ROMA – Sono stati rimossi nella notte, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan.
Ancora molti i distributori di carburante che mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file. Lento il ritorno alla normalità per i supermercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l'approvvigionamento. Secondo il vicepresidente di Confcom, Mauro Lusetti, occorrerà una settimana per il ritorno alla normalità.
Presidi sciolti anche sulla statale 106 nelle località di Passovecchio e Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. Alla Prefettura è stato consegnato un documento con tre richieste: prezzo bloccato del carburante per l'autotrasporto professionale; forte defiscalizzazione dei contributi a sostegno di imprese e dipendenti; riattivazione dell'Osservatorio sui costi del trasporto. La categoria precisa che in assenza di risposte concrete sul pacchetto di richieste durante il tavolo in programma il 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture, la mobilitazione verrà immediatamente ripristinata.
Casello A1 Valdichiana, presidio da lunedì
Agricoltori e autotrasportatori, uniti nella protesta contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di produzione, manifesteranno con tir e trattori davanti al casello Valdichiana dell'autostrada A1, da lunedì 26 ottobre fino al sabato.
Viminale: i tir potranno circolare nel fine settimana
Il ministero dell’Interno ha autorizzato la libera circolazione dei mezzi pesanti che trasportano prodotti deperibili e non nel fine settimana, in deroga al consueto divieto. La decisione è stata presa per accelerare il rifornimento delle merci dopo lo stop di questi giorni.
Prefetto di Napoli: “Si va verso la normalizzazione, 150 autocisterne in fila”
"Il decreto legge è stato un po’ la svolta di tutta questa situazione. Mentre altrove, in Sicilia, in Puglia e in Calabria le proteste andavano verso un'attenuazione, se non verso una cessazione totale, qui in Campania nelle prime ore del pomeriggio di ieri i tir erano ancora fermi". Lo ha spiegato il prefetto di Napoli Michele Di Bari facendo il punto sulle proteste legate al caro carburante. "Sono stati due giorni e mezzo davvero impegnativi", ha sottolineato Di Bari, ricordando di essere stato presente "sui luoghi delle proteste, a Palma Campania, a Nola, al varco Bausan del porto di Napoli, alla raffineria di Napoli est".
“Nelle prime ore notturne, la situazione è andata a normalizzarsi anche alla raffineria: i presidi sono stati tolti e si è andata verso una normalizzazione, addirittura all'alba di questa mattina c'era una fila di 150 autocisterne pronte per caricare e ora si sta smaltendo un pò tutto questo carico proprio in queste ore”, ha concluso il prefetto.
Coldiretti Calabria, positivo il confronto con i prefetti
Coldiretti Calabria, in un comunicato, esprime apprezzamento "per la tempestività con cui le Prefetture di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza hanno accolto la richiesta di confronto dell'organizzazione e per la disponibilità assicurata a collaborare per il regolare svolgimento dei trasporti agricoli e agroalimentari. Gli incontri - si legge - fanno seguito alle comunicazioni precedenti e alla lettera urgente inviata il 21 ottobre alle cinque Prefetture calabresi, con l'allarme lanciato da Coldiretti sulle conseguenze dei blocchi per le produzioni deperibili, il reddito delle imprese e l'approvvigionamento degli allevamenti. Nelle ultime 24 ore, dopo la sospensione del fermo dell'autotrasporto e la rimozione di parte dei blocchi, i trasporti hanno cominciato a ripartire e sono riprese le consegne di alimenti freschi. Il quadro resta tuttavia disomogeneo, con presidi ancora presenti e una distribuzione da riportare alla piena regolarità.
Tir, Confagricoltrua: in Veneto forniture in calo 80%
Forniture in calo fino all'80% a Padova, Verona e Treviso, prezzi all'ingrosso in rialzo e scaffali riforniti con prodotto estero. Sono gli effetti del blocco dei tir, che si fanno sentire in tutto il Veneto. A dirlo è Confagricoltura Veneto. Al Maap (Mercato AgroAlimentare) di Padova, dopo una domenica con arrivi crollati di circa l'80% (una decina di camion a fronte dei 50-60 attesi), la scorsa notte ne sono arrivati venti da Puglia, Calabria e Lazio, ma ancora nulla da Sicilia e Campania. Più a ovest, a Veronamercato, nei giorni più critici le forniture sono scese da circa mille a circa trecento tonnellate al giorno e i prezzi all'ingrosso sono aumentati in media del 20%. Uva da tavola, pomodori e agrumi sono stati i prodotti più colpiti, in parte sostituiti con merce spagnola. Anche il mercato ortofrutticolo di Treviso ha pagato una settimana di stop con un calo delle forniture tra il 20 e il 25%, in particolare di uva pugliese, clementine calabresi e pomodorini siciliani, e gli operatori ritengono ancora presto per parlare di normalità, con le prossime 48 ore ritenute determinanti. Per colmare i vuoti, la grande distribuzione si è rivolta all'estero e sugli scaffali veneti è arrivata frutta e verdura da Olanda, Spagna, Polonia, Germania, Turchia e Sudafrica, non sempre a prezzi convenienti per i consumator
Il sindaco di Napoli, Manfredi: “La situazione sta tornando alla normalità, spero non si ripeta”
"Noi abbiamo seguito ora per ora questo tema veramente delicato che ci ha fatto tanto preoccupare. Stiamo tornando alla normalità, quindi mi auguro che questa situazione non si ripeta, che questa vertenza venga ricomposta in maniera stabile e definitiva e che si possa tornare a una condizione di normalità". Lo ha detto il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci, Gaetano Manfredi parlando dell'allentamento del blocco dei tir per la protesta sui carburanti, a margine di di 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor, in corso nella sede dell'Associazione Costruttori Edili Napoli (Acen).
"Stamattina siamo riusciti ad alimentare una parte dei mezzi dell'Asia, quindi non ancora al cento per cento, però progressivamente ci stiamo muovendo. La filiera" dei rifiuti "ha tenuto con il lavoro che è stato fatto insieme alla prefettura e alle forze dell'ordine, che ringrazio perché hanno fatto un lavoro straordinario, ci sono stati vicini in una maniera veramente enorme, quindi insomma tutto si sta lentamente muovendo verso la normalità. Chiaramente ci vorrà un pò di tempo perché il blocco è stato molto significativo, abbiamo anche alcuni cantieri fermi perché non c'è stato approvvigionamento, quindi questo anche rappresenta un problema per noi che c'è stato", ha concluso.
Coop, sbloccate le consegne di ortofrutta e mozzarelle di bufala dal Casertano
"La situazione si sta normalizzando e abbiamo notizie dai nostri fornitori di prodotti agricoli al Sud che sono ripartite le consegne delle principali filiere, come uva, clementine, limoni, già in mattinata. Sbloccata anche la consegna delle mozzarelle di bufala dal Casertano che si era completamente interrotta nei giorni scorsi". Lo fa sapere all'Ansa Cop, in merito alla situazione degli approvvigionamenti alimentari. in difficoltà per la protesta degli autotrasportatori. "Se tutti i blocchi saranno risolti e rimossi - precisano fa Coop - ipotizziamo un ritorno alla normalità nel giro di 5, 7 giorni al massimo".
Opposizioni in Senato, Salvini venga in Aula a riferire sulla crisi dell'autotrasporto
"Chiediamo che il ministro Salvini venga immediatamente in Senato a riferire sulla gravissima crisi dell'autotrasporto, sulle proteste che hanno paralizzato parti del Mezzogiorno e sull'ennesimo decreto d'urgenza con cui il Governo tenta, ancora una volta, di rincorrere un'emergenza che non ha saputo prevenire. Mentre migliaia di lavoratori e imprese chiedono risposte, Salvini continua a gestire il confronto dalla Prefettura di Milano. Ma non si può governare una crisi che investe Campania, Puglia, Calabria, Molise, Basilicata e la stessa Sicilia senza andare nei territori, ascoltare direttamente chi protesta e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità". Così in una nota i presidenti dei gruppi di opposizione a Palazzo Madama Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5S), Raffaella Paita (Iv), Peppe De Cristofaro (Avs). "Anche l'ultimo decreto - proseguono - è la fotografia di questo fallimento: risorse insufficienti, interventi tardivi e misure che non affrontano le cause strutturali della crisi. Il credito d'imposta aggiuntivo sul gasolio si ferma addirittura al 5 ottobre, lasciando senza copertura i rincari successivi. E alle imprese che chiedono liquidità immediata il Governo risponde con compensazioni fiscali utilizzabili anche nel 2027. Nulla che garantisca oggi tariffe realmente sostenibili e condizioni dignitose per chi lavora. Non sottovalutiamo i disagi per cittadini, imprese e servizi essenziali. Ma proprio per questo servono risposte politiche, non soltanto richiami all'ordine pubblico. La legalità va garantita, il diritto di manifestare rispettato e le ragioni del disagio affrontate. Criminalizzare non risolve i problemi di chi non riesce più a coprire i costi del proprio lavoro. Le opposizioni hanno proposte concrete per rafforzare i sostegni, assicurare liquidità, intervenire sui costi e rinnovare il parco dei mezzi. Siamo pronti a discuterle in Parlamento. Salvini non può continuare a nascondersi dietro decreti tampone e tavoli lontani dai luoghi della crisi. Se non vuole andare ad ascoltare il Mezzogiorno, abbia almeno il rispetto delle istituzioni e venga in Senato a spiegare che cosa intende fare".
Fico: mi sembra che protesta stia rientrando
"La situazione mi sembra che stia rientrando. Ieri abbiamo incontrato tutte le categorie di chi ha aziende nell'agricoltura, abbiamo lavorato su dei piani di supporto al caro gasolio, stiamo cercando di liberare 13 milioni di risorse, ma ci vuole un ulteriore passaggio in Europa". Così il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a margine dell'evento 'Cambio di paradigma', rispetto alla protesta degli autotrasportatori e alle misure messe in campo dalla Regione. "Noi cercheremo - ha aggiunto - poi di inserire in bilancio una quota per chi in questi giorni ha subito difficoltà rispetto al caro gasolio". Nel concludere, Fico ha affermato: "Credo che bisogna andare sempre nel cuore delle questioni e affrontarle in modo definitivo".
Carburanti, Pichetto Fratin: “Inutile promettere cose che non si riescono a fare”
"C'è stato un incontro da parte del ministro dei Trasporti l'altro ieri, un primo intervento con il decreto di ieri mattina che tra l'altro attiva delle misure immediate a partire proprio già da questi giorni, quindi con effetto lunedì e martedì. Il tutto deve essere sempre compatibile con il bilancio dello Stato, potranno esserci ancora interventi ma con la cautela sempre di avere disponibilità, è inutile promettere cose che poi non si riescono a fare". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, sulla protesta degli autotrasportatori, a margine di City Talks Napoli.
Conte incontra trasportatori e agricoltori, 'sono qui per ascoltarvi'
Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è arrivato al piazzale dello svincolo autostradale di Pizzo Calabro (Vibo Valentia) per incontrare una delegazione di lavoratori dell'autotrasporto e dell'agricoltura che nei giorni scorsi hanno fatto presidi in tutta la Calabria. In apertura del confronto, Conte ha detto "sono qui per ascoltarvi".
Confimprenditori: serve stop imposte per autotrasporto, agricoltura e pesca
"Sospendere per un anno il pagamento dei tributi per autotrasportatori, agricoltori, pescatori e aziende boschive: è la misura che serve per dare respiro a categorie schiacciate dai costi." È la richiesta che Confimprenditori rivolge al governo dopo l'accordo con le associazioni dell'autotrasporto annunciato dalla premier Meloni. Il presidente dell'associazione Stefano Ruvolo, in una nota, ha ribadito che è stato fatto "molto rumore per interventi che fanno ben poco" e che "i problemi di fondo restano tutti lì e riesploderanno a breve". "Chi lavora sulle strade, nei campi e in mare ha costi che non riesce più a sostenere - ha spiegato -. Per questo chiediamo di sospendere il pagamento delle imposte per un anno a autotrasportatori, agricoltori, pescatori e aziende boschive. Oggi la priorità è dare ossigeno a chi rischia di chiudere. Servono interventi di ben altra portata e risorse molto più consistenti."
Protesta Tir e agricoltori, ritardi e carenze di pesce e ortofrutta al Nord
Non si placano le tensioni sulla rete distributiva di ortofrutta e pesce, messe a dura prova dalle proteste di agricoltori e autotrasportatori. Ne deriva un contesto difficile, fatto di pesanti ritardi e carenze sui banchi, con i mercati del Nord che soffrono di più il blocco delle forniture in arrivo da Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. A sostenere l'offerta intervengono le giacenze di prodotti locali e a media-lunga conservazione come mele, pere, cachi, melograni, susine e castagne, anche se non mancano lievi aumenti. La situazione è evidenziata da La Borsa della Spesa, iniziativa settimanale targata Bmti, Italmercati e Consumerismo No Profit, consigliando il miglior rapporto qualità-prezzo nei mercati all'ingrosso nonostante le criticità scaturite dalle proteste. Resta stabile, infatti, il mercato delle mele, con la varietà annurca campana a 2 euro/kg, mentre la Fuji dell'Emilia-Romagna varia tra 1,75 e 1,80 euro/Kg e Golden e la Renetta del Trentino attorno a 1,90 euro/kg. Le temperature più fresche portano ad un aumento della domanda di cachi e melograni, rispettivamente tra 1,50 e 2 euro/kg e i melograni non oltre i 2,30 euro/kg. In rialzo, invece, le castagne, rispetto allo scorso anno a causa di una diminuzione della produzione, partendo da 4,50 ai 2,50 euro/kg, a seconda del calibro.
Nel settore degli ortaggi Bmti evidenzia la contrazione dell'offerta siciliana, che impatta in modo particolare sulla disponibilità di prodotto. Intanto le temperature miti stanno mantenendo la produzione di coltivazioni estive, quali zucchine e ortaggi a foglia, anche nelle regioni settentrionale permettendo l'approvvigionamento nelle città del nord e del centro con i prodotti locali. Nel settore ittico si registra una riduzione delle uscite in mare delle grandi imbarcazioni a traino, causata dagli elevati costi del carburante, con una conseguente contrazione dell'offerta di numerosi prodotti. Con il fermo biologico attualmente in vigore nel Tirreno, la disponibilità della pesca costiera si concentra prevalentemente nell'Adriatico. Qui si rileva una buona presenza di mazzancolle e all'ingrosso tra 10 e 16 euro/kg a seconda della pezzatura e di triglie di fango tra 2 e 8 euro/kg, stabili le orata di allevamento non oltre i 13 euro/kg.
Protesta Tir, verso normalizzazione in Calabria in attesa del 27 ottobre
Si va verso la normalizzazione in Calabria con la progressiva rimozione, in queste ore, degli ultimi presidi ancora attivi degli autotrasportatori dopo la sospensione della protesta decisa da Fedralog mercoledì sera.
Da ieri sono riprese nei supermercati le consegne di alimenti freschi, frutta e verdura e pesce, anche se le disponibilità risultano ancora a macchia di leopardo. Non si registrano particolari criticità ai distributori di benzina.
Gli autotrasportatori, in attesa del tavolo del 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e trasporti, hanno deciso di sospendere la protesta ma si dichiarano pronti a riprendere la mobilitazione in caso di risposte non adeguate alle loro richieste.
Carburanti, Bonelli: agricoltori e autotrasportatori pagano crisi
"Ogni volta che esplode una protesta legata alla crisi sociale ed economica, il governo Meloni ripropone lo stesso copione: invece di dare risposte, parla di intimidazioni e infiltrazioni e minaccia la precettazione. E' quanto accade con agricoltori e autotrasportatori, esasperati dal caro carburanti". Lo dice Angelo Bonelli, deputato di Avs, intervenendo a Omnibus su La7. "Ieri, insieme a Nicola Fratoianni, ho incontrato ad Avellino agricoltori e autotrasportatori in protesta. Il gasolio, che meno di un anno fa pagavano 85 centesimi al litro, oggi costa circa 1,60 euro. E c'è il problema delle filiere agricole: i pomodori datterini vengono pagati ai produttori 60 centesimi al chilo e venduti nei supermercati di Roma e Milano fino a 11 euro. Gli agricoltori si impoveriscono mentre i consumatori pagano prezzi altissimi", aggiunge. "Intanto - osserva - le grandi società energetiche registrano profitti enormi: Eni segna un aumento del 70% dell'utile netto e l'Avvocatura dell'Unione europea ha chiarito che tassare gli extraprofitti energetici è compatibile con il diritto europeo. Perchè Meloni non interviene? Per ridurre le accise il governo usa i soldi dei contribuenti anzichè chiedere un contributo straordinario a chi accumula profitti miliardari.
Si potrebbero recuperare risorse per sostenere famiglie e imprese senza sottrarle ad altri capitoli di spesa". "Il governo rinvia al 27 ottobre l'incontro con le categorie, vara stanziamenti insufficienti e minaccia la precettazione. Ma agricoltori e autotrasportatori chiedono semplicemente di poter continuare a lavorare. Meloni smetta di rispondere al disagio sociale con la linea dura e intervenga sul costo dei carburanti, sulle distorsioni delle filiere e sulla redistribuzione degli extraprofitti energetici", conclude Bonelli.
Mascarino (Federalimentare): “Per la filiera agroalimentare danni per centinaia di milioni di euro”
"Con lo stop alle forniture di materie prime a monte e le difficoltà a raggiungere supermercati e consumatori a valle la crisi dell'autotrasporto ha compromesso la continuità produttiva degli stabilimenti del settore alimentare con danni - dal campo alla tavola - per centinaia di milioni di euro". Lo afferma il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, in un'intervista al Sole 24 Ore, sulle conseguenze dei blocchi degli autotrasportatori.
"Con lo stop approvvigionamenti, delle materie prime e dei mangimi per gli allevamenti, molte industrie, stabilimenti produttivi e imprese agricole stanno rallentando o fermando intere linee produttive", spiega Mascarino.
Per evitare nuove crisi, secondo il presidente di Federalimentare, "Innanzitutto occorre ridurre la dipendenza quasi esclusiva dal trasporto su gomma". Mascarino ricorda che il "Il Pnrr ha mobilitato circa 34 miliardi di euro per ammodernare le infrastrutture e i servizi destinati alla mobilità di persone e merci". "All'interno di questa cornice, si è puntato molto sullo sviluppo della logistica intermodale e il potenziamento del trasporto delle merci su ferro e via mare. Speriamo che questi investimenti diano presto gli effetti sperati", aggiunge. "Dall'energia ai carburanti, dalla gestione dell'acqua alla logistica - prosegue - in Italia i veri nodi dell'economia si affrontano solo sulla scorta delle emergenze". Per Mascarino "cercare di risolvere i nodi strutturali del Paese in alcuni casi non dipende dalla capacità di un singolo Stato come le guerre in corso dimostrano".
"Dare risposte strutturali a una serie di crisi di cui non possiamo controllare gli effetti richiede un profondo cambio di paradigma, che deve partire da una pianificazione strategica a lungo termine", evidenzia Mascarino.
Carburanti, Appendino (M5S): da destra briciole e repressione verso chi subisce crisi
"Il copione è fisso. Agricoltori e autotrasportatori scendono in piazza? Si attiva il reato di blocco stradale, poi si corre in Consiglio dei ministri a distribuire briciole per spegnere la protesta mentre si minacciano precettazioni e intimidazioni. A una concezione classista della sicurezza, inflessibile e repressiva con chi subisce le conseguenze della crisi e accomodante con chi ne trae vantaggio, portata avanti da un governo che al contempo smonta la sicurezza sociale." Lo ha scritto la Deputata M5S Chiara Appendino in una lettera ad Avvenire.
A Napoli autocisterne riforniscono distributori di carburante
A Napoli si tornano a vedere le autocisterne che trasportano i carburanti. Si torna verso la normalità per il rifornimento delle pompe di benzina. Distributori aperti anche in provincia dove in questi giorni molti esponevano il cartello 'tutto esaurito' mentre davanti ai pochi aperti si erano formate file chilometriche.
Destro (Confindustria): “Bene gli interventi, poi serviranno misure per il futuro”
Confindustria "sta con chi vuole passare e portare le merci a destinazione". Lo afferma il vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, Leopoldo Destro, in un'intervista al Corriere della Sera. "Sia chiaro: i motivi al fondo dell'agitazione dei trasportatori sono più che validi. Il 30% dei costi di logistica e trasporti è dovuto ai carburanti. Ma non ci sembra questa la modalità per arrivare a soluzioni", aggiunge.
Destro conferma che Confindustria ha chiesto al governo di far rispettare il divieto dei blocchi stradali: "Sì, è successo. E per questo infatti ringraziamo le forze dell'ordine che hanno scortato i mezzi delle nostre aziende". Quanto alle misure decise dal governo, il vicepresidente di Confindustria esprime soddisfazione: "Penso agli oltre 100 milioni messi in campo sotto forma di credito d'imposta per l'acquisto del gasolio. Oltre alla sospensione dei canoni di leasing fino al 31 marzo 2027". Ma avverte: "Queste misure riportano la situazione su binari corretti nell'immediato. Ma bisogna agire altrettanto prontamente con misure di medio periodo".
Tra le priorità, Destro indica la necessità di aumentare la capacità di raffinazione, incrementare la disponibilità di biocarburanti e potenziare le infrastrutture. "In Italia al 2040 si stima un fabbisogno di investimenti per 1,5-2 trilioni di euro in infrastrutture, di cui 550 miliardi per i trasporti", sottolinea. "La crisi dell'autotrasporto che stiamo vivendo dimostra che gli aiuti alle imprese sono anche aiuti alla coesione sociale, oltre che investimenti", conclude Destro.
Carburanti: prezzo medio self benzina a 2,022, gasolio a 2,260
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - venerdì 23 ottobre 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,022 /l per la benzina e 2,260 /l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,045 /l per la benzina e 2,300 /l per il gasolio.
Rimossi i mezzi dai presidi nel Crotonese
Sono stati rimossi i presìdi sulla Strada statale 106 nelle località di Passovecchio e Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. La carreggiata è stata completamente liberata dai mezzi pesanti che da giorni stazionavano ai lati. I mezzi di trasporto, che dal 16 ottobre erano fermi, hanno ripreso a viaggiare regolarmente già dalla giornata di ieri per rifornire di merci gli esercizi commerciali. Sulle rotatorie restano posizionati alcuni trattori, lasciati come presidio simbolico di un'agitazione al momento solo sospesa. L'allentamento della morsa fa seguito all'impegno assunto dai manifestanti dopo il colloquio con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Il risultato è frutto di una costante opera di mediazione condotta sul territorio dalla viceprefetta di Crotone, Ester Libertini, che ha raccolto le istanze delle delegazioni, e del questore Renato Panvino, recatosi a più riprese di persona ai presidi per mantenere aperto il dialogo istituzionale. I rappresentanti della protesta sottolineano come lo sblocco sia un atto di responsabilità finalizzato a non penalizzare l'approvvigionamento cittadino, ribadendo che l'obiettivo resta la tutela economica delle aziende. Il comparto denuncia l'insostenibilità delle attuali condizioni operative, aggravate da pratiche commerciali ritenute sleali e da un rincaro del carburante stimato al 50% in un solo anno. Alla Prefettura è stato consegnato un documento con tre richieste: prezzo bloccato del carburante per l'autotrasporto professionale; forte defiscalizzazione dei contributi a sostegno di imprese e dipendenti; riattivazione dell'Osservatorio sui costi del trasporto. La categoria precisa che in assenza di risposte concrete sul pacchetto di richieste durante il tavolo in programma il 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture, la mobilitazione verrà immediatamente ripristinata.
Via i blocchi dei tir in Campania, disposti accertamenti Dda
Sono stati sciolti e smantellati nella notte i blocchi dei tir nel Casertano e nel Salernitano, lungo la rete autostradale campana, mentre a Napoli gli autotrasportatori hanno abbandonato il presidio al varco Bausan e quello in via Argine, nell'area orientale della città, vicino a una delle raffinerie. Le forze dell'ordine, con la polizia stradale hanno scortato i camion diretti ai depositi di carburante per consentire il ripristino dei rifornimenti. Dopo le proteste contro il caro carburanti, la situazione resta tuttavia critica sul fronte della distribuzione. Mancano, in alcune stazioni di servizio i carburanti, mentre in quelli funzionanti ci sono code per i rifornimenti. Le Prefetture competenti per territorio seguono l'evolversi della situazione. Un centinaio di autotrasportatori sono stati denunciati e segnalati dalla questura di Caserta alle procure competenti ed alla Direzione distrattuale antimafia di Napoli.
Garante, sanzioni se non rimossi blocchi
Per la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali "appare indispensabile adottare con la massima urgenza misure in grado di assicurare l'immediata ripresa degli approvvigionamenti di beni di prima necessità e farmaci alla cittadinanza e di carburante alla rete di pubblica distribuzione". E' quanto si legge nella deliberazione della Commissione visionata dall'AGI. Tali misure possono essere adottate, in termini generali, anche nei confronti dei singoli che aderiscono alle azioni collettive", si legge, l'eventuale inosservanza delle misure adottate con l'ordinanza viene punita con la sanzione amministrativa pecuniaria per ogni giorno di mancata ottemperanza tra un minimo di euro 500 e un massimo di euro 1.000", si sottolinea. La commissione evidenzia "una situazione di emergenza che interessa ormai diverse aree del Mezzogiorno" e la necessità di "un intervento urgente in risposta al perdurante blocco dei trasporti".
Lollobrigida: c'è chi vuole indebolire lo Stato
"Forse certe organizzazioni usano il caos per ridefinire le competenze territoriali attribuendosi un ruolo economico per indebolire la tenuta dello Stato". Così il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida in un'intervista al Corriere della Sera, parlando delle proteste dei Tir e dei blocchi degli autotrasportatori. Regia dietro la protesta? "Indagano la Procura di Napoli e la Commissione Antimafia, che si sta muovendo la criminalità comune e quella organizzata". "In questo momento ci sono studenti, agricoltori e autotrasportatori perbene utilizzati come massa critica per iniziative illegali che non possono essere tollerate", afferma Lollobrigida. La precettazione? "Abbiamo il dovere di garantire la tenuta sociale ed economica del Paese. Occorre mettere al centro il bene supremo dei cittadini e delle imprese. C'è una Commissione di garanzia che sta vagliando tutti gli scenari". Lollobrigida sottolinea che "le associazioni di categoria mi scrivono dalla Campania dove un'azienda rischia di chiudere 200 supermercati se le cose non cambiano. Questi fenomeni possono portare a fenomeni speculativi con i prezzi dei generi alimentari e a rimetterci sarebbero le fasce più deboli". Guerra ibrida dietro le proteste? "Fenomeni molto simili ai nostri stanno accadendo nel resto del continente e fanno pensare che qualcosa di anomalo ci sia. Da tempo assistiamo a un tentativo di indebolire l'Europa".
Rimossi nella notte i blocchi stradali dei tir in Campania
Sono stati rimossi nella notte, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan. Ancora molti i distributori di carburante che mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file. Lento il ritorno alla normalità per i supemercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l'approvvigionamento.