Manovra, il governo pensa a un contributo di banche e società energetiche. Leo: “Vediamo di farlo”
di Giuseppe ColomboROMA - Il governo è a caccia delle coperture per la manovra. E pensa di chiedere un contributo a banche e società energetiche. “Il dialogo è aperto”, ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Sul tavolo dell’esecutivo c’è la replica dell’intervento messo in campo l’anno scorso, proprio con la legge di bilancio, quando agli istituti di credito è stato chiesto di partecipare al finanziamento della manovra attraverso un pacchetto di misure, dall’aumento dell’Irap ad anticipi di liquidità.
“Come c’è stato l’anno scorso, vediamo di farlo anche quest’anno”, ha aggiunto Leo parlando del contributo a Montecitorio, a margine della seduta per il voto finale sulla legge elettorale. Rispetto allo schema adottato lo scorso autunno, quello di…
ROMA - Il governo è a caccia delle coperture per la manovra. E pensa di chiedere un contributo a banche e società energetiche. “Il dialogo è aperto”, ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Sul tavolo dell’esecutivo c’è la replica dell’intervento messo in campo l’anno scorso, proprio con la legge di bilancio, quando agli istituti di credito è stato chiesto di partecipare al finanziamento della manovra attraverso un pacchetto di misure, dall’aumento dell’Irap ad anticipi di liquidità.
“Come c’è stato l’anno scorso, vediamo di farlo anche quest’anno”, ha aggiunto Leo parlando del contributo a Montecitorio, a margine della seduta per il voto finale sulla legge elettorale. Rispetto allo schema adottato lo scorso autunno, quello di quest’anno verrebbe esteso dunque anche alle società dell’energia. In generale non sarebbe un inedito dato che le stesse hanno contribuito alle coperture del decreto bollette dello scorso febbraio. Recentemente è stata Eni a garantire un soccorso all’esecutivo sotto forma di un anticipo di tasse per calmierare i prezzi dei carburanti.
La trattativa con le banche entrerà nel vivo nelle prossime settimane. Nel frattempo Leo puntualizza: “Non vogliamo dare schiaffoni”.
Il percorso resta scivoloso. Dopo che il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) ha certificato l’assenza di un margine in deficit per la manovra (eccetto quello autorizzato da Bruxelles, che sarà impiegato per le spese di energia e difesa), l’esecutivo deve trovare ora le risorse per finanziare le misure già promesse al proprio elettorato. A iniziare dall’estensione del taglio dell’Irpef per i redditi fino a 60mila euro e dalla flat tax sugli aumenti degli stipendi degli under 35.
“Ci stiamo lavorando, stiamo vedendo le coperture, è un passaggio delicato”, dice ancora Leo. Ecco perché il contributo a carico di banche e società energetiche sta prendendo quota. Senza l’aiuto esterno, il perimetro della manovra rischia di restringersi. Ancora di più rispetto a quanto immaginato appena qualche settimana fa.