anche alle 8 di ieri sera rientrando a casa, ha qualcosa di magico: madre natura che si intrufola nella giungla d'asfalto. Grandi e piccini, pensando all'animaletto dei cartoni animati, inizialmente si commuovono.

C'è anche chi dà loro da mangiare, appunto come si farebbe con un micio di strada. Ma conviverci non è semplice. Le volpi sporcano, tirando fuori spazzatura dai cassonetti. Fanno baccano, lanciando lamentosi guaiti nel cuore della notte nella stagione degli amori. In rari casi attaccano l'uomo: anni fa una fu beccata appena in tempo nella culla di un bambino. "Io ho scovato un cicciolo di volpe sotto il mio letto", scriveva di recente Rachel Sylvester, columnist del Times.

Molti ne hanno abbastanza. Usano sonar, trappole e talvolta addirittura tiratori scelti per allontanarle o eliminarle. Paradossalmente, mentre il governo non riesce a decidere se proporre il ripristino della caccia alla volpe di campagna (messa al bando da Tony Blair, sebbene continui con la differenza che è vietato farla sbranare deliberatamente dai cani), qualcuno vorrebbe promuovere su larga scala la caccia alla volpe di città. Compresa quella che è andata a passeggiare davanti a Downing Street.

 

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