Leone lascia l’ospedale Gemelli: “Sto molto meglio”. Oggi l’Angelus. Il chirurgo: “Può viaggiare”
di Iacopo ScaramuzziE’ uscito così come era entrato cinque giorni fa, dal portone principale, salutando con la mano la folla di fedeli, pazienti, giornalisti e curiosi, ma senza perdere tempo. E così come aveva annunciato di persona il ricovero, con poche parole precise, all’Angelus di domenica scorsa. Pragmatico, tranquillo, esplicito. Papa Leone non ha voluto dissimulare la malattia né drammatizzarla, il modo migliore per governare un problema che nella storia del papato è sempre stato radioattivo perché da quell’unico uomo vestito di bianco, dalle sue forze e dalle sue fragilità, dipende l’equilibrio di Santa Romana Chiesa.
Una buona notizia
La giornata di Leone è iniziata con una buona notizia: i medici che lo hanno visitato la mattina lo hanno giudicato «idoneo alla dimissione». La decisione era nell’aria ma mancava la conferma ufficiale. Non ci sono ancora i risultati delle analisi istologiche che diranno se dopo la rimozione di un cancro al polmone destro, martedì pomeriggio, saranno necessarie al…
E’ uscito così come era entrato cinque giorni fa, dal portone principale, salutando con la mano la folla di fedeli, pazienti, giornalisti e curiosi, ma senza perdere tempo. E così come aveva annunciato di persona il ricovero, con poche parole precise, all’Angelus di domenica scorsa. Pragmatico, tranquillo, esplicito. Papa Leone non ha voluto dissimulare la malattia né drammatizzarla, il modo migliore per governare un problema che nella storia del papato è sempre stato radioattivo perché da quell’unico uomo vestito di bianco, dalle sue forze e dalle sue fragilità, dipende l’equilibrio di Santa Romana Chiesa.
Una buona notizia
La giornata di Leone è iniziata con una buona notizia: i medici che lo hanno visitato la mattina lo hanno giudicato «idoneo alla dimissione». La decisione era nell’aria ma mancava la conferma ufficiale. Non ci sono ancora i risultati delle analisi istologiche che diranno se dopo la rimozione di un cancro al polmone destro, martedì pomeriggio, saranno necessarie altre terapie, ma ieri gli esami del sangue e la radiografia al torace hanno mostrato una buona ripresa. E dunque il Papa nel primo pomeriggio ha potuto lasciare il policlinico Gemelli e tornare a casa sua nel palazzo apostolico vaticano. Alle 15.30 in punto è sceso dal decimo piano, dove ha vissuto questi cinque giorni di emergenza, con il solito passo dondolante e il sorriso tranquillo. La veste bianca semplice, la fascia con lo stemma pontificio sul fianco, più che un paziente sembrava passato da lì per fare una visita pastorale, e così è stato salutato dai tanti presenti, gli smartphone per aria a catturare una foto o un video, le esclamazioni e i coretti per salutarlo al passaggio.
“Much better”
Tra la folla dietro le transenne, nell’atrio del policlinico, ha voluto fare una piccola deviazione per salutare Ilaria, una donna affetta dalla malattia di Crohn con appresso le trasfusioni, ad attenderlo fuori Varvara, una tredicenne ucraina guarita dal tumore. A chi gli urlava come sta ha lanciato, in inglese, «much better, thank you», molto meglio grazie, poi ha salutato i medici, ha giunto le mani a mo’ di ringraziamento, è salito agile sul suv Ford (la casa automobilistica di Chicago) targata Scv1, l’ammiraglia della flotta vaticana, e il corteo è filato via, mentre Leone abbassava il finestrino per salutare i passanti.
L’Angelus, di nuovo
A mezzogiorno il Papa recita l’Angelus affacciato su piazza San Pietro dalla terza loggia del palazzo apostolico, la stessa finestra dalla quale solo una settimana fa aveva preso di sorpresa il mondo, nonché la Curia romana, annunciando che si sarebbe ricoverato di lì a pochi giorni per un «nodulo» al polmone. Oltretevere già si prepara l’udienza generale del mercoledì. Quanto al viaggio in America Latina, dodici giorni tra Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre, è stato lo stesso professore che lo ha operato a dare la luce verde. «Direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto», ha detto Stefano Margaritora.
Sistemando le sedie
«Penso che un paio di settimane per una ripresa fisica veramente completa ci vogliono. Quindi, essendo già quasi passata una settimana, tutto sommato io credo che il Papa in un’altra decina di giorni possa essere pienamente recuperato», ha detto il chirurgo. Nell’intervista a Andrea Tornielli per i media vaticani conferma che la scoperta del cancro nella parte bassa del polmone destro è stata «assolutamente casuale» facendo «degli esami di routine all’addome», e racconta un dettaglio che dice molto dello stile di Robert Francis Prevost: «Nella seconda giornata dopo l’operazione, ci siamo girati e stava sistemando lui le sedie nella cappella. Noi gli abbiamo detto: “Santo Padre, ci siamo noi”. E lui: “Non importa, riesco a farlo, lo faccio”».
“Sa il fatto suo”
Fuori dal Gemelli, tra la folla che lo ha visto da vicino, Annalisa dice che questo Papa le piace «per come affronta le cose, ad esempio come ha risposto a Trump, calmo e deciso: mi sembra uno che sa il fatto suo». A Mattia, in carrozzina, si illumina lo sguardo quando racconta che il Papa da lontano lo ha salutato, i genitori, Roberto e Stefania, dicono che, certo, «Francesco era un po’ irraggiungibile, ma anche Leone ci piace, e questa malattia lo ha avvicinato alle persone». Enrico prevede che il Papa si riprenderà alla grande: «E che scherziamo?».