ROMA – Questione di metodo e merito. Sul primo punto “è necessario interrogarsi sul senso stesso di un gruppo di lavoro ridotto di fatto a un ruolo di comparsa”, scrivono i gruppi parlamentari di Pd, M5S, Avs e Italia Viva in un documento inviato ai presidenti delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. La critica è rivolta al governo e ha come oggetto il cantiere della nuova legge di contabilità.
Nello specifico, le osservazioni delle opposizioni fanno riferimento al documento trasmesso dalla Ragioneria, tramite gli uffici di presidenza delle commissioni, dopo la riunione del gruppo di lavoro del 7 maggio. Al termine dell’incontro era stato preannunciato l’invio di un indice ragionato dei punti principali della riforma che deve allineare le regole del bilancio pubblico alla nuova governance economica dell’Ue. “Su questo documento - scrivono le opposizioni - i parlamentari avrebbero potuto fornire le proprie proposte di modifica, tuttavia il documento trasmesso dalla Ragioneria ha …
ROMA – Questione di metodo e merito. Sul primo punto “è necessario interrogarsi sul senso stesso di un gruppo di lavoro ridotto di fatto a un ruolo di comparsa”, scrivono i gruppi parlamentari di Pd, M5S, Avs e Italia Viva in un documento inviato ai presidenti delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. La critica è rivolta al governo e ha come oggetto il cantiere della nuova legge di contabilità.
Nello specifico, le osservazioni delle opposizioni fanno riferimento al documento trasmesso dalla Ragioneria, tramite gli uffici di presidenza delle commissioni, dopo la riunione del gruppo di lavoro del 7 maggio. Al termine dell’incontro era stato preannunciato l’invio di un indice ragionato dei punti principali della riforma che deve allineare le regole del bilancio pubblico alla nuova governance economica dell’Ue. “Su questo documento - scrivono le opposizioni - i parlamentari avrebbero potuto fornire le proprie proposte di modifica, tuttavia il documento trasmesso dalla Ragioneria ha completamente disatteso le nostre aspettative”.
Dal metodo al merito. Gli scriventi contestano una carenza di “contenuti sostanziali” che “rende difficile formulare osservazioni pertinenti”. Tra i punti che registrano contrarietà c’è il perimetro del controllo parlamentare. L’articolo 5 del documento messo a punto dalla Rgs indica quattro fattispecie. Si va dal monitoraggio, controllo e verifica degli andamenti della finanza pubblica alla “verifica degli adeguamenti della struttura del bilancio e della classificazione delle relative unità elementari di bilancio”. Nell’elenco delle informazioni che in sede di controllo parlamentare possono essere richieste al governo c’è anche la classificazione delle tipologie di spesa, oltre a "elementi relativi alle metodologie e ai contenuti informativi dei documenti trasmessi” dall’esecutivo.
Le opposizioni ribattono: “Assoluta contrarietà, il Parlamento può chiedere qualunque informazione, possono essere definite solo le modalità”.
A dividere è anche l’assetto del Piano strutturale di bilancio (Psb), il documento della programmazione economica e di bilancio. "Del tutto indefinito”, è il giudizio che accompagna la richiesta di “un contenuto che vada oltre quello minimo richiesto dalla Commissione Ue”. Per la deputata Pd Cecilia Guerra il rischio è “ritrovarsi con un piatto preconfezionato”.
Da qui l’invito al governo a presentare un documento dettagliato della nuova legge di contabilità, corredato da "una chiara indicazione degli obiettivi e delle motivazioni che ne hanno guidato la stesura”.
Dal Mef fanno sapere che il ministero è "assolutamente tranquillo e la posizione sarà espressa ufficialmente” domani nell’aula del Senato dal ministro Giancarlo Giorgetti.
All’ordine del giorno c’è la mozione sulla legge di contabilità a prima firma del capogruppo del Pd, Francesco Boccia. La richiesta: “Un pieno coinvolgimento del Parlamento”.