Milano, la crisi si allarga. Pajola eroe di Belgrado, in Grecia scoppia lo scandalo arbitri

Milano-Barcellona, duello Nebo-Wright
Milano-Barcellona, duello Nebo-Wright 

Curiosità, protagonisti e storie del basket

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La testa della classifica di Eurolega si definirà stasera nello scontro diretto tra Olympiacos e Fenerbahce: solo una si unirà al Panathinaikos già ieri salito in vetta. Entrambe ko le italiane: Bologna si è mantenuta tra le prime 10, Milano si è confermata ultima. Una vincerà domenica, in campionato: c’è un nuovo derby d’Italia.

Milano battuta e fischiata

Fischi d’ira e di sgomento al Forum, sofferta dall’Olimpia un’altra partita di tragica modestia, finita 89-81 per un Barcellona tra i meno brillanti del decennio. Sempre sotto, 40’ su 40’, quattro quarti tutti perduti, la sesta sconfitta su 7 gare allarga una crisi che spinge nell’angolo pure i pochi bei ricordi, come la fresca vittoria di Napoli. Stavolta Milano colleziona palle perse (19) e agli altri fa collezionare rimbalzi d’attacco (17), i numeri contabilizzano la batosta, le facce l’aggravano. Si salva solo Burnell, si salverebbe Cole, per l’attacco, se la taglia minima non gli facesse restituire tutto o quasi in difesa, peggio di tutti affogano Guduric e Hall, Mathews e Wright, Thompson e il Peters che arriva a piluccare gli avanzi. Poeta spiega e non spiega, al centro del mirino finisce sempre il coach. Ma questi come giocano?

Bologna a metà dell’opera

Doveva arrivare una sconfitta, dopo 7 vittorie di fila tra Eurolega (4) e campionato (3), e a Sofia, contro i nababbi dell’Hapoel, alla Virtus ha fatto meno male. S’è fermata a metà dell’opera, per mezza partita travestita da superpotenza (+12 al riposo), per l’altra mezza costretta a scoprire quanto erano grandi e grossi gli israeliani, sbattendo contro una difesa che aveva dato i due giri di vite che prima, per indolenza da vittoria inevitabile, i signori in rosso non s’erano degnati di allestire. Nella sua sterminata panchina Itoudis ha pescato i gregari disposti a faticare in trincea, dopodichè in attacco Micic ha onorato i suoi 6 milioni di dollari di paga e LeDay (22 punti) s’è riproposto alla Vu come il nemico di tanti derby giocati per Milano. Bologna usa l’Europa per crescere in Italia, non ha mire fuori luogo e cerca di colpire in velocità, adeguandosi pure al basket scacchistico dell’Hapoel che l’ha costretta a rallentare. Poi, tra pesi massimi e pesi piuma, si sa chi ha il pugno più pesante.

Vasiliki Tsaroucha
Vasiliki Tsaroucha (afp)

Grecia, arbitri arrestati e la solita guerra di Troia

Sei persone arrestate, dal presidente della federazione a un manipolo di arbitri: in attività, o da poco a riposo. Contanti trovati in casa, “non compatibili col loro profilo economico”: 931mila euro in tutto, 820 nello stesso mobile, di un fischietto in pensione. 50 partite truccate in un arco di dieci anni. Affiora così, per sommi capi, lo scandalo che sta travolgendo il basket greco, dal vertice in cui siede il presidente Vangelis Liolios a scendere, con dimensioni ingenti e minacce d’esiti squassanti. Ipotesi: corruzione, attiva e passiva. In soldoni: partite truccate, dalla massima serie greca alle categorie minori. Sullo sfondo, l’inevitabile ombra delle scommesse. Lambita pure l’Eurolega: è agli arresti l’arbitra internazionale Vaso Tsaroucha, fermata di rientro da una partita di Eurocup diretta in Turchia e subito sospesa dalla lega.

La storiaccia investe la Grecia e tracima in Europa. Sono greche infatti le squadre che più spendono e più vincono, Panathinaikos e Olympiacos, e se l’eccellenza dell’odierno sistema dovesse svelare fondamenta marce sarebbe una mazzata per tutti. La lettura in controluce della faccenda porta ai due club separati in patria da una rivalità che distilla odio in purezza. Guerra di Troia, o meglio Atene contro Pireo (a Sparta non si fa basket). I Verdi e i Rossi si fronteggiano da nemici non solo in campo (e spalti adiacenti), ma anche in aule di giustizia, dove s’avvia a finire pure questa vicenda. Già partito all’assalto sui social, il patron del Panathinaikos Dimitris Giannakopoulos annuncia azioni legali “per tutti i trofei che ci hanno rubato in questi anni”, e se queste invettive non inedite non fanno nomi disegnano il profilo del grande vecchio che tutto orienterebbe, il detestato Olympiacos. Tutti innocenti fino a prova contraria, si capisce, ma la falla è enorme. Chi fischiava male in Grecia poteva fischiar bene in Europa?

Pajola, dulcis in fundo

Infine, per rifarsi la bocca, c’è il derby di Belgrado Partizan-Stella Rossa, uno dei più torridi d’Europa, dilatato al supplementare, deciso davanti a ventimila spettatori da un ragazzo italiano. Alessandro Pajola, ex capitano di Bologna ora arruolato al Partizan, non passa per grande tiratore, ma i nervi saldi fanno santa anche la mano. L’ha vinto lui, 85-82 con una tripla a 17”. Cercatela in rete. Merita.

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