Economia

Elettricità, l’Italia segna un nuovo record di domanda: mai così alta come a luglio

Elettricità, l’Italia segna un nuovo record di domanda: mai così alta come a luglio

Più del 41% del fabbisogno è stato soddisfatto dalle rinnovabili. Ma se idroelettrico ed eolico rallentano, il carbone cresce

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MILANO – Mai l’Italia aveva consumato tanta energia elettrica come a luglio 2026. Pesa il caldo torrido, che ha tenuto i condizionatori accesi per lunghe ore, ma anche la domanda delle imprese, dove, a differenza di agosto, si lavora a pieno ritmo. Ecco, dunque, il dato mensile più alto di sempre: quasi 32,5 terawattora di elettricità, in crescita dell’8,3% anno su anno, e di poco superiore ai 32 toccati a luglio 2015.

Le temperature torride alimentano i consumi

Il picco di domanda dell’intero 2026 è stato raggiunto lo scorso 15 luglio, quando le temperature sfioravano i 40 gradi e le città da bollino rosso erano sette. Quel giorno, Terna, il gestore della rete, ha registrato una richiesta pari a circa 58 GW, il 4,5% in più rispetto al picco del 2025. Gli esperti ricordano che la temperatura media dello scorso luglio ha superato di quasi due gradi la media mensile decennale, portandosi a circa sei gradi oltre la media stagionale negli ultimi cinque giorni del mese.

Ma non è solo colpa del caldo. Aumentano, come detto, i consumi industriali, con l’indice Imcei dedicato alle imprese energivore che sale anno su anno del 2,1% a luglio e del 4% nei primi sette mesi.

Rinnovabili al centro, ma cresce anche il carbone

Una buona notizia c’è: le rinnovabili hanno coperto il 41,5 per cento del fabbisogno, forti di una robusta produzione fotovoltaica (6,7 TWh, +20,6%), in grado di compensare il calo dell’eolico (-20%) e dell’idroelettrico (-15%), sotto sforzo a causa della siccità e delle scarse piogge. Aiuta anche la messa a terra di un numero sempre maggiore di impianti, come dimostra la capacità di energia verde salita di 745 MW, contro il +139 MW di luglio 2025. Ad oggi, sul suolo italiano si contano 87,7 GW di potenza rinnovabile totale, a cui si sommano 12,4 GW degli accumuli.

Il peso delle fonti fossili resta comunque elevato, 42,9% sulla domanda mensile di elettricità. Gas ma anche carbone che, sebbene abbia ormai un peso irrisorio sul mix energetico nazionale, a luglio registra una leggera accelerazione.

Ad aumentare, però, è anche il saldo con l’estero, pari al 15,6% del fabbisogno. Qui la spiegazione è duplice: se l’import sale – con flussi importanti dalla vicina Francia – l’export crolla di quasi il 50%. Il saldo mensile è rimasto positivo solo verso Malta e la Corsica.

Faro sulla Germania, scorte gas vuote per metà

Per un’economia ancora fortemente legata al gas – come è quella italiana – non si può parlare di elettricità senza fare un accenno al metano. E su questo fronte il Bel Paese è più al sicuro di altri. Gli stoccaggi sono pieni al 77,96%, leggermente sotto rispetto all’anno passato ma ben oltre la media europea di 59,3%. A pesare in questo caso è la Germania, che ieri ha prelevato lo 0,9% del gas anziché immetterlo e che, a metà agosto, ha ancora le scorte per metà vuote.

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