Il Papa ha ricominciato a camminare. I medici: "Gli esami confermano un decorso regolare"
di Iacopo ScaramuzziIl fratello maggiore di Leone XIV, Louis Prevost, ha riferito che il Papa “si sentiva bene e non provava dolore” dopo l’operazione di ieri per la rimozione di un tumore al polmone. La notte per il Papa è trascorsa tranquilla, fanno sapere dal Policlinico Gemelli, nel pomeriggio ha concelebrato messa nell’appartamento che occupa.
Valori nella norma
“Questa mattina il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l'intervento”, ha riferito nel pomeriggio la sala stampa vaticana diramando una nota vergata dal dottore Luigi Carbone, medico curante del Papa, e dal dottore Stefano Margaritora, che lo ha operato ieri. “Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito. Il Santo Padre ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto”. A quanto ha rif…
Il fratello maggiore di Leone XIV, Louis Prevost, ha riferito che il Papa “si sentiva bene e non provava dolore” dopo l’operazione di ieri per la rimozione di un tumore al polmone. La notte per il Papa è trascorsa tranquilla, fanno sapere dal Policlinico Gemelli, nel pomeriggio ha concelebrato messa nell’appartamento che occupa.
Valori nella norma
“Questa mattina il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l'intervento”, ha riferito nel pomeriggio la sala stampa vaticana diramando una nota vergata dal dottore Luigi Carbone, medico curante del Papa, e dal dottore Stefano Margaritora, che lo ha operato ieri. “Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito. Il Santo Padre ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione facendo colazione e pranzo. Il decorso procede secondo quanto previsto”. A quanto ha riferito in Vaticano il Papa è “di buon umore” e la degenza prevista resta quello di circa una settimana dall’ingresso indicata prima del ricovero. Per quanto riguarda i risultati della biopsia il Vaticano non dà indicazione sui tempi.
“Problema individuato presto”
Alla televisione statunitense NewsMax il fratello del Papa ha detto di non aver parlato con Leone dopo l’operazione, ma di avere ricevuto un messaggio “dal suo collaboratore più stretto”, verosimilmente il segretario don Edgar Rimaycuna, “l'operazione era conclusa, lui era sveglio, si sentiva bene e non provava dolore. Quindi, per quanto ne so finora, sta bene ed è in ottime mani. E speriamo per il meglio: hanno individuato il problema abbastanza presto, potrà guarire dall'intervento e proseguire il suo ministero papale”.
Grave ma rimosso
Louis Prevost ha appreso dell’operazione quando il Papa l’ha annunciata all’Angelus domenicale: “È successo tutto... mamma mia, è successo in fretta... nel giro di un paio di giorni appena. È stato tutto molto rapido. Uno shock. Quando lo ha annunciato domenica durante la messa... e noi lo abbiamo saputo, ovviamente, qualche ora dopo. È stato un vero shock, soprattutto per mio fratello minore – il più giovane –, anche perché io stesso sono in cura per un tumore, qui a Tampa. Ma sapere di quel nodulo al polmone è stato snervante, ci ha fatto tremare. Poi ho parlato con lui, ed è stato allora che me l'ha detto. Gli ho chiesto: "Sei in pericolo di vita? No. È grave? No. Pensano di essere intervenuti in tempo. È piccolo. Dovrebbe essere un intervento relativamente semplice, una sorta di microchirurgia", non un'apertura del torace, per intenderci. Quindi eravamo tutti fiduciosi e di buon morale, sperando nel meglio. E a quanto pare, alla fine, sono soprattutto buone notizie. Ciò che hanno trovato era grave, ma sono riusciti a rimuoverlo completamente”.
Il proprio tumore
Louis Prevost ha a sua volta un “mieloma multiplo”, ha spiegato: “È un tipo di tumore del sangue che si sviluppa nel midollo osseo. Mi è stato diagnosticato nel 2017 e da allora lo sto combattendo. Al momento sto partecipando a una sperimentazione clinica, è per questo che ci troviamo a Tampa: devo restare entro un'ora di distanza dall'ospedale”.
Trasparenza vaticana
Il fratello del Papa si dice convinto che le informazioni che il Vaticano sta trasmettendo sono trasparenti: “Io credo di sì”, ha detto. “Conoscendo lui e le persone a Roma che mi hanno parlato o contattato, penso che sia tutto trasparente. Non vedo alcun motivo per dubitare di quanto detto finora. Certo, finché non potrò parlargli di persona, continuerò a seguire la situazione. E, basandomi sul suo umore e sul tono della voce di ieri e di stamattina (ieri mattina, ndr), prima dell'intervento, ho avuto l'impressione che la situazione non sia poi così grave. È una cosa seria, ma non critica. Quindi penso che vada tutto bene. Continuerò a mantenere un atteggiamento positivo”.
Preghiere per il Papa
“Siamo entrambi molto positivi”, ha detto Louis Prevost: “Credo che il mio atteggiamento positivo e il suo abbiano contribuito enormemente a tenermi in vita, qui sulla Terra, e in condizioni di salute relativamente buone. E lo stesso varrà per lui. Quando ci siamo parlati, mi ha chiesto: "Hai paura di qualcosa? Sei spaventato?". Gli ho persino suggerito di venire qui a Tampa, nell'ospedale dove sono in cura io, che offre un'assistenza oncologica fantastica. Ci abbiamo scherzato su e gli ho detto: "Sono sicura che lì a Roma, nell'ospedale dove ti trovi, ricevi ottime cure, visto chi sei". Abbiamo scherzato in questo modo, ma non ho dubbi che l'atteggiamento positivo conti moltissimo per affrontare situazioni del genere. Inoltre, per esperienza personale, non ho dubbi che anche il potere della preghiera sia fondamentale. E poi ci sono tutte le persone che mi hanno contattata dicendo che pregano per lui e per me. Cerco di ringraziarne di persona quante più possibile. Ma credo fermamente, come ha detto lui, che sia tutto nelle mani di Dio. Confido nel fatto che Dio sappia cosa sta facendo. Lui è sereno riguardo a qualsiasi cosa accada ed è pronto ad affrontarla nel modo giusto”.
Il cardinale Tagle lo sostituisce a messa
Questa mattina in piazza San Pietro il cardinale filippino Louis Antonio Tagle, decano del collegio cardinalizio, ha sostituito il Papa nella messa conclusiva del vertice in corso con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo a dieci anni dall’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco. La Chiesa, ha scritto Leone, è “famiglia di famiglie”, e deve mettere in pratica l’evangelico comandamento “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi, sì da creare “un clima di cura reciproca da cui tutti trarremo beneficio: i giovani sposi, che si sentiranno incoraggiati mentre iniziano il loro cammino coniugale; i genitori, che avranno aiuto nell’affrontare le sfide impegnative legate alla crescita dei figli e alla gestione della vita familiare; gli anziani, che vedranno riconosciuto e valorizzato il loro ruolo di testimoni di saggezza e di virtù, mentre le forze fisiche diminuiscono. Qui troverà appoggio e motivazione anche chi è più fragile, o vive situazioni difficili e momenti di crisi, circondato da affetto e protetto da giudizi e pregiudizi”. Sempre oggi il Vaticano ha pubblicato due nomine episcopali che il Papa ha firmato, in Slovacchia e Brasile.