Edison sostituisce il gas dal Qatar con consegne spot dagli Stati Uniti
di Emma BonottiMILANO – Dieci i carichi bloccati dalla forza maggiore invocata da QatarEnergy per la chiusura dello stretto di Hormuz e il conflitto in Iran. Sette quelli sostituiti da Edison acquistando sul mercato spot e facendo leva sul proprio portafoglio diversificato. Sei quelli che sicuramente partiranno dagli Stati Uniti. Il resoconto della società di Foro Bonaparte, unica importatrice italiana di gas liquefatto (Gnl) dal Qatar, mostra che l’ammanco di metano provocato dalla guerra è stato quasi del tutto colmato, con circa un miliardo di metri cubi assicurati su un totale di 1,4 miliardi venuti meno. Ma allo stesso tempo ritrae un’immagine nitida del potere degli Usa sul mercato del Gnl, per cui da tempo sono primo esportatore al mondo. Un’egemonia che sembra destinata a durare.
Primo carico già arrivato
Dopo i bombardamenti agli impianti di Ras Laffan e la chiusura dello Stretto di Hormuz, la compagnia di Stato QatarEnergy ha cancellato 10 consegne per 1,4 miliardi di metri cubi di ga…
MILANO – Dieci i carichi bloccati dalla forza maggiore invocata da QatarEnergy per la chiusura dello stretto di Hormuz e il conflitto in Iran. Sette quelli sostituiti da Edison acquistando sul mercato spot e facendo leva sul proprio portafoglio diversificato. Sei quelli che sicuramente partiranno dagli Stati Uniti. Il resoconto della società di Foro Bonaparte, unica importatrice italiana di gas liquefatto (Gnl) dal Qatar, mostra che l’ammanco di metano provocato dalla guerra è stato quasi del tutto colmato, con circa un miliardo di metri cubi assicurati su un totale di 1,4 miliardi venuti meno. Ma allo stesso tempo ritrae un’immagine nitida del potere degli Usa sul mercato del Gnl, per cui da tempo sono primo esportatore al mondo. Un’egemonia che sembra destinata a durare.
Primo carico già arrivato
Dopo i bombardamenti agli impianti di Ras Laffan e la chiusura dello Stretto di Hormuz, la compagnia di Stato QatarEnergy ha cancellato 10 consegne per 1,4 miliardi di metri cubi di gas, destinati al terminale di Rovigo. Edison, raccontano i manager, si è attivata alla ricerca di forniture alternative: ad oggi, ha acquistato sette cargo che coprono gran parte delle indisponibilità dal Qatar e ha in corso trattative per la quota mancante. Per sei navi, si tratta di acquisti effettuati sul mercato spot (di breve termine) che porteranno ai terminali di Rovigo e Piombino il Gnl caricato da porti Usa. La settimana nave, invece, sarà fornita da un partner presente nel portafoglio di Edison e, per il management, è ragionevole pensare che possa contenere gas americano.
Il primo carico è arrivato l’11 aprile, a circa una settimana di distanza dall’ultimo arrivo dal Qatar, e altri due sono attesi per questo mese. Il 2 maggio, invece, arriverà il primo Gnl di Venture Global, frutto dell’accordo per la chiusura di un processo arbitrare che durava da tempo. Gli altri sono previsti entro i primi di giugno, anche in base al gioco di incastri con le altre consegne già programmate sui due terminali.
Nessuna criticità sull’approvvigionamento
Nonostante l'effettuo sui prezzi – “elevati, ma non paragonabili ai livelli del 2022” – il management di Edison resta piuttosto ottimista sul mercato del gas. “Non vediamo criticità nel compensare l’ammanco dal Qatar con consegne spot. Di tutto il volume di gas che transita dallo stretto di Homuz – precisa Monti – solo il 10% raggiunge l’Europa, mentre il 90% è destinato all’Asia”. E se è vero che nelle scorse settimana è aumentata la concorrenza sul mercato atlantico, quello che interessa all’Europa, trascinando i prezzi verso l’altro, il calo della domanda asiatica e l’accelerazione della produzione di Gnl Usa dovrebbero mantenere il mercato bilanciato. “Il rischio prezzato dagli investitori è di breve periodo, su cui pesa l’incertezza legata al conflitto e al riempimento degli stoccaggi”.
“Non mancheremo agli impegni presi con i clienti”
“Questi dati confermano la capacità di Edison di gestire l’indisponibilità momentanea del Qatar, grazie alla flessibilità garantita da un portafoglio diversificato in cinque Paesi, che comprende anche Stati Uniti, Azerbaigian, Libia e Algeria, una buona capacità di rigassificazione e una solida posizione sul mercato spot”, commenta l’ad Nicola Monti. E rassicura: “Abbiamo acquisito tutta la capacità necessaria per servire la nostra base clienti, siamo in grado di soddisfare gli impegni presi”. Presto, invece, per fare valutazioni puntuali sugli effetti sul bilancio.
Verosimile una proroga della forza maggiore
Su cosa accadrà nel medio periodo il management non si sbilancia. È verosimile, dice, che QatarEnergy estenda il periodo di forza maggiore oltre la metà di giugno, ma un’informazione certa da parte del partner ancora manca. “Abbiamo confronti mensili, ma credo che sia una valutazione che anche loro effettuano di volta in volta”, prosegue Monti. Non si tratta solo di riaprire lo stretto di Hormuz – su cui ad oggi pende il doppio blocco Usa-Iran – e liberare i carichi intrappolati: l’intera catena di produzione qatariota dovrà essere riavviata, dai treni di liquefazione da raffreddare e a ritroso alla messa in esercizio dei pozzi di estrazione. Il processo richiederà tempo.
QatarEnergy? “Fornitore molto affidabile”
Edison continua a credere fermamente nell’accordo con la compagnia locale: “Sono un partner molto affidabile, che ha dichiarato di voler mettere in campo tutte le azioni di mitigazioni possibili. Abbiamo un contratto di 25 anni iniziato nel 2009 e prima della guerra avevamo iniziato una discussione per rinnovarlo oltre il 2034, eventualmente per volumi inferiori. Le relazioni restano ottime”, assicura Monti.
Per riparare i danni agli impianti nella Penisola araba potrebbero volerci cinque anni. Nel frattempo QatarEnergy guarda a ovest, agli Stati Unti. La compagnia qatariota può festeggiare l’avvio della produzione di gas naturale liquefatto dai primi tre treni della Golden Pass Lng, la joint venture a cui partecipa al 70 per cento insieme all’americana Exxon (30%). Un progetto da 18 milioni di tonnellate all’anno, che batte bandiera a stelle e strisce. L’avvio delle esportazioni su scala mondiale è previsto per il secondo trimestre 2026. Ancora una volta, la guerra ha modificato i pesi sullo scacchiere internazionale dell’energia. Di fatto, la compagnia di Stato di uno dei maggiori esportatori di Gnl al mondo, il Qatar (sesto, con 179,5 miliardi di metri cubi nel 2025), costretta a interrompere la produzione in patria, sposta l’attenzione verso il primo concorrente in assoluto, contribuendo a rafforzare la posizione già dominante degli States (primi con oltre mille miliardi) nel mercato globale del gas liquido.