CAPRI – È un Orsini “preoccupato” quello che sale sul palco dei Capri, in chiusura del congresso dei Giovani imprenditori. Preoccupato soprattutto per l'assenza di una strategia industriale che a livello europeo metta al centro la competitività delle imprese. “Tagliare il bilancio comune sarebbe una scelta miope”, dice il presidente degli industriali, riferendosi al negoziato sul prossimo piano finanziario settennale, che vede i Paesi frugali in pressing per tagliare il budget – già modesto – proposto dalla Commissione. “Il contrario di quello che serve”, secondo Orsini, che non risparmia una critica neppure alle associazioni industriali degli altri Paesi europei, definite “non molto attente”.
Sospendere l’Ets
L’altro grande cruccio degli industriali, non certo nuovo, è quello dell’Ets, il meccanismo per cui le imprese pagano per le emissioni di anidride carbonica, oggetto di un recente e inconcludente Consiglio europeo. Orsini lo ha definito “una follia” governata da dinamiche finanziare, ribadendo che va sospeso come già chiesto senza successo dal governo italiano. D’altro canto ha chiesto almeno che le risorse raccolte “vengano date tutte alle imprese” per finanziare la decarbonizzazione, come previsto inizialmente: dei 3 miliardi di euro raccolti dall’Italia appena 600 milioni vengono girati al sistema produttivo, una delle cifre più basse in Europa. Sul tetto al prezzo del gas per cui l’Italia ha ottenuto il via libera della Commissione, per una cifra che si aggirerebbe sui 60 euro, Orsini ha spiegato di aver apprezzato il lavoro del governo, aggiungendo però che “a 40 euro (il prezzo concesso nel 2022 alla Spagna, ndr) avrebbe potuto fare davvero la differenza”. Al momento il prezzo del metano alla Borsa di Amsterdam è vicino ai 90 euro, contro i 35 di prima del conflitto in Medio Oriente.
No a mancette elettorali
Riguardo alla legge di Bilancio il presidente degli industriali ha detto di comprendere le esigenze di equilibrio dei conti pubblici ma ha chiesto di evitare mancette elettorali e varare misure che servano per il futuro. La lista dei desiderata degli industriali è nota: estensione nel tempo e allargamento dell’iperammortamento per gli investimenti produttivi anche a software e formazione, incentivi alle aggregazioni delle aziende, prosecuzione del Piano casa. A Capri Orsini ne ha aggiunto un altro, cioè “un piano per attrarre gli investimenti dai fondi pensione e dai capitali dei privati che sono sui conti correnti e oggi non vengono utilizzati”, una sorta di prosecuzione con altri mezzi della spinta del Pnrr, arrivata ormai agli sgoccioli. Le priorità espresse il giorno prima dai Giovani imprenditori, cioè misure per trattenere i giovani e un grande piano per l’Intelligenza artificiale, oggi appaiono già un po’ meno prioritarie.