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Scioperano i portuali della East coast americana: lo spettro dell’inflazione agita la Casa Bianca

Harold J. Daggett, presidente dell'International longshoremen’s association (afp)

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Il sindacato International longshoremen’s association (Ila) chiede un aumento dei salari a 69 dollari all’ora (+77%). Sullo sfondo c’è la campagna elettorale per le presidenziali del 5 novembre
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NEW YORK - Ricordate la crisi della catena di approvvigionamento durante la pandemia di Covid, che aveva svuotato i negozi e scatenato l’inflazione? Non siamo ancora allo stesso livello, ma lo sciopero iniziato ieri sera dai lavoratori portuali della costa orientale americana e del Golfo del Messico minaccia di generare una replica assai preoccupante.

I circa 45.000 iscritti al sindacato International longshoremen’s association (Ila), guidati da Harold Daggett, guadagnano 39 dollari all’ora. Secondo il Wall Street Journal, oltre metà dei 3.726 portuali di New York e New Jersey riceve stipendi superiori ai 150.000 dollari all’anno, e un quinto va oltre la soglia di 250.000 dollari. Dalla pandemia in poi, però, le compagnie dei trasporti navali hanno incassato enormi profitti. Quindi l’Ila chiede di alzare il salario a 69 dollari l’ora, con un aumento del 77% nell’arco di sei anni. Il secondo problema è l’automazione, che il sindacato vuole bandire o limitare. La U.S. Maritime Alliance,…

NEW YORK - Ricordate la crisi della catena di approvvigionamento durante la pandemia di Covid, che aveva svuotato i negozi e scatenato l’inflazione? Non siamo ancora allo stesso livello, ma lo sciopero iniziato ieri sera dai lavoratori portuali della costa orientale americana e del Golfo del Messico minaccia di generare una replica assai preoccupante.

I circa 45.000 iscritti al sindacato International longshoremen’s association (Ila), guidati da Harold Daggett, guadagnano 39 dollari all’ora. Secondo il Wall Street Journal, oltre metà dei 3.726 portuali di New York e New Jersey riceve stipendi superiori ai 150.000 dollari all’anno, e un quinto va oltre la soglia di 250.000 dollari. Dalla pandemia in poi, però, le compagnie dei trasporti navali hanno incassato enormi profitti. Quindi l’Ila chiede di alzare il salario a 69 dollari l’ora, con un aumento del 77% nell’arco di sei anni. Il secondo problema è l’automazione, che il sindacato vuole bandire o limitare. La U.S. Maritime Alliance, che unisce i datori di lavoro nei porti da Boston a Houston, ha offerto il 40%. Poi, su pressione della Casa Bianca, è salita al 50%. L’Ila però ha rifiutato e proclamato lo sciopero: “Nulla si muoverà senza di noi”, ha minacciato Daggett.

Gli effetti concreti per il pubblico non saranno immediati perché la Retail industry leaders association, che rappresenta catene come Best buy, Home depot, Dollar general e Gap, si era cautelata anticipando i rifornimenti autunnali in vista delle feste natalizie, oppure ha spostato le consegne verso i porti della costa occidentale, come California e Washington.

Se però lo sciopero andasse oltre una settimana, l’impatto inizierebbe a diventare significativo, tanto per le perdite economiche, quanto per la mancanza di prodotti, per non parlare del rischio che l’inflazione torni a salire a causa dell’aumento della domanda e del calo dell’offerta. Tutto questo sullo sfondo delle elezioni presidenziali del 5 novembre, che ovviamente alzano la pressione sul presidente Joe Biden, per evitare sviluppi che potrebbero complicare la corsa alla Casa Bianca della sua vice Kamala Harris.

I repubblicani stanno già alzando la voce, affinché l’amministrazione invochi il Taft-Hartley Act del 1947 per costringere i portuali a riprendere le attività. Biden ha risposto con un comunicato in cui si è schierato con l’Ila: “Le compagnie dei trasporti marittimi hanno fatto profitti record dopo la pandemia, in ceri casi oltre l’800% rispetto a prima. I compensi dei dirigenti sono aumentati in linea con questi ricavi, è giusto che ora accada anche ai lavoratori”. Biden e Harris quindi puntano sul voto di sindacati e colletti blu, ma potrebbero cambiare linea, se lo sciopero si prolungasse con effetti negativi per l’economia e tutti gli elettori.

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