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Yemen, milizie combattono ad Aden. Raid aereo contro palazzo Hadi, portato in un "luogo sicuro"

(reuters)
Scontri all'aeroporto e nelle zone circostanti, sospesi tutti i voli. La città è la roccaforte del presidente deposto, ora portato in un'altra località. Ieri ucciso un giornalista e attivista Houthi: rivendicazione di al-Qaeda
 
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SANA'A - Si combatte in Yemen, si combatte ad Aden, nel sud del paese, tra sostenitori del presidente deposto Abd-Rabbu Mansour Hadi e le milizie fedeli all'ex presidente Ali Abdullah Saleh, alleato del movimento Houthi che ha preso il potere a gennaio. Un aereo militare ha anche attaccato il palazzo presidenziale della città. Hadi è stato portato in un luogo sicuro.

MAPPA INTERATTIVA Il paese spaccato e il rischio dell'Aqpa

Un caccia è stato avvistato nei cieli sopra il complesso presidenziale, dal quale si stanno levando colonne di fumo. Ma i combattimenti sono scoppiati e si sono concentrati nella notte all'aeroporto di Aden: il bilancio parla di 6 morti. Gli scontri si sono estesi per tutto il perimetro dell'aeroporto e nei quartieri residenziali della zona. Tutto il traffico aereo dello scalo è stato sospeso totalmente, tutti i voli annullati. Le forze di Hadi hanno anche fatto irruzione in un accampamento militare dei lealisti dell'ex presidente Saleh, prendendone il controllo.

Aden è de facto la capitale-ombra del presidente Hadi in fuga da Sana'a, dove è stato prima tenuto dal movimento sciita Houthi e poi liberato. Dal sud Hadi sta cercando di organizzare un controesercito, e ha già il supporto di molti militari. I ministri di Hadi sono stati rilasciati solo questa settimana, dopo due mesi in carcere.
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L'omicidio di al-Khaiwani. Un giornalista e attivista yemenita, membro del 'comitato rivoluzionario' del movimento Houthi, Abdulkarim al-Khaiwani, è stato ucciso ieri a Sana'a in un agguato a colpi d'arma da fuoco. Lo rende noto Amnesty International, definendo "spregevole" l'omicidio e ricordando tra l'altro che al-Khaiwani aveva vinto il premio speciale dell'organizzazione dedicato al 'giornalismo per i diritti umani sotto minaccia'.

L'attentato è stato rivendicato da Ansar al-Sharia, gruppo libico affiliato ad al-Qaeda, confermando i rischi di infiltrazione del terrorismo islamico nel Paese, le cui aree desertiche a est sono largamente in mano all'Aqpa, al-Qaeda nella penisola arabica.

Amnesty ricorda che al-Khaiwani era stato più volte imprigionato durante il regime dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh. Il vice direttore di Amnesty per il Medio Oriente e il Nord Africa, Said Boumedouha, ha chiesto che le autorità yemenite, compreso il procuratore generale, "aprano immediatamente un'inchiesta indipendente e imparziale per assicurare che i responsabili vengano portati davanti alla giustizia per un processo corretto, senza ricorrere alla pena di morte".