Cultura

Una mano di tarocchi nel grande gioco del mondo

Una mano di tarocchi nel grande gioco del mondo

Dalla finanza alle risorse naturali, dalle big techalla guerra ibrida, le mappe di Maurizio Molinari

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Nel capolavoro Il castello dei destini incrociati, 1973, Italo Calvino scandisce la trama del romanzo estraendo via via le carte dal magnifico mazzo dei Tarocchi di Marsiglia. Maurizio Molinari, a lungo inviato, poi direttore della Stampa e di Repubblica, importa la tecnica combinatoria ne Le mappe per capire il potere: i dieci scenari interconnessi del nostro mondo (Rizzoli). Da cronista ha imparato che «L’interconnessione è strategica» e disegna quindi dieci mappe, «tasselli di un mosaico indivisibile», per illustrare il presente. I cellulari funzionano grazie a minerali estratti in Africa, tecnologia Usa, manodopera asiatica e, in tempo reale, consegnano notizie e disinformazione collazionate da algoritmi in mano ad oligarchi, mutandosi, nei conflitti, in arma letale. La prima carta estratta dal mazzo del disordine globale, “Geopolitica”, evoca Washington e Pechino, Mosca e l’Europa, Kiev, il Sahel, il Pacifico, libera però dal bla bla dei talk show. La Cina di Xi Jinping non ricalca l’Urss di Stalin, nel XXI secolo l’avversario strategico di Washington è anche il partner commerciale dal quale dipendono Pil, consumi, consenso elettorale al voto di Midterm. La seconda carta di Molinari, “Armi”, conduce nelle trincee del Donbass, dove, nel rombo dell’artiglieria, un drone da 350 euro distrugge tank da 250 milioni. Il soldato nel fango dipende da un satellite commerciale Starlink, quando Elon Musk esegue gli ordini di Trump e smorza il segnale, i russi avanzano. Il listino export della difesa evolve ad ogni ora, male il Cremlino, boom di Turchia e Corea del Sud.

Il tarocco “Energia” spezza il cappio intrecciato dall’ex cancelliere tedesco Schroeder, ora lobbista di Mosca, gas russo al collo di Bruxelles. L’America dello shale gas scava miniere in antiche fattorie, la Cina è leader su pannelli, batterie, elettrificazione. I combustibili ricreano vassallaggi da Medioevo e le rotte commerciali - Hormuz, Malacca, Suez, Panama - inseguono possibili evasioni. Se basta una portacontainer di traverso nel Canale fra Mar Rosso e Mediterraneo per inceppare il supermarket pianeta Terra, il disgelo sull’Artico apre scorciatoie fra Asia ed Europa, con il cambiamento climatico a ribaltare logistica e rincorsa nucleare. Mosca attrezza porti dimenticati degli zar, Trump compra navi rompighiaccio dalla Finlandia, la Groenlandia è cruciale quanto Silicon Valley.

La carta “Tecnologia” cala su Taiwan, microchip, silicio, la sicurezza dell’isola strategica per computer, automobili, intelligenza artificiale, il marchio Nvidia, i cloud, memoria dell’economia digitale. Segue l’identikit del potere finanziario, dollaro, yuan, Visa e American Express. Escludere una banca dalla rete Swift equivale al blocco navale di un porto.

Settima mappa-tarocco, le “Risorse critiche”, dal petrolio ai minerali da manuale di chimica - litio, cobalto, gallio - un percorso a zig zag da Congo, Cile e Australia agli impianti cinesi, mentre i piani forbiti dell’automobile pulita sbattono sull’inquinamento dell’estrazione. L’ottava carta illustra l’influenza digitale, TikTok, X, Telegram, Instagram, lande virtuali dove si conquistano attenzione e consenso. Censura, bot, guerra cognitiva incendiano le piazze a Parigi e Milano, e minacciano le elezioni 2027.

Penultima pagina dell’atlante, la “Demografia”. La Cina invecchia prima di arricchirsi, come previde uno studio della Fondazione Nardini, l’India deve istruire milioni di giovani, perfino in Africa il boom delle nascite scema e l’Europa vede a rischio pensioni, sanità, ferie, welfare, con generazioni meno numerose. Chiudono “Democrazia” e “Autocrazia”, le società aperte sognate da Karl Popper, Usa ed Ue inclusi, corrose da nazionalismo, populismo, razzismo, odio, con Molinari a studiare la “zona grigia”, interessi e valori in lotta.

Il valore e la tempestività del saggio sono nel costringerci a mischiare i tarocchi per fugare pregiudizi, analisi obsolete, notizie virali, cercando le ragioni dei fatti, per un domani meno ingiusto. È la meta sottesa alla dedica ai figli Eli, Chana, Dan e Naomi, e alla moglie Micol, «le radici da preservare e l’orizzonte da inseguire». Oltre le frontiere della realtà, la domanda finale inquieta: che mondo lasceremo a chi amiamo?

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