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Fratelli d’Italia resta in pressing su Savona: può influenzare le Opa bancarie

L'intervento del ministro per gli Affari europei Paolo Savona al termine delle comunicazioni del premier Giuseppe Conte nell'Aula della Camera in vista del consiglio europeo, Roma, 27 giugno 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO 

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Dopo lo stop concesso a Unicredit il timore è che anche l’offerta di Mps possa essere fermata. Emergono possibili candidati graditi al centrodestra come Cornelli o Loiero
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TRENTO - Il timore è che possa “influenzare ancora l’andamento delle partite bancarie”. Ancora, sottolineano fonti di governo, per ribadire la contrarietà a quello che viene descritto come il primo errore: la delibera che ha allungato i tempi dell’Ops di Unicredit per l’acquisizione di Banco Bpm.

Sul banco degli imputati c’è Paolo Savona, il presidente della Consob che appena due giorni fa si è detto pronto al passo indietro se la fiducia del governo dovesse venire meno. Ma la disponibilità, raccontano le stesse fonti, non viene ritenuta attendibile. Il sospetto è che Savona non si faccia da parte, restando quindi alla guida dell’Authority dei mercati fino a marzo dell’anno prossimo, quando il suo mandato arriverà a scadenza.

I ragionamenti che ieri hanno animato le interlocuzi…

TRENTO - Il timore è che possa “influenzare ancora l’andamento delle partite bancarie”. Ancora, sottolineano fonti di governo, per ribadire la contrarietà a quello che viene descritto come il primo errore: la delibera che ha allungato i tempi dell’Ops di Unicredit per l’acquisizione di Banco Bpm.

Sul banco degli imputati c’è Paolo Savona, il presidente della Consob che appena due giorni fa si è detto pronto al passo indietro se la fiducia del governo dovesse venire meno. Ma la disponibilità, raccontano le stesse fonti, non viene ritenuta attendibile. Il sospetto è che Savona non si faccia da parte, restando quindi alla guida dell’Authority dei mercati fino a marzo dell’anno prossimo, quando il suo mandato arriverà a scadenza.

I ragionamenti che ieri hanno animato le interlocuzioni di alcuni esponenti dell’esecutivo rimandavano alla scalata di Mps su Mediobanca, operazione benedetta dal centrodestra. Il timore è concentrato qui: la Consob, sostengono le stesse fonti, potrebbe richiedere più informazioni. In ogni caso ritrovarsi a dire la sua su tempi e procedure. E quindi - è la conclusione - a scombinare i piani dell’esecutivo.

La preoccupazione alimenta le critiche nei confronti di Savona. A Fratelli d’Italia non sono piaciute le parole con cui il presidente della Consob, autorità indipendente, ha spiegato la genesi del provvedimento sull’offerta di acquisto della banca guidata da Andrea Orcel. "La Consob - ha detto - è un organo collegiale che lavora con gli uffici, quello legale, degli emittenti, della trasparenza del mercato, e quindi il risultato è la somma di tutte queste riflessioni”.

Il responsabile economico di FdI, Marco Osnato, ribatte: “Il Consiglio dei ministri - dice a Repubblica - dispone di tecnici altrettanto capaci di quelli della Consob. Avendo a disposizione la stessa collegialità della Consob, il Cdm si è espresso all’unanimità, magari con qualche distinzione all’interno delle forze politiche, cosa che invece non è successa in Consob, dove la decisione è stata presa a maggioranza con il voto determinante di Savona".

Il riferimento è al decreto golden power che ha portato Unicredit a presentare un’istanza di autotutela a Palazzo Chigi e, successivamente, la Consob a sospendere l’offerta sul Banco per “la situazione di incertezza creatasi in relazione agli eventuali esiti” dell’iter avviato dalla banca scalatrice.

La differenza di vedute tra il partito della premier e la Consob non cambia il fatto che le critiche di questi giorni sono un’ingerenza all’operato di un’autorità indipendente, tanto più se porteranno Savona all’addio: “La politica - dice ancora Osnato - può osservare e commentare tutto ciò che riguarda la tutela dei cittadini, questo non vuol dire sfiduciare organi che comunque non possono essere sfiduciati dal Parlamento, quindi ogni vittimismo è solo frutto dell’egocentrismo di qualcuno”.

Intanto a Palazzo Chigi si fanno già i primi nomi per il successore di Savona. In pole ci sarebbe Federico Cornelli, commissario Consob e un passato in Abi. Fratelli d’Italia punta su di lui. L’altro candidato è Renato Loiero, consigliere economico della premier, anche lui gradito a FdI.

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